bucaneve

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Secondo numerose statistiche il 67% delle donne è intrappolata in una vita che non vuole. Io, Alice, sono una parte di quella altissima percentuale.

Poco meno di 30 anni, ho lavorato tanto nella mia vita e solo qualche anno fa mi sono inscritta all’università nella facoltà di criminologia. Per anni ho lavorato nei locali come barman ma il mio più grande sogno fin da bambina è stato poter scrivere articoli di cronaca nera. Mentre le mie compagnette di scuola giocavano con barbie, io le coloravo di rosso e inventavo storie e giustificazioni sul omicidio ovviamente commesso da Ken inscenando processi.

Ho cambiato lavoro circa un anno fa, lavoro per un giornale locale, un piccolo passo verso il mio grande sogno. Vivo nella fantastica Bologna, con mille storie, colori, portici, vivo con Giglio il mio enorme cane nero in una grande casa in via Murri. Non mi occupo di omicidi ne di criminali in generale, non vi nascondo che bologna ne è piena, ma per ora mi limito a scrivere piccoli articoli pubblicitari di aziende locali. Quando arrivai in redazione dovevo limitarmi a smistare la posta fissare appuntamenti rispondere al telefono e aprire la porta quando arrivava qualcuno. A distanza di quasi un anno ho un scrivania tutta mia. Hobby? qualcuno, mi alleno due volte a settimana al poligono e tre krav maga. Amore? no grazie preferisco un Negroni.

Durante il giorno succedono le stesse identiche cose, la mattina porto fuori giglio verso le 7 vado al bar ordino un caffe, il barista è sempre molto simpatico e gentile e prova ripetutamente ad avere il mio numero di telefono, pago lo saluto non esaudendo il suo desiderio, rientro a casa, abbandono le mie fantastiche Nike di colori improponibili, doccia, trucco e capelli, giacca , tacchi e via. Arrivo in ufficio mediamente 9volte su dieci in ritardo, la posta sulla scrivania ,mi siedo e 1..2…3 squilla il telefono:

“Alice, nel mio ufficio”

La direttrice con nuovi incarichi. Lei è  Marla, Marla Singer come quella di Fight Club,una donna atipica, borderline, misteriosa, esigente, problematica…o meglio conosciuta come Liliana Bianconi la nostra capo redattrice. Arrivo da lei mi da un incarico mi chiede di confrontarmi con Luca, in nostro grafico, per la scelta delle foto, mi ripete tre o quattro volta la data di consegna, che varia se l’articolo è quotidiano settimanale o mensile, senza darmi la possibilità di aprir bocca mi rimanda via. Lavoro fino alle 17 solitamente non mi fermo neanche per la pausa pranzo, torno a casa abbandono quei fastidiosissimi tacchi faccio un giro veloce con Giglio e poi mi alleno, torno a casa preparo la cena mi metto sul divano guardo un film e la maggior parte delle volte mi addormento li in caso contrario vado su in camera e dormo fino a suono della sveglia dell’indomani mattina alle 6:30. 

ok. queste sono le mie giornate tipiche, ma fortunatamente il 70% delle volte dopo le 19 arriva sempre la chiamata di qualcuno, un qualcuno che probabilmente porta del buon vino rosso costoso e non va via prima che il sole sorga del tutto. Non riesco a frequentare la stessa persona per numerose volte, da un semplice gioco diventa una abitudine che intrappola. Molti di voi sono contrari a questa mia affermazione. Ma ho amato, e vi giuro anche tanto, e alla fine della storia dopo un serie lunghissime di sedute dal terapeuta, mi sono promessa che sarebbe stata l’ultima volta. rinuncio quotidianamente all’amore ma non riuscirei a rinunciare al piacere, al sentirmi viva mentre le gambe tremano e i miei seni diventano duri le mie mani sudate, i miei odori si confondono con altri, il mio piacere che si esterna dal mio corpo, il respiro pesante, il battito irregolare. Quel sentire caldo a dicembre o avere i brividi di freddo ad agosto, quel disordine interiore che non riesci a riordinare, quella voglia di sperimentare e conoscere sempre di più il tuo corpo. Solo in quei momenti della giornata mi sento veramente libera, mi sento bella e invincibile, quasi perfetta. Sentirmi desiderata anche sono per un paio di ore mi far stare bene, mi piace vedere le loro espressioni, quegli sguardi sorpresi, ascoltare le storie assurde che sono capaci di inventarsi gli uomini per portarti a letto. Anche noi donne siamo brave a far credere loro che ci sanno fare, che sono riusciti a convincerci quando aveva già deciso di cedere ancora prima d’incontrarli. Se è vero che dio esiste gli chiederei di non togliermi mai gli uomini, le loro mani e la loro lingua dal mio corpo. Ma c’è una cosa che molti definiscono insolita quasi scortese eppure a me viene naturale, ogni volta che finisco di avere un rapporto con un uomo, mi alzo vado a prendere dell’acqua e innaffio le piante di Bucaneve, sorridendo e canticchiando. 

Che cosa accade?

  • cede al barista (0%)
    0
  • subentrano nuovi personaggi di passaggio (0%)
    0
  • parla del suo vecchio amore e spiega perchè non crede nell'amore (100%)
    100
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