La Seconda Guerra Civile Americana

Dove eravamo rimasti?

Come viene accolta la proposta di Michael? Viene respinta e Michael approfitta della situazione per fuggire (60%)

Braci ardenti

Alla fine non fece nessuna delle due. Lo guardò con occhi impietositi, come se avesse davanti a sé un cucciolo che abbaia credendo di essere un cane da guardia. “Non fa per te, è troppo pericoloso”.

Michael sostenne lo sguardo senza dire niente, poi annuì. Aveva ragione, era una follia. Sentiva di essere commiserato da Jan e se ne vergognò: le guance e le orecchie gli stavano andando a fuoco.

Però dovrai aiutarci a difendere la base. Te la senti di sparare?”

“Sì”, mentì.

Bene, allora andiamo”. Jan si avviò verso la porta della base.

“Vengo subito, ho bisogno di un po’ d’aria fresca”.

Jan annuì e gli sorrise, poi entrò.

Michael rimase solo, con lo sguardo perso nel vuoto. Iniziò a correre quasi senza rendersene conto. Era la sua occasione per fuggire da quei pazzi, che combattevano per qualcosa di cui a lui non importava nulla. Ma da dove gli era uscita quell’idea folle? Non voleva aiutarli, voleva solo sembrare forte, all’altezza della situazione, ma in fin dei conti voleva solo tornare a casa.

Proseguì nei vicoli interni per cercare di tenersi lontano dalla strada principale: non poteva mettersi a correre lì senza dare nell’occhio. Tornare a casa. Già, ma era la direzione giusta? Non lo sapeva, ma non si fermò. Non aveva molto tempo, probabilmente gli erano già alle calcagna. Saltò il corpo di un barbone che dormiva di traverso alla strada. Era già stanco da prima, ma la paura sembrava smorzare l’affanno. Il vento lo schiaffeggiava con violenza. Alla fine, però, la fatica lo colse di sorpresa. Si accasciò: l’aria entrava a fatica nei polmoni. Si ricordò le parole di alcuni pazienti che avevano contratto il nuovo virus, che dicevano di aver provato una fame d’aria, e si chiese se fosse una sensazione simile.

Decise di prendere un taxi. Aveva un certo vantaggio sui suoi inseguitori – ma lo stavano inseguendo davvero? – e poteva sfruttarlo. Si alzò e si diresse sulla strada principale. Allungò un braccio verso la prima macchina gialla che vide.

Dove andiamo, campione?” Il tassista era un signore di mezza età dall’aspetto robusto.

Michael si lasciò cadere sul sedile. “A casa”.

Il tassista scoppiò a ridere. “Beh, mi sembra giusto. Poi magari dammi anche l’indirizzo, tanto abbiamo tempo”. Indicò il semaforo rosso e la fila di macchine imbottigliate nel traffico.

Merda, questa non ci voleva. Michael si guardò intorno, scivolando sempre più in basso. L’autista lo sbirciò dallo specchietto, poi rovistò nel cruscotto e gli allungò una mascherina nuova.

“Meglio se te la metti, è pericoloso girare senza”.

“Grazie”. Michael la indossò cercando di coprire il volto il più possibile.

***

Il taxi si fermò davanti casa sua. Michael scese dalla macchina e rimase per qualche istante imbambolato sul prato. C’era un forte odore di erba bagnata. Si sentì rimescolare nello stomaco la stessa paura di quella sera, ma stavolta era deciso a entrare.

La casa era come l’aveva lasciata. Non c’erano macchie di sangue, né tracce di terra o fango. Il televisore era spento e c’era un silenzio che non aveva mai sentito tra quelle mura: era sempre interrotto dai litigi dei loro genitori o dal telegiornale al massimo del volume.

Michael andò in cucina: c’erano ancora i piatti sporchi dell’ultima cena con suo padre. A quel ricordo non resse più. Un’ondata di disperazione lo travolse in pieno, braci ardenti rimaste sepolte sotto una crosta di cenere e indifferenza. I singhiozzi scossero il suo corpo e le lacrime inondarono quelle guance rimaste sempre asciutte. Non avrebbe più rivisto i suoi genitori. Non avrebbe più parlato con loro. La tragicità di quegli eventi, che fino a quel momento l’aveva appena sfiorato, ora lo centrò in pieno.

Quando si calmò, si alzò e salì in camera sua. L’armadio era vuoto, con le ante aperte, e i vestiti erano tutti sul pavimento. Dalla finestra arrivava una corrente d’aria. Si chinò a raccogliere i vestiti, ma tra i suoi panni vide qualcosa di strano: una mascherina nera. Michael la prese tra le dita: il tessuto era liscio. Non aveva loghi o scritte e sembrava fatta a mano. Gli diede un’impressione familiare, dove l’aveva già vista? Ma sì, era la stessa che indossavano Jan e gli altri della banda! Michael continuò a passarci le dita sopra. Però non poteva essere, come aveva fatto a finire tra le sue cose? Forse si stava confondendo, ma all’improvviso un flash gli attraversò la mente. Quando lo avevano colto alle spalle mentre stava seguendo Jan, Oscar aveva un fucile automatico, ma Kevin, oltre al coltello, aveva anche un altro tipo di arma. Lì per lì non ci aveva fatto caso, ma ora, rivedendo i suoi ricordi come un video registrato, si rese conto che era un fucile più vecchio, a pallettoni e dal manico in legno… No, non poteva essere il fucile di…

“Ti ho sottovalutato”.

La voce di Jan lo fece sobbalzare. Michael si voltò. La ragazza lo guardava con occhi che sprizzavano scintille.

Nel prossimo capitolo...

  • Lotta (25%)
    25
  • Fuga (25%)
    25
  • Vendetta (50%)
    50
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78 Commenti

  • Io dico che esita, magari rimanda la vendetta. Ti segnalo tre espressioni che mi lasciano perplesso…
    “era bravo a non farsi inseguire”. Forse meglio “era bravo a non farsi prendere”?
    “Saltò su un barbone a terra”. Forse meglio “saltò un barbone a terra”?
    “Jan gli fece un occhiolino…” data la drammaticità del momento un “occhiolino” mi pare fuori posto…
    La storia ha ritmo e si segue con piacere, appuntamento alla prossima… Ciao

  • Ciao, Lorenzo.
    È interessante l’idea di riscrivere la fuga di Michael dal punto di vista di Jan, tuttavia questa scelta ha rubato caratteri preziosi alla storia, ma immagino che avrai preso le misure😉.
    Dico che piazza la bomba, e non sarà facile farglielo fare, dato che non è un esperto combattente.
    Vediamo come te la cavi.

    Alla prossima! .

  • Bene il cambio di passo mi è piaciuto. Finalmente il coinvolgimento vero, profondo di M. E naturalmente il desiderio di vendetta. Per assurdo prendere atto della verità, della realtà sembra liberarlo più che bloccarlo: adesso da cosa fare. Voto vendetta… Alla prossima!🙋

    • Il tuo voto non mi risulta, sicura di aver votato?
      Grazie comunque per il feedback positivo, in effetti avevo bisogno anch’io di staccarmi un po’ dagli avvenimenti precipitosi per poter approfondire il dolore di Michael. Spero che questo porti a una sua evoluzione e a un finale che possa chiudere bene la storia.
      A presto!

  • Ciao, Lorenzo.
    Voto per la lotta. Non credo sarà facile e nemmeno che Michael riuscirà a sopraffare Jan, poi arriverà anche la vendetta.
    Ben reso l’attimo della fuga e la tensione durante la corsa. Il tempo stringe e i capitoli anche, come finirà questa storia?
    Non resta che aspettare 🙂

    Alla prossima!

  • Ciao Lorenzo!
    La vedo complicata per uno digiuno di esplosivi, quindi lui scappa, e vediamo cosa o chi incontra. Il racconto mi restituisce un mondo più allo sbando di quanto mi aspettassi all’inizio; mi piace come sta provando a reagire il nostro, tra totale inesperienza sua e diffidenza delle persone intorno, secondo me stai lavorando molto bene su di lui, come hai fatto d’altronde con i personaggi di casa Palleschi.
    Ciao!

    • Grazie mille come sempre per il bel commento, mi fa molto piacere anche perché la caratterizzazione dei personaggi, in particolare del protagonista, era all’inizio il punto più problematico del racconto e quello su cui mi ero trovato maggiormente in difficoltà, e anche se ora probabilmente continua a esserlo, sono molto contento di avere un feedback positivo in questo senso!
      Lavorare sui personaggi e farli evolvere in modo credibile è forse uno degli aspetti per me più difficili e su cui spendo più tempo, infatti quelli del racconto precedente ancora non sono riuscito a scrollarmeli di dosso, pretendono ancora di ricevere cure e attenzioni costringendomi a continuare a occuparmi di loro… 😀

  • Vediamo se affrontando la missione Michael diventa tosto quanto Jan!
    Ho letto tutti e sei i capitoli, storia interessante e devo ricredermi, non pensavo fosse fattibile scrivere qualcosa di coinvolgente a “tema pandemia”.

  • Anche se Michael non ha esperienza, gli altri sono disperati; direi che piazza la bomba.
    Ciao, Lorenzo.
    Questo capitolo mi è piaciuto, forse un po’ forzati gli inserti latini, ma può starci.
    Non ho molto altro da aggiungere, sono curiosa di vedere cosa succederà.

    Bene, alla prossima!

    • Sono d’accordo sul fatto che quei dialoghi siano forzati, infatti ho voluto fare un piccolo esperimento di dialoghi ibridi per cercare di renderli più realistici, ma mi sono reso conto che è molto difficile renderli spontanei e credibili. Mi fa piacere poi che il capitolo ti sia piaciuto e il fatto che non hai molto da farmi notare mi fa ben sperare 😀
      Grazie e a presto!

  • Ciao, Lorenzo.
    Eccoci arrivati a metà racconto. L’azione è sicuramente nelle tue corse e, forse, te lo avevo già detto, ma è così 😉
    Il capitolo mi è piaciuto, senza fare la saputella (che non sono) ti vorrei segnalare: “ Svoltarono parecchie volte prima che Michael si fermò.” a me sarebbe suonato meglio “prima che Michael si fermasse”. Ma credo di tratti di un errore di battitura. Probabilmente manca un pezzetto di frase.
    Detto ciò, ti rinnovo i complimenti per la dinamicità dell’episodio e ti saluto.

    Alla prossima!

    • No non si tratta di un errore di battitura, quel tipo di congiuntivo lo avrò sbagliato almeno mille e volte e lo continuerò a sbagliare…grazie per la segnalazione 😀
      Grazie anche per i complimenti, non mi è capitato spesso di scrivere scene d’azione, anzi, quindi mi fa piacere sapere che almeno su questo aspetto ci siamo.
      A presto!

  • Qualcuno apre, ma non Andy.
    Lorenzo, devo dire che non ho apprezzato molto come Mike abbia accettato senza fiatare di entrare a far parte di una cellula terroristica, senza sapere nemmeno per cosa lotterà. Se non ho apprezzato che sia capitolato così, mi è piaciuta la seconda parte del capitolo in cui Jan si confida con lui riguardo alla morte del fratello.
    A costo di risultare bacchettona, ti esorto a mantenere il focus. Sei capace di caratterizzare i personaggi, lo hai già mostrato in altre storie e lo puoi fare anche in questa qui.
    A presto!

    • Grazie per il parere onesto! Sicuramente sto avendo dei problemi a caratterizzare i personaggi. L’ambientazione americana e il genere del racconto mi spingono involontariamente ad attingere a tutto un immaginario cinematografico e televisivo fatto di personaggi abbastanza stereotipati e poco approfonditi dal punto di vista psicologico: sto cercando di lottare contro questa tendenza, ma non è facile!
      In ogni caso volevo sottolineare come Michael sia stato praticamente costretto a unirsi a loro, e se accetta praticamente senza fiatare, è perché non vuole restare ostaggio di persone armate che potrebbero ucciderlo da un momento all’altro, come ha visto fare poco prima. Tuttavia hai mostrato una lacuna oggettiva e frutto senza dubbio di miei errori. Cercherò di prestare più attenzione a questo punto nei prossimi capitoli 😀

  • Ciao Lorenzo!
    Ho votato perché la porta si apra, ma non ci sia Andy; concordo con Keziarica che si legge molto bene, e questo è un pregio; credo che la sostanziale unità di tempo fino a qui vista aiuti in questo. Nella storia stiamo per vedere Mike all’opera; il personaggio me lo immagino un tantino sotto shock, per l’apparente tranquillità con cui affronta prove davvero difficili.
    Entriamo nel vivo quindi. Alla prossima!

    • Terrò a mente questo aspetto dello shock, magari lo potrò far “esplodere” più avanti con la storia. Il fatto è che mi sembra ripetitivo inserire più volte riferimenti a quello che gli è accaduto, anche perché il protagonista sta vivendo situazioni molto concitate e non ha molto tempo per fermarsi a riflettere. In ogni caso cercherò di prestare attenzione a questo aspetto, grazie per il commento e il suggerimento 😀
      A presto!

