La Seconda Guerra Civile Americana

Dove eravamo rimasti?

Quale elemento prevarrà nel finale? Lotta (40%)

Il treno sta partendo

La sua voce aveva un tono tranquillo e ironico, sfumato solo in sottofondo da rabbia e disprezzo.

“Non sono affari tuoi”. Anche Jan sembrava tranquilla, ma la sua fronte si striò di piccole gocce di sudore. Il labbro inferiore le tremolava.

Sì che lo sono, puta mierda! Ci hai abbandonato per questo cabron, un moccioso che se la fa ancora nei pantaloni, mentre mañana potrebbero farci il culo

Jan ridacchiò. “No, vi ho abbandonati perché siete un branco di criminali, tali e quali a Dwight e alla sua feccia. Anzi, forse anche peggio, visto che loro non hanno la presunzione di voler cambiare il mondo, né l’ipocrisia di uccidere a fin di bene”.

Oscar ridacchiò, scoprendo un molare dorato. “Oh, ma io non ho mai avuto la presunzione di voler cambiare il mondo. Volevo solo matar quante più mierde fasciste possibili, e ti assicuro che mi riesce muy bien”.

“Beh, spero che ti faccia divertire”. Dagli altoparlanti, una voce annunciò che il treno per Saint Cloud sarebbe partito tra poco . “Se però vuoi aggiungere anche me all’elenco devi sbrigarti, non hai molto tempo”.

Due poliziotti stavano venendo verso di loro a passo lento. Sembravano non essersi accorti di quello che stava succedendo, così come gli altri passanti.

Nada mi farebbe mas feliz”. Il ghigno di Oscar si trasformò in una vera e propria risata: sembrava il male fatto persona. Chissà se aveva avuto un’espressione simile anche quella sera. Se solo avesse anche lui una pistola con sé…

I poliziotti si stavano avvicinando sempre di più. Oscar poteva premere il grilletto in qualsiasi momento, ma Jan restava immobile con aria di sfida.

Ora o mai più.

Michael urlò e corse verso i poliziotti. Oscar lo vide, si lasciò sfuggire un’imprecazione e sparò. Il forte rumore percosse i timpani di Michael, che si tuffò a terra e rotolò sul pavimento. Non avvertiva dolore, il proiettile lo aveva mancato, ma le orecchie gli fischiavano. Jan si avventò su Oscar e lo atterrò. Gli sferrò un pugno in faccia, Oscar si dimenò e provò a liberarsi di lei con un colpo di reni, ma Jan rimase aggrappato a lui come se si trovasse in un rodeo. Michael fece per sollevarsi, ma ci fu un altro sparo. Sussultò. Jan urlò e si riversò a terra, le mani premute sull’addome già zuppo di sangue.

I poliziotti li raggiunsero. Non degnarono Michael di uno sguardo e si avventarono su Oscar, immobilizzandolo e disarmandolo. Fecero lo stesso con Jan: la sollevarono per le ascelle senza troppi complimenti, nonostante il proiettile nella pancia e le grida di aiuto.

Michael aveva voglia di vomitare. Sulla scena sempre più gente e a momenti lo calpestavano. Che fare ora? Restare o scappare via? I poliziotti portavano via Oscar e Jan, che ormai aveva perso i sensi. Michael si alzò e salì sul treno in partenza. Nessuno lo fermò e le porte gli si richiusero alle spalle.

Il treno era quasi del tutto pieno, ma c’erano due posti liberi davanti a una coppia di signori anziani. La testa gli vorticava come un uragano, aveva lo stomaco sottosopra e il corpo tremava in preda allo shock e alla tachicardia. Il treno partì e nel giro di pochi istanti si lasciò alle spalle la stazione.

Michael continuava ad avere davanti agli occhi l’espressione di Jan: la sua bocca socchiusa, dalla quale fuoriuscivano sangue e saliva, e gli occhi stravolti da un’espressione di tormento. Oscar, invece, era sembrato stupefatto, come se gli fosse partito un colpo e non avesse voluto veramente spararle.

Sarà morta… Tutti quelli che mi sono vicino muoiono…

Provò a ricacciare indietro questo pensiero, ma più lo faceva più gli ritornava in mente, e alla fine decise di lasciarlo stare. I due signori anziani ogni tanto gli lanciavano un’occhiataccia, ma a Michael non importava: che guardassero pure.

Dopo un po’ iniziò a sentirsi meglio, il cuore aveva iniziato a decelerare e la nausea a calmarsi, ma proprio in quel momento ci fu come un’esplosione nella sua gola. Iniziò a tossire. Sembrava che gli fosse rimasto incastrato qualcosa nella trachea e non riusciva a venire fuori. I due anziani lo guardarono terrorizzati, si alzarono e cambiarono posto. Michael non riusciva a smettere di tossire e in pochi istanti la sua gola divenne un inferno.

Merda, che cazzo…

Attirò subito l’attenzione di tutti gli altri passeggeri. Molti se ne andarono e alcuni fecero finta di niente, ma nessuno gli venne in aiuto. La testa riprese a vorticargli e faticava anche a respirare: non aveva mai avuto così bisogno di aria come in quel momento.

Non si rese subito conto di essere riverso a terra, in mezzo al corridoio, sconvolto dalla tosse e dagli spasmi, né di star mormorando qualcosa a fior di labbra.

Dio, non voglio morire, ti prego, non voglio…

Passarono diversi minuti prima che qualcuno lo soccorse.

Categorie

Lascia un commento

102 Commenti

  • Ciao Lorenzo,
    leggo i tuoi ultimi due capitoli insieme. Direi che per Michael la storia finisce com’è iniziata: scappando. A differenza dei suoi genitori, però, non sapremo se Jan è sopravvissuta o no, se verrà arrestata o no. Per come è finito il capitolo, mi sono molto stupita che si trattasse del decimo e non del nono; hai lasciato un finale così aperto che mi stupisco a leggere nei commenti sotto che tu non abbia avuto sin dall’inizio intenzione di continuare il racconto!
    Qualunque cosa deciderai di fare a me questo “distopico” (ma neanche tanto) non è dispiaciuto affatto.
    A presto!

    • Hai ragione, in effetti più che un finale aperto ho scritto una sorta di “non finale”… Questo vuol dire che allora il seguito è d’obbligo, anche se, come dicevo a Keziarica, non arriverà a breve visto che ora voglio concentrarmi su un altro progetto… ma prima o poi arriverà!
      A presto 😀

  • Ciao, Lorenzo.
    Anche questa avventura è finita. Bravo.
    Il finale lascia spazio all’ipotesi di un seguito, sarebbe bello sapere che fine hanno fatto Michael e Jan.
    Il racconto, nel suo complesso, è riuscito: le scene d’azione, che hanno avuto un ruolo importante, lo hanno reso dinamico e scorrevole. Qualche dubbio sull’ultima frase, ma non voglio risultare pesante. Ultimamente forse ho un po’ esagerato nel cercare il pelo nell’uovo. 🙂
    Ci rileggiamo al prossimo racconto.
    Ciao!

  • Ciao Lorenzo!
    Finale quasi tragico, con Mike che è stato colpito e Jan in bilico tra vita e morte. Immagino che presto ne sapremo di più…
    La storia è andata in crescendo, hai progressivamente delineato i personaggi con i loro dubbi e turbamenti, ed il finale è degno di un film d’azione di prim’ordine. Bravissimo!
    Direi che, come già scritto, sentiremo ancora parlare del caos post pandemia americano. In attesa un caro saluto
    Ciao!

    • Ti ringrazio moltissimo!
      Devo dire che non avevo pensato al seguito, però con questo finale aperto ci potrebbe anche stare un proseguimento della storia… vedremo 😀
      Grazie ancora per tutti i consigli e le osservazioni, mi sono state molto utili per plasmare questo racconto senza troppe pretese, in cui volevo sperimentare uno stile un po’ diverso, e portarlo fino alla fine! A presto 🙂

  • Ciao, Lorenzo.
    Jan ha subito una trasformazione, mentre Michael è rimasto più o meno lo stesso. Il personaggio secondario viene cambiato dal protagonista; forse, sarebbe stato più indicato il contrario, ma sei riuscito a rendere interessante la storia anche così.
    Io chiuderei con la lotta, ti riescono bene le scene d’azione e sfrutterei questa dote.
    Vediamo come si conclude la storia.

    Alla prossima!

    • Vero, è una cosa su cui non avevo riflettuto. Probabilmente è dovuto al fatto che Jan, pur essendo un personaggio secondario, vuole raggiungere un obiettivo e ha delle motivazioni per farlo, mentre Michael, pur essendo il protagonista, è stato un po’ un burattino in balia degli eventi, senza una vera e propria personalità. Non era una cosa voluta e sì, normalmente bisognerebbe fare il contrario, ma sono contento che la storia risulti lo stesso interessante!
      Non so se effettivamente mi riescono bene le scene d’azione, ma grazie per l’incoraggiamento, vediamo che ne esce fuori 😀
      A presto!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi