L’ASSASSINIO DELL’AMBASCIATORE

Dove eravamo rimasti?

Il campo delle indagini rimane quindi apertissimo: ora Attilio avrà uno scontro. Con chi ? un condomino (50%)

L’irregular

L’aria gelida di dicembre non mi impediva di riflettere sugli eventi, e su quanto dettomi da Bice; la polizia, considerate le prime rilevazioni sulla scena del crimine e nelle parti comuni della casa, era propensa ad escludere il coinvolgimento di una persona esterna al condominio. E l’autopsia aveva accertato che l’uomo era stato avvelenato. Era quanto mai importante parlare con le persone, e “sentire” l’aria. Con questi pensieri entrai nell’androne del palazzo, ed incontrai tre persone, un uomo, una donna ed un ragazzino.

“Buonasera” – esordii rivolgendomi all’uomo. “Che fortuna imbattermi in voi, desideravo scambiare due parole sul tragico accaduto. Possiamo fare ora, da lei?”.

“Niente affatto” – fece lui brusco – “non intendo perdere tempo con le sue inchieste. E comunque non è un uomo il colpevole, quindi io posso evitare simili pagliacciate”.

“Clara, mi aiuti, lei che mi ha chiesto di intervenire”

Clara Calamai, 47 anni, single, amministratrice dello stabile, in cui abita, al secondo piano. Sempre tesa a trovare accordi, a smussare, a simpatizzare, a consolare. Tutto, pur di evitare crisi durante le riunioni di condominio.

“Devi fare uno sforzo, Salvo, ed agevolare il lavoro di Attilio”. Entrammo.

Salvatore Argento, 42 anni, assicuratore, da un anno vedovo, impegnato a trovare una nuova compagna, che faccia anche da madre al suo piccolo.

“Ho altro per la testa” – fu il suo commento. “E non sono in forma”.

“Nemmeno il colorito dell’ambasciatore è quello dei giorni migliori”– lo incalzai. “Dove era la sera del fattaccio?”.

“Ero dalla mia ragazza, che oggi… mi ha lasciato!”. E cominciò a piangere. Poi proseguì, il tono alterato dalle lacrime, sfogandosi: “Volevo parlarle di me, di come sono davvero. Volevo aprirmi a lei. Volevo amarla. Volevo cominciare dall’ano”.

“Dall’ano?” – ripetei.

”Per l’appunto” – riprese lui. “Il fatto è che la ragazza aveva gli stessi magnifici occhi verdi di una cuginetta che frequentavo da piccolo, e volevo subito verificare se vi fossero altre somiglianze con quella simpatica parente con cui mi baloccavo in gioventù. Lei però non era d’accordo, e così ho capito che non c’erano le basi…”

“Mi dispiace tanto Salvo” – disse subito Clara, premurosa e materna. “Spero tu possa tornare ad innamorarti”.

“Lo spero anche io” – sospirò. “Mi rendo conto di essere parecchio all’antica in un mondo che evolve in fretta, e che forse non ha tempo per me”.

“Spiace molto anche a me” – mentii io affettando un’espressione contrita; in effetti non me ne importava nulla, ma dovevo cercare un minimo di empatia col precoce sodomizzatore. Stetti per altri venti minuti, ma davvero l’uomo era troppo sconvolto dopo essere stato rifiutato dalla nuova fiamma, e me ne uscii.

Mi ritrovai solo, sul pianerottolo del primo livello. Stavo riflettendo sul da farsi, quando mi sentii apostrofare: “Ciao Sherlock!”. Lasciai per un istante i miei grattacapi e vidi il ragazzino sorridente che qualche minuto prima credevo di aver lasciato in casa.

Dario, figlio di Salvatore, 12 anni, orfano di madre da un anno. Taciturno, acuto, lettore appassionato. Adottato un po’ da tutti nel palazzo, dopo il lutto.

“Perché non sei rimasto?”

“Mi annoio. Così sto da solo, esco, e quando qualche vicino di casa mi incontra, spesso mi invita a trovarlo”. Tra me e me pensai che ero forse l’unico a non invitarlo.

“E quindi conosci tutti?”

“Certo.”

