L’ASSASSINIO DELL’AMBASCIATORE

Dove eravamo rimasti?

Finalmente si riprende! Nel prossimo episodio Attilio scopre un indizio a carico di una delle vicine di casa. Chi sarà? Tullia, la bibliotecaria-interprete (78%)

In biblioteca

“Si dice che la cervice di Bice, l’infelice, se la si ricuce, pronto riluce”.

Due giorni dopo ero ancora lì, nella biblioteca teatro di un altro omicidio, o almeno della sua rappresentazione. Avevo invitato alcuni condomini per un incontro; intendevo lasciarli parlare e cercare di scardinarne le certezze, per magari cogliere un indizio chiave. E aspettavo nuove da Dario, cui avevo chiesto di seguire i movimenti di Tullia. Era davvero sveglio, il mio ragazzo.

In attesa del loro arrivo provavo, alfine colto da compassione, a comporre un degno epitaffio per Bice. La fedele servetta di casa era essenzialmente una persona scialba ed insignificante, ma volevo renderle giustizia testimoniandone la figura di seria lavoratrice e di persona integra.

Testa a parte, ovviamente.

Alle 15,30 il mio cellulare squillò. Era il conte Alfonso.

“Attilio mio, siamo in biblioteca e la stiamo aspettando; è in ritardo mon cher…”

“Lo siete voi” – risposi – “intendevo la biblioteca dell’ambasciatore, non quella pubblica”.

“Quale misunderstanding” – continuò il titolato – “e sarebbe così gentile da raggiungerci lei, caro? Ci siamo ottimamente sistemati in emeroteca, così si parla e si legge. Vuole farlo, sì?”.

Non protestai. Chiusi casa con le chiavi lasciatemi dalla vedova e mi incamminai.

Trovai un ambiente surriscaldato: Tullia aveva approfittato della pausa per intervenire in merito a vecchie diatribe condominiali con il conte che, rubizzo in volto, stava smarrendo l’aplomb. Uno degli astanti sbottò: “signori, siete pregati di abbassare la voce, in particolar modo lei signora, che fa parte del personale”.

Tullia non abbozzò, ed il diverbio continuò su un livello di decibel appena più consono ai luoghi della contesa. L’aristocratico bisbigliò stentoreo la propria innocenza, ma Tullia sussurrò con fragore che non gli credeva. Al suo fianco Sato accompagnava la reprimenda della sua amica con sguardi di rimprovero e di sfida nei confronti del nobile, per poi commentare con risatine afone ed aria di sufficienza le piccate risposte del sangueblù. Clara, l’amministratrice, la pacifica Clara, si stava oltremodo stufando. Dopo aver schiamazzato alla maniera dei mimi il proprio disappunto, dopo aver mormorato ruggiti volti a rintuzzare i duellanti, afferrò un giornale, vi scrisse sopra con un lapis nero e lo sventolò per aria: “Mi sono rotta i coglioni di voi due!!”

Era invero arrabbiata: lo evinsi leggendo nel labiale di accompagnamento al cartello la parola “ampiamente”.

Io presi la porta, nessuno mi notò: i nostri incontri non portavano mai a nulla. Fuori mi aspettava Dario.

“Ciao capo, la riunione?”

“Utilissima, poi ti dirò meglio”. Ero deluso, ma non volevo se ne accorgesse.

“Io ho scoperto dove andava Tullia quando l’abbiamo seguita” – disse lui. “Ha pagato una consegna di un laboratorio chimico. Centinaia di euro”

“Prodotti chimici” – pensai. “Bene bene. Ora andiamo dalla contessa, da sola parlerà più liberamente”.

“Meglio di no” – mi sorprese – “vado al parco a leggere…”

“Ok ragazzo, buona lettura.”

La porta di casa dei conti era socchiusa. Entrai alla maniera dei ladri e udii delle voci dalla camera. Mi appropinquai e riconobbi quelle di Marina e… di Salvo, il padre di Dario.

“Ha portato il palloncino?”.

“No contessa”, – fece lui – “per pura scaramanzia. Non speravo in una sua augusta concessione…”

“Ingenuo; ci penso io” – sorrise, lanciandogli un involucro di plastica trasparente.

“Lei sì che è previdente, contessa” – disse Salvo, e gli si dipinse sul viso un’espressione di gioia.

“Dice bene lei; quelle come me sono in via d’estinzione…” – ammiccò.

“Siii, la sua pelliccia vale oro” – esclamò lui, visibilmente alterato dal desiderio.

