bucaneve

Dove eravamo rimasti?

Che cosa accade? continuo a raccontare di Mauro (67%)

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L’errore più comune è confondere felicità con piacere, ma entrambi sono capaci di offuscare la mente. Io non avevo la vista offuscato, ero diventata completamente ceca. Non vediamo cose palesi e tendiamo a giustificare comportamenti assurdi, diventiamo incredule alle cose più ovvie, e crediamo reale e normale ciò che non esiste. Mauro era capace di farmi credere che il celo fosse giallo, un narcisista manipolatore, il peggiore direi, anzi il migliore. Dovrebbero inventare un premio , un oscar e lui non potrebbe che essere il miglio candidato. Credo di aver amato solo lui, in realtà ne sono fortemente convinta. Ancora oggi porto segni di quella storia che non ho ancora capito se realmente voglio cancellare o sostituire. Ognuno di noi è stata vittima di un narcisista. Ma il mio, Mauro, era perfetto, non riuscivo a trovare il lui un solo difetto , anche banale , niente. I nostri corpi erano calamita, un incastro fottutamente perfetto, ogni volta era una sorpresa, non sapevo mai cosa aspettarmi. Un giorno come tanti altri senza perchè, dal bagno di casa gli mandai una foto in intimo, rispose dopo 12 minuti con una parola “Apri”, era sotto cosa, mi  dava piacere anche il queste piccole cose. Uno davanti all’altro. salivo e scendevo, su e giù muovevo la lingua con naturalezza alternavo intensità differenti. non era mai monotono, mai uguale, non ci si poteva abituare al piacere, bisognava muoversi, inventare, provare cose diverse. Mi sentivo donna quando decidevo di stare su di lui, di farlo entrare dentro di me, avevo sempre voglia , ero sempre bagnata. Con lui dentro iniziamo a muovermi piu’ forte , piu’ veloce poi piu’ lento, piu’ profondo, era una tortura ma era la tortura piu’ bella del mondo. Ero attratta da tutto, dai suoi tatuaggi su quella pelle cosi chiara, dal suo profumo, dalle sue mani, dai suoi occhi, Dio gli occhi! Il seno ancora intrappolato e stretto dal reggiseno e graffiandomi la schiena ogni volta mi liberava dagli ostacoli, frenetico. Dedicava molto tempo al mio seno, e mi piaceva da matti quando prendeva in bocca un capezzolo, lo leccava, lo succhiava e lo mordeva mentre con l’altra mano stringeva l’altra tetta come se fosse stata un ancora di salvezza.  Stringeva forte, e lui sapeva di farmi male , era come se volesse marchiarmi con dei lividi, e niente mi stava addosso meglio di quei lividi, ma provavo a spostarlo, inutilmente, all’improvviso decideva di tirarsi su ancora dentro di me e mi intrappola sotto di lui, non avevo idea di che movimento facesse per arrivare tra lui e il pavimento, ero troppo impegnata a godere per ricordarmi certi dettagli. Sovrastata completamente, sotto di lui mi sentivo in trappola, ma non ho mai pensato neanche per un istante di liberarmi. Le mie mani si muovevano sulla sua schiena, a tratti sentivo la sua pelle staccarsi, affondava dentro di me come se volesse sfondarmi, nessun ornamento era migliore della sua pelle sotto le mie unghie. le mie mani stringevano i sui gutei mentre come un animale si muoveva dentro di me. Mi muovevo spingendo anche io avevo bisogno di sentirlo tutto. Non posso negare che sembravamo animali, i nostri corpi si aggrappavano uno a l’altra, si eravamo animali quando eravamo scossi dall’orgasmo, eravamo noi, eravamo lì, sul pavimento, nel corridoio , sul letto, sul tavolo… Eravamo ansimanti, distrutti sfiniti, ma eravamo felici. 

continuo con..

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8 Commenti

  • Ciao Alice, ti ripeto quello che già ti avevo detto, hai una bella storia in mano, una protagonista che ha un potenziale. Non sprecare tutto con una scrittura frettolosa e non riletta, sono quasi certo che lo fai di getto. Troppi gli errori; e comunque lo sai che scrivere non è come parlare: ci sono delle regole. L’ultima parte guarda te è migliore, da questo punto di vista, della prima. Forse eri più tranquilla? Auguri, ciao

  • Cara Alice o come ti chiami, Io trovo il tuo racconto ( ho letto i tre capitoli di seguito) davvero eccellente per quello che vuoi dire, per le emozioni. La trama, tesa, davvero interessante. Non trovo giusta la collocazione, perché mi pare di leggere un erotico e non condivido una certa fretta nel pubblicare. Sono sicuro che non ami la riscrittura, la ricerca dell’errore e l’affinamento dei concetti e delle espressioni. Potresti fare molto, ma ti prego: rileggiti e completa il lavoro che, ripeto, sembra il frutto di una prima stesura, senza revisione.

  • Ciao Alice. Controlla ogni tanto che ti scappa qualche errore di battitura. A mio avviso scorre abbastanza e ogni tanto per me vai di fretta su particolari importanti che colpiscono la protagonista (lui che torna con la fetta di torta ad esempio, magari ci sta uno scambio di battute o la descrizione del silenzio o che so io). Il bagaglio di dati sensibili mi pare tanto.
    Prendi tuttavia tutto questo come un’opinione strettamente personale, una voglia di leggere in un certo modo, forse. Nel complesso sono curioso su dove tu voglia portarci e ciò è un gran bene.

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