“Visto che mi chiami Sherlock, ti andrebbe di essere il mio irregular?”.

“Come i piccoli informatori di Conan Doyle?”.

“Proprio così. Tu potresti avvicinare tutti e scoprire dei segreti; nessuno farebbe caso a te”.

Il suo sorriso era eloquente: “Quando si parte?”.

“Subito. Non possiamo scartare nessuno… a parte tuo padre, certo”.

“In un’indagine bisogna lasciare da parte gli affetti” – disse lui atteggiandosi – “è mio padre, ma io non mi fiderei di uno così. S’inculava la cugina…”.

“Vero” – assentii – “ma se per il movente possiamo ipotizzarne uno di tipo ricreativo, nulla ancora sappiamo in merito all’arma dell’effrazione, ed inoltre… ma poi basta!” – sbottai indispettito – “ci vuole rispetto per tuo padre, che cerca di superare un trauma e deve combattere contro i rigurgiti delle sue antiche perversioni”. Non volevo perdesse il suo unico genitore come punto di riferimento, cosa che purtroppo successe a me, come vi ho già spiegato.

“Ma… quanto mi paghi?” – fece lui, e strabuzzai gli occhi. “Sai, l’ambasciatore era buono, quando allungava lui erano bei soldini; da quando non c’è più io verso in ristrettezze non da poco…”

“Comprendo e rispetto il tuo cordoglio, dannato moccioso. Mi riprometto di prendere in considerazione la faccenda dei tuoi emolumenti. Contento?”.

Sorrise. E parlò: “Dobbiamo incontrare la bibliotecaria, è molto chiacchierata. E i conti Del Gaudio: la contessa odiava il vecchio. Inoltre Bice manca da casa da tre giorni. Non era mai successo in quindici anni!”

Questa volta sorrisi io. Il cerchio si stringeva… o forse no. Era meglio dormirci sopra…

Conosciamo la vedova, la governante, l'amministratrice e Salvo. E ora c'è anche l'aiutante. cosa vedremo nella prossima puntata:

  • Una ricerca di indizi (50%)
    50
  • Un terzo grado (0%)
    0
  • Un pedinamento (50%)
    50
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55 Commenti

  • Finalmente si riprende! Sono sempre più convinto dell’idea che il tuo stile di scrittura, con espressioni arzigogolate e termini particolari, in un altro contesto probabilmente non riuscirei a digerirlo molto, ma in un racconto umoristico e grottesco ci sta molto bene! Mi è piaciuto poi il colpo di scena, descritto con macabra ironia. Voto per Tullia, così magari si rimane in ambito bibliotecario. A presto!

  • La bibliotecaria!
    Ciao, Minollo.
    Mi è piaciuto questo capitolo, molto. Sei raffinato e tagliente nell’esporre i fatti, il che rende il tutto piacevole e diverte senza pacchianerie 🙂
    “denunciando così una temperatura ancora perigliosa per la mia lingua” questa frase è un esempio di quel che intendo, davvero bravo.
    Mi sono sentita in dovere di spronare il nostro contro il nipponico gaudente nella schermaglia con gli stuzzicadenti e poi gli Shangai, ma ci hai pensato tu con il riferimento al Subbuteo 😉
    Non ho altro da aggiungere.

    Alla prossima!

  • L’uomo d’affari giapponese è un bocconcino troppo invitante!
    Minollo, in ritardo ma arrivo, l’altra volta ero di fretta: ho letto, ho votato ma non ho commentato. Tutti questi strani tizi mi ricordano i miei vicini di casa e mi rincuora sapere che non tutti gli strambi vivano qui ehehe
    A prestissimo!

  • Ciao Minollo! Ancora una volta dai dimostrazione di un’accurata scelta delle parole, che se colte nel loro significato strappano sempre una risata. Il racconto scorre con piacere e le interazioni sono acutamente divertenti. Ero molto attratto dallo scrittore di tragedie, ma poi ho votato per il personaggio più pratico: l’uomo d’affari. Ammetto che con così tanti personaggi la trama risulta un po’ dispersiva, ma confido che una volta presentati tutti riuscirai a tessere al meglio le fila. A presto 😀

  • Voto anch’io per l’uomo d’affari giapponese. Che tipi strani vivono in questo stabile…
    bene, la prosa è efficace e gli episodi divertenti. Non resta che andare avanti per accumulare indizi e cercare di capire chi è l’assassino.

