La Seconda Guerra Civile Americana

Dove eravamo rimasti?

Cosa fa Michael? Accetta e dovrà affrontare una prova (75%)

Una nuova missione

No!” urlò Michael. “Non voglio avere niente a che fare con voi!”

Ryan sorrise e scosse la testa. “Ah, stai andando male. Molto male. Ti facevo più furbo”.

“Lasciatemi andare, non dirò niente…”

Sì che lo farai. E non possiamo permetterlo”.

Gli occhi di Ryan erano due pozze di petrolio in un mare di latte, mentre quelli di Kevin erano glaciali e privi di emozioni.

Non hai scelta. A noi una persona in più serve, ma se non collabori non mi faccio problemi a lasciarti qui. E non credere che sprecheremo soldi e cibo per uno come te”.

No, non aveva scelta. Michael annuì.

Ryan fece un cenno a Kevin. Il grosso ragazzo si avvicinò a Michael e sciolse i nodi che lo tenevano legato con la stessa rapidità con la quale li aveva stretti. Il formicolio tornò a infestare le sue articolazioni e il sangue, seppur con pigrizia, riprese a circolare nei vasi sanguigni compressi; tuttavia non osò alzarsi.

Ryan lo guardava senza sbattere le palpebre. Ora sei un membro della banda, ma dovrai affrontare una prova”.

E adesso che altro volevano? Le mani gli iniziarono a sudare, la gola continuava a bruciargli.

Affiancherai Jan nella sua prossima missione. La stiamo pianificando da settimane”.

Michael deglutì. “Di che si tratta?”

“Dovrete piazzare una bomba, Jan è la nostra esperta in questo campo”.

Una bomba… ecco perché gli era venuta addosso la sera prima, mentre stava guardando quell’edificio in fiamme. “È stata lei! Ha provocato lei quell’esplosione ieri!”

Certo che sono stata io, ritardato”. La voce di Jan provenne dalla sua sinistra. Micheal si voltò: lei era in piedi accanto alla porta. Da quanto tempo stava lì?

Farai tutto quello che ti dirà Jan. Dobbiamo capire di che pasta sei fatto e se hai la stoffa per combattere con noi in questa guerra. Se provi a fare scherzi o a fregarci in qualche modo, te la dovrai vedere con lei. E ti confesso che non vorrei essere nei tuoi panni”.

Il volto di Jan era serio, ma le sue labbra si incresparono in un sorriso velato. “Dai, muoviti. Non abbiamo tutto il giorno”.

Michael si alzò. Per un attimo le gambe vacillarono e pensò che non lo avrebbero retto, ma poi tornarono salde, seppur ancora formicolanti.

Ryan prese un giubbotto nero dallo scaffale e glielo porse. “Ovviamente non avrai armi”.

Jan tirò fuori una pistola: sembrava troppo grande per le sue mani. “Ci proteggerà la mia calibro 45”.

L’aria del mattino era fredda e umida e Michael ringraziò suo malgrado Ryan per non averlo fatto uscire solo in felpa.

Dobbiamo prima andare da Andy a prendere delle cose”. Jan camminava con passo così spedito che Michael quasi doveva correre per starle dietro.

Ma voi chi siete? Una specie di gruppo terroristico?”

Siamo soldati. Combattiamo per la libertà del nostro popolo”.

“Uccidendo persone innocenti?”

Jan rallentò il passo. “Chi è al servizio di un potere criminale non è mai innocente”.

“Quindi anche i miei meritavano di morire?”

Questa volta Jan si fermò. “Non capisco”.

Michael esitò e si guardò intorno. “Ieri hanno ucciso i miei genitori. Sono riuscito a scappare, ma loro sono morti”. Le lacrime avevano una voglia matta di fuoriuscire e per un attimo quasi cedette a quella tentazione, ma poi le ricacciò indietro. Preferiva un calcio alle palle piuttosto che piangere davanti a lei.

“Mi spiace, non intendevo questo”. Jan lo guardava con occhi vitrei, mordendosi il labbro inferiore. “Andiamo, che facciamo tardi”.

Ripresero a camminare. Michael lasciò passare un po’ di tempo prima di aprire bocca di nuovo. “Come mai sei entrata a far parte di questo gruppo?”

Tempo fa un poliziotto ha ucciso mio fratello”. La voce di Jan era calma, come se quella storia l’avesse già raccontata cento volte. “Lo avevano fermato per un controllo, lo avevano visto fumare e pensavano che si stesse facendo una canna. Ogni tanto se le faceva, ma di certo non in pubblico, non era così stupido. Hanno detto che gli avevano sparato perché aveva provato a scappare, ma i suoi amici hanno testimoniato che aveva solo risposto male agli agenti”. Jan si interruppe: nelle ultime parole la sua voce aveva iniziato a incrinarsi. “Ovviamente il giudice non li ha ascoltati e ha assolto lo sbirro”.

