La Seconda Guerra Civile Americana

Dove eravamo rimasti?

Qual è l'imprevisto? La banda rivale sta organizzando un attacco contro di loro (75%)

Proposta indecente

Stanno organizzando un raid alla nostra base”. La voce di Andy era impregnata di disprezzo. “I fascisti di Dwight e gli uomini di S.S.”.

Jan sgranò gli occhi. “Ne sei sicuro? Chi te l’ha detto?”

“Toby, quell’amico mio che si era infiltrato con loro mesi fa. Mi ha mandato un messaggio proprio stamattina”.

“E per quando è previsto?”

Andy aspettò qualche istante prima di rispondere. “Per domani”.

“Non ci posso credere!” Jan sbatté il pugno sul tavolo. Michael guardò i panetti di C4 con il cuore in gola. “Questa non ci voleva proprio…”

Michael non aveva bisogno di fare domande per capire il motivo di tanta frustrazione.

Andy richiuse lo zaino e se lo rimise sulle spalle. “Ho già inoltrato la notizia a Ryan, ci aspetta in base per parlarne anche con gli altri. Meglio non andare insieme”. Guardò per un attimo Michael, poi uscì dallo scantinato.

Jan continuava a scuotere la testa a penzoloni, con le mani posate sul tavolo e la schiena inarcata: era davvero sexy in quella posizione. Con la stessa rapidità con la quale si era formato, Michael scacciò quel pensiero: non era il momento per certe cose.

***

Il volto di Ryan sembrava calmo, ma dal modo in cui serrava le mascelle e allargava le narici, si poteva vedere che era furibondo.

“L’informazione di Toby è accurata, ho ricevuto conferma da un altro mio contatto. Il raid è previsto per domani mattina”.

Oltre a lui, Jan e Andy, in base c’erano anche Oscar, che giocherellava con il suo coltello a serramanico, e Kevin, che se ne stava spiaccicato contro la parete, in silenzio: non lo aveva mai sentito dire una parola.

Jan, puoi scegliere tu come procedere. Ogni aiuto per difendere la base è prezioso, ma la tua è una missione importante. Abbiamo investito molte risorse nella sua preparazione e sappiamo tutti che domani è la nostra ultima chance, prima che arrivino gli altri porci come rinforzo”. Ryan guardava Jan con occhi che tradivano un velo di paura.

Secondo me dobbiamo estare todos insieme per riuscire a sconfiggerli” intervenne Oscar. Fece scattare il coltello, per poi riporlo in tasca. “Quei cabrones di Stanley Scott sono assetati di sangre, renderanno esto posto una macelleria”.

“Non lo so, ci devo pensare”. Jan era turbata, sembrava aver perso quella sicurezza che aveva avuto finora.

Ma l’attentato è troppo importante per lasciarlo perdere!” Andy intervenne con voce squillante. “Significa dare un segnale forte e chiaro ai nostri avversari! Significa abbattere un simbolo del potere, infliggere un duro colpo alla loro autorità”. Poi si rivolse a Jan. “Per me dovresti procedere con il piano, ci penseremo noi a difendere la base”.

Jan si passò la mano tra i folti capelli rossi con aria pensierosa e si alzò. “Vado a prendere una boccata d’aria. Torno subito”.

Merda, e adesso? Già stare con quella gentaglia era una sofferenza, ma l’ultima cosa che avrebbe voluto era rimanere con loro senza Jan, l’unica con la quale si sentisse un minimo a suo agio e che lo distraesse da quello che aveva passato. Sarebbe voluto andare fuori con lei, ma mentre la guardava dirigersi alla porta, non osò alzarsi. Quando gli fece un cenno col capo prima di uscire, si sentì sollevato. Si alzò e le andò dietro senza farselo ripetere due volte.

Che pensi di fare?” le domandò Michael, visto che lei non diceva niente.

Non lo so, hanno ragione entrambi”. Jan scosse la testa e fece un cenno verso la base. “La missione è troppo importante per abbandonarla in questo modo, però non posso starmene via mentre gli altri combattono, mentre potrebbero venire uccisi. Non sarebbe giusto nei loro confronti. E non riuscirei a rimanere lucida e concentrata”.

Michael non sapeva che dire. Era un problema spinoso, troppo complesso per uno come lui, che con quel mondo fatto di guerriglia, armi e strategie militari non c’entrava niente. Jan nel frattempo camminava avanti e indietro, passandosi ogni tanto le mani tra i capelli. Poi si fermò.

Ho deciso, rimango con loro. Li aiuto a uccidere quei porci. Per la missione spero che ci sarà un’altra opportunità”.

Michael si stupì per quella scelta: prima l’aveva vista molto immersa nel suo piano. In quel momento, però, gli venne un’illuminazione, un lampo di genio, e si chiese da quale angolo recondito della propria mente potesse provenire una follia del genere. Doveva aver fatto una faccia strana, visto che Jan gli si avvicinò con le sopracciglia aggrottate. “Che ti prende?”

“Lo faccio io”.

“Che cosa?”

Michael si passò la lingua tra le labbra: la bocca gli si era prosciugata. “La bomba, la piazzo io”.

Jan schiuse la bocca e spalancò gli occhi in un’espressione curiosa: non sapeva se stesse per urlare o per ridergli in faccia.

Come viene accolta la proposta di Michael?

  • Viene respinta e Michael approfitta della situazione per fuggire (60%)
    60
  • Viene respinta e Michael è costretto ad aiutarli a difendere la base (0%)
    0
  • Viene accettata, Michael deve affrontare questa missione (40%)
    40
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84 Commenti

  • Io dico che esita, magari rimanda la vendetta. Ti segnalo tre espressioni che mi lasciano perplesso…
    “era bravo a non farsi inseguire”. Forse meglio “era bravo a non farsi prendere”?
    “Saltò su un barbone a terra”. Forse meglio “saltò un barbone a terra”?
    “Jan gli fece un occhiolino…” data la drammaticità del momento un “occhiolino” mi pare fuori posto…
    La storia ha ritmo e si segue con piacere, appuntamento alla prossima… Ciao

    • Hai ragione, sono frasi che effettivamente suonano ambigue e che sarebbe meglio riformulare…
      Forse solo sull’ultima non ci vedo molta contraddizione visto che l’occhiolino è semplicemente un segnale d’intesa, e in quel momento mi serviva, ma forse era meglio inserire qualcos’altro!
      Grazie per le osservazioni e a presto!

  • Ciao, Lorenzo.
    È interessante l’idea di riscrivere la fuga di Michael dal punto di vista di Jan, tuttavia questa scelta ha rubato caratteri preziosi alla storia, ma immagino che avrai preso le misure😉.
    Dico che piazza la bomba, e non sarà facile farglielo fare, dato che non è un esperto combattente.
    Vediamo come te la cavi.

    Alla prossima! .

  • Bene il cambio di passo mi è piaciuto. Finalmente il coinvolgimento vero, profondo di M. E naturalmente il desiderio di vendetta. Per assurdo prendere atto della verità, della realtà sembra liberarlo più che bloccarlo: adesso da cosa fare. Voto vendetta… Alla prossima!🙋

    • Il tuo voto non mi risulta, sicura di aver votato?
      Grazie comunque per il feedback positivo, in effetti avevo bisogno anch’io di staccarmi un po’ dagli avvenimenti precipitosi per poter approfondire il dolore di Michael. Spero che questo porti a una sua evoluzione e a un finale che possa chiudere bene la storia.
      A presto!

  • Ciao, Lorenzo.
    Voto per la lotta. Non credo sarà facile e nemmeno che Michael riuscirà a sopraffare Jan, poi arriverà anche la vendetta.
    Ben reso l’attimo della fuga e la tensione durante la corsa. Il tempo stringe e i capitoli anche, come finirà questa storia?
    Non resta che aspettare 🙂

    Alla prossima!

  • Ciao Lorenzo!
    La vedo complicata per uno digiuno di esplosivi, quindi lui scappa, e vediamo cosa o chi incontra. Il racconto mi restituisce un mondo più allo sbando di quanto mi aspettassi all’inizio; mi piace come sta provando a reagire il nostro, tra totale inesperienza sua e diffidenza delle persone intorno, secondo me stai lavorando molto bene su di lui, come hai fatto d’altronde con i personaggi di casa Palleschi.
    Ciao!

    • Grazie mille come sempre per il bel commento, mi fa molto piacere anche perché la caratterizzazione dei personaggi, in particolare del protagonista, era all’inizio il punto più problematico del racconto e quello su cui mi ero trovato maggiormente in difficoltà, e anche se ora probabilmente continua a esserlo, sono molto contento di avere un feedback positivo in questo senso!
      Lavorare sui personaggi e farli evolvere in modo credibile è forse uno degli aspetti per me più difficili e su cui spendo più tempo, infatti quelli del racconto precedente ancora non sono riuscito a scrollarmeli di dosso, pretendono ancora di ricevere cure e attenzioni costringendomi a continuare a occuparmi di loro… 😀

  • Vediamo se affrontando la missione Michael diventa tosto quanto Jan!
    Ho letto tutti e sei i capitoli, storia interessante e devo ricredermi, non pensavo fosse fattibile scrivere qualcosa di coinvolgente a “tema pandemia”.

  • Anche se Michael non ha esperienza, gli altri sono disperati; direi che piazza la bomba.
    Ciao, Lorenzo.
    Questo capitolo mi è piaciuto, forse un po’ forzati gli inserti latini, ma può starci.
    Non ho molto altro da aggiungere, sono curiosa di vedere cosa succederà.

    Bene, alla prossima!

    • Sono d’accordo sul fatto che quei dialoghi siano forzati, infatti ho voluto fare un piccolo esperimento di dialoghi ibridi per cercare di renderli più realistici, ma mi sono reso conto che è molto difficile renderli spontanei e credibili. Mi fa piacere poi che il capitolo ti sia piaciuto e il fatto che non hai molto da farmi notare mi fa ben sperare 😀
      Grazie e a presto!

  • Ciao, Lorenzo.
    Eccoci arrivati a metà racconto. L’azione è sicuramente nelle tue corse e, forse, te lo avevo già detto, ma è così 😉
    Il capitolo mi è piaciuto, senza fare la saputella (che non sono) ti vorrei segnalare: “ Svoltarono parecchie volte prima che Michael si fermò.” a me sarebbe suonato meglio “prima che Michael si fermasse”. Ma credo di tratti di un errore di battitura. Probabilmente manca un pezzetto di frase.
    Detto ciò, ti rinnovo i complimenti per la dinamicità dell’episodio e ti saluto.

    Alla prossima!

    • No non si tratta di un errore di battitura, quel tipo di congiuntivo lo avrò sbagliato almeno mille e volte e lo continuerò a sbagliare…grazie per la segnalazione 😀
      Grazie anche per i complimenti, non mi è capitato spesso di scrivere scene d’azione, anzi, quindi mi fa piacere sapere che almeno su questo aspetto ci siamo.
      A presto!

  • Qualcuno apre, ma non Andy.
    Lorenzo, devo dire che non ho apprezzato molto come Mike abbia accettato senza fiatare di entrare a far parte di una cellula terroristica, senza sapere nemmeno per cosa lotterà. Se non ho apprezzato che sia capitolato così, mi è piaciuta la seconda parte del capitolo in cui Jan si confida con lui riguardo alla morte del fratello.
    A costo di risultare bacchettona, ti esorto a mantenere il focus. Sei capace di caratterizzare i personaggi, lo hai già mostrato in altre storie e lo puoi fare anche in questa qui.
    A presto!

    • Grazie per il parere onesto! Sicuramente sto avendo dei problemi a caratterizzare i personaggi. L’ambientazione americana e il genere del racconto mi spingono involontariamente ad attingere a tutto un immaginario cinematografico e televisivo fatto di personaggi abbastanza stereotipati e poco approfonditi dal punto di vista psicologico: sto cercando di lottare contro questa tendenza, ma non è facile!
      In ogni caso volevo sottolineare come Michael sia stato praticamente costretto a unirsi a loro, e se accetta praticamente senza fiatare, è perché non vuole restare ostaggio di persone armate che potrebbero ucciderlo da un momento all’altro, come ha visto fare poco prima. Tuttavia hai mostrato una lacuna oggettiva e frutto senza dubbio di miei errori. Cercherò di prestare più attenzione a questo punto nei prossimi capitoli 😀

  • Ciao Lorenzo!
    Ho votato perché la porta si apra, ma non ci sia Andy; concordo con Keziarica che si legge molto bene, e questo è un pregio; credo che la sostanziale unità di tempo fino a qui vista aiuti in questo. Nella storia stiamo per vedere Mike all’opera; il personaggio me lo immagino un tantino sotto shock, per l’apparente tranquillità con cui affronta prove davvero difficili.
    Entriamo nel vivo quindi. Alla prossima!

    • Terrò a mente questo aspetto dello shock, magari lo potrò far “esplodere” più avanti con la storia. Il fatto è che mi sembra ripetitivo inserire più volte riferimenti a quello che gli è accaduto, anche perché il protagonista sta vivendo situazioni molto concitate e non ha molto tempo per fermarsi a riflettere. In ogni caso cercherò di prestare attenzione a questo aspetto, grazie per il commento e il suggerimento 😀
      A presto!

  • In ritardo ma ci sono, spero di non averti rovinato i piani, ho votato per la porta aperta non da andy e ti ho mandato in pareggio.
    Capitolato di passaggio ben scritto, le idee cominciano ad andare verso una direzione. Hai fatto bene a menzionare l’uccisione dei genitori e lo hai fatto nel posto giusto. Eviterei un passaggio troppo netto di Micheal al terrorismo, se è quello che vuoi ci sta, ma graduale, ma lo scrittore sei tu, è solo un consiglio.
    Alla peossima

  • Ciao Lorenzo, io dico che trovano chiuso.
    In quanto al capitolo avrei voluto un tantino più di scontro verbale prima che il terrorista passi dal non credere che M. starà zitto al proporgli addirittura di unirsi a loro…
    Per il resto tutto ok. buon lavoro, grazie. ciao

  • Ciao Lorenzo! Capitolo transitorio, ma scritto ugualmente bene. Ho apprezzato il riferimento alla morte dei genitori, continuo a pensare che dovrebbe essere un elemento trainante nella maturazione del personaggio di Michael. Curioso di vedere come si svilupperà il rapporto tra questo e Jan, resto in attesa del prossimo capitolo!
    A presto 😀

    • Ho aggiunto quel riferimento proprio in seguito agli scorsi commenti, in effetti è un elemento troppo importante per tralasciarlo. Tuttavia mi sono dovuto un po’ sforzare per inserirlo, come se fosse una tessera di un puzzle per cui non si riesce a trovare posto, ma hai senza dubbio ragione che si tratta di un elemento centrale per lo sviluppo del protagonista 😀
      Grazie per il parere, a presto!

  • Ciao, Lorenzo.
    Rieccoti 🙂
    Scusa, non ho capito chi è Andy. Forse mi sono distratta e non so dove collocarlo; comunque ho votato perché sia qualcun altro ad aprire la porta.
    Il capitolo si legge bene, non ci sono inciampi e rende bene l’idea di quel che vuoi dire, l’unico appunto è sulla formulazione della frase: “Le mani gli iniziarono a sudare” non che sia scorretta è solo che mi suona male, così come gli “occhi vitrei” che mi rimandano più all’immagine di un cadavere che di una persona in vita. Sono ovviamente miei punti di vista 😉

    Ci si legge alla prossima!

  • Ciao Lorenzo, ogni volta che leggo un tuo capitolo vedo sempre dei commenti critici e ciò vuol dire una sola cosa: ci aspettiamo molto da te! La storia è bene avviata, mi associo a Trix nel ricordarti il trauma che Michael ha subito e le conseguenze emotive che dovrebbe comportare. Detto ciò, aspetto con curiosità il prossimo capitolo 😀
    Ho votato per il rifiuto, giusto per dare un po’ di conflitto in più. A presto!

  • Dalla padella alla brace, portiamolo via di lì.
    Quei rivoltosi sono un poco, a mio avviso, “plasticosi”: sembra che Michael stia viaggiando in un videogioco e invece lo vogliamo nella vita reale, magari aiutato da un poco di ironia… Sempre che tu sia d’accordo!😎 comunque bravo perché hai davanti te mille strade che ti sei preparato per proseguire.🙋 alla prossima. Ciao

    • Se devo essere sincero, non posso darti che ragione. Infatti sto avendo molte difficoltà a rendere credibili i personaggi e ho la netta sensazione che siano stereotipati e una sorta di macchiette, ma spero di renderli un po’ più verosimili nel tempo aggiungendo diverse sfumature; anche se l’ironia, per come ho pensato la storia, non penso troverà molto spazio.
      Comunque grazie per i pareri sempre molto utili, a presto!

  • Accetta ma dovrà fare una prova.
    Bene, Lorenzo si entra nel vivo a quanto pare e sono curiosa di sapere di che si tratta. Ricorda che gli sono morti i genitori e che lo stato d’animo del ragazzo dovrebbe subire anche lo strascico di questo tragico evento, nonostante tutto.
    A presto!

    • Grazie per l’osservazione, sicuramente è una cosa di cui dovrò tenere conto e hai fatto bene a ricordarmelo visto che il rischio di perdere i pezzi per strada è sempre dietro l’angolo! Nel secondo capitolo, per esempio, ho completamente tralasciato la storta che Michael si era preso prima…ho cercato poi di mettere una pezza nel terzo, ma ormai il danno era fatto.
      Grazie ancora e a presto 🙂

  • Bene, ancora azioni ben descritte. Se mi posso permettere (non voglio fare la guasta feste) solo un piccolo appunto: lo legano perché non sanno da che parte sta; gli dicono “torniamo domani attento A ciò che ci dirai”; decido di liberarlo perché decidono che è innocuo. Cosa ha determinato la svolta? Se è sfuggito a me chiedo scusa, è molto probabile.

    • A dire il vero che è innocuo lo decidono dopo poco tempo, solo che lo lasciano legato per tutta la notte per ulteriore precauzione e per fargli capire che rimarrà imprigionato lì se non accetta di unirsi a loro. Effettivamente però mi rendo conto che questo passaggio mi è uscito un po’ contorto, per cui se hai avuto questo dubbio vuol dire che va sicuramente aggiustato 😀

  • Ciao, Lorenzo.
    Ecco arrivata la chiamata all’azione, e di qui in poi comincia la vera avventura.
    Bene, mi è piaciuto questo capitolo, ben descritto. Piche pennellate bene assestate.
    Non mi sono piaciute le frasi:

    “gli sono andata a sbattere “
    “La pelle nera di Ryan luccicava dal sudore”

    “Le viscere di Michael si attorcigliarono su se stesse.”

    Troppi colloquiali a parer mio 🙂
    Tuttavia, poco male. Anche se, per me, le budella si attorciglierebbero su LORO stesse 😉

    Voto per la prova, sono curiosa,

    Alla prossima!

  • Bel capitolo, descrizioni chiare che mostrano le immagini descritte e anche la loro violenza. La riflessione sul morire con una pallottola in testa è stata fatta come se avesse visto che è andata così, invece credo che non abbia visto niente, se non mi sbaglio crea un po’ di confusione. Il resto mi ha incuriosito parecchio, anche il ruolo che avrà la ragazza nera dagli occhi verdi. La immagino bellissima.

    • In quel passaggio volevo intendere che, pur non avendo visto niente, Michael si immaginava che le cose fossero andate così, però rileggendo in effetti mi sono accorto che non ho specificato questo aspetto per cui hai ragione sul fatto che crei un po’ di confusione. Grazie per queste osservazioni, sempre molto utili! A presto 😀

  • Ciao, Lorenzo.
    Un capitolo intenso e brutale. Un po’ frettolosa la parte riguardante il sopralluogo effettuato dalla polizia, ma capisco che i caratteri sono pochi e, s volte, bisogna tagliare.
    Non ho capito i “clacson sfuriati” è un refuso?
    Il posto che ci racconti mette paura, avvenimenti tragici personaggi ambigui… dove ci porterai? Non resta che scoprirlo. Voto per la sorpresa alle spalle e speriamo bene per Michael😉.

    Alla prossima!

  • Confermo il coraggio che hai avuto ad affrontare un argomento che ricorda troppo da vicino il dramma che stiamo vivendo, ma sono sicura che riuscirai a dargli una nota originale. Tratti scene pesanti con il giusto distacco che non le appesantisce. Mi piace

  • Ciao Lorenzo, e bentornato! Hai coraggio a scrivere dei problemi attuali, probabilmente ti sarà d’aiuto l’ambientazione distante rispetto alla nostra, anche se la cultura americana è molto diversa e per questo “tricky”. L’incipit mi è piaciuto, mi aspetto tanta azione, imprevisti, scelte difficili e nuove amicizie. A presto!

  • Ciao Lorenzo!
    Confermo che scrivi assai bene e affronti con naturalezza descrizioni “scomode”. Nel piccolo accenno al confronto con il padre rivedo Cesare “progressista” alle prese con il padre “conservatore”. In entrambi i casi la sintesi tra i due mondi pare difficile.
    Ho votato per l’ipotesi più popolare al momento, vediamo dove si va…
    Ciao!

  • Ciao, ecco qualcuno che ha il coraggio di partire da questa tragedia epocale per raccontare una storia. Partendo da Floyd e transitando in un mondo di fantapolitica te la potrai cavare, che inseguire l’attualità è dura. Si soffre già, leggendoti della scarsa disponibilità di spazio per dire tutte le cose che si vorrebbe. Comunque ti seguirò curioso, complimenti e auguri.

    • Bentrovato! In effetti l’attualità sarà soltanto un punto di partenza e tutt’al più uno sfondo, non il protagonista della storia. Per la sensazione del poco spazio, forse ha influito il fatto che questo primo capitolo è una versione accorciata di un racconto poco più lungo che avevo scritto per altri scopi e che poi ho deciso di ampliare qui, ma è indubbio che il solito problema dei pochi caratteri sarà una costante anche di questo racconto 😀
      Grazie per il parere, a presto!

  • Ciao, Lorenzo. Ben tornato.
    Dico che Michael va coi poliziotti ma non arriva al distretto. Vediamo che succede.
    Una storia attuale, questa volta. Bene. È un racconto d’avventura quindi, ci sarà del movimento. Vediamo come te la cavi.

    Alla prossima!

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