  • In ritardo ma ci sono, spero di non averti rovinato i piani, ho votato per la porta aperta non da andy e ti ho mandato in pareggio.
    Capitolato di passaggio ben scritto, le idee cominciano ad andare verso una direzione. Hai fatto bene a menzionare l’uccisione dei genitori e lo hai fatto nel posto giusto. Eviterei un passaggio troppo netto di Micheal al terrorismo, se è quello che vuoi ci sta, ma graduale, ma lo scrittore sei tu, è solo un consiglio.
    Alla peossima

  • Ciao Lorenzo, io dico che trovano chiuso.
    In quanto al capitolo avrei voluto un tantino più di scontro verbale prima che il terrorista passi dal non credere che M. starà zitto al proporgli addirittura di unirsi a loro…
    Per il resto tutto ok. buon lavoro, grazie. ciao

  • Ciao Lorenzo! Capitolo transitorio, ma scritto ugualmente bene. Ho apprezzato il riferimento alla morte dei genitori, continuo a pensare che dovrebbe essere un elemento trainante nella maturazione del personaggio di Michael. Curioso di vedere come si svilupperà il rapporto tra questo e Jan, resto in attesa del prossimo capitolo!
    A presto 😀

    • Ho aggiunto quel riferimento proprio in seguito agli scorsi commenti, in effetti è un elemento troppo importante per tralasciarlo. Tuttavia mi sono dovuto un po’ sforzare per inserirlo, come se fosse una tessera di un puzzle per cui non si riesce a trovare posto, ma hai senza dubbio ragione che si tratta di un elemento centrale per lo sviluppo del protagonista 😀
      Grazie per il parere, a presto!

  • Ciao, Lorenzo.
    Rieccoti 🙂
    Scusa, non ho capito chi è Andy. Forse mi sono distratta e non so dove collocarlo; comunque ho votato perché sia qualcun altro ad aprire la porta.
    Il capitolo si legge bene, non ci sono inciampi e rende bene l’idea di quel che vuoi dire, l’unico appunto è sulla formulazione della frase: “Le mani gli iniziarono a sudare” non che sia scorretta è solo che mi suona male, così come gli “occhi vitrei” che mi rimandano più all’immagine di un cadavere che di una persona in vita. Sono ovviamente miei punti di vista 😉

    Ci si legge alla prossima!

  • Ciao Lorenzo, ogni volta che leggo un tuo capitolo vedo sempre dei commenti critici e ciò vuol dire una sola cosa: ci aspettiamo molto da te! La storia è bene avviata, mi associo a Trix nel ricordarti il trauma che Michael ha subito e le conseguenze emotive che dovrebbe comportare. Detto ciò, aspetto con curiosità il prossimo capitolo 😀
    Ho votato per il rifiuto, giusto per dare un po’ di conflitto in più. A presto!

  • Dalla padella alla brace, portiamolo via di lì.
    Quei rivoltosi sono un poco, a mio avviso, “plasticosi”: sembra che Michael stia viaggiando in un videogioco e invece lo vogliamo nella vita reale, magari aiutato da un poco di ironia… Sempre che tu sia d’accordo!😎 comunque bravo perché hai davanti te mille strade che ti sei preparato per proseguire.🙋 alla prossima. Ciao

    • Se devo essere sincero, non posso darti che ragione. Infatti sto avendo molte difficoltà a rendere credibili i personaggi e ho la netta sensazione che siano stereotipati e una sorta di macchiette, ma spero di renderli un po’ più verosimili nel tempo aggiungendo diverse sfumature; anche se l’ironia, per come ho pensato la storia, non penso troverà molto spazio.
      Comunque grazie per i pareri sempre molto utili, a presto!

  • Accetta ma dovrà fare una prova.
    Bene, Lorenzo si entra nel vivo a quanto pare e sono curiosa di sapere di che si tratta. Ricorda che gli sono morti i genitori e che lo stato d’animo del ragazzo dovrebbe subire anche lo strascico di questo tragico evento, nonostante tutto.
    A presto!

    • Grazie per l’osservazione, sicuramente è una cosa di cui dovrò tenere conto e hai fatto bene a ricordarmelo visto che il rischio di perdere i pezzi per strada è sempre dietro l’angolo! Nel secondo capitolo, per esempio, ho completamente tralasciato la storta che Michael si era preso prima…ho cercato poi di mettere una pezza nel terzo, ma ormai il danno era fatto.
      Grazie ancora e a presto 🙂

  • Bene, ancora azioni ben descritte. Se mi posso permettere (non voglio fare la guasta feste) solo un piccolo appunto: lo legano perché non sanno da che parte sta; gli dicono “torniamo domani attento A ciò che ci dirai”; decido di liberarlo perché decidono che è innocuo. Cosa ha determinato la svolta? Se è sfuggito a me chiedo scusa, è molto probabile.