Mi dispiace”.

Per mesi e mesi non ho fatto niente, ho convissuto con questo dolore nella speranza che prima o poi andasse via, ma quando sono iniziati gli scontri ho capito che dovevo fare qualcosa. Che non potevo restare a guardare mentre i miei fratelli morivano davanti a me. Per questo mi sono unita a Ryan”.

Mike non disse niente, ma fu colpito dalla determinazione che trasudava dalle sue parole. Ne avrebbe voluto un po’ anche lui.

L’appartamento di Andy si trovava in una palazzina alta circa dieci piani, con l’intonaco esterno scrostato in più punti e diverse finestre rotte. Puzzava di piscio. Salirono le scale lerce, piene di mozziconi di sigarette e preservativi usati, per circa tre piani, poi Jan si fermò davanti a una porta. Si guardò intorno, bussò piano, ma…

Che succede?

  • Qualcuno apre la porta, ma non è Andy (67%)
    67
  • Nessuno apre la porta (33%)
    33
  • Niente ma, Andy li fa entrare dentro (0%)
    0
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60 Commenti

  • Ciao, Lorenzo.
    Eccoci arrivati a metà racconto. L’azione è sicuramente nelle tue corse e, forse, te lo avevo già detto, ma è così 😉
    Il capitolo mi è piaciuto, senza fare la saputella (che non sono) ti vorrei segnalare: “ Svoltarono parecchie volte prima che Michael si fermò.” a me sarebbe suonato meglio “prima che Michael si fermasse”. Ma credo di tratti di un errore di battitura. Probabilmente manca un pezzetto di frase.
    Detto ciò, ti rinnovo i complimenti per la dinamicità dell’episodio e ti saluto.

    Alla prossima!

    • No non si tratta di un errore di battitura, quel tipo di congiuntivo lo avrò sbagliato almeno mille e volte e lo continuerò a sbagliare…grazie per la segnalazione 😀
      Grazie anche per i complimenti, non mi è capitato spesso di scrivere scene d’azione, anzi, quindi mi fa piacere sapere che almeno su questo aspetto ci siamo.
      A presto!

  • Qualcuno apre, ma non Andy.
    Lorenzo, devo dire che non ho apprezzato molto come Mike abbia accettato senza fiatare di entrare a far parte di una cellula terroristica, senza sapere nemmeno per cosa lotterà. Se non ho apprezzato che sia capitolato così, mi è piaciuta la seconda parte del capitolo in cui Jan si confida con lui riguardo alla morte del fratello.
    A costo di risultare bacchettona, ti esorto a mantenere il focus. Sei capace di caratterizzare i personaggi, lo hai già mostrato in altre storie e lo puoi fare anche in questa qui.
    A presto!

    • Grazie per il parere onesto! Sicuramente sto avendo dei problemi a caratterizzare i personaggi. L’ambientazione americana e il genere del racconto mi spingono involontariamente ad attingere a tutto un immaginario cinematografico e televisivo fatto di personaggi abbastanza stereotipati e poco approfonditi dal punto di vista psicologico: sto cercando di lottare contro questa tendenza, ma non è facile!
      In ogni caso volevo sottolineare come Michael sia stato praticamente costretto a unirsi a loro, e se accetta praticamente senza fiatare, è perché non vuole restare ostaggio di persone armate che potrebbero ucciderlo da un momento all’altro, come ha visto fare poco prima. Tuttavia hai mostrato una lacuna oggettiva e frutto senza dubbio di miei errori. Cercherò di prestare più attenzione a questo punto nei prossimi capitoli 😀

  • Ciao Lorenzo!
    Ho votato perché la porta si apra, ma non ci sia Andy; concordo con Keziarica che si legge molto bene, e questo è un pregio; credo che la sostanziale unità di tempo fino a qui vista aiuti in questo. Nella storia stiamo per vedere Mike all’opera; il personaggio me lo immagino un tantino sotto shock, per l’apparente tranquillità con cui affronta prove davvero difficili.
    Entriamo nel vivo quindi. Alla prossima!

    • Terrò a mente questo aspetto dello shock, magari lo potrò far “esplodere” più avanti con la storia. Il fatto è che mi sembra ripetitivo inserire più volte riferimenti a quello che gli è accaduto, anche perché il protagonista sta vivendo situazioni molto concitate e non ha molto tempo per fermarsi a riflettere. In ogni caso cercherò di prestare attenzione a questo aspetto, grazie per il commento e il suggerimento 😀
      A presto!

  • In ritardo ma ci sono, spero di non averti rovinato i piani, ho votato per la porta aperta non da andy e ti ho mandato in pareggio.
    Capitolato di passaggio ben scritto, le idee cominciano ad andare verso una direzione. Hai fatto bene a menzionare l’uccisione dei genitori e lo hai fatto nel posto giusto. Eviterei un passaggio troppo netto di Micheal al terrorismo, se è quello che vuoi ci sta, ma graduale, ma lo scrittore sei tu, è solo un consiglio.
    Alla peossima

  • Ciao Lorenzo, io dico che trovano chiuso.
    In quanto al capitolo avrei voluto un tantino più di scontro verbale prima che il terrorista passi dal non credere che M. starà zitto al proporgli addirittura di unirsi a loro…
    Per il resto tutto ok. buon lavoro, grazie. ciao

  • Ciao Lorenzo! Capitolo transitorio, ma scritto ugualmente bene. Ho apprezzato il riferimento alla morte dei genitori, continuo a pensare che dovrebbe essere un elemento trainante nella maturazione del personaggio di Michael. Curioso di vedere come si svilupperà il rapporto tra questo e Jan, resto in attesa del prossimo capitolo!
    A presto 😀

    • Ho aggiunto quel riferimento proprio in seguito agli scorsi commenti, in effetti è un elemento troppo importante per tralasciarlo. Tuttavia mi sono dovuto un po’ sforzare per inserirlo, come se fosse una tessera di un puzzle per cui non si riesce a trovare posto, ma hai senza dubbio ragione che si tratta di un elemento centrale per lo sviluppo del protagonista 😀
      Grazie per il parere, a presto!

  • Ciao, Lorenzo.
    Rieccoti 🙂
    Scusa, non ho capito chi è Andy. Forse mi sono distratta e non so dove collocarlo; comunque ho votato perché sia qualcun altro ad aprire la porta.
    Il capitolo si legge bene, non ci sono inciampi e rende bene l’idea di quel che vuoi dire, l’unico appunto è sulla formulazione della frase: “Le mani gli iniziarono a sudare” non che sia scorretta è solo che mi suona male, così come gli “occhi vitrei” che mi rimandano più all’immagine di un cadavere che di una persona in vita. Sono ovviamente miei punti di vista 😉

    Ci si legge alla prossima!

  • Ciao Lorenzo, ogni volta che leggo un tuo capitolo vedo sempre dei commenti critici e ciò vuol dire una sola cosa: ci aspettiamo molto da te! La storia è bene avviata, mi associo a Trix nel ricordarti il trauma che Michael ha subito e le conseguenze emotive che dovrebbe comportare. Detto ciò, aspetto con curiosità il prossimo capitolo 😀
    Ho votato per il rifiuto, giusto per dare un po’ di conflitto in più. A presto!

  • Dalla padella alla brace, portiamolo via di lì.
    Quei rivoltosi sono un poco, a mio avviso, “plasticosi”: sembra che Michael stia viaggiando in un videogioco e invece lo vogliamo nella vita reale, magari aiutato da un poco di ironia… Sempre che tu sia d’accordo!😎 comunque bravo perché hai davanti te mille strade che ti sei preparato per proseguire.🙋 alla prossima. Ciao

    • Se devo essere sincero, non posso darti che ragione. Infatti sto avendo molte difficoltà a rendere credibili i personaggi e ho la netta sensazione che siano stereotipati e una sorta di macchiette, ma spero di renderli un po’ più verosimili nel tempo aggiungendo diverse sfumature; anche se l’ironia, per come ho pensato la storia, non penso troverà molto spazio.
      Comunque grazie per i pareri sempre molto utili, a presto!

  • Accetta ma dovrà fare una prova.
    Bene, Lorenzo si entra nel vivo a quanto pare e sono curiosa di sapere di che si tratta. Ricorda che gli sono morti i genitori e che lo stato d’animo del ragazzo dovrebbe subire anche lo strascico di questo tragico evento, nonostante tutto.
    A presto!

    • Grazie per l’osservazione, sicuramente è una cosa di cui dovrò tenere conto e hai fatto bene a ricordarmelo visto che il rischio di perdere i pezzi per strada è sempre dietro l’angolo! Nel secondo capitolo, per esempio, ho completamente tralasciato la storta che Michael si era preso prima…ho cercato poi di mettere una pezza nel terzo, ma ormai il danno era fatto.
      Grazie ancora e a presto 🙂

  • Bene, ancora azioni ben descritte. Se mi posso permettere (non voglio fare la guasta feste) solo un piccolo appunto: lo legano perché non sanno da che parte sta; gli dicono “torniamo domani attento A ciò che ci dirai”; decido di liberarlo perché decidono che è innocuo. Cosa ha determinato la svolta? Se è sfuggito a me chiedo scusa, è molto probabile.

    • A dire il vero che è innocuo lo decidono dopo poco tempo, solo che lo lasciano legato per tutta la notte per ulteriore precauzione e per fargli capire che rimarrà imprigionato lì se non accetta di unirsi a loro. Effettivamente però mi rendo conto che questo passaggio mi è uscito un po’ contorto, per cui se hai avuto questo dubbio vuol dire che va sicuramente aggiustato 😀

  • Ciao, Lorenzo.
    Ecco arrivata la chiamata all’azione, e di qui in poi comincia la vera avventura.
    Bene, mi è piaciuto questo capitolo, ben descritto. Piche pennellate bene assestate.
    Non mi sono piaciute le frasi:

    “gli sono andata a sbattere “
    “La pelle nera di Ryan luccicava dal sudore”

    “Le viscere di Michael si attorcigliarono su se stesse.”

    Troppi colloquiali a parer mio 🙂
    Tuttavia, poco male. Anche se, per me, le budella si attorciglierebbero su LORO stesse 😉

    Voto per la prova, sono curiosa,

    Alla prossima!

  • Bel capitolo, descrizioni chiare che mostrano le immagini descritte e anche la loro violenza. La riflessione sul morire con una pallottola in testa è stata fatta come se avesse visto che è andata così, invece credo che non abbia visto niente, se non mi sbaglio crea un po’ di confusione. Il resto mi ha incuriosito parecchio, anche il ruolo che avrà la ragazza nera dagli occhi verdi. La immagino bellissima.

    • In quel passaggio volevo intendere che, pur non avendo visto niente, Michael si immaginava che le cose fossero andate così, però rileggendo in effetti mi sono accorto che non ho specificato questo aspetto per cui hai ragione sul fatto che crei un po’ di confusione. Grazie per queste osservazioni, sempre molto utili! A presto 😀

  • Ciao, Lorenzo.
    Un capitolo intenso e brutale. Un po’ frettolosa la parte riguardante il sopralluogo effettuato dalla polizia, ma capisco che i caratteri sono pochi e, s volte, bisogna tagliare.
    Non ho capito i “clacson sfuriati” è un refuso?
    Il posto che ci racconti mette paura, avvenimenti tragici personaggi ambigui… dove ci porterai? Non resta che scoprirlo. Voto per la sorpresa alle spalle e speriamo bene per Michael😉.

    Alla prossima!

  • Confermo il coraggio che hai avuto ad affrontare un argomento che ricorda troppo da vicino il dramma che stiamo vivendo, ma sono sicura che riuscirai a dargli una nota originale. Tratti scene pesanti con il giusto distacco che non le appesantisce. Mi piace

  • Ciao Lorenzo, e bentornato! Hai coraggio a scrivere dei problemi attuali, probabilmente ti sarà d’aiuto l’ambientazione distante rispetto alla nostra, anche se la cultura americana è molto diversa e per questo “tricky”. L’incipit mi è piaciuto, mi aspetto tanta azione, imprevisti, scelte difficili e nuove amicizie. A presto!

  • Ciao Lorenzo!
    Confermo che scrivi assai bene e affronti con naturalezza descrizioni “scomode”. Nel piccolo accenno al confronto con il padre rivedo Cesare “progressista” alle prese con il padre “conservatore”. In entrambi i casi la sintesi tra i due mondi pare difficile.
    Ho votato per l’ipotesi più popolare al momento, vediamo dove si va…
    Ciao!

  • Ciao, ecco qualcuno che ha il coraggio di partire da questa tragedia epocale per raccontare una storia. Partendo da Floyd e transitando in un mondo di fantapolitica te la potrai cavare, che inseguire l’attualità è dura. Si soffre già, leggendoti della scarsa disponibilità di spazio per dire tutte le cose che si vorrebbe. Comunque ti seguirò curioso, complimenti e auguri.

    • Bentrovato! In effetti l’attualità sarà soltanto un punto di partenza e tutt’al più uno sfondo, non il protagonista della storia. Per la sensazione del poco spazio, forse ha influito il fatto che questo primo capitolo è una versione accorciata di un racconto poco più lungo che avevo scritto per altri scopi e che poi ho deciso di ampliare qui, ma è indubbio che il solito problema dei pochi caratteri sarà una costante anche di questo racconto 😀
      Grazie per il parere, a presto!

  • Ciao, Lorenzo. Ben tornato.
    Dico che Michael va coi poliziotti ma non arriva al distretto. Vediamo che succede.
    Una storia attuale, questa volta. Bene. È un racconto d’avventura quindi, ci sarà del movimento. Vediamo come te la cavi.

    Alla prossima!

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