Desiderio di oblio

Biscotti

Samanta non sa cosa succederà, ma sa cosa è successo. Seduta nello scompartimento 6 della settima carrozza dell’intercity 681, cerca di non riflettere. La schiena fa ancora tremendamente male e la sua mente sa che non passerà in fretta. Non vuole chiudere gli occhi per niente al mondo. Sa che semmai lo facesse, ritornerebbe in quella stessa stanza e il dolore alla schiena sarebbe l’ultimo dei suoi problemi. Le mani sorreggono la testa e coprono il volto. Odia tutto dei treni: il rumore, l’odore dei freni e persino la fastidiosissima luce giallognola del suo scompartimento.

“Gradisce un biscotto?”

Samanta apre una fessura tra le mani e vede una donna seduta di fronte a sé. E’ un’anziana sulla settantina, con lunghi capelli bianchi e un sincero sorriso sul volto. Ha in mano un biscotto e glielo sta porgendo. Sulle gambe, un piccolo tupper di plastica, ospita altri dolci simili. Incredibile. Non si era nemmeno resa conto della presenza della donna. Da quanto tempo aveva lasciato quel treno? Da quanti minuti era andata via con la testa? La porta dello scompartimento era pesante e rumorosa eppure quella donna era entrata e lei non se n’era minimamente accorta.

“No, la ringrazio” risponde Samanta, richiudendo la fessura creata con le mani.

“Giornata difficile? Purtroppo ci sono anche quelle. Casomai cambiasse idea, i miei biscotti migliorano le giornate”.

“Non credo possano migliorare la mia, glielo assicuro”.

“Voi giovani siete incredibilmente melodrammatici. Tutto quello che vi accade è tragico, irreversibile e tremendo. Poi, quando invecchiate, non ricordate nemmeno uno di quei problemi e allora iniziate a mangiare biscotti e a guardare la vita di chi ancora pensa di essere in una tragedia”.

“Ma chi cazzo è?” pensa Samanta. “Perché devo sempre beccarmi io la rompicoglioni del treno?”.

La porta scorrevole dello scompartimento inizia a produrre un suono fastidiosissimo, un uomo la trascina con forza aprendola del tutto.

“Biglietti signora”. Chiede il controllore.

Ce l’ho il biglietto?” pensa Samanta, tenendo ancora le mani sul volto

“Ecco a lei” dice l’anziana.

“La ringrazio e buona giornata”.

Perché se n’è andato? Perché non ha chiesto il mio?”

Samanta toglie le mani dal viso e guarda la donna. Ha in mano due biglietti obliterati e appena vidimati.

“cosa sta succedendo?” . La paura inizia a sostituirsi al fastidio.

“Ti stai chiedendo perché ho io il tuo biglietto giusto? Se ti dicessi che giro sempre con un biglietto in più, per pagare la corsa di qualche povero sfortunato che incontro ci crederesti?”

“No”

“Eh già…chi mai lo farebbe…vero Samanta?”

Samanta sgrana gli occhi, la paura giunge come un fulmine sulla sua schiena. Scatta in piedi, apre con foga la porta e corre in corridoio. In quello stesso momento, il treno ferma la sua corsa. Samanta non ci pensa due volte. Quella donna sa il suo nome e non vuole sapere né il perché né il come…l’avrà mandata lui sicuramente. Con il cuore ancora in gola riprende a correre. La porta della carrozza è ancora aperta, il treno è fermo e Samanta ha un solo pensiero: fuggire da quella donna. Si dice che la paura modifichi l’organismo di un essere vivente per adattarlo. Alcuni parlano di un cambiamento nel flusso sanguigno. Il sangue si sposta dagli arti superiori per andare a quelli inferiori. Di cosa abbiamo bisogno quando abbiamo paura? di scappare. E’ per questo motivo che le mani diventano fredde e la mente perde la sua lucidità.

Samanta, quando decide di saltare dal treno, rientra proprio nello schema dell’animale annientato dalla paura e proprio quando lo fa, proprio mentre è in aria a causa della sua scelta, il sangue ritorna copioso al cervello e capisce di aver fatto una cazzata. L’atterraggio è tremendo, il tacco del piede destro si frantuma non appena tocca l’asfalto del binario 6 e una storta dolorosissima precede la sua inesorabile caduta. Quando la rialzano, un rivolo di sangue le sta scendendo dalla fronte.

“Che cosa aveva in mente signora?” Chiede un poliziotto delle ferrovie con tono di rimprovero.

“Dovevo scendere assolutamente…dovevo”

“Ed è per questo che ci sono le scale signora”. risponde l’altro poliziotto che ha aiutato ad alzarla, cercando di sdrammatizzare un poco e attenuare il tono duro del collega.

“Potrebbe darmi un documento signora” Riprende l’uomo di prima”.

La paura sembra essere andata via. Due poliziotti sono accanto a lei e nessuno può farle del male. Samanta cerca nella borsa, trova il portafoglio e, aprendolo, porge la patente di guida all’uomo in uniforme.

Il poliziotto strizza leggermente gli occhi per leggere meglio, probabilmente porta gli occhiali ma quel giorno evidentemente se li è dimenticati “

“Che cosa voleva fare con quel volo signora Manetti?”

“Signorina” lo corregge “e mi chiami pure per nome”.

“D’accordo, signorina Gloria, cosa intende fare ora?”

Samanta, Gloria, Donne con biglietti altrui e strani ricordi dolorosi. Le risposte arriveranno, ma ora bisogna decidere. Che fare?

  • Obbligherà i poliziotti a far scendere quella donna. Salirà sul treno solo quando quella vecchia sarà scesa. (0%)
    0
  • Salirà nuovamente su quel treno e si assicurerà che anche i poliziotti salgano con lei. Ha bisogno di risposte. (33%)
    33
  • Scenderà da quel treno per sempre. Per nulla al mondo rientrerà in quello scompartimento. (67%)
    67
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6 Commenti

    • Grazie mille del tuo commento Lorenzo! La vaghezza è assolutamente voluta, per lasciare un po’ di nube sul passato della protagonista.
      Giusto ieri avevo controllato la storia e notato lo stallo che ancora imperava tra le due scelte narrative, ma oggi tu hai sbloccato la situazione e ti dico grazie anche per quello! Domani proseguirò con il racconto, perché avevo già pronto il secondo capitolo proprio basandomi sullo stallo tra lo scendere dal treno o il rimanere sopra, ma la tua decisione ha cambiato completamente le carte in tavola e occorre riscrivere il capitolo! Anche queste situazioni fanno parte del gioco!

    • Grazie mille Minollo! Apprezzo veramente tanto le tue parole. A dirti la verità mi sento molto molto arrugginito e particolarmente lontano dal tipo di scrittura che avevo un tempo. Mi piace molto l’idea di scrivere attraverso le decisioni dei lettori e credo che commenti come i tuoi, possano solo giovare la vena creativa! Grazie ancora!

  1. Lorenzo ha detto:

    Inizio coinvolgente e scritto molto bene, la protagonista forse risulta essere un po’ vaga ma probabilmente è un effetto voluto. Le basi per uno sviluppo interessante ci sono tutte, per cui voto affinché Samanta non torni sul treno, mi sembra l’opzione più credibile. Buon proseguimento e a presto!

    • Juscas ha detto:

      Grazie mille del tuo commento Lorenzo! La vaghezza è assolutamente voluta, per lasciare un po’ di nube sul passato della protagonista.
      Giusto ieri avevo controllato la storia e notato lo stallo che ancora imperava tra le due scelte narrative, ma oggi tu hai sbloccato la situazione e ti dico grazie anche per quello! Domani proseguirò con il racconto, perché avevo già pronto il secondo capitolo proprio basandomi sullo stallo tra lo scendere dal treno o il rimanere sopra, ma la tua decisione ha cambiato completamente le carte in tavola e occorre riscrivere il capitolo! Anche queste situazioni fanno parte del gioco!

  2. Alain ha detto:

    Inizio interessante, e il ritmo della narrazione è buono.
    Mi ha incuriosito il personaggio dell’anziana signora dei biscotti, quindi mi piacerebbe saperne di più su di lei.

    • Juscas ha detto:

      Grazie mille Alain! Ho scoperto questo sito grazie ad un libro che sto leggendo e così, ho voluto provare a scrivere qualcosa di getto. Sono molto molto arrugginito, ma spero di fare un buon lavoro, anche con il vostro aiuto!

  3. Minollo ha detto:

    Ciao Juscas!
    non ci salirà più, credo sia la più plausibile. Avvincente e molto scorrevole, direi che si vede che non è la prima volta che scrivi. Aspetto la prossima.
    Ciao!

    • Juscas ha detto:

      Grazie mille Minollo! Apprezzo veramente tanto le tue parole. A dirti la verità mi sento molto molto arrugginito e particolarmente lontano dal tipo di scrittura che avevo un tempo. Mi piace molto l’idea di scrivere attraverso le decisioni dei lettori e credo che commenti come i tuoi, possano solo giovare la vena creativa! Grazie ancora!

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