L’ASSASSINIO DELL’AMBASCIATORE

Dove eravamo rimasti?

Mi sa che Attilio ha preso un granchio... non ci resta che andare a pattinare! Chi ci parlerà del pomeriggio sul ghiaccio? i conti (50%)

ANDO’ COSI’

24 DICEMBRE, ORE 14.30

“Ma dunque non abbiamo diritto al rimborso?” – protestò Clara.

“Mi dispiace signora” – rispose deciso l’ometto impiegato al punto di distribuzione dei pattini – “ma non è nella politica aziendale”.

“Il nostro amico non è potuto venire all’improvviso” – insistette lei. “E’ caduto ieri sera dalla finestra!”.

“Mi rammarico per lui” – provò ad empatizzare il commesso – “d’altronde” – concluse con sussiego – “non ci si improvvisa Babbo Natale senza le necessarie qualità acrobatiche. In ogni caso, buon Natale a tutti loro, presenti e assenti”.

UN GIORNO DI PRIMAVERA, QUALCHE MESE DOPO

Mi trovo a casa dei conti, per gli ultimi preparativi: oggi si parte tutti per Londra, dalla cara Bice. Sono passati pochi mesi dall’ultimo Natale, e viviamo questo tour come un momento speciale. La contessa Marina in particolare è raggiante.

“Cara, stai arrivando?” – la domanda del conte precede di un istante il ritorno in salotto della moglie.

“Eccomi, my lovettino, così, all’inglese” – sorride lei. “Non vedo l’ora di arrivare a Londra. E lei, Attilio? Non sente un non so che di unico?”.

Io alzo appena le spalle e sorrido di circostanza.

“Oggi si parte per il futuro. Tutti”. Prosegue luminosa: “Dal giorno del pattinaggio in poi Francesca e Tullia hanno fatto pace; sono “libere”, pronte entrambe per una vita nuova, così come Clara. Salvo è molto più attento a suo figlio Dario, che ora ha ripreso a sorridere, per merito anche suo, caro Attilio. Chi l’avrebbe mai detto?” – il tono allegro le si increspa – “L’ambasciatore e Sato gestivano un traffico illegale di carne di balena dal Giappone, con coperture garantite da amicizie di decenni di carriera diplomatica.”

“Nemmeno Francesca lo sapeva” – è il conte a riprendere – “ma Bice sì, come è risultato dalle indagini. Non parla, soggiogata dal suo datore di lavoro, ma alla sua morte Sato ha paura di lei, e la uccide, in maniera … teatrale. Si procura materiale per imbalsamarla e chiede all’ignara Tullia di saldare il conto. Come poi scopre la polizia. Ora manca solo il nome dell’assassino, forse non se ne verrà mai a capo”.

“Quella sera” – prosegue il conte – “anch’io avevo bevuto, come te. Volevo prenderlo a muso duro, per come ti insultava. Ma, uscito di casa, un po’ più lucido, mi son chiesto: “come si fa a prendere a muso duro una persona?”. E ho fatto dei giri dell’isolato, per riprendermi”.

“Come ho fatto a non capire che eri tu quella sera a letto?” – interviene Marina. “Anche tra noi due la crisi è finita. In realtà siamo sempre stati vicini io e te; anche quando ti tiravo i piatti, selezionavo con cura i proiettili tra quelli usa e getta”.

“Sì cherie” – risponde – “com’è romantico litigare per poi far pace giocando a frisbee”.

“Ora siamo davvero una coppia” – conclude Marina. Il conte sorride e mi prende in disparte, in evidente trance filosofica: “caro, se ne esce indenni quando si capisce che la salvezza sta nel non accorgersi di nulla. Per superare certe crisi servono principi saldi e valori morali ineccepibili; in mancanza di questi, bisogna essere sufficientemente distratti da scambiare un mare in tempesta per un placido laghetto alpino”. Poi, soddisfatto, aggiunge: “do sempre il meglio di me ogni qualvolta, prima di parlare, mi pongo la domanda: cosa direbbe Oscar Wilde adesso?”.

24 DICEMBRE, ORE 16.00

“C’è da essere contenti” – dissi a Dario – “forse Sato non è l’assassino, ma qualcosa deve aver fatto, vista la sua reazione. Non essere triste se finora non abbiamo il colpevole”.

“L’ambasciatore era cattivo” – Dario aveva smesso di guardarmi negli occhi. “Francesca era infelice perché la tradiva con Tullia; Bice sapeva, ed era triste perché, segretamente, era innamorata. Anche Tullia era pazza di lui, ed insisteva perché divorziasse. Ma lui non voleva saperne, e meditava di farla eliminare; si era già procurato il veleno, Bice mi diceva ogni cosa. Poi la contessa era giudicata, mio padre anche; tutti erano infelici per colpa sua”.

Mi guardò di nuovo, e dopo una pausa riprese: “gli ho messo io il veleno nel Cognac. Sono rimasto nascosto in cucina; ho sentito i rumori, poi, quando Francesca è andata in biblioteca per chiamare la polizia e l’ospedale, ho visto il corpo. Ho messo dei guanti e, con la mano del morto, ho scritto il messaggio. Ci sono voluti pochi minuti; quello che ho scritto alla fine … boh … è venuto così. Ho buttato il veleno nel fiume, nessuno ha badato a me, nemmeno la polizia. Non so dove si trovi ora l’ambasciatore; di sicuro mia madre è in un altro posto”.

Per la prima volta Dario mi appariva per quello che era: un ragazzino introverso, solo, circondato da adulti che provavano simpatia e pietà per lui, ma che non potevano aiutarlo, troppo impegnati ad uccidersi tra di loro.

La storia è iniziata con una strana sensazione, e termina con un’altra: irregular e colpevole sono la stessa persona. Che fantastico mestiere è questo: quasi quasi lascio l’anagrafe e riapro l’agenzia investigativa.

In fondo, nel caso dell’ambasciatore ci sono andato quasi vicino.

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141 Commenti

  • Caro Minollo,
    la mia latitanza è imperdonabile, ma non potevo assolutamente perdermi il finale di questa storia. Adattare un giallo alla tua vena umoristica è stata davvero una scelta azzeccata, te l’avevo già detto e te lo ripeto. Anche in questa storia sei riuscito a far quadrare tutto alla perfezione, strappando a noi lettori più di qualche risata lungo il cammino. Bravo, mi è piaciuto molto il finale che riesce a stupire con un colpevole a dir poco insospettabile.
    Cosa tirerai fuori dal cilindro al prossimo giro? Visto che Attilio non esclude di riaprire l’agenzia investigativa, io tenderei a incoraggiarlo in questo senso. 😛
    A presto!

    • Buonasera Anna!
      Grazie per aver seguito la mia storia, per i suoi commenti e per essersi divertita con me. Mi ha fatto davvero piacere. Vediamo ora, ho qualche idea e ci sto pensando, spero di riprendere presto!
      Grazie ancora e complimenti per Ninetta, che sta trovando nuovi riscontri positivi nella community!
      A presto!

  • Rieccomi, Minollo.
    Bellissimo finale! Fantasioso, fantasmagorico, favoloso, fa… boh… fa divertire tantissimo 😀
    Perle disseminate ovunque (forse quella che preferisco – nel finale, si intende – è “quella sera avevo ecceduto un po’ col vino, cose che capitano quando bevi troppo”, ma anche quando sfrutti i presunti problemi di dizione di Sato non è mica roba da ridere. Anzi, lo è 😀 ).
    Inoltre, tifo sempre per l’infallibile investigatore che, alla fine del giallo, dimostra di non aver capito quasi una mazza, quindi direi che non potevo chiedere un finale migliore 😀
    Il racconto mi è piaciuto davvero molto, lo trovo scritto benissimo, con stile molto personale e con estro e intelligenza non comuni.
    Bravo, davvero!
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

  • “Che direbbe Oscar Wilde adesso?” 😀
    Gran bel finale, anche se in un giallo si tende a sospettare un po’ di tutto proprio perché il colpevole è sempre il personaggio più insospettabile, non mi sarei mai aspettato che Dario potesse essere il colpevole! Che un ragazzo sia stato capace di una cosa del genere, in un altro tipo di racconto, forse non sarebbe stato molto credibile, ma come altre cose, essendo il genere quello umoristico, ci sta molto bene 🙂
    Spero anch’io in altre avventure di Attilio, dal momento che il suo personaggio si presta bene alla serialità… quindi ancora complimenti e a presto!

    • Ciao Lorenzo!
      Grazie per avermi seguito fin qua, tu che sei uno dei miei primi lettori! In effetti all’inizio non era lui il colpevole, poi ci ho pensato ricordandomi qualcosa di analogo in un giallo di Agatha Christie; allora mi sono detto che l’eventualità era stata già sdoganata in un giallo “serio“ e quindi l’ho realizzata.
      A un po’ tutti è piaciuto Attilio, quindi ci penserò su e… vedremo
      Ciao e grazie ancora, vedo che tra poco è ora di andare da Mike!

    • Ciao Isabella!
      Grazie, mi piace quello che ci vedi! Sono contento di averti annoverato tra i lettori dell’ambasciatore; il finale è più malinconico, ma cerco di chiudere positivamente tutti i cerchi aperti, compreso Dario, che terrà il suo segreto e ritrova il padre che lo aveva trascurato.
      Ci vediamo a casa di Alice, come direbbe Carlo Verdone :)))
      Ciao!

  • Ciao, Minollo.
    Spero davvero che l’agenzia investigativa riapra e che presto ci sia un nuovo caso su cui indagare!
    Bellissimo questo racconto, divertente e originale. Hai una buona penna e sai far quadrare le cose come di conviene in un buon giallo.
    Che posso aggiungere? Bravo!
    In un giallo la quasi riuscita dell’investigatore non avrebbe funzionato molto, ma questo è un racconto umoristico e, per quel che mi riguarda, ha funzionato benissimo!

    Io aspetto in nuovo racconto e ti auguro una buona domenica.
    Alla prossima!
    p.s. spero presto 🙂

    • Ciao Keziarica!
      Grazie, grazie, sentitamente. Per avermi seguito sin da subito, anche nel mio primo racconto, per i consigli circostanziati che dai a me ed un po’ a tutti gli autori che leggi. Sono contento di come sia riuscito alla fine, gli ultimi capitoli sono stati più faticosi perché mi rendo conto che per amore di sketch rimando delle questioni che dovrei affrontare, e più avanti la legge dei 5000 non si può aggirare!
      Comunque ti dicevo che sono contento, e spero di riprendere a breve, qualche idea c’è. Ca va sans dire (non trovo il corsivo su questo tablet :))) che spero di rileggere altrettanto presto un’altra nuova storia dalle parti del paranormale con la tua firma in calce.
      Quindi… a quanto prima.
      Ciao!

        • Ciao Keziarica!
          Secondo me fai bene quando hai qualcosa da dire, lo fai sempre in umiltà, senza la pretesa di avere in tasca la Verità. Poi il tutto va preso appunto con il giusto spirito; mi sembra inoltre tu lo faccia a ragion veduta. Anche io provo a consigliare, ma certe volte tentenno, temendo di far più danno che altro.
          Comunque, se bolle qualcosa in pentola, io mi metto comodo, ho già pronto il pop corn…
          Ciao!

  • All’inizio l’ipotesi della scritta sbagliata mi era sembrata un po’ forzata, però vedendo che Attilio non è poi così affidabile ci sta che la sua possa essere una teoria abbastanza discutibile.
    Altro bel capitolo, pieno come sempre di trovate originali. Voto per Dario e Attilio, sono una bella coppia e mi piacerebbe concludere con loro!

  • Ciao, Minollo.
    Dove ti è venuta l’idea del punto G? Ah ah ah, ma come ti vengono? Molto divertente anche questo penultimo episodio. Divertente e intelligente, cosa da non da poco.
    Ora non ci resta che scoprire chi ha davvero ucciso l’ambasciatore e riderci su, perché so che mettersi insieme un capitolo esplosivo.
    Bravo, come sempre.

    Alla prossima!

    p.s. Dario e Attilio.

    • Ciao Keziarica!
      Grazie mille per le parole, è stato il capitolo più difficile perché all’inizio mi pareva troppo cupo, non per Sato ma per le parole della contessa. Sono contento che alla fine sia apprezzabile. Pensa che la storia del punto G è stata una delle prime che mi è venuta in mente per imbastire la vicenda intorno. E’ proprio tonto Attilio :)))
      Ciao!

