Il Macellaio

Dove eravamo rimasti?

Dove sta andando il detective? Continua la ricerca del serial killer (100%)

Smarrimento cerebrale

Le indagini continuavano a farmi girare come una trottola e a farmi sentire un coglione. Quel bastardo del macellaio si divertiva a lasciarmi degli omaggi intrisi di sangue su ogni scena del delitto che calpestavo. I coltelli affilati, trovati nella prima cucina, erano stati la cosa più sobria che quel maledetto mi aveva offerto. Dopo, solo un crescendo di rabbia e follia: vertebre impilate su un pezzo di legno come fosse un innocuo gioco per bambini; metri di sudicio intestino lasciati a penzolare su una trave come fosse una tenda; labbra strappate dai volti e lasciati a marcire su un tronco umano, scuoiato malamente.

Ogni volta che mettevo piede in uno dei suoi nascondigli, dovevo fare a cazzotti con la bile che spingeva per saltare fuori dalla mia bocca, in conati più o meno dolorosi.

Nemmeno il caro vecchio Jack riusciva più a lenire tutto il marcio che la mia mente continuava a immagazzinare. L’immagine delle Hawaii non faceva altro che sfocarsi e allontanarsi e, al suo posto, brandelli di carne e sangue riempivano le mie notti insonni.

Erano mesi che quell’arrogante di un assassino giocava con i nervi tesi di tutta la centrale di polizia. Non lasciava impronte, non lasciava indizi, nulla se non i suoi lavori finiti, ultimati come se non avesse fretta, come se nessuno gli stesse dando la caccia. Il bastardo si prendeva tutto il tempo del mondo, mentre io continuavo ad annaspare fra i corpi e la merda che mi lasciava.

La città contava le vittime e io contavo i giorni che mancavano alla mia pensione. Troppi, in entrambi i casi.

Eppure, nonostante il ribrezzo maleodorante che mi annebbiava il cervello, dovevo ammettere che quell’aberrante figlio di puttana aveva un tocco d’artista nelle sue composizioni. Ogni volta che mi scontravo con una sua opera, il mio cervello alcolizzato posizionava quella troia che mi aveva lasciato, accanto a uno dei ricordi del macellaio. E per un attimo, un fottutissimo attimo, io godevo.

Sentivo il cazzo fremere nei pantaloni e inumidirsi al pensiero di Kathryn, arpionata al soffitto con le carni slabbrate e le sue labbra tumide in cerca di salvezza.

Cominciavo a perdere di vista l’obiettivo: stanare quel viscido serial killer che si divertiva a impregnare la mia città con il fetido puzzo della morte. Cominciavo ad ammirare la meticolosità con cui sceglieva i corpi da mutilare, tanti, ormai troppi: giovani, indubbiamente; uomini o donne, lo stronzo non era sessista. Cominciavo ad assaporare la cura con cui posizionava gli arti a mo’ di cornici dei suoi quadri, resi molli dagli organi scuriti dall’aria e dal tempo.

Il tavor e il mio caro Jack, che ormai mi seguivano ovunque, al riparo nelle tasche della mia giacca di pelle, avevano innescato un gioco pericoloso col mio cervello. L’obiettivo rimaneva il macellaio, ma lo scopo della caccia stava mutando.

Lo dovevo trovare al più presto. Dovevo conoscerlo… Volevo conoscerlo.

Sull'ultima scena del crimine, il detective trova tracce di cioccolato. Cosa fa?

  • Le assaggia. (25%)
    25
  • Le calpesta e aspetta il prossimo delitto. (25%)
    25
  • Le raccoglie e le fa analizzare per capire perché sono lì. (50%)
    50
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

22 Commenti

  1. Ciao Tusia! Questo capitolo mi è piaciuto più degli altri, ho trovato alcune frasi costruite molto bene, dettagli che danno valore a tutto il capitolo. A questo punto presumo che il cioccolato sia importante ai fini della trama e mi piacerebbe saperne di più, ma prima ubriachiamoci e telefoniamo alla persona sbagliata, perchè no? A presto 😀

    • Ciao Intro.verso, grazie per avermi letta. Sono contenta che ti stia piacendo.
      Mi fa piacere che tu abbia scelto la cioccolata… perché mi ha dato un’idea veramente entusiasmante.
      Alla prossima!
      P.s. Il tuo racconto mi sta piacendo da matti.

