Incanti e pistole

Dove eravamo rimasti?

L'armata umana è giunta alle porte di Yanua e la battaglia è imminente. Seguendo quale strategia verrà sferrato l'attacco? Creando un diversivo in modo da distrarre l'attenzione dei difensori e attaccare le mura della città in un punto più sguarnito (80%)

La battaglia

I minuti passavano, in un silenzio surreale. I difensori, arroccati sulle mura di Yanua, guardavano con sdegno l’informe massa umana accalcata nella piana sottostante. Questa, d’altro canto, sembrava una bestia accovacciata in attesa di spiccare il balzo letale verso la propria preda.

L’attesa si protraeva e già tra i difensori c’era chi mormorava che gli umani non avessero il coraggio di sferrare l’attacco.

L’ottimismo venne prontamente smorzato quando nella piana risuonò un cupo richiamo che si propagò fino alle postazioni dei difensori.

In quel momento, il caos ebbe inizio.

L’orda si scagliò contro le mura come le onde del mare che si infrangono sugli scogli. Scale e rampini vennero fissati agli spalti e la scalata ebbe inizio. Imponenti catapulte lanciarono enormi massi su altre sezioni delle mura e tutto l’arsenale umano venne dispiegato.

Brelian e i suoi compagni, impiegati nella difesa, si ritrovarono al centro della mischia. I primi assalitori già mettevano piede sugli spalti ma credevano di ritrovarsi di fronte un’armata di demoni infuocati, grazie alle illusioni mentali di Li Shen. Presi dal panico, si voltavano, cercando di scappare, intralciando così l’avanzata dei loro compagni. I primi ad essere falcidiati, poi, venivano resuscitati dalle arti necromantiche di Varanye: questi iniziavano a combattere i loro precedenti compagni, rendendo la situazione ancora più caotica.

Un masso lanciato da una catapulta passò poco sopra le loro teste.

– Bisogna neutralizzare quelle armi da assedio! – esclamò Brelian.

– Io pensa! – esclamò Grukkog. Dai palmi aperti dello sciamano orco eruttarono lapilli infuocati che piovvero sulle postazioni di artiglieria nemiche, danneggiandone in buon numero e dando così respiro ai difensori.

Dal canto suo, Thurig, che per la battaglia portava a tracolla due bandoliere con munizioni di riserva, scaricava sui nemici tutto il fuoco delle arti naniche: proiettili e candelotti di dinamite venivano esplosi su chiunque osasse superare le fortificazioni.

– Attento! – giunse una voce alle sue spalle.

Prima che il nano potesse accorgersi del guerriero umano che stava per sferrargli un colpo d’ascia, questi venne colpito da un raggio di luce e precipitò.

– Non c’è tempo per i ringraziamenti, mastro nano. – disse Brelian. Thurig gli rivolse comunque un cenno di gratitudine.

– Sembra riusciamo a respingerli. – commentò Grumbash, in un momento di tregua.

In quel momento un messaggero trafelato giunse dalla città.

– Il nemico ha attaccato in un altro punto, dove le mura erano più sguarnite, e ha fatto breccia!

– Ho parlato troppo presto… – commentò il goblin.

– Hanno creato un diversivo. Non sono poi così rozzi questi umani. – osservò Rasheeda.

– Dobbiamo aiutare le difese all’interno della città! – disse Brelian, facendo cenno a Varanye di seguirlo. – Figliolo, vieni con me. Anche tu, mastro goblin. – rivolto a Phalion e Grumbash. Diede poi disposizioni all’orco:

– Amico mio, tu rimani qui con gli altri e respingi qualunque invasore. Conto su di te!

Grukkog rispose con un ruggito guerresco, mentre lingue di fuoco uscivano dalle sue mani, incenerendo schiere di combattenti nemici.

Intanto, dal nero bastone elettrocutore di Rasheeda, si liberavano saette bluastre che fulminavano i nemici, contribuendo a creare una massa di corpi che ostacolava chi sopraggiungeva dietro di essi.

Brelian si voltò e fece cenno ai compagni di seguirlo. Il gruppo si inoltrò per le strade di Yanua, muovendosi a fatica attraverso la calca di persone in fuga. Infine sbucarono su una piazza dove un drappello di umani stava massacrando alcuni cittadini.

– Difendiamoli! – esclamò Brelian, lanciandosi nella mischia. I compagni lo seguirono e Varanye si occupò di resuscitare i guerrieri caduti, in modo da farli nuovamente combattere. Nel frattempo, Phalion trucidava con calcolata freddezza i nemici che gli si avvicinavano, stordendone altri con granate contenenti misteriosi composti chimici debilitanti.

Man mano che i nemici cadevano e venivano resuscitati dalla necromanzia di Varanye, un muro di sinistri corpi rianimati si frapponeva tra loro e i nemici. Ma Brelian sapeva bene che la magia dell’elfa scura aveva un limite e non poteva durare all’infinito.

– Non morire dissanguata, Varanye. A differenza dei tuoi servitori non-morti, tu non puoi tornare in vita.

L’elfa rispose con uno sguardo di impassibile determinazione, come a dire che si sarebbe spinta fin dove necessario.

Il muro di corpi risvegliati venne improvvisamente infranto da una nuova ondata di nemici, vomitati dalla breccia aperta nelle mura della città. I soldati della guarnigione vi si opposero finché poterono, ma vennero rapidamente sopraffatti. Il sangue scorreva ovunque nella piazza e urla di battaglia si mescolavano ai gemiti dei morenti.

La situazione era fin troppo chiara al gruppo di eroi.

– Non possiamo respingerli. – Fu Grumbash ad esprimere il pensiero di tutti.

Brelian, voltandosi verso di lui, non rispose.

Fu allora che l’andamento della battaglia prese una nuova piega.

Siamo giunti alla fine, la scelta è cruciale: in che modo si risolverà il seguito della battaglia?

  • Giunge infine l'aiuto dei nani in soccorso dell'Impero...ma in modo inatteso (100%)
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  • Gli assedianti umani di Remorea scatenano nuove forze contro gli assediati arkadiani (0%)
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  • Le truppe imperiali in difesa della capitale schierano nuove risorse non ancora impiegate (0%)
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45 Commenti

  • Bella fine Alain e fico immaginare i nani volare nei cieli con l’aeroflotta. Racconto interessante soprattutto per la descrizione delle battaglie, evoluzione della storia e i sacrifici che i protagonisti hanno dovuto compiere per resistere in quest’ultima battaglia. Non tutti posso sopravvivere alla fine, quindi giusto così 🙂
    A presto con un’altra avventura. Keep going!

  • I nani, me lo sentivo..
    Alain, bello bello bello..mi è molto piaciuta la descrizione della battaglia ed ho apprezzato i sacrifici dei personaggi, ma è sempre un lutto quando un protagonista muore, seppur in maniera eroica e durante una battaglia dispiace.
    Detto ciò, io aspetto, sia mai che le varie porticine socchiuse si spalanchino. Anche perché avrei millemila domande da farti.
    Bravo Alain!

  • Ma davvero sono morti praticamente tutti? 🙁
    Non è che mi sia piaciuta molto la fine che hanno fatto…

    Deduco che la storia finisca qui e non ci siano seguiti. Credo che il problema principale siano stati i troppi personaggi in uno spazio ristretto. Con più storie avremmo avuto la possibilità di conoscerli meglio. E poi a me non piace quando muoiono tutti, così, senza un perché (no, non me ne importa niente che la battaglia sia cruenta e pericolosa: non me la fa sembrare più realistica).

    Tuttavia, la cosa ha mantenuto il suo fascino e quindi ti seguo per la prossima storia 🙂

    Ciao 🙂
    PS: sbaglio o sono rimasti in vita solo 3?

    • In effetti il limite di spazio a disposizione per ogni capitolo ha portate a fare delle selezioni, che spero non abbiamo influito negativamente sulla fruibilità e la fluidità della storia.
      I sopravvissuti del gruppo sono cinque. Non ce l’hanno fatta Grumbash il goblin, Brelian l’elfo alto (entrambi si sono sacrificati per i compagni) e l’orco sciamano Grukkog, caduto valorosamente in battaglia, soverchiato dai molti nemici.
      Per ora non prevedo di scrivere un seguito, ma non escludo affatto di tornare a scrivere qualcosa, in futuro!
      Intanto grazie per il supporto costante e alla prossima! 🙂

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