    Alla prossima!

  • Molto divertente anche questo capitolo! Interessanti poi le didascalie che descrivono i personaggi, elemento molto cinematografico che forse però in un racconto non è proprio l’ideale visto che interrompe il flusso della narrazione e distrae, anche se a me personalmente non hanno dato molto fastidio. Voto per il pedinamento, secondo me si potrebbe prestare bene a delle gag!

  • Ciao, Minollo.
    Direi che ci starebbe proprio bene un pedinamento, magari a opera dell’irregular. Raccapricciante la storia del genitore precoce. Ci si vede per le strade della città, a meno che gli altri non votino altrimenti.

    Alla prossima!

  • Ok, abbiamo Bice Valori, la Muti… Chazz Palminteri e De Niro. Immagino che Dario faccia Argento di cognome, ma stupiscimi con altro! Come ti e venuta quest’idea?! Originale e divertente.
    Direi che ci starebbe bene un altro condomino, vediamo chi tiri in ballo… sono davvero curiosa.
    Bravo, Minollo. Ottimo lavoro 🙂

    Alla prossima!

  • I primi due capitoli promettono bene, mi è piaciuta molto l’atmosfera da commedia nera che si respira. Nel primo ho trovato geniale l’idea della scritta con il sangue e con il cervello, scena abbastanza macabra ma che sei riuscito a rendere leggera e divertente, mentre nel secondo ho apprezzato il racconto del protagonista molto in stile fratelli Marx! Poi, anche se sembra essere abbastanza diverso dal racconto precedente, ho notato che il tuo stile resta chiaramente riconoscibile. Voto per la polizia, che probabilmente vorrà appropriarsi dell’indagine ufficiale. A presto!

    • Ciao Lorenzo!
      Mi fa molto piacere ritrovarti! Si, è un giallo in sottofondo, c’è splatter, noir, ma soprattutto spero di far ridere, la cosa che mi piace di più. Ho diverse idee…
      In effetti Groucho Marx e i suoi fratelli sono il mio punto di riferimento, ma penso anche a “Misterioso omicidio a Manhattan” di Woody Allen, o ai “Mostri” di Dino Risi. Vediamo, grazie di esserci e per il tuo apprezzamento.
      Ciao!

  • Chi è il narratore?
    Minollo, ho letto il tuo incipit appena uscito e ho subito seguito la storia. La scena del naso rientrato l’ho trovata geniale, come dice Keziarika, un’ironia sottile che è davvero gradevole. Hai acchittato un incipit niente male: curioso, interessante, con la giusta dose di ironia e di mistero. Gli ingredienti ci sono tutti, vediamo che portata di servirai a seguire.
    Bravo!

  • Chi è il signor Attilio? Voto per conoscere il narratore in prima battuta.
    Bentornato, Minollo.
    Un incipit divertente, tinto di nero ma con humor sottile ed elegante. Ci sono tutti gli ingredienti per un bel racconto: i personaggi, il condominio, una morte misteriosa con tanto di lettera scritta col sangue e, accipicchia, con parte del cervello!
    Bravo, un rientro in grande stile.

  • Chi è il signor Attilio? Voto per conoscere il narratore in prima battuta.
    Bentornato, Minollo.
    Un incipit divertente, tinto di nero ma con humor sottile ed elegante. Ci sono tutti gli ingredienti per un bel racconto: i personaggi, il condominio, una morte misteriosa con tanto di lettera scritta col sangue e, accipicchia, con parte del cervello!
    Bravo, un rientro in grande stile.

    Alla prossima!

  • Ciao Minollo! Ho letto, purtroppo in maniera sporadica, il tuo precedente racconto. Il tuo stile è pungente e riconoscibile, un grande vanto in questo mondo di copie. Voglio seguire con più costanza questo tuo secondo racconto, che già dall’incipit promette bene! Ho votato per saperne di più su Attilio, partiamo da lui. A presto 😀

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