“Beh” – scherzò lei – “forse un pochino argentata ormai…”

“Non importa, anche con la tintura, avrò la sua patrizia fessura” – l’estro poetico di Salvo era sceso in campo con tutto il medagliere.

“Salvo, come galoppa…”.

“Sì, sto galoppando” – ormai trasfigurato – “ogni secondo che passa assumo sembianza sempre più equina…”

“Ma allora mi devo difendere” – disse lei, estraendo sinuosa dal comò una frusta che doveva aver passato giorni migliori.

Madame, il suo blasonato frustino appare un tantino frusto, ancorché di gloria onusto”.

“Idea” – ribatté lei – “lo utilizzo al contrario” – e un lampo sadico le attraversò gli occhi, mentre mostrava al malcapitato il rinforzo di marmo posto sul manico. Stava per assestare la prima percossa sull’arrapato tapino, quando il suono del campanello le bloccò il colpo.

“Mio marito!”.

“Entro nell’armadio” – Salvo parve scuotersi.

“Pazzo!” – lo ammonì. “Ho messo nei cassetti delle essenze ultrapersistenti, ne rimarrebbe imbranato per settimane. Scenda dalla grondaia e arriverà direttamente a casa sua. Si lanci sicuro, è stata collaudata da persone più robuste di lei”.

Avevo suonato io, perché potessero… organizzarsi.

Entrai e scambiai solo due chiacchiere con una contessa in chiaro imbarazzo; mi ero appena congedato quando ebbi una folgorazione: ma certo!

Ecco la soluzione… non può essere andata che così!

Cosa avrà detto la contessa ad Attilio? Il nostro ha la soluzione? Vedremo... intanto chi torniamo a seguire?

  • Qualcun altro (0%)
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  • Clara l'amministratrice (20%)
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  • La vedova (80%)
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104 Commenti

  • Forse il miglior capitolo finora del racconto, complimenti! Come al solito ho riso molto e ho notato anche una maggior cura e precisione nella scrittura. Ti segnalo solo “chiacchera” invece di “chiacchiera” e la ripetizione “quando Francesca ebbe un crollo nervoso: afferrò il cellulare in preda ad un attacco di nervi”, ma le ho notate proprio perché il resto era scritto molto bene!
    Per il prossimo capitolo voto la contessa, a presto 😀

  • Ciao, Minollo!
    questo racconto è un crescendo di umorismo e tensione, le carte si stanno disponendo sul panno e aspettano di essere voltate. Qui c’è della raffinatezza, si percepisce una certa destrezza nel muoversi in un genere davvero ostico e difficile da rendere a parole; bravo, Minollo! Bellissimo il battibecco, ma anche l’incalzare Tullia. Ma mi è piaciuto molto questo capitolo 🙂 scritto proprio bene.
    Voto per il conte e aspetto di leggere i capitoli finali.

    Alla prossima!

  • Ciao,
    è vero uno schiaffo vale più di mille parole ma migliaia di schiaffi per così poche parole mi hanno davvero strabiliata, la velocità sarà stata supersonica. Bravo, riesci sempre a farmi sorridere con le tue estemporanee trovate. Veramente felice l’idea di pattinare sul ghiaccio, allenta la tensione. Bene Minollo, continua così.

  • ciao, oggi mi sento più ignorante del solito perché non so come sono le “mani da Tordella” ma sono sicuro che tu me lo spiegherai. Certe cose tragiche quando sono raccontate come qualcuno sa fare divertano davvero divertenti. Bravo, e brava la vegetariana che parla di carne umana come fosse gossip….. Aspetto il nome del colpevole. Ciao

    • Ciao Fenderman!
      Grazie per il tuo commento, gentilissimo! Spero di continuare bene!
      “The Katzenjammer kids” è una striscia umoristica americana che deve esistere da almeno 100 anni. In Italia è conosciuta come “Capitan Cocorico’”. Il protagonista è un ex uomo di mare, beone e perdigiorno; ci sono anche due monelli pestiferi, Bibi’e Bibo’, che non è chiaro se siano figli del capitano. A stemperare gli eccessi di questa combriccola di virtuosi arriva l’angelo del focolare, appunto la Tordella: un donnone dalle maniere spicce che attende i suoi ometti a casa con le mani raccolte dietro la schiena. L’atteggiamento dimesso viene contraddetto quando vediamo fare capolino da dietro la sua schiena uno dei manici di un mattarello. Insomma, tiene l’ordine pubblico….
      Ciao!

  • Ecco un esempio di racconto umoristico!
    Ciao, Minollo.
    Anche questo capitolo ha ben reso l’atmosfera dello strampalato condominio e dei suoi abitanti. Il racconto ha verve e suscita allegria nell’ agevolare nel cervello situazioni esilaranti. Notevole il passaggio delle sberle. Bravo!
    Che altro dire? Voto per Tullia e vediamo che succede. 🙂

    Alla prossima!

  • Rieccomi, Minollo. Ho votato per la vedova.
    Citando una persona gentilissima di cui poco fa ho letto un commento 😉 , in tema di “funamboli della parola” direi che qui siamo su livelli inarrivabili!
    Divertentissima la scena, anzi, le due scene, ed particolare, fantasioso… funambolico lo stile.
    Bravo davvero!
    Ciao, ti auguro una buona giornata

  • Bravo, davvero divertente, sembra così lontano dal mondo reale e invece non lo è affatto.
    Il tutto è confezionato con garbo e humor in punta di dita nonostante certi argomenti….
    Mi incuriosisce l’amministratrice, (domatrice di leoni) che sicuramente avrà molte cosa da raccontare.
    Ciao, alla prossima.

  • Ciao, Minollo.
    Non c’è che dire, il tuo racconto corre e scorre che è una meraviglia. È divertente e irriverente al punto giusto, a ogni capitolo torna la familiare vivacità a dipingere situazioni sempre nuove, bravo!
    La reazione di Clara alla disputa non ha prezzo, fantastico il labiale a corredo del messaggio scritto.
    Io voto la Vedova e vediamo che succede.

    Alla prossima!

  • Rieccomi, Minollo.
    Ho votato la contessa Marina, il suo siparietto col conte è uno dei passaggi che mi hanno divertito di più, la voglio rivedere! 😂
    Una storia davvero divertente e uno stile originale, complimenti!
    Impagabile la narrazione in prima persona, mi sento nella testa la voce profonda e rauca di un serissimo Marlowe che racconta di Robert che si fa chiamare Chazz, della testa dell povera Bice Valori sistemata in ordine alfabetico 😂 . Per questo, per quanto abbia molto apprezzato la scena dei conti, mi è mancata la voce di Sherlock (o Clouseau? 😂).
    Complimenti davvero, mi hai regalato un po’ dì buonumore e, a giudicare da come scrivi, immagino tu sappia quanto è prezioso.
    Ciao, ti auguro un buon-umorale (o umorico? Boh!) fine settimana

    • Ciao Erri!
      Ben trovato qui in biblioteca! Grazie per il tuo apprezzamento, far ridere è proprio quello che mi piace. Il riferimento a Clouseau è assolutamente pertinente, anche Attilio, pur volenteroso, sembra vivere in un mondo suo. Forse Marina non vince, ma presto la nobile panterona si farà valere ugualmente.
      Sono particolarmente contento per il fatto che hai notato la battuta su Robert e Chazz, una delle mie preferite!
      Un buon weekend anche a te!!

  • Finalmente si riprende! Sono sempre più convinto dell’idea che il tuo stile di scrittura, con espressioni arzigogolate e termini particolari, in un altro contesto probabilmente non riuscirei a digerirlo molto, ma in un racconto umoristico e grottesco ci sta molto bene! Mi è piaciuto poi il colpo di scena, descritto con macabra ironia. Voto per Tullia, così magari si rimane in ambito bibliotecario. A presto!

  • La bibliotecaria!
    Ciao, Minollo.
    Mi è piaciuto questo capitolo, molto. Sei raffinato e tagliente nell’esporre i fatti, il che rende il tutto piacevole e diverte senza pacchianerie 🙂
    “denunciando così una temperatura ancora perigliosa per la mia lingua” questa frase è un esempio di quel che intendo, davvero bravo.
    Mi sono sentita in dovere di spronare il nostro contro il nipponico gaudente nella schermaglia con gli stuzzicadenti e poi gli Shangai, ma ci hai pensato tu con il riferimento al Subbuteo 😉
    Non ho altro da aggiungere.

    Alla prossima!

  • L’uomo d’affari giapponese è un bocconcino troppo invitante!
    Minollo, in ritardo ma arrivo, l’altra volta ero di fretta: ho letto, ho votato ma non ho commentato. Tutti questi strani tizi mi ricordano i miei vicini di casa e mi rincuora sapere che non tutti gli strambi vivano qui ehehe
    A prestissimo!

  • Ciao Minollo! Ancora una volta dai dimostrazione di un’accurata scelta delle parole, che se colte nel loro significato strappano sempre una risata. Il racconto scorre con piacere e le interazioni sono acutamente divertenti. Ero molto attratto dallo scrittore di tragedie, ma poi ho votato per il personaggio più pratico: l’uomo d’affari. Ammetto che con così tanti personaggi la trama risulta un po’ dispersiva, ma confido che una volta presentati tutti riuscirai a tessere al meglio le fila. A presto 😀

  • Voto anch’io per l’uomo d’affari giapponese. Che tipi strani vivono in questo stabile…
    bene, la prosa è efficace e gli episodi divertenti. Non resta che andare avanti per accumulare indizi e cercare di capire chi è l’assassino.

    Alla prossima!

  • Molto divertente anche questo capitolo! Interessanti poi le didascalie che descrivono i personaggi, elemento molto cinematografico che forse però in un racconto non è proprio l’ideale visto che interrompe il flusso della narrazione e distrae, anche se a me personalmente non hanno dato molto fastidio. Voto per il pedinamento, secondo me si potrebbe prestare bene a delle gag!

  • Ciao, Minollo.
    Direi che ci starebbe proprio bene un pedinamento, magari a opera dell’irregular. Raccapricciante la storia del genitore precoce. Ci si vede per le strade della città, a meno che gli altri non votino altrimenti.

    Alla prossima!

  • Ok, abbiamo Bice Valori, la Muti… Chazz Palminteri e De Niro. Immagino che Dario faccia Argento di cognome, ma stupiscimi con altro! Come ti e venuta quest’idea?! Originale e divertente.
    Direi che ci starebbe bene un altro condomino, vediamo chi tiri in ballo… sono davvero curiosa.
    Bravo, Minollo. Ottimo lavoro 🙂

    Alla prossima!

  • I primi due capitoli promettono bene, mi è piaciuta molto l’atmosfera da commedia nera che si respira. Nel primo ho trovato geniale l’idea della scritta con il sangue e con il cervello, scena abbastanza macabra ma che sei riuscito a rendere leggera e divertente, mentre nel secondo ho apprezzato il racconto del protagonista molto in stile fratelli Marx! Poi, anche se sembra essere abbastanza diverso dal racconto precedente, ho notato che il tuo stile resta chiaramente riconoscibile. Voto per la polizia, che probabilmente vorrà appropriarsi dell’indagine ufficiale. A presto!

    • Ciao Lorenzo!
      Mi fa molto piacere ritrovarti! Si, è un giallo in sottofondo, c’è splatter, noir, ma soprattutto spero di far ridere, la cosa che mi piace di più. Ho diverse idee…
      In effetti Groucho Marx e i suoi fratelli sono il mio punto di riferimento, ma penso anche a “Misterioso omicidio a Manhattan” di Woody Allen, o ai “Mostri” di Dino Risi. Vediamo, grazie di esserci e per il tuo apprezzamento.
      Ciao!

  • Chi è il narratore?
    Minollo, ho letto il tuo incipit appena uscito e ho subito seguito la storia. La scena del naso rientrato l’ho trovata geniale, come dice Keziarika, un’ironia sottile che è davvero gradevole. Hai acchittato un incipit niente male: curioso, interessante, con la giusta dose di ironia e di mistero. Gli ingredienti ci sono tutti, vediamo che portata di servirai a seguire.
    Bravo!

  • Chi è il signor Attilio? Voto per conoscere il narratore in prima battuta.
    Bentornato, Minollo.
    Un incipit divertente, tinto di nero ma con humor sottile ed elegante. Ci sono tutti gli ingredienti per un bel racconto: i personaggi, il condominio, una morte misteriosa con tanto di lettera scritta col sangue e, accipicchia, con parte del cervello!
    Bravo, un rientro in grande stile.

  • Chi è il signor Attilio? Voto per conoscere il narratore in prima battuta.
    Bentornato, Minollo.
    Un incipit divertente, tinto di nero ma con humor sottile ed elegante. Ci sono tutti gli ingredienti per un bel racconto: i personaggi, il condominio, una morte misteriosa con tanto di lettera scritta col sangue e, accipicchia, con parte del cervello!
    Bravo, un rientro in grande stile.

    Alla prossima!

  • Ciao Minollo! Ho letto, purtroppo in maniera sporadica, il tuo precedente racconto. Il tuo stile è pungente e riconoscibile, un grande vanto in questo mondo di copie. Voglio seguire con più costanza questo tuo secondo racconto, che già dall’incipit promette bene! Ho votato per saperne di più su Attilio, partiamo da lui. A presto 😀

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