bucaneve

Dove eravamo rimasti?

continuo con.. .. LA VITA OGGI (100%)

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In molti parlano di Bologna, Guccini sostiene che:

“…Bologna è una ricca signora che fu contadina: benessere, ville, gioielli e salami in vetrina, che sa che l’ odor di miseria da mandare giù è cosa seria e vuole sentirsi sicura con quello che ha addosso, perchè sa la paura.”
Luca Carboni cita spesso la sua amata città, Lucio Dalla, nonché il mio cantante preferito, cantava:” Nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino.” Si dice che chi sale sulle torri degli asinelli non riesce a portare in fine gli studi universitari, come chi attraversa in diagonale piazza Maggiore, chi va a San Luca con il proprio fidanzato non si sposerà con la persona che ci accompagna in quel momento.

Bologna è dicerie ma è storia, arte, teatro ma soprattutto amore e cibo, spesso sento dire “la città delle 3T. Tette,Torri e Tortellini.” Bologna è come un grande presepe quadrato, con i suoi portici e quei muri rossi, bologna ammaliante suoi colori non puoi non amarla. Dallo spaccio del quartiere allo spasso di via Zamboni, inverno freddo e il caldo umido infermale d’estate, ma è frenesia che non si ferma. Pensavo di conoscere tutto e bene della mia città, quando una sera tornando da lavoro, passeggiando per le vie di bologna, mi sono fermata a osservare, ho assistito a una scena particolare e con estremo stupore ho scoperto che sotto alla torre dell’Arengo, che si erge al centro del Palazzo del Podestà , si trova un voltone sorretto da 4 pilastri che vanno a formare 4 angoli. Si tratta del Voltone del Podestà che, grazie alla sua struttura architettonica , crea un particolare effetto acustico che permette di parlarsi dagli angoli opposti del voltone senza farsi sentire dai passanti ; basta mettersi faccia al muro nei due angoli opposti e mormorare flebilmente che la voce giungerà nitida alle orecchie dell’altro. Leggenda vuole che questo effetto acustico consentiva , in epoca medioevale , anche ai lebbrosi di confessarsi sussurrando al padre confessore senza la necessità di avvicinarsi. Bologna mi ha cresciuto, Bologna mi ha dato lezioni di vita, esperienze, che non sono sicura un altra città ne sarebbe stata in grado. Bologna è vità, divertimento, droghe, Ricordo ancora XM ex mercato ortofrutticolo, un centro sociale, bologna è università e Converse, il comunismo fa da padrone.  Ho scelto di lavorare in redazione per vedere cosa c’è realmente dietro a ciò che leggiamo sul Resto del Carlino o  su qualsiasi altro giornale. Dopo mesi dalla separazione con Mauro, Bologna mi ha dato tanto, o forse ho solo imparato a guardarla con occhi diversi con uno spirito diverso, eppure ho odiato questa città, davo a lei la colpa di tutto ciò che mi stava accadendo. Bologna ospita metà del meridione, e un quarto dei suoi ospiti sono miei colleghi. Caterina la fotografa è di Catania, Giuseppe di Marlasa, Ferdinando di lecce, Gaetano e Licia dell’ufficio grafica sono  di Napoli. Adoro i miei colleghi ma spesso e volentieri li sbatterei al muro, e non nel senso violento e sessuale ma nel senso che hanno la testa cosi dura che l’unico modo per dimostrarlo è sbatterla contro un muro e dimostrare loro che ho ragione. La mia vita sessuale dopo Maura ha richiesto tempo , probabilmente più del dovuto , non riuscivo a vivermi gli eventi,a godermeli, e come se mi fossi convinta che non ero più in grado di piacere, di piacermi. Aurora una delle miei amiche nate in redazione mi ha aiutato tantissimo inconsapevolmente, lei è la classica inguaribile romantica che esce tutte sere con la speranza di incontrare in principe azzurro. Mi ha coinvolto in questa sua strana missione, e mentre lei rimane a seduta in qualche locale ad aspettare non si sa chi, io rispondo a qualche messaggio e con la scusa di essere stanca torno a casa, indosso l’intimo migliore e aspetto di sentire il campanello suonare. 

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8 Commenti

  • Ciao Alice, ti ripeto quello che già ti avevo detto, hai una bella storia in mano, una protagonista che ha un potenziale. Non sprecare tutto con una scrittura frettolosa e non riletta, sono quasi certo che lo fai di getto. Troppi gli errori; e comunque lo sai che scrivere non è come parlare: ci sono delle regole. L’ultima parte guarda te è migliore, da questo punto di vista, della prima. Forse eri più tranquilla? Auguri, ciao

  • Cara Alice o come ti chiami, Io trovo il tuo racconto ( ho letto i tre capitoli di seguito) davvero eccellente per quello che vuoi dire, per le emozioni. La trama, tesa, davvero interessante. Non trovo giusta la collocazione, perché mi pare di leggere un erotico e non condivido una certa fretta nel pubblicare. Sono sicuro che non ami la riscrittura, la ricerca dell’errore e l’affinamento dei concetti e delle espressioni. Potresti fare molto, ma ti prego: rileggiti e completa il lavoro che, ripeto, sembra il frutto di una prima stesura, senza revisione.

  • Ciao Alice. Controlla ogni tanto che ti scappa qualche errore di battitura. A mio avviso scorre abbastanza e ogni tanto per me vai di fretta su particolari importanti che colpiscono la protagonista (lui che torna con la fetta di torta ad esempio, magari ci sta uno scambio di battute o la descrizione del silenzio o che so io). Il bagaglio di dati sensibili mi pare tanto.
    Prendi tuttavia tutto questo come un’opinione strettamente personale, una voglia di leggere in un certo modo, forse. Nel complesso sono curioso su dove tu voglia portarci e ciò è un gran bene.

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