bucaneve

Dove eravamo rimasti?

continuo con i mesi successivi alla separazione (100%)

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Ho vissuto per otto meni come amente e i due anni successivi con un uomo in casa che non aveva il coraggi di dire alla sua ex che viveva da me. Le voci corrono anche in una grande citta come Bologna. Avevo scoperto che aveva preso una stanza in via del Pratello, e che non aveva mai smesso di vedere laura, da amica, mi diceva, non poteva ferirla eliminandola del tutto. Non raccontava a nessun di noi, e mi chiedeva di non farlo neanche a me, mi chiedeva tempo, e io lo accontentavo. A lei raccontava che viveva in quella stanza con altri studenti e ogni tanto la invitava per un caffe. Inutile dire che ho creduto a ogni singola parola e a ogni su tentativo di farmi credere che era tutto normale. Mi ostinavo a dire che andasse tutto bene. Un giorno di settembre in piazza 8Agosto gli dissi:

“Perche corri? fermati un attimo “

Mauri:”Dobbiamo andare è tardi”

“tardi per cosa? non è che ancora dopo un anno hai paura che qualcuno di veda con me?”

cominciò ad urlarmi contro dicendomi che ero pazza e paranoica che non mi andava mai bene nulla, che lo facevo sentire in difetto, che mi ero fissata, che stava facendo di tutto per costruire una vita con me e io non facevo altro che accusarlo e non farlo sentire abbastanza.

“scusa .” è l’unica cosa che riuscii a dire

“menomale che ho una stanza sta sera dormo li cosi ti schiarisci le idee” rispose cosi, come se volesse mettermi in punizione. piansi tutta la notte. E da li che iniziai a capire che le amiche avevano ragione, quella sera non torno a casa e neanche la sera successiva, non rispondeva al telefono, e a me mi sembrava di morire. Tre giorni dopo torno a casa era una domenica, come se non fosse successo nulla e io insieme a lui.

-“Mauro, ma non ti manca fare le cose banali? che so un cena fuori, una semplice passeggiata in centro con me, non so se è solo una mia impressione ma viviamo solo in casa, e quando usciamo ognuno è per i fatti nostri.”

“Ancora con questa storia? stiamo bene proprio per questo”

“Hai ragione, non parliamone più.”

Volevo solo stare con lui. Dopo pranzo inizio a vedere la partita, quel Bologna Napoli che ha evitato l’ennesima discussione.

“Vado alla coop a fare la spesa!”

e usci di casa ancora una volta con la scusa di fare la spesa per scoppiare in un pianto isterico. Tornata a casa mentre sistemavo la spesa mi chiamano dal locale chiedendomi di andare da loro per un problema.

“Vado al locale a sistemare due cose, veni con me?”

“Ti ricordo che è domenica, dovresti stare qui sul divano con me, e invece il lavoro prima di tutto. fai quello che vuoi io non  mi muovo da qua.”

Ho sbattuto la porta portandomi dietro in senso di colpa che mi aveva appena regalato, mandai un messaggio dicendo che sarei tornata per cena, ma avremmo ordinato un pizza perchè non avevo lasciato nulla di pronto. Non rispose. Cercai di fare il prima possibile per tornare a casa. Appena entrata a casa venne incontro per baciarmi, io stupita,

“ho deciso di cenare fuori sta sera, indossa la cosa più carina io ti aspetto qua!”

ero al settimo celo, dopo un anno di convivenza aveva deciso di portarmi furi a cena in un giorno festivo con alte probabilità di incontrare chiunque, perfino lei. Cercai di prepararmi in meno tempo possibile, indossavo un abito lungo e nero e capelli raccolti poco trucco, ero come piacevo a lui. Arrivata in soggiorno mi guardò dicendomi che ero fantastica, che ero la cosa più bella che gli era mai capitata.

“Andiamo?”

“Vieni con me!”

mi portò verso la terrazza ma prima di farmi uscire mi bendo gli occhi con le sue mani, dopo tre passi già in terrazza, tolse le mani , c’era un tavolo apparecchiato per due, con una candela al centro.

“volevi cenare fuori, e io cercherò di esaudire ogni tuo desiderio!” Oggi penso che sarei dovuta scappare , ma allora ero felice. 

“Domenica prossima, pranziamo fuori.”

“Davanti al garage?”

“NO.” mi allunga un foglio, stampato con l’azzurro perchè avevamo finito l’inchiostro nero nella stampante.

“Donna di poca fede. ti porto a pranzo a Roma.”

due biglietti aerei partenza 7:40 ritorno 18.30. Perchè ero felice? ancora oggi non mi so rispondere, ha fatto due biglietti aerei anzi che prenotare un ristorante, voleva tenermi fuori da non so cosa, non capivo, e ancora oggi molte cose non mi sono chiare. Lui era così sapeva come confondermi. Durammo un altro anno, era un continuo altalenare tra pianti e  entusiasmo. Arrivo quel giorno che non sopportai piu nulla di me e di lui, arrivò il giorno che lo buttai fuori casa, il giorno che tornai a casa con piante e cane. Tutto mi costava fatica, mangiare, parlare, lavorare, tutto! furono mesi di agonia di distruzione, non si muore per amore, ma vi assicuro che si diventa pazzi. Dovevo reagire, ma ero da sola, questa storia mi aveva allontanato da amici e anche dalla famiglia, di nascosto con vergogna come una ladra iniziai a farmi aiutare da un terapeuta. Tendevo a colpevolizzarmi, non sentivo ragione, mi davo colpe che non avevo, dopo numerose sedute cominciai a capire che avevo una sola colpa, averlo amato.

continuo con..

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8 Commenti

  • Ciao Alice, ti ripeto quello che già ti avevo detto, hai una bella storia in mano, una protagonista che ha un potenziale. Non sprecare tutto con una scrittura frettolosa e non riletta, sono quasi certo che lo fai di getto. Troppi gli errori; e comunque lo sai che scrivere non è come parlare: ci sono delle regole. L’ultima parte guarda te è migliore, da questo punto di vista, della prima. Forse eri più tranquilla? Auguri, ciao

  • Cara Alice o come ti chiami, Io trovo il tuo racconto ( ho letto i tre capitoli di seguito) davvero eccellente per quello che vuoi dire, per le emozioni. La trama, tesa, davvero interessante. Non trovo giusta la collocazione, perché mi pare di leggere un erotico e non condivido una certa fretta nel pubblicare. Sono sicuro che non ami la riscrittura, la ricerca dell’errore e l’affinamento dei concetti e delle espressioni. Potresti fare molto, ma ti prego: rileggiti e completa il lavoro che, ripeto, sembra il frutto di una prima stesura, senza revisione.

  • Ciao Alice. Controlla ogni tanto che ti scappa qualche errore di battitura. A mio avviso scorre abbastanza e ogni tanto per me vai di fretta su particolari importanti che colpiscono la protagonista (lui che torna con la fetta di torta ad esempio, magari ci sta uno scambio di battute o la descrizione del silenzio o che so io). Il bagaglio di dati sensibili mi pare tanto.
    Prendi tuttavia tutto questo come un’opinione strettamente personale, una voglia di leggere in un certo modo, forse. Nel complesso sono curioso su dove tu voglia portarci e ciò è un gran bene.

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