Fino al traguardo

Un giro da paura

Lo specchio del bagno era sporco e leggermente crepato. Chino sul lavandino, Jimmy fissava il suo riflesso, tremando. Probabilmente succede a chiunque prima dell’esordio, pensò il ragazzo, poi tornò a riversarsi sul lavandino e vomitò, di nuovo. L’ansia del debutto aveva avuto la meglio sul suo sangue freddo. Doveva buttarla fuori ora, prima di uscire da quello spogliatoio, perché una volta uscito, davanti alle telecamere, sarebbe dovuto essere perfetto. 

Jimmy si sciacquò la bocca e si diede un’ultima occhiata intorno. Aveva fatto un salto di categoria, era la prima volta che avrebbe guidato un’automobile vera e non un kart. Era anche la prima volta che avrebbe gareggiato in una competizione internazionale. Eppure lo spogliatoio era sudicio e puzzolente proprio come quando era nelle categorie inferiori. Forse dopotutto non è cambiato quasi nulla. Ma in fondo sapeva che era cambiato tutto. Non avrebbe più combattuto in pista con bimbi viziati e gente che non sapeva distinguere l’acceleratore dal freno. Ora si sarebbe trovato davanti piloti sponsorizzati, giovani talenti e discendenti di grandi campioni. Ora basta. C’è un motivo per cui sono arrivato fino a questo punto ed è ora di dimostrarlo. Jimmy uscì dallo spogliatoio con una nuova carica e venne subito accolto dai bagliori dei flash dei giornalisti. Si diresse al suo box, la sua squadra stava finendo di preparare la macchina, le qualifiche sarebbero iniziate a breve. Il capo del team lo squadrò.

“Come andiamo, Jimmy? Ti senti pronto?”

“Certo, alla grande!”

I meccanici alzarono per un attimo lo sguardo dal telaio, poi tornarono al lavoro. Tom, l’ingegnere di pista, invece, si diresse verso Jimmy a passo spedito. Tom era il più anziano di tutta la scuderia, il vecchio saggio del gruppo, ormai vicino alla pensione. Aveva sempre qualche buon consiglio. 

“Allora ragazzo, rivediamo un po’ cosa succede oggi, ti va? Si tratta di una qualifica one-shot, niente round eliminatori. Abbiamo 20 minuti di tempo per mandarti sul tracciato e farti fare un giro da paura. La pista la conosci, quindi non starò qui a descriverti ogni curva, basta che ti ricordi di girare a destra dove la strada va a destra e a sinistra se va a sinistra.”

Jimmy ridacchiò, aveva conosciuto Tom solo due mesi prima quando la scuderia l’aveva annunciato come pilota, eppure si sentiva già molto legato a lui e a quell’umorismo da quattro soldi. Tom proseguì:

“Ora veniamo alle questioni importanti. Siete 20 macchine in pista e la nostra non è neanche lontanamente la migliore al momento, ma con un po’ di fortuna si metterà a piovere prima delle qualifiche e le carte in tavola verranno rimescolate. Per quanto riguardai tuoi avversari, cerca di stare vicino a loro sul rettilineo di arrivo e su quello dopo la curva tre, così riuscirai e sfruttare la loro scia.”

Un tuonò rimbombò all’improvviso, le prime gocce di pioggia cominciarono a cadere. Tom sorrise.

“Beh direi che siamo fortunati, chissà cosa riusciremo a fare oggi. Un’ultima cosa ragazzo, stai attento quando sei dietro a Jonlin ed a Omarius, il primo non ha minimamente il controllo quando guida ed il secondo è una testa calda. Ora salta in macchina, dobbiamo partire.”

Jimmy salì a bordo, il sedile della sua monoposto si adattava perfettamente a lui. Era come un abbraccio praticamente. Tom gli fece cenno di avviare il motore, lui eseguì e partì, uscendo nella pit-lane sotto alla pioggia che ora si stava facendo davvero intensa. Per quel motivo tutte le monoposto si stavano mettendo in fila nella pit-lane, sperando di riuscire a fare uno o due giri prima che le condizioni della pista peggiorassero. Il semaforo diventò verde e Jimmy diede via al suo giro di lancio, mentre le gocce cadevano sulla sua visiera. 

Un lungo rettilineo, poi una curva veloce a destra seguita da una curva speculare a sinistra. Dopodiché un breve rettilineo, un tornante verso destra, la curva tre. Lì la frenata era davvero difficile, bisognava stare attenti a non bloccare le ruote. Un rettilineo portava a tre curve in rapida successione. Sinistra, destra, sinistra. Poi aveva inizio un enorme curvone che portava ad un nuovo rettilineo, interrotto bruscamente da una chicane. Chiunque l’avesse tagliata avrebbe preso 5 secondi di penalità. Dopo la chicane, una curva a sinistra, poi una parabolica verso destra che rilanciava la macchina verso il rettilineo del traguardo. 

Jimmy aveva finito il suo giro di lancio, il cronometro era partito. Ora era il momento di dare tutto. Affondò il piede sull’acceleratore, sfrecciando vicino al muretto quasi ai 200 all’ora. Affrontò nuovamente la S formata dalle due curve veloci, sentiva la macchina al limite, un briciolo di velocità in più e sarebbe scivolata, perdendo il controllo finendo contro un muro magari. La voce di Tom risuonò nel suo auricolare: 

“Stai andando forte ragazzo, continua così. Omarius è riuscito a sbattere fuori il campione durante il giro di lancio a quanto pare. Chissà magari riusciremo a piazzarci meglio del previsto.”

Come andranno le qualifiche di Jimmy?

  • Avrà una prestazione mediocre che lo porterà a qualificarsi undicesimo, esattamente a metà del gruppo. (40%)
    40
  • Non riuscirà a controllare la macchina e si schianterà, dovendo partire ultimo nella gara del giorno dopo. (20%)
    20
  • Si qualificherà miracolosamente secondo. Partirà in prima fila, subito dietro ad uno dei piloti favoriti per la vittoria. (40%)
    40
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8 Commenti

  1. Ciao Matteo! Gomme morbide senza spingere, ma l’ambizione è difficile da contenere. Ottimo anche questo secondo capitolo, hai descritto le qualifiche con attenzione nonostante i pochi caratteri disponibili e la narrazione scorre fluida. Aspetto il prossimo capitolo, a presto 😀

  2. Ciao Matteo! Ho apprezzato molto questo incipit, tiro a indovinare se dico che i motori sono una tua passione, quindi sono curioso di vedere come riuscirai a mettere questo interesse in un racconto bilanciato ed entusiasmante 😀
    Ho votato per far partire Jimmy ultimo alla gara, d’altronde quale strada per un obiettivo all’inizio non è in salita? A presto!

    • Ciao Andrea! Sì, le gare sono la mia più grande passione, per questo ho deciso di iniziare a scrivere partendo da questo racconto. Certo sono d’accordo che la strada di Jimmy debba essere in salita. Chissà magari partire in prima fila potrebbe essere peggio che partire dalle retrovie. Dopotutto la pressione è un fattore importante in pista!

  3. Io voto secondo! Diamo la carica a questo giovane ragazzo. Magari ce la fa perché riesce a tenere il controllo sulla curva a gomito mentre altri lo perdono oppure, magari, sarebbe stato primo ma ha tagliato la chicane 😉

    Motori in pista e via… 😀

    Ciao 🙂

    • Ciao Minollo, devo dire che quando ho cominciato il racconto quella mi sembrava la strada da seguire, ma continuando a scrivere ho deciso di rendere la vita di Jimmy un attimo più facile all’inizio per avere ancora qualche colpo in canna andando avanti con la trama.
      Grazie mille per il consiglio sul taglio introspettivo, è una cosa difficile da fare considerando i pochi caratteri ed il ritmo narrativo sostenuto, ma vale la pena provare

  4. andrea_trb ha detto:

    Ciao Matteo! Gomme morbide senza spingere, ma l’ambizione è difficile da contenere. Ottimo anche questo secondo capitolo, hai descritto le qualifiche con attenzione nonostante i pochi caratteri disponibili e la narrazione scorre fluida. Aspetto il prossimo capitolo, a presto 😀

  5. Red Dragon ha detto:

    Io dico gomme dure per rimanere più in pista. Poi Jimmy farà anche un po’ di testa sua 😉

    Fico!

    Ciao 🙂

  6. andrea_trb ha detto:

    Ciao Matteo! Ho apprezzato molto questo incipit, tiro a indovinare se dico che i motori sono una tua passione, quindi sono curioso di vedere come riuscirai a mettere questo interesse in un racconto bilanciato ed entusiasmante 😀
    Ho votato per far partire Jimmy ultimo alla gara, d’altronde quale strada per un obiettivo all’inizio non è in salita? A presto!

    • Matteo Polito ha detto:

      Ciao Andrea! Sì, le gare sono la mia più grande passione, per questo ho deciso di iniziare a scrivere partendo da questo racconto. Certo sono d’accordo che la strada di Jimmy debba essere in salita. Chissà magari partire in prima fila potrebbe essere peggio che partire dalle retrovie. Dopotutto la pressione è un fattore importante in pista!

  7. Red Dragon ha detto:

    Io voto secondo! Diamo la carica a questo giovane ragazzo. Magari ce la fa perché riesce a tenere il controllo sulla curva a gomito mentre altri lo perdono oppure, magari, sarebbe stato primo ma ha tagliato la chicane 😉

    Motori in pista e via… 😀

    Ciao 🙂

  8. Minollo ha detto:

    Ciao Matteo!
    voto per la prestazione mediocre, che lo mette di fronte alla realtà di una competizione più dura e spietata. Forse perché mi aspetto un taglio introspettivo che evidenzi come Jimmy affronti l’emozione del nuovo mondo.
    Complimenti, buona scrittura!

    • Matteo Polito ha detto:

      Ciao Minollo, devo dire che quando ho cominciato il racconto quella mi sembrava la strada da seguire, ma continuando a scrivere ho deciso di rendere la vita di Jimmy un attimo più facile all’inizio per avere ancora qualche colpo in canna andando avanti con la trama.
      Grazie mille per il consiglio sul taglio introspettivo, è una cosa difficile da fare considerando i pochi caratteri ed il ritmo narrativo sostenuto, ma vale la pena provare

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