    • A dire il vero che è innocuo lo decidono dopo poco tempo, solo che lo lasciano legato per tutta la notte per ulteriore precauzione e per fargli capire che rimarrà imprigionato lì se non accetta di unirsi a loro. Effettivamente però mi rendo conto che questo passaggio mi è uscito un po’ contorto, per cui se hai avuto questo dubbio vuol dire che va sicuramente aggiustato 😀

  • Ciao, Lorenzo.
    Ecco arrivata la chiamata all’azione, e di qui in poi comincia la vera avventura.
    Bene, mi è piaciuto questo capitolo, ben descritto. Piche pennellate bene assestate.
    Non mi sono piaciute le frasi:

    “gli sono andata a sbattere “
    “La pelle nera di Ryan luccicava dal sudore”

    “Le viscere di Michael si attorcigliarono su se stesse.”

    Troppi colloquiali a parer mio 🙂
    Tuttavia, poco male. Anche se, per me, le budella si attorciglierebbero su LORO stesse 😉

    Voto per la prova, sono curiosa,

    Alla prossima!

  • Bel capitolo, descrizioni chiare che mostrano le immagini descritte e anche la loro violenza. La riflessione sul morire con una pallottola in testa è stata fatta come se avesse visto che è andata così, invece credo che non abbia visto niente, se non mi sbaglio crea un po’ di confusione. Il resto mi ha incuriosito parecchio, anche il ruolo che avrà la ragazza nera dagli occhi verdi. La immagino bellissima.

    • In quel passaggio volevo intendere che, pur non avendo visto niente, Michael si immaginava che le cose fossero andate così, però rileggendo in effetti mi sono accorto che non ho specificato questo aspetto per cui hai ragione sul fatto che crei un po’ di confusione. Grazie per queste osservazioni, sempre molto utili! A presto 😀

  • Ciao, Lorenzo.
    Un capitolo intenso e brutale. Un po’ frettolosa la parte riguardante il sopralluogo effettuato dalla polizia, ma capisco che i caratteri sono pochi e, s volte, bisogna tagliare.
    Non ho capito i “clacson sfuriati” è un refuso?
    Il posto che ci racconti mette paura, avvenimenti tragici personaggi ambigui… dove ci porterai? Non resta che scoprirlo. Voto per la sorpresa alle spalle e speriamo bene per Michael😉.

    Alla prossima!

  • Confermo il coraggio che hai avuto ad affrontare un argomento che ricorda troppo da vicino il dramma che stiamo vivendo, ma sono sicura che riuscirai a dargli una nota originale. Tratti scene pesanti con il giusto distacco che non le appesantisce. Mi piace

  • Ciao Lorenzo, e bentornato! Hai coraggio a scrivere dei problemi attuali, probabilmente ti sarà d’aiuto l’ambientazione distante rispetto alla nostra, anche se la cultura americana è molto diversa e per questo “tricky”. L’incipit mi è piaciuto, mi aspetto tanta azione, imprevisti, scelte difficili e nuove amicizie. A presto!

  • Ciao Lorenzo!
    Confermo che scrivi assai bene e affronti con naturalezza descrizioni “scomode”. Nel piccolo accenno al confronto con il padre rivedo Cesare “progressista” alle prese con il padre “conservatore”. In entrambi i casi la sintesi tra i due mondi pare difficile.
    Ho votato per l’ipotesi più popolare al momento, vediamo dove si va…
    Ciao!

  • Ciao, ecco qualcuno che ha il coraggio di partire da questa tragedia epocale per raccontare una storia. Partendo da Floyd e transitando in un mondo di fantapolitica te la potrai cavare, che inseguire l’attualità è dura. Si soffre già, leggendoti della scarsa disponibilità di spazio per dire tutte le cose che si vorrebbe. Comunque ti seguirò curioso, complimenti e auguri.

    • Bentrovato! In effetti l’attualità sarà soltanto un punto di partenza e tutt’al più uno sfondo, non il protagonista della storia. Per la sensazione del poco spazio, forse ha influito il fatto che questo primo capitolo è una versione accorciata di un racconto poco più lungo che avevo scritto per altri scopi e che poi ho deciso di ampliare qui, ma è indubbio che il solito problema dei pochi caratteri sarà una costante anche di questo racconto 😀
      Grazie per il parere, a presto!

  • Ciao, Lorenzo. Ben tornato.
    Dico che Michael va coi poliziotti ma non arriva al distretto. Vediamo che succede.
    Una storia attuale, questa volta. Bene. È un racconto d’avventura quindi, ci sarà del movimento. Vediamo come te la cavi.

    Alla prossima!

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