Incanti e pistole

Dove eravamo rimasti?

Il messaggio ricevuto da Grumbash indica delle coordinate, ed il gruppo vi si sta dirigendo. Ma chi è stato ad inviarlo? Il messaggio proviene da una delle città tecnologiche dei nani, ed il convoglio a vapore ora si dirige lì (67%)

Nebula

– Steamward è dove siamo diretti. – esordì Thurig, guardando fuori dal finestrino del carro a vapore. – Si tratta di uno dei punti di accesso a Nebula, l’ultima grande città libera dei nani.

– Ho sentito delle guerre sotterranee combattute dai nani – disse Rasheeda. – Nei secoli, le città naniche sono state perdute in favore di coboldi, duerghi ed elfi scuri.

Lo sguardo del nano si posò per un attimo su Varanye. Questa non batté ciglio.

– E altre creature che preferisco non nominare… – concluse il nano, con una scrollata di spalle.

– Dunque bissognerà nuovamente percorrere le vie ssotterranee. – disse Li Shen.

– Chi ha parlato di scendere, mastro Hydra? – ribatté il nano, in modo forse più brusco del necessario. – Non andremo verso il basso…ma verso l’alto.

Thurig stava per rispondere agli sguardi interrogativi dei suoi compagni di viaggio, quando il carro a vapore decelerò repentinamente.

– Essere arrivati. Finalmente! – commentò Grukkog.

Tuttavia i sensi di Brelian erano all’erta. – Qualcosa non va…

Tutti si sporsero dai finestrini e videro pire di fumo salire dalla stazione di Steamward. Si udivano grida ed imprecazioni, miste a colpi di armi da fuoco e altri rumori di lotta.

– Li stanno attaccando! Bastardi! – esplose Thurig, che già si precipitava fuori dalla carrozza con le pistole in mano.

– Dobbiamo aiutarli! – esclamò Rasheeda, lanciandosi dietro di lui.

– Se è proprio necessario… – commentò causticamente Phalion.

Il gruppo si gettò nella mischia, scatenando l’inferno sugli aggressori umani che minacciavano la stazione nanica. Thurig svuotò i caricatori delle sue pistole su chiunque osasse avvicinarsi, mentre dai palmi aperti di Grukkog saettavano lingue di fuoco che incenerivano gli avversari. Li Shen, dal canto suo, operava sulla mente degli assalitori, facendo scambiare i loro compagni per nemici e provocando scontri intestini che lasciarono disorientati persino i difensori nanici.

Il tutto si risolse in pochi minuti di frenetica lotta, e alla fine sul terreno erano riversi decine di corpi umani e pochissimi nani.

– Siete arrivati in tempo! – esclamò un nano, avvicinandosi a loro.

– Abbiamo ricevuto il messaggio. – rispose Thurig, stringendo vigorosamente la mano al suo pari.

– Ormai non ci speravamo più! Venite dunque, il Re vorrà vedervi.

Vennero quindi condotti su di una piattaforma rialzata, dove era ancorato un aerostato, pronto al decollo.

– Grukkog preferiva carro di vapore! – esclamò l’orco, puntando i piedi. Stavolta Li Shen, a un cenno di Brelian, fu costretto a indurre uno stato di torpore nella mente dell’orco perché il gruppo potesse partire.

Il grosso pallone ad aria prese a salire sempre di più, fino ad arrivare sopra le nuvole. Una volta spuntati al di sopra di esse, il gruppo rimase senza fiato. Una titanica città volteggiava nel cielo, sospesa da imponenti macchinari a vapore. Pinnacoli di acciaio si libravano verso il cielo, e la luce del sole si rifletteva su decine di cupole di vetro e pilastri di metallo.

Decine di velivoli piccoli e grandi atterravano e decollavano da numerose piattaforme su cui si muovevano indaffarati inservienti nani.

– Mi mancava la vista di Nebula e dei suoi dirigibili, aerocotteri e aeroscafi. – commentò Thurig, con un moto di orgoglio.

Il pallone atterrò con uno scossone e, dopo aver svegliato Grukkog a suon di schiaffi che avrebbero tramortito chiunque altro, vennero condotti fino alla colossale struttura che campeggiava al centro della città.

Vennero salutati da colui che si presentò come ciambellano di corte e che li accompagnò al palazzo. Dinanzi alla sala del trono, vennero introdotti.

– Vi trovate al cospetto di Jorrik Steelbeard, quarto reggente di Nebula. Mostrate rispetto! Sire, – il ciambellano si rivolse al nano tarchiato che occupava il trono – costoro hanno risposto al messaggio di aiuto.

Il re dei nani li squadrò a lungo, per salutarli infine con un cenno.

– Un gruppo ben assortito, il vostro. – La voce del nano era profonda e autoritaria. – Suppongo di dovervi ringraziare. Non fosse stato per voi, oggi avremmo perso anche Steamward.

– Anche…? – chiese Thurig.

– Sì. – Fu il ciambellano a rispondere. – Gli invasori umani hanno attaccato diversi posti di frontiera e stazioni di rifornimento. Quelle stazioni ci servono per rifornirci delle pietre nere che alimentano i motori di Nebula, degli aeroveicoli e di tutte le servo-macchine della città.

– Perché dannata città di nani essere sopra nuvole? – sbottò Grukkog.

– Perché non c’è altro posto dove potessimo andare! – esclamò il re.

Tutti si zittirono.

– Siamo stati cacciati dalla nostra terra, e l’unica direzione rimasta dove fuggire era il cielo, per quanto assurdo sembri. Ora questa invasione umana rischia di condannare l’Impero allo stesso destino.

– Perdonatemi, nobile Sire dei Nani – intervenne Brelian con un lieve cenno del capo. – Si può impedire questa tragica sorte?

– Forse. Se tutti i popoli di Arkad uniranno le forze. – Lo sguardo del re si fece ora di ghiaccio. – Ma i nani lo faranno ad una condizione.

Jorrik Steelbeard, Re dei nani, offrirà il sostegno del suo popolo all'Impero, ma quale sarà la condizione che deciderà di porre per questo?

  • L'impero dovrà impegnarsi militarmente ad aiutare i nani nella riconquista dei loro antichi territori. (33%)
    33
  • L'impero dovrà restituire un potente manufatto nanico ottenuto secoli prima come prova di buona volontà. (67%)
    67
  • L'impero dovrà cedere una parte dei suoi territori ai Nani, affinché questi ricostruiscano un loro regno. (0%)
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45 Commenti

  • Bella fine Alain e fico immaginare i nani volare nei cieli con l’aeroflotta. Racconto interessante soprattutto per la descrizione delle battaglie, evoluzione della storia e i sacrifici che i protagonisti hanno dovuto compiere per resistere in quest’ultima battaglia. Non tutti posso sopravvivere alla fine, quindi giusto così 🙂
    A presto con un’altra avventura. Keep going!

  • I nani, me lo sentivo..
    Alain, bello bello bello..mi è molto piaciuta la descrizione della battaglia ed ho apprezzato i sacrifici dei personaggi, ma è sempre un lutto quando un protagonista muore, seppur in maniera eroica e durante una battaglia dispiace.
    Detto ciò, io aspetto, sia mai che le varie porticine socchiuse si spalanchino. Anche perché avrei millemila domande da farti.
    Bravo Alain!

  • Ma davvero sono morti praticamente tutti? 🙁
    Non è che mi sia piaciuta molto la fine che hanno fatto…

    Deduco che la storia finisca qui e non ci siano seguiti. Credo che il problema principale siano stati i troppi personaggi in uno spazio ristretto. Con più storie avremmo avuto la possibilità di conoscerli meglio. E poi a me non piace quando muoiono tutti, così, senza un perché (no, non me ne importa niente che la battaglia sia cruenta e pericolosa: non me la fa sembrare più realistica).

    Tuttavia, la cosa ha mantenuto il suo fascino e quindi ti seguo per la prossima storia 🙂

    Ciao 🙂
    PS: sbaglio o sono rimasti in vita solo 3?

    • In effetti il limite di spazio a disposizione per ogni capitolo ha portate a fare delle selezioni, che spero non abbiamo influito negativamente sulla fruibilità e la fluidità della storia.
      I sopravvissuti del gruppo sono cinque. Non ce l’hanno fatta Grumbash il goblin, Brelian l’elfo alto (entrambi si sono sacrificati per i compagni) e l’orco sciamano Grukkog, caduto valorosamente in battaglia, soverchiato dai molti nemici.
      Per ora non prevedo di scrivere un seguito, ma non escludo affatto di tornare a scrivere qualcosa, in futuro!
      Intanto grazie per il supporto costante e alla prossima! 🙂

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