  2. Ciao Tusia, capitolo breve che non fornisce molte informazioni rispetto al primo capitolo. Sei riuscita molto bene a mantenere l’atmosfera cupa, anche se mi aspettavo un cambio di scena o qualche evento che aumentasse il ritmo. Ho votato per passare oltre le tracce di cioccolata e dirigerci verso il prossimo delitto, mi sembra in linea con il personaggio. A presto 😀

    • Ciao Andrea, hai ragione, capitolo breve, ma sto cercando di far sprofondare il detective nel vortice della follia del macellaio… ci vuole tempo.
      Lo sto inventando man mano che scrivo, in base alle vostre scelte e alle mie turbe psichiche. Però dal prossimo, vedrò di aumentare il ritmo.
      Grazie del commento e del voto. Alla prossima 😀

  3. Ciao Tusia! Non voglio esprimermi troppo presto sulla storia, ma per adesso l’incipit promette davvero bene. Adoro le atmosfere noir, spero tu continui a dare importanza a questo immaginario. Ho votato per continuare la ricerca del killer, magari spiegando anche meglio gli antefatti. A presto!

  4. Stile particolare, e sicuramente usare la prima persona dà un maggior senso di immediatezza, così come anche l’utilizzo di frasi brevi e la punteggiatura frequente, anche se personalmente alternerei questo tipo di frasi con altri periodi più lunghi e articolati, per creare una sorta di ritmo.
    In alcuni passaggi mi sono un po’ perso, non capendo se il detective stia guidando la sua moto o sia al chiuso (o magari sta pensando di essere al chiuso mentre sta guidando).
    A parte questo però mi sembra ben scritto e un inizio promettente.

    • Grazie.
      Il ritmo è sincopato di proposito. Volevo che la scena annegasse nel lerciume, nell’alcol e nelle allucinazioni.
      Il detective è al chiuso (c’è proprio la scena in cui entra nella famigerata cucina del macellaio).
      Comunque grazie

  5. Mamma mamma. Quanto mi è piaciuto questo inizio e quanto ha fatto dimenticare, respirare anche me. Siccome trovo la tua scrittura interessante e promettente, mi permetto di darti un consiglio: in frasi come ” Mio Dio, lo stavo incitando! ” Quel punto esclamativo fa suonare il tutto troppo ” Per bambini ” , troppo banale. Invece, tipo: ” Mio Dio, lo stavo incitando… ” Suona più cupo, ed è meglio perché il tuo racconto ha delle atmosfere noir che peraltro mi piacciono parecchio, perciò rimani sul cupo. Daje, che in tempi bui come questi racconti così so quello che ce vole! 💪

  6. andrea_trb ha detto:

    Ciao Tusia! Questo capitolo mi è piaciuto più degli altri, ho trovato alcune frasi costruite molto bene, dettagli che danno valore a tutto il capitolo. A questo punto presumo che il cioccolato sia importante ai fini della trama e mi piacerebbe saperne di più, ma prima ubriachiamoci e telefoniamo alla persona sbagliata, perchè no? A presto 😀

    • Tusia ha detto:

      Ciao Andrea! Eh sì, confesso, il cioccolato è importante.
      Finora avete tutti scelto la telefonata a Kathryn. Ah l’amore… o era il sangue? Mah… vedremo!
      Grazie ancora per il commento e il voto. A presto! 😀

  7. Intro.verso ha detto:

    Ciao!
    Mi è piaciuto molto conoscere un po’ di passato del protagonista e spero che ritorni, specialmente il rapporto con sua madre.
    Kathryn mi incuriosisce. Credo che le donne nella vita del detective abbiano causato parecchi problemi!
    Brava, attendo il seguito!

  8. Eruner Shepard ha detto:

    Anche con piccoli capitoli riesci a costruire bene sia l’atmosfera che far intuire qualcosa del personaggio. Complimenti

    • Tusia ha detto:

      Grazie Mille! Nel prossimo capitolo che, giuro, sarà più lungo, mostrerò un ulteriore lato del mio caro detective… e per quanto riguarda la cioccolata… be’, aspettati il peggio. 😀

  9. Intro.verso ha detto:

    Ciao Tusia!
    Capitoli brevi ma scritti davvero molto bene, brava. Spero che il terzo sia più corposo.
    Mi piace particolarmente l’atmosfera del racconto e il modo in cui stai delineando il protagonista.
    Mi chiedo cosa possa scatenare la degustazione del cioccolato!

    • Tusia ha detto:

      Ciao Intro.verso, grazie per avermi letta. Sono contenta che ti stia piacendo.
      Mi fa piacere che tu abbia scelto la cioccolata… perché mi ha dato un’idea veramente entusiasmante.
      Alla prossima!
      P.s. Il tuo racconto mi sta piacendo da matti.

  10. andrea_trb ha detto:

    Ciao Tusia, capitolo breve che non fornisce molte informazioni rispetto al primo capitolo. Sei riuscita molto bene a mantenere l’atmosfera cupa, anche se mi aspettavo un cambio di scena o qualche evento che aumentasse il ritmo. Ho votato per passare oltre le tracce di cioccolata e dirigerci verso il prossimo delitto, mi sembra in linea con il personaggio. A presto 😀

    • Tusia ha detto:

      Ciao Andrea, hai ragione, capitolo breve, ma sto cercando di far sprofondare il detective nel vortice della follia del macellaio… ci vuole tempo.
      Lo sto inventando man mano che scrivo, in base alle vostre scelte e alle mie turbe psichiche. Però dal prossimo, vedrò di aumentare il ritmo.
      Grazie del commento e del voto. Alla prossima 😀

  11. andrea_trb ha detto:

    Ciao Tusia! Non voglio esprimermi troppo presto sulla storia, ma per adesso l’incipit promette davvero bene. Adoro le atmosfere noir, spero tu continui a dare importanza a questo immaginario. Ho votato per continuare la ricerca del killer, magari spiegando anche meglio gli antefatti. A presto!

  12. Alain ha detto:

    Stile particolare, e sicuramente usare la prima persona dà un maggior senso di immediatezza, così come anche l’utilizzo di frasi brevi e la punteggiatura frequente, anche se personalmente alternerei questo tipo di frasi con altri periodi più lunghi e articolati, per creare una sorta di ritmo.
    In alcuni passaggi mi sono un po’ perso, non capendo se il detective stia guidando la sua moto o sia al chiuso (o magari sta pensando di essere al chiuso mentre sta guidando).
    A parte questo però mi sembra ben scritto e un inizio promettente.

    • Tusia ha detto:

      Grazie.
      Il ritmo è sincopato di proposito. Volevo che la scena annegasse nel lerciume, nell’alcol e nelle allucinazioni.
      Il detective è al chiuso (c’è proprio la scena in cui entra nella famigerata cucina del macellaio).
      Comunque grazie

  13. Luca C. ha detto:

    Mamma mamma. Quanto mi è piaciuto questo inizio e quanto ha fatto dimenticare, respirare anche me. Siccome trovo la tua scrittura interessante e promettente, mi permetto di darti un consiglio: in frasi come ” Mio Dio, lo stavo incitando! ” Quel punto esclamativo fa suonare il tutto troppo ” Per bambini ” , troppo banale. Invece, tipo: ” Mio Dio, lo stavo incitando… ” Suona più cupo, ed è meglio perché il tuo racconto ha delle atmosfere noir che peraltro mi piacciono parecchio, perciò rimani sul cupo. Daje, che in tempi bui come questi racconti così so quello che ce vole! 💪

  14. Eruner Shepard ha detto:

    Complimenti, intriga già dalle prime righe

  15. l-3 ha detto:

    Voto per “andare a acercare il serial killer”! Ciao!

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi