Blood Addiction

BR

Sono le 23:33, manca meno di mezz’ora ed è quasi tutto pronto. Stanno comodamente fumando alla finestra della casa abbandonata, mentre l’economica lanterna elettrica illumina lo spazio disordinato, dimenticato, di quella che un tempo doveva essere la sala da pranzo. La ragazza sorseggia una birra, interrompendo continuamente i sorsi ridacchiando, per via degli altri due che rimembrano le peripezie del weekend di due mesi fa.

– Enry. –

Il racconto viene interrotto. L’altra ragazza, che stava fumando alla finestra, porge lo spinello.

– Prepariamo? –

Enry si alza dalla sedia e lo afferra.

– Si, va bene, ma tranquilla! Ci stavi almeno ascoltando? –

L’altro ragazzo si sporge dalla sedia, facendo una smorfia.

– Si infatti, ci stavi ascoltando Cheryl? –

Cheryl si siede sulla finestra. Lo scimmiotta.

– No infatti, non stavo ascoltando Emìl. –

Emil allarga bocca e occhi, e si gira verso tutti, poi torna su Cheryl, strizza gli occhi  e inclina il collo.

– Beh?! Rachelle digli qualcosa, no?! –

Rachelle si stacca dal collo della bottiglia, pulendosi le labbra con la manica.

– Ma Emìl, sappiamo che ce l’hai ancora con lei perchè ti ha fregato il tipo l’altra sera! –

Emìl fa una smorfia di disgusto e falsa ira. Enry con un colpo di risa, manda di traverso il fumo, iniziando a tossire, mentre le ragazze ridono di gusto del loro amico adirato. Le risate continuano ancora per qualche minuto, tra ricordi e supposizioni, versi e dibattiti.

– Uuuuh, la mascella! Ti Ricordi la mascella?! –

Emìl si copre le orecchie.

– Tappatelele bocca! –

Enry, dopo essersi ripreso e bevuto un po’ d’acqua, guarda l’orologio. Appoggia la bottiglia sul tavolo, piegandosi cercando qualcosa nello zaino.

– Dai Emil, non ti sei perso niente. –

Rachelle nota che Enry ha appoggiato una scatola sul tavolo, quindi si allontana per prendere le candele.

– Sì è vero, lo posso confermare. –

Emil si alza e si sistema i vestiti.

– Oh grazie, questo mi conso… Aspetta cosa?! –

Tutti tornano a ridere, tranne il povero Emìl, che grugnisce iracondo. Enry apre la scatola, posizionando sul tavolo una pedana, mentre Rachelle imposta le candele intorno, accuratamente. Cheryl avvicina le sedie, intanto Emìl fuma alla finestra, sbuffando irritato, per poi spegnere lo spinello sul davanzale, gettandolo nel posacenere. Poi batte le mani in modo incitante, prendendo e appoggiando a terra i vari incensi.

Ora sono tutti seduti intorno alla pedana, osservandola increduli o divertiti. Cheryl passa il dito sul piccolo ripiano pieghevole, osservando gli altri.

– Sapete tutti come funziona? –

Enry fa una smorfia.

– Da internet. –

Rachelle ed Emìl alzano gli occhi. Cheryl sorride.

– Segui noi. –

Tutti si prendono le mani, chiudono gli occhi e iniziano ad ascoltare le parole di Ceryl. Parole incomprensibili e confuse, talmente estranee al nostro verbo da dover sicuramente essere imparate a memoria, in qualche sito e libretto dell’occulto. Parole, che spesso la ragione non può coglierne i veri significati, attribuendo figure a forme, a ciò che di forma è tutt’altro. La voce, una vibrazione troppo sottovalutata. Durante il pedante e cieco canto, le fiamme delle candele danzavano caute.  Cheryl interrompe il proverbio arcaico. Sospira calma.

– Bene, apriamo gli occhi.-

Tutti rilassano le palpebre, riadattandole alla vista. Si guardano. Quell’atmosfera tra terrore e sicurezza, che solo la curiosità può dipanare. Cheryl guarda Rachelle ed Emìl, che ricambiano con un cenno affermativo, poi verso Enry, che fa cenno sorridendo, facendo sfuggire un sorriso anche a lei.

– C’è qualcuno? –

Le candele sfiammano verso l’alto una lingua di fuoco, che illumina la stanza e scompare l’attimo dopo. Enry prende paura, staccando le mani, poi seguito da tutti gli altri.

– Merda!-

Rachelle, respirando affannosamente per lo spavento, stringe il braccio dell’amico.

– Tranquillo, è tutto apposto.-

– Mah! Le candele!-

Emìl schiocca il dito silenziosamente un paio di volte, attirando l’attenzione di Enry.

– Un po’ brusco come prima volta, ma di norma è così, tranquillo.-

Si scambiano un sorriso, Enry calma il respiro e fa l’occhiolino. Rachelle e Cheryl ridacchiano, poi la prima guarda verso l’alto.

– Bene. Ti porgiamo i nostri saluti, informandoti che siamo qui stasera per metterci in contatto con lo spirito che risiede in questa villa. Possiamo parlare con te? –

Le candele sfiammano nuovamente. Tutti sobbalzano sorpresi, allegri e sotto sotto tremolanti.  Emìl, fissando il triangolo forato di legno sulla pedana, fa cenno a tutti di appoggiare le mani.

– Come ti chiami? –

Il triangolo di legno inizia a muoversi piano, mentre Enry venne attraversato visibilmente da un brivido.

– Uh, cavolo, okay, sì, so come funziona okay…-

Gli altri accennano un riso con le spalle. Il triangolo si ferma sulla lettera B, per poi ripartire verso la R. Cheryl sospira sorridente.

– Bi ed Erre. Sono le iniziali, credo. –

Rachelle alza le spalle, interrogativa.

– Vuoi chiedere qualcosa, Enry? –

Lui deglutisce, espira nervoso grattandosi la nuca, per poi fare cenno di accettare.

Cosa chiede Enry?

  • - Ti sei messo in contatto con noi, ti serve aiuto? - (0%)
    0
  • - Chi eri prima di diventare uno spirito? - (67%)
    67
  • - Possiamo sapere cosa fai qui, è la tua casa? - (33%)
    33
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4 Commenti

  • Ciao Riccardo, grazie per il racconto. La cosa che mi è piaciuta di più nel tuo primo capitolo sono le interazioni tra i personaggi. La cosa che non mi è piaciuta sono le poche descrizioni del luogo nel quale si svolge la vicenda. Ho votato per un approfondimento sullo spirito. Comunque buon racconto, aspetto di leggere il seguito.

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