  • Rieccomi, Minollo. Ho votato Salvo, non so, mi pare sia il più adatto ad aumentare ancora questa esilarante entropia.
    Davvero esilaranti e godibilissimi, anche questi ultimi capitoli. Pieni, i tuoi sì, di invenzioni originali efantasiose. Mi piace molto il tuo modo di scrivere e non fatico a confessare che te lo invidio un po’. Leggendoti mi dai l’impressione che a te riesca meglio e più facilmente ciò che io tento con fatica estrema: provo la frustrazione del secchione che vede il compagno bello, atletico e spiritoso, prendere un voto migliore del suo senza neppure perdere troppo tempo sui libri.
    Complimenti da un ammiratore sincero.

    Ciao, ti auguro un’ottima giornata

    • Ciao Erri!
      Stavolta esageri tu!
      Scherzi a parte mi diverto molto a scrivere (e spero che ci mi legge si diverta la metà almeno di quanto mi diverto io), però penso che le mie storie siano cmq nel solco della tradizione (il giallo umoristico in questo caso), mentre nelle tue arguzie verbali vedo il seme della follia creativa che peraltro in diversi ti riconoscono.
      Ammirazione ricambiata, come l’augurio di ottima giornata
      Ciao!

  • Minollo,
    imperdonabile la mia assenza per buona parte del racconto, ma sono contenta di essermelo bevuto fino alla (quasi) fine. Divertentissimo crescendo, proprio del tuo stile, che trascina in lettore in una tragicomica realtà. Incredibile come riesci a dosare l’ironia e la tragicità. E il dialogo con Tullia in quest’ultimo capitolo mi ha fatta davvero divertire.
    A prestissimo!

  • Forse il miglior capitolo finora del racconto, complimenti! Come al solito ho riso molto e ho notato anche una maggior cura e precisione nella scrittura. Ti segnalo solo “chiacchera” invece di “chiacchiera” e la ripetizione “quando Francesca ebbe un crollo nervoso: afferrò il cellulare in preda ad un attacco di nervi”, ma le ho notate proprio perché il resto era scritto molto bene!
    Per il prossimo capitolo voto la contessa, a presto 😀

  • Ciao, Minollo!
    questo racconto è un crescendo di umorismo e tensione, le carte si stanno disponendo sul panno e aspettano di essere voltate. Qui c’è della raffinatezza, si percepisce una certa destrezza nel muoversi in un genere davvero ostico e difficile da rendere a parole; bravo, Minollo! Bellissimo il battibecco, ma anche l’incalzare Tullia. Ma mi è piaciuto molto questo capitolo 🙂 scritto proprio bene.
    Voto per il conte e aspetto di leggere i capitoli finali.

    Alla prossima!

  • Ciao, molto divertente, un teatro vero. Sembra una di quelle commedie dell’assurdo di moda tanto anni fa. Si scherza con il morto e la risata è assicurata. Bravissimo!
    Voto contessa, le confessioni delle donne sono certo più interessanti!😁

  • ciao, oggi mi sento più ignorante del solito perché non so come sono le “mani da Tordella” ma sono sicuro che tu me lo spiegherai. Certe cose tragiche quando sono raccontate come qualcuno sa fare divertano davvero divertenti. Bravo, e brava la vegetariana che parla di carne umana come fosse gossip….. Aspetto il nome del colpevole. Ciao

    • Ciao Fenderman!
      Grazie per il tuo commento, gentilissimo! Spero di continuare bene!
      “The Katzenjammer kids” è una striscia umoristica americana che deve esistere da almeno 100 anni. In Italia è conosciuta come “Capitan Cocorico’”. Il protagonista è un ex uomo di mare, beone e perdigiorno; ci sono anche due monelli pestiferi, Bibi’e Bibo’, che non è chiaro se siano figli del capitano. A stemperare gli eccessi di questa combriccola di virtuosi arriva l’angelo del focolare, appunto la Tordella: un donnone dalle maniere spicce che attende i suoi ometti a casa con le mani raccolte dietro la schiena. L’atteggiamento dimesso viene contraddetto quando vediamo fare capolino da dietro la sua schiena uno dei manici di un mattarello. Insomma, tiene l’ordine pubblico….
      Ciao!

  • Ecco un esempio di racconto umoristico!
    Ciao, Minollo.
    Anche questo capitolo ha ben reso l’atmosfera dello strampalato condominio e dei suoi abitanti. Il racconto ha verve e suscita allegria nell’ agevolare nel cervello situazioni esilaranti. Notevole il passaggio delle sberle. Bravo!
    Che altro dire? Voto per Tullia e vediamo che succede. 🙂

    Alla prossima!

  • Bravo, davvero divertente, sembra così lontano dal mondo reale e invece non lo è affatto.
    Il tutto è confezionato con garbo e humor in punta di dita nonostante certi argomenti….
    Mi incuriosisce l’amministratrice, (domatrice di leoni) che sicuramente avrà molte cosa da raccontare.
    Ciao, alla prossima.

  • Ciao, Minollo.
    Non c’è che dire, il tuo racconto corre e scorre che è una meraviglia. È divertente e irriverente al punto giusto, a ogni capitolo torna la familiare vivacità a dipingere situazioni sempre nuove, bravo!
    La reazione di Clara alla disputa non ha prezzo, fantastico il labiale a corredo del messaggio scritto.
    Io voto la Vedova e vediamo che succede.

    Alla prossima!

  • Rieccomi, Minollo.
    Ho votato la contessa Marina, il suo siparietto col conte è uno dei passaggi che mi hanno divertito di più, la voglio rivedere! 😂
    Una storia davvero divertente e uno stile originale, complimenti!
    Impagabile la narrazione in prima persona, mi sento nella testa la voce profonda e rauca di un serissimo Marlowe che racconta di Robert che si fa chiamare Chazz, della testa dell povera Bice Valori sistemata in ordine alfabetico 😂 . Per questo, per quanto abbia molto apprezzato la scena dei conti, mi è mancata la voce di Sherlock (o Clouseau? 😂).
    Complimenti davvero, mi hai regalato un po’ dì buonumore e, a giudicare da come scrivi, immagino tu sappia quanto è prezioso.
    Ciao, ti auguro un buon-umorale (o umorico? Boh!) fine settimana

    • Ciao Erri!
      Ben trovato qui in biblioteca! Grazie per il tuo apprezzamento, far ridere è proprio quello che mi piace. Il riferimento a Clouseau è assolutamente pertinente, anche Attilio, pur volenteroso, sembra vivere in un mondo suo. Forse Marina non vince, ma presto la nobile panterona si farà valere ugualmente.
      Sono particolarmente contento per il fatto che hai notato la battuta su Robert e Chazz, una delle mie preferite!
      Un buon weekend anche a te!!

  • Finalmente si riprende! Sono sempre più convinto dell’idea che il tuo stile di scrittura, con espressioni arzigogolate e termini particolari, in un altro contesto probabilmente non riuscirei a digerirlo molto, ma in un racconto umoristico e grottesco ci sta molto bene! Mi è piaciuto poi il colpo di scena, descritto con macabra ironia. Voto per Tullia, così magari si rimane in ambito bibliotecario. A presto!

  • La bibliotecaria!
    Ciao, Minollo.
    Mi è piaciuto questo capitolo, molto. Sei raffinato e tagliente nell’esporre i fatti, il che rende il tutto piacevole e diverte senza pacchianerie 🙂
    “denunciando così una temperatura ancora perigliosa per la mia lingua” questa frase è un esempio di quel che intendo, davvero bravo.
    Mi sono sentita in dovere di spronare il nostro contro il nipponico gaudente nella schermaglia con gli stuzzicadenti e poi gli Shangai, ma ci hai pensato tu con il riferimento al Subbuteo 😉
    Non ho altro da aggiungere.

    Alla prossima!

  • L’uomo d’affari giapponese è un bocconcino troppo invitante!
    Minollo, in ritardo ma arrivo, l’altra volta ero di fretta: ho letto, ho votato ma non ho commentato. Tutti questi strani tizi mi ricordano i miei vicini di casa e mi rincuora sapere che non tutti gli strambi vivano qui ehehe
    A prestissimo!

  • Ciao Minollo! Ancora una volta dai dimostrazione di un’accurata scelta delle parole, che se colte nel loro significato strappano sempre una risata. Il racconto scorre con piacere e le interazioni sono acutamente divertenti. Ero molto attratto dallo scrittore di tragedie, ma poi ho votato per il personaggio più pratico: l’uomo d’affari. Ammetto che con così tanti personaggi la trama risulta un po’ dispersiva, ma confido che una volta presentati tutti riuscirai a tessere al meglio le fila. A presto 😀

    • Ciao Andrea!
      Sono sempre contento quando la storia diverte, grazie! Hai ragione, in effetti mi sono accorto di essermi dilungato, ed i personaggi hanno tutti bisogno di spazio per crescere. È una cosa di cui devo tener conto sin da subito. Così come della storia.
      Grazie per l’osservazione, allora alla prossima!
      Ciao!

  • Molto divertente anche questo capitolo! Interessanti poi le didascalie che descrivono i personaggi, elemento molto cinematografico che forse però in un racconto non è proprio l’ideale visto che interrompe il flusso della narrazione e distrae, anche se a me personalmente non hanno dato molto fastidio. Voto per il pedinamento, secondo me si potrebbe prestare bene a delle gag!

  • I primi due capitoli promettono bene, mi è piaciuta molto l’atmosfera da commedia nera che si respira. Nel primo ho trovato geniale l’idea della scritta con il sangue e con il cervello, scena abbastanza macabra ma che sei riuscito a rendere leggera e divertente, mentre nel secondo ho apprezzato il racconto del protagonista molto in stile fratelli Marx! Poi, anche se sembra essere abbastanza diverso dal racconto precedente, ho notato che il tuo stile resta chiaramente riconoscibile. Voto per la polizia, che probabilmente vorrà appropriarsi dell’indagine ufficiale. A presto!

    • Ciao Lorenzo!
      Mi fa molto piacere ritrovarti! Si, è un giallo in sottofondo, c’è splatter, noir, ma soprattutto spero di far ridere, la cosa che mi piace di più. Ho diverse idee…
      In effetti Groucho Marx e i suoi fratelli sono il mio punto di riferimento, ma penso anche a “Misterioso omicidio a Manhattan” di Woody Allen, o ai “Mostri” di Dino Risi. Vediamo, grazie di esserci e per il tuo apprezzamento.
      Ciao!

  • Chi è il narratore?
    Minollo, ho letto il tuo incipit appena uscito e ho subito seguito la storia. La scena del naso rientrato l’ho trovata geniale, come dice Keziarika, un’ironia sottile che è davvero gradevole. Hai acchittato un incipit niente male: curioso, interessante, con la giusta dose di ironia e di mistero. Gli ingredienti ci sono tutti, vediamo che portata di servirai a seguire.
    Bravo!

  • Chi è il signor Attilio? Voto per conoscere il narratore in prima battuta.
    Bentornato, Minollo.
    Un incipit divertente, tinto di nero ma con humor sottile ed elegante. Ci sono tutti gli ingredienti per un bel racconto: i personaggi, il condominio, una morte misteriosa con tanto di lettera scritta col sangue e, accipicchia, con parte del cervello!
    Bravo, un rientro in grande stile.

  • Chi è il signor Attilio? Voto per conoscere il narratore in prima battuta.
    Bentornato, Minollo.
    Un incipit divertente, tinto di nero ma con humor sottile ed elegante. Ci sono tutti gli ingredienti per un bel racconto: i personaggi, il condominio, una morte misteriosa con tanto di lettera scritta col sangue e, accipicchia, con parte del cervello!
    Bravo, un rientro in grande stile.

    Alla prossima!

  • Ciao Minollo! Ho letto, purtroppo in maniera sporadica, il tuo precedente racconto. Il tuo stile è pungente e riconoscibile, un grande vanto in questo mondo di copie. Voglio seguire con più costanza questo tuo secondo racconto, che già dall’incipit promette bene! Ho votato per saperne di più su Attilio, partiamo da lui. A presto 😀

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