L’ASSASSINIO DELL’AMBASCIATORE

Dove eravamo rimasti?

Attilio sa tutto? Presto sapremo!! All'inizio del prossimo episodio conosceremo un particolare importante su qualcuno dei presenti. Chi? Tullia (71%)

Tutti a Londra!

“E’ arrivata! E’ arrivata da Londra!” Francesca entrò trafelata ed emozionata; ci stava guardando con occhi colmi di agitazione ma anche di gioia; in mano una misteriosa missiva, che sventolava con energia.

“Ci avvisano che il trasporto è avvenuto senza danni per il pacco! Adesso vi leggo tutto!” I conti si abbracciarono, e l’allegria della vedova contagiò ognuno di noi.

Facendo leva sulle amicizie diplomatiche internazionali del marito, Francesca era riuscita ad ottenere per Bice una degna sepoltura presso la “Chamber of horrors” del museo londinese di Madame Tussaud’s, che si premurava ora di informare il mittente dell’arrivo della statua e della procedura che sarebbe stata messa in atto.

“Qui dice” – riprese a leggere con eccitazione – “che verrà esposta in una teca, e che sul piedistallo sarà inserita una didascalia; ancora non hanno deciso se sarà “Tipica vittima di Jack lo Squartatore” o “Tipica vittima di Tamerlano”. Inoltre la testa rimarrà staccata dal tronco per non più di cinque centimetri, per puro scopo divulgativo dell’operatività del boia, ma la direzione mi assicura che dall’ingresso della sala questo piccolo spazio non si noterà neppure! Il direttore in persona mi certifica altresì che i suoi sono gli unici resti umani in tutto il museo!”.

Francesca era quasi in lacrime: “se lo meritava quella cara ragazza! Ora potrà entrare imperituramente nella memoria di tantissime persone!”.

“Propongo un brindisi!” – il conte stava già porgendo a tutti i presenti un calice colmo di spumante.

“A Bice!” – disse il titolato. “A Bice!” – fu il coro unanime.

“Propongo” – sempre Alfonso – “di organizzare per la prossima primavera un viaggio a Londra da lei”. Tutti accolsero con letizia la proposta.

“La mia cara Bice, mai una chiacchiera su di lei… mai un moroso…”

“Era morosa?”

“non pagava l’affitto?

“nient’affatto”

“L’han fatta a fette”

“Chi se ne fotte”

“Ahi, che fitte”

I dolori al volto mi erano ancora insopportabili. Il turbine di assonanze che ci avvolse riuscì a porgerci la fugace leggerezza di un sorriso per alcuni istanti, ma ben presto riatterrammo nella tetra ed ineluttabile realtà; ed io dovevo guidare il gruppo.

“Dobbiamo tutti essere contenti per Bice” – dissi – “ma ora c’è da pensare ad altro, ossia a chi l’ha tolta di mezzo, insieme con il nostro padrone di casa. Il quale era un uomo importante, in vista, desiderato proprio per la posizione sociale! Con un’amante nello stesso condominio, forse stufa di vivere nella sua ombra …” – e guardai verso Tullia.

“Non ero certo la sua amante” – rispose ferma lei, ma non mi arresi e misi in atto un assedio dialettico di rara e chirurgica precisione: “Non neghi! Ammetta! Annuisca! Abbozzi! Taccia acconsentendo!”. Tullia era alle corde; la stavo magistralmente lavorando alla figura, mitragliandola di congiuntivo-esortativi tutti volti a portare maieuticamente alla luce la verità. Non poteva resistere a lungo, e puntualmente…

“E va bene, eravamo amanti” – ammise Tullia.

“Che squallore” – trillò Francesca – “Non vengo più a pattinare!” – piagnucolò.

“Brutta strega, ho già prenotato i pattini per tutti” – anche Clara piagnucolò, ma un po’ più intensamente, badando bene che il suo piagnucolio sovrastasse quello della vedova.

“Non mi hai nemmeno chiesto che numero porto” – si risentì quest’ultima.

“Gliel’ho detto io, tuo marito mi chiedeva spesso consigli sulle scarpe da regalarti…”. A Tullia non parve vero di poterla provocare di nuovo.

“Insolente!”. Le due donne si avvicinarono l’una all’altra al centro della sala, che sempre più assomigliava ad un ring; Sato si incaricava di fare da secondo a Tullia, mentre il conte e Salvo cooperavano spendendo tutto il loro mestiere per contenere l’iraconda Francesca. L’aspetto paradossale di questo estemporaneo quadrato era che gli uomini che prendevano le parti delle duellanti erano decisamente più affannati delle vispe boxeuse.

“Sapevo tutto, ma non m’importava” – fece Francesca di nuovo calma, in un sussulto pieno d’orgoglio e dignità – “tanto sapevo che in ogni caso alla sera sarebbe tornato da me”.

“Nemmeno a me importava” – le fece eco Tullia – “tanto sapevo che alla mattina sarebbe tornato da me”.

“Che impertinenza” – sbottò la vedova – “da parte di una sgallettata che non è nemmeno così giovane come vuole farci credere”.

“Tu di fresca hai solo la vedovanza!” – osò rispondere Tullia. Fioccavano colpi sotto la cintura, le due contendenti non si risparmiavano nulla, eccetto il fair play; la tensione saliva, il decoro scendeva. Tullia si ripresentò a centro ring in guardia normale, pronta a pungere con il jab, quando Francesca ebbe un crollo nervoso: afferrò il cellulare in preda ad un attacco isterico: “Ora vi faccio dare una lezione da chi so io!”.

“Basta, calmatevi!” intervenni io. Alla sola ipotesi di ritrovarmi come sparring partner il Colosso di Mosca tutte le mie tumefazioni avevano ripreso a pulsare coralmente a tamburo.

“L’ambasciatore ci ha scritto di una grandissima stronza, vi ricorderete. Ed è di questo argomento che ora parleremo!”

Che gazzarra! Il cerchio si stringe sempre più... a chi toccherà questa volta confessare qualcosa?

  • la contessa (57%)
    57
  • il conte (29%)
    29
  • Salvo (14%)
    14
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104 Commenti

  • Forse il miglior capitolo finora del racconto, complimenti! Come al solito ho riso molto e ho notato anche una maggior cura e precisione nella scrittura. Ti segnalo solo “chiacchera” invece di “chiacchiera” e la ripetizione “quando Francesca ebbe un crollo nervoso: afferrò il cellulare in preda ad un attacco di nervi”, ma le ho notate proprio perché il resto era scritto molto bene!
    Per il prossimo capitolo voto la contessa, a presto 😀

  • Ciao, Minollo!
    questo racconto è un crescendo di umorismo e tensione, le carte si stanno disponendo sul panno e aspettano di essere voltate. Qui c’è della raffinatezza, si percepisce una certa destrezza nel muoversi in un genere davvero ostico e difficile da rendere a parole; bravo, Minollo! Bellissimo il battibecco, ma anche l’incalzare Tullia. Ma mi è piaciuto molto questo capitolo 🙂 scritto proprio bene.
    Voto per il conte e aspetto di leggere i capitoli finali.

    Alla prossima!

  • Ciao,
    è vero uno schiaffo vale più di mille parole ma migliaia di schiaffi per così poche parole mi hanno davvero strabiliata, la velocità sarà stata supersonica. Bravo, riesci sempre a farmi sorridere con le tue estemporanee trovate. Veramente felice l’idea di pattinare sul ghiaccio, allenta la tensione. Bene Minollo, continua così.

  • ciao, oggi mi sento più ignorante del solito perché non so come sono le “mani da Tordella” ma sono sicuro che tu me lo spiegherai. Certe cose tragiche quando sono raccontate come qualcuno sa fare divertano davvero divertenti. Bravo, e brava la vegetariana che parla di carne umana come fosse gossip….. Aspetto il nome del colpevole. Ciao

    • Ciao Fenderman!
      Grazie per il tuo commento, gentilissimo! Spero di continuare bene!
      “The Katzenjammer kids” è una striscia umoristica americana che deve esistere da almeno 100 anni. In Italia è conosciuta come “Capitan Cocorico’”. Il protagonista è un ex uomo di mare, beone e perdigiorno; ci sono anche due monelli pestiferi, Bibi’e Bibo’, che non è chiaro se siano figli del capitano. A stemperare gli eccessi di questa combriccola di virtuosi arriva l’angelo del focolare, appunto la Tordella: un donnone dalle maniere spicce che attende i suoi ometti a casa con le mani raccolte dietro la schiena. L’atteggiamento dimesso viene contraddetto quando vediamo fare capolino da dietro la sua schiena uno dei manici di un mattarello. Insomma, tiene l’ordine pubblico….
      Ciao!

  • Ecco un esempio di racconto umoristico!
    Ciao, Minollo.
    Anche questo capitolo ha ben reso l’atmosfera dello strampalato condominio e dei suoi abitanti. Il racconto ha verve e suscita allegria nell’ agevolare nel cervello situazioni esilaranti. Notevole il passaggio delle sberle. Bravo!
    Che altro dire? Voto per Tullia e vediamo che succede. 🙂

    Alla prossima!

  • Rieccomi, Minollo. Ho votato per la vedova.
    Citando una persona gentilissima di cui poco fa ho letto un commento 😉 , in tema di “funamboli della parola” direi che qui siamo su livelli inarrivabili!
    Divertentissima la scena, anzi, le due scene, ed particolare, fantasioso… funambolico lo stile.
    Bravo davvero!
    Ciao, ti auguro una buona giornata

  • Bravo, davvero divertente, sembra così lontano dal mondo reale e invece non lo è affatto.
    Il tutto è confezionato con garbo e humor in punta di dita nonostante certi argomenti….
    Mi incuriosisce l’amministratrice, (domatrice di leoni) che sicuramente avrà molte cosa da raccontare.
    Ciao, alla prossima.

  • Ciao, Minollo.
    Non c’è che dire, il tuo racconto corre e scorre che è una meraviglia. È divertente e irriverente al punto giusto, a ogni capitolo torna la familiare vivacità a dipingere situazioni sempre nuove, bravo!
    La reazione di Clara alla disputa non ha prezzo, fantastico il labiale a corredo del messaggio scritto.
    Io voto la Vedova e vediamo che succede.

    Alla prossima!

  • Rieccomi, Minollo.
    Ho votato la contessa Marina, il suo siparietto col conte è uno dei passaggi che mi hanno divertito di più, la voglio rivedere! 😂
    Una storia davvero divertente e uno stile originale, complimenti!
    Impagabile la narrazione in prima persona, mi sento nella testa la voce profonda e rauca di un serissimo Marlowe che racconta di Robert che si fa chiamare Chazz, della testa dell povera Bice Valori sistemata in ordine alfabetico 😂 . Per questo, per quanto abbia molto apprezzato la scena dei conti, mi è mancata la voce di Sherlock (o Clouseau? 😂).
    Complimenti davvero, mi hai regalato un po’ dì buonumore e, a giudicare da come scrivi, immagino tu sappia quanto è prezioso.
    Ciao, ti auguro un buon-umorale (o umorico? Boh!) fine settimana

    • Ciao Erri!
      Ben trovato qui in biblioteca! Grazie per il tuo apprezzamento, far ridere è proprio quello che mi piace. Il riferimento a Clouseau è assolutamente pertinente, anche Attilio, pur volenteroso, sembra vivere in un mondo suo. Forse Marina non vince, ma presto la nobile panterona si farà valere ugualmente.
      Sono particolarmente contento per il fatto che hai notato la battuta su Robert e Chazz, una delle mie preferite!
      Un buon weekend anche a te!!

  • Finalmente si riprende! Sono sempre più convinto dell’idea che il tuo stile di scrittura, con espressioni arzigogolate e termini particolari, in un altro contesto probabilmente non riuscirei a digerirlo molto, ma in un racconto umoristico e grottesco ci sta molto bene! Mi è piaciuto poi il colpo di scena, descritto con macabra ironia. Voto per Tullia, così magari si rimane in ambito bibliotecario. A presto!

  • La bibliotecaria!
    Ciao, Minollo.
    Mi è piaciuto questo capitolo, molto. Sei raffinato e tagliente nell’esporre i fatti, il che rende il tutto piacevole e diverte senza pacchianerie 🙂
    “denunciando così una temperatura ancora perigliosa per la mia lingua” questa frase è un esempio di quel che intendo, davvero bravo.
    Mi sono sentita in dovere di spronare il nostro contro il nipponico gaudente nella schermaglia con gli stuzzicadenti e poi gli Shangai, ma ci hai pensato tu con il riferimento al Subbuteo 😉
    Non ho altro da aggiungere.

    Alla prossima!

  • L’uomo d’affari giapponese è un bocconcino troppo invitante!
    Minollo, in ritardo ma arrivo, l’altra volta ero di fretta: ho letto, ho votato ma non ho commentato. Tutti questi strani tizi mi ricordano i miei vicini di casa e mi rincuora sapere che non tutti gli strambi vivano qui ehehe
    A prestissimo!

  • Ciao Minollo! Ancora una volta dai dimostrazione di un’accurata scelta delle parole, che se colte nel loro significato strappano sempre una risata. Il racconto scorre con piacere e le interazioni sono acutamente divertenti. Ero molto attratto dallo scrittore di tragedie, ma poi ho votato per il personaggio più pratico: l’uomo d’affari. Ammetto che con così tanti personaggi la trama risulta un po’ dispersiva, ma confido che una volta presentati tutti riuscirai a tessere al meglio le fila. A presto 😀

  • Voto anch’io per l’uomo d’affari giapponese. Che tipi strani vivono in questo stabile…
    bene, la prosa è efficace e gli episodi divertenti. Non resta che andare avanti per accumulare indizi e cercare di capire chi è l’assassino.

    Alla prossima!

  • Molto divertente anche questo capitolo! Interessanti poi le didascalie che descrivono i personaggi, elemento molto cinematografico che forse però in un racconto non è proprio l’ideale visto che interrompe il flusso della narrazione e distrae, anche se a me personalmente non hanno dato molto fastidio. Voto per il pedinamento, secondo me si potrebbe prestare bene a delle gag!

  • Ciao, Minollo.
    Direi che ci starebbe proprio bene un pedinamento, magari a opera dell’irregular. Raccapricciante la storia del genitore precoce. Ci si vede per le strade della città, a meno che gli altri non votino altrimenti.

    Alla prossima!

  • Ok, abbiamo Bice Valori, la Muti… Chazz Palminteri e De Niro. Immagino che Dario faccia Argento di cognome, ma stupiscimi con altro! Come ti e venuta quest’idea?! Originale e divertente.
    Direi che ci starebbe bene un altro condomino, vediamo chi tiri in ballo… sono davvero curiosa.
    Bravo, Minollo. Ottimo lavoro 🙂

    Alla prossima!

  • I primi due capitoli promettono bene, mi è piaciuta molto l’atmosfera da commedia nera che si respira. Nel primo ho trovato geniale l’idea della scritta con il sangue e con il cervello, scena abbastanza macabra ma che sei riuscito a rendere leggera e divertente, mentre nel secondo ho apprezzato il racconto del protagonista molto in stile fratelli Marx! Poi, anche se sembra essere abbastanza diverso dal racconto precedente, ho notato che il tuo stile resta chiaramente riconoscibile. Voto per la polizia, che probabilmente vorrà appropriarsi dell’indagine ufficiale. A presto!

    • Ciao Lorenzo!
      Mi fa molto piacere ritrovarti! Si, è un giallo in sottofondo, c’è splatter, noir, ma soprattutto spero di far ridere, la cosa che mi piace di più. Ho diverse idee…
      In effetti Groucho Marx e i suoi fratelli sono il mio punto di riferimento, ma penso anche a “Misterioso omicidio a Manhattan” di Woody Allen, o ai “Mostri” di Dino Risi. Vediamo, grazie di esserci e per il tuo apprezzamento.
      Ciao!

  • Chi è il narratore?
    Minollo, ho letto il tuo incipit appena uscito e ho subito seguito la storia. La scena del naso rientrato l’ho trovata geniale, come dice Keziarika, un’ironia sottile che è davvero gradevole. Hai acchittato un incipit niente male: curioso, interessante, con la giusta dose di ironia e di mistero. Gli ingredienti ci sono tutti, vediamo che portata di servirai a seguire.
    Bravo!

  • Chi è il signor Attilio? Voto per conoscere il narratore in prima battuta.
    Bentornato, Minollo.
    Un incipit divertente, tinto di nero ma con humor sottile ed elegante. Ci sono tutti gli ingredienti per un bel racconto: i personaggi, il condominio, una morte misteriosa con tanto di lettera scritta col sangue e, accipicchia, con parte del cervello!
    Bravo, un rientro in grande stile.

  • Chi è il signor Attilio? Voto per conoscere il narratore in prima battuta.
    Bentornato, Minollo.
    Un incipit divertente, tinto di nero ma con humor sottile ed elegante. Ci sono tutti gli ingredienti per un bel racconto: i personaