L’ASSASSINIO DELL’AMBASCIATORE

Dove eravamo rimasti?

Cosa avrà detto la contessa ad Attilio? Il nostro ha la soluzione? Vedremo... intanto chi torniamo a seguire? La vedova (80%)

Mancano pochi giorni a Natale!

“Eccola, Sherlock”

“Allora avevi ragione tu!”.

Dario mi aveva fatto una segnalazione: da qualche giorno La vedova si incontrava in un locale pubblico con un misterioso uomo. Entrammo nel bar, lei era seduta, sola; ci avvicinammo e attaccai discorso.

“Buonasera Francesca”.

“Buonasera Attilio”, la voce tradiva impaccio.

“Qualcosa non va, sembra in imbarazzo” – ero deciso ad insistere. “Forse per la persona che sta aspettando?”

“Ehm, no di certo…” – ora sapeva che io sapevo, la stavo rosolando come un cappone – “Dovrebbe arrivare tra poco” – si riprese lei – “Si chiama Dimitri e viene da Mosca. Lavorava da una mia cara zia come badante. Un ragazzo generoso e solerte. Purtroppo la megera è morta senza dare alcun preavviso, e lo stesso hanno fatto i miei cugini quando lo hanno messo alla porta”.

“E adesso lei si occupa di … consolarlo” – il colpo di genio! iniziai a provocarla.

“Cosa intende, Attilio?” – la fronte le si aggrottò al punto che alcune rughe uscirono dal campo visivo, sparendo nelle pertinenze del cuoio capelluto.

“Intendo dire una ricca eredità ed un ragazzotto con cui condividere lo stato di grazia. Siamo alla sagra del movente signora mia, ce n’è per tutti i gusti”.

Francesca non disse nulla, ma evidentemente si ricordò dell’adagio popolare “uno schiaffo vale più di mille parole”. Fui raggiunto da sette-ottomila parole in ordine sparso sulla faccia; ne schivai alcune altre migliaia, mi mossi lesto sul tronco torcendo il busto, ma cozzai contro un meteorite di molibdeno che mi fece stramazzare al suolo.

Mi rialzai cercando subito il contatto visivo con il corpo celeste, e mi si palesò un essere umano enorme, dalla muscolatura di ferro. L’espressione feroce del volto mi procurò una struggente nostalgia per il ghigno surreale di Sato; dovevo essere al cospetto di Dimitri!

Definirlo toy boy pareva un azzardo: era grosso come Hulk, ma non il pupazzetto. Il corpo celeste era il gigante verde; io alzai bandiera bianca, ma la vedova era nera. Le domandai perdono; poi chiesi scusa al russo e filai all’inglese.

Ero pieno di lividi; le parole di Francesca mi avevano fatto male. Al volto. Aveva mani da Tordella, cominciava a farsi largo in me l’ipotesi di un atto estremo del marito, magari al termine di una discussione famigliare sulla distanza delle quindici riprese. A casa e provai ad applicare degli impacchi, qualsiasi contrazione muscolare mi provocava spasmi lancinanti. Mi riproposi per l’indomani di non cambiare mai espressione: mi sarei presentato con una poker face impenetrabile, arma in più in eventuali interrogatori con persone sospette.

Nel pomeriggio seguente, l’ultimo sabato prima di Natale, mi recai dai conti Del Gaudio, dove trovai un’allegra compagnia.

“Attilio, cosa le è successo? E’ pieno di ecchimosi!”

“Sì contessa. Ero in posta e ho cercato di saltare la fila rubando ad una vecchietta il numerino, ma il suo cane ha abbaiato; la donna non l’ha bevuta, ma ha mangiato la foglia e mi ha colpito con l’ombrello”.

“Davvero oggi era un giorno alquanto umido” – ebbe a convenire il conte.

“Inoltre” – continuai – “Un nugolo di attempati clienti mi ha preso a schiaffi; volevano giustamente infliggere una punizione esemplare”. Per non spettegolare su Francesca, avevo preferito inventarmi questa onorevole scusa.

Salvo stava guardando i compiti di Dario, mentre Tullia e Jiro Sato parlottavano amabilmente; c’era una bella atmosfera, ma ognuno di noi avvertiva l’incombente disagio derivante dai recenti accadimenti. Clara parlò per prima.

“Scusate, spero di non annoiarvi con quanto sto per dirvi” – subito raccolse l’attenzione di tutti.

“So bene che non è un momento facile, che recentemente abbiamo avuto due morti ammazzati, in circostanze orripilanti; che un corpo è stato smembrato, svuotato delle interiora per favorire il processo di imbalsamazione. E non sappiamo poi che fine abbiano fatto quei visceri, magari hanno alimentato il traffico di organi o sono entrati nella produzione di generi alimentari trasformati… però… voglio dire… mancano pochi giorni a Natale! Che ne dite di andare domani tutti a pattinare sulla pista allestita in centro?”.

Non doveva essere stato facile per lei, la vegetariana convinta Clara, affrontare il tema tabù del macello di Bice, adombrando per di più il recupero di parti del corpo per bassi scopi alimentari. Ma aveva superato la prova, e ora ci guardava fiera di sé con occhi che esprimevano una sincera e contagiosa commozione. Tutti infatti avevano le guance rigate: anche Salvo, per cui le parole della donna avevano avuto l’effetto di una siringata monstre di bromuro caldo caldo.

Feci per asciugarmi le lacrime, ma non trovai nulla.

E per fortuna. Quanto ci serviva ora era una persona che non si facesse appannare i sensi dal clima di festa montante. E fu allora che pronunciai le fatali parole: “E’ una magnifica idea, ma ahimè qualcuno non potrà venire! Contessa la prego, può invitare qui Francesca? E’ il momento di rivelarvi cosa successe quella notte, quella dell’assassinio dell’ambasciatore!”.

Attilio sa tutto? Presto sapremo!! All'inizio del prossimo episodio conosceremo un particolare importante su qualcuno dei presenti. Chi?

  • Tullia (71%)
    71
  • La contessa (29%)
    29
  • Sato (0%)
    0
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104 Commenti

  • Forse il miglior capitolo finora del racconto, complimenti! Come al solito ho riso molto e ho notato anche una maggior cura e precisione nella scrittura. Ti segnalo solo “chiacchera” invece di “chiacchiera” e la ripetizione “quando Francesca ebbe un crollo nervoso: afferrò il cellulare in preda ad un attacco di nervi”, ma le ho notate proprio perché il resto era scritto molto bene!
    Per il prossimo capitolo voto la contessa, a presto 😀

  • Ciao, Minollo!
    questo racconto è un crescendo di umorismo e tensione, le carte si stanno disponendo sul panno e aspettano di essere voltate. Qui c’è della raffinatezza, si percepisce una certa destrezza nel muoversi in un genere davvero ostico e difficile da rendere a parole; bravo, Minollo! Bellissimo il battibecco, ma anche l’incalzare Tullia. Ma mi è piaciuto molto questo capitolo 🙂 scritto proprio bene.
    Voto per il conte e aspetto di leggere i capitoli finali.

    Alla prossima!

  • Ciao,
    è vero uno schiaffo vale più di mille parole ma migliaia di schiaffi per così poche parole mi hanno davvero strabiliata, la velocità sarà stata supersonica. Bravo, riesci sempre a farmi sorridere con le tue estemporanee trovate. Veramente felice l’idea di pattinare sul ghiaccio, allenta la tensione. Bene Minollo, continua così.

  • ciao, oggi mi sento più ignorante del solito perché non so come sono le “mani da Tordella” ma sono sicuro che tu me lo spiegherai. Certe cose tragiche quando sono raccontate come qualcuno sa fare divertano davvero divertenti. Bravo, e brava la vegetariana che parla di carne umana come fosse gossip….. Aspetto il nome del colpevole. Ciao

    • Ciao Fenderman!
      Grazie per il tuo commento, gentilissimo! Spero di continuare bene!
      “The Katzenjammer kids” è una striscia umoristica americana che deve esistere da almeno 100 anni. In Italia è conosciuta come “Capitan Cocorico’”. Il protagonista è un ex uomo di mare, beone e perdigiorno; ci sono anche due monelli pestiferi, Bibi’e Bibo’, che non è chiaro se siano figli del capitano. A stemperare gli eccessi di questa combriccola di virtuosi arriva l’angelo del focolare, appunto la Tordella: un donnone dalle maniere spicce che attende i suoi ometti a casa con le mani raccolte dietro la schiena. L’atteggiamento dimesso viene contraddetto quando vediamo fare capolino da dietro la sua schiena uno dei manici di un mattarello. Insomma, tiene l’ordine pubblico….
      Ciao!

  • Ecco un esempio di racconto umoristico!
    Ciao, Minollo.
    Anche questo capitolo ha ben reso l’atmosfera dello strampalato condominio e dei suoi abitanti. Il racconto ha verve e suscita allegria nell’ agevolare nel cervello situazioni esilaranti. Notevole il passaggio delle sberle. Bravo!
    Che altro dire? Voto per Tullia e vediamo che succede. 🙂

    Alla prossima!

  • Rieccomi, Minollo. Ho votato per la vedova.
    Citando una persona gentilissima di cui poco fa ho letto un commento 😉 , in tema di “funamboli della parola” direi che qui siamo su livelli inarrivabili!
    Divertentissima la scena, anzi, le due scene, ed particolare, fantasioso… funambolico lo stile.
    Bravo davvero!
    Ciao, ti auguro una buona giornata

  • Bravo, davvero divertente, sembra così lontano dal mondo reale e invece non lo è affatto.
    Il tutto è confezionato con garbo e humor in punta di dita nonostante certi argomenti….
    Mi incuriosisce l’amministratrice, (domatrice di leoni) che sicuramente avrà molte cosa da raccontare.
    Ciao, alla prossima.

  • Ciao, Minollo.
    Non c’è che dire, il tuo racconto corre e scorre che è una meraviglia. È divertente e irriverente al punto giusto, a ogni capitolo torna la familiare vivacità a dipingere situazioni sempre nuove, bravo!
    La reazione di Clara alla disputa non ha prezzo, fantastico il labiale a corredo del messaggio scritto.
    Io voto la Vedova e vediamo che succede.

    Alla prossima!

  • Rieccomi, Minollo.
    Ho votato la contessa Marina, il suo siparietto col conte è uno dei passaggi che mi hanno divertito di più, la voglio rivedere! 😂
    Una storia davvero divertente e uno stile originale, complimenti!
    Impagabile la narrazione in prima persona, mi sento nella testa la voce profonda e rauca di un serissimo Marlowe che racconta di Robert che si fa chiamare Chazz, della testa dell povera Bice Valori sistemata in ordine alfabetico 😂 . Per questo, per quanto abbia molto apprezzato la scena dei conti, mi è mancata la voce di Sherlock (o Clouseau? 😂).
    Complimenti davvero, mi hai regalato un po’ dì buonumore e, a giudicare da come scrivi, immagino tu sappia quanto è prezioso.
    Ciao, ti auguro un buon-umorale (o umorico? Boh!) fine settimana

    • Ciao Erri!
      Ben trovato qui in biblioteca! Grazie per il tuo apprezzamento, far ridere è proprio quello che mi piace. Il riferimento a Clouseau è assolutamente pertinente, anche Attilio, pur volenteroso, sembra vivere in un mondo suo. Forse Marina non vince, ma presto la nobile panterona si farà valere ugualmente.
      Sono particolarmente contento per il fatto che hai notato la battuta su Robert e Chazz, una delle mie preferite!
      Un buon weekend anche a te!!

  • Finalmente si riprende! Sono sempre più convinto dell’idea che il tuo stile di scrittura, con espressioni arzigogolate e termini particolari, in un altro contesto probabilmente non riuscirei a digerirlo molto, ma in un racconto umoristico e grottesco ci sta molto bene! Mi è piaciuto poi il colpo di scena, descritto con macabra ironia. Voto per Tullia, così magari si rimane in ambito bibliotecario. A presto!

  • La bibliotecaria!
    Ciao, Minollo.
    Mi è piaciuto questo capitolo, molto. Sei raffinato e tagliente nell’esporre i fatti, il che rende il tutto piacevole e diverte senza pacchianerie 🙂
    “denunciando così una temperatura ancora perigliosa per la mia lingua” questa frase è un esempio di quel che intendo, davvero bravo.
    Mi sono sentita in dovere di spronare il nostro contro il nipponico gaudente nella schermaglia con gli stuzzicadenti e poi gli Shangai, ma ci hai pensato tu con il riferimento al Subbuteo 😉
    Non ho altro da aggiungere.

    Alla prossima!

  • L’uomo d’affari giapponese è un bocconcino troppo invitante!
    Minollo, in ritardo ma arrivo, l’altra volta ero di fretta: ho letto, ho votato ma non ho commentato. Tutti questi strani tizi mi ricordano i miei vicini di casa e mi rincuora sapere che non tutti gli strambi vivano qui ehehe
    A prestissimo!

  • Ciao Minollo! Ancora una volta dai dimostrazione di un’accurata scelta delle parole, che se colte nel loro significato strappano sempre una risata. Il racconto scorre con piacere e le interazioni sono acutamente divertenti. Ero molto attratto dallo scrittore di tragedie, ma poi ho votato per il personaggio più pratico: l’uomo d’affari. Ammetto che con così tanti personaggi la trama risulta un po’ dispersiva, ma confido che una volta presentati tutti riuscirai a tessere al meglio le fila. A presto 😀

  • Voto anch’io per l’uomo d’affari giapponese. Che tipi strani vivono in questo stabile…
    bene, la prosa è efficace e gli episodi divertenti. Non resta che andare avanti per accumulare indizi e cercare di capire chi è l’assassino.

    Alla prossima!

  • Molto divertente anche questo capitolo! Interessanti poi le didascalie che descrivono i personaggi, elemento molto cinematografico che forse però in un racconto non è proprio l’ideale visto che interrompe il flusso della narrazione e distrae, anche se a me personalmente non hanno dato molto fastidio. Voto per il pedinamento, secondo me si potrebbe prestare bene a delle gag!

  • Ciao, Minollo.
    Direi che ci starebbe proprio bene un pedinamento, magari a opera dell’irregular. Raccapricciante la storia del genitore precoce. Ci si vede per le strade della città, a meno che gli altri non votino altrimenti.

    Alla prossima!

  • Ok, abbiamo Bice Valori, la Muti… Chazz Palminteri e De Niro. Immagino che Dario faccia Argento di cognome, ma stupiscimi con altro! Come ti e venuta quest’idea?! Originale e divertente.
    Direi che ci starebbe bene un altro condomino, vediamo chi tiri in ballo… sono davvero curiosa.
    Bravo, Minollo. Ottimo lavoro 🙂

    Alla prossima!

  • I primi due capitoli promettono bene, mi è piaciuta molto l’atmosfera da commedia nera che si respira. Nel primo ho trovato geniale l’idea della scritta con il sangue e con il cervello, scena abbastanza macabra ma che sei riuscito a rendere leggera e divertente, mentre nel secondo ho apprezzato il racconto del protagonista molto in stile fratelli Marx! Poi, anche se sembra essere abbastanza diverso dal racconto precedente, ho notato che il tuo stile resta chiaramente riconoscibile. Voto per la polizia, che probabilmente vorrà appropriarsi dell’indagine ufficiale. A presto!

    • Ciao Lorenzo!
      Mi fa molto piacere ritrovarti! Si, è un giallo in sottofondo, c’è splatter, noir, ma soprattutto spero di far ridere, la cosa che mi piace di più. Ho diverse idee…
      In effetti Groucho Marx e i suoi fratelli sono il mio punto di riferimento, ma penso anche a “Misterioso omicidio a Manhattan” di Woody Allen, o ai “Mostri” di Dino Risi. Vediamo, grazie di esserci e per il tuo apprezzamento.
      Ciao!

  • Chi è il narratore?
    Minollo, ho letto il tuo incipit appena uscito e ho subito seguito la storia. La scena del naso rientrato l’ho trovata geniale, come dice Keziarika, un’ironia sottile che è davvero gradevole. Hai acchittato un incipit niente male: curioso, interessante, con la giusta dose di ironia e di mistero. Gli ingredienti ci sono tutti, vediamo che portata di servirai a seguire.
    Bravo!

  • Chi è il signor Attilio? Voto per conoscere il narratore in prima battuta.
    Bentornato, Minollo.
    Un incipit divertente, tinto di nero ma con humor sottile ed elegante. Ci sono tutti gli ingredienti per un bel racconto: i personaggi, il condominio, una morte misteriosa con tanto di lettera scritta col sangue e, accipicchia, con parte del cervello!
    Bravo, un rientro in grande stile.

  • Chi è il signor Attilio? Voto per conoscere il narratore in prima battuta.
    Bentornato, Minollo.
    Un incipit divertente, tinto di nero ma con humor sottile ed elegante. Ci sono tutti gli ingredienti per un bel racconto: i personaggi, il condominio, una morte misteriosa con tanto di lettera scritta col sangue e, accipicchia, con parte del cervello!
    Bravo, un rientro in grande stile.

    Alla prossima!

  • Ciao Minollo! Ho letto, purtroppo in maniera sporadica, il tuo precedente racconto. Il tuo stile è pungente e riconoscibile, un grande vanto in questo mondo di copie. Voglio seguire con più costanza questo tuo secondo racconto, che già dall’incipit promette bene! Ho votato per saperne di più su Attilio, partiamo da lui. A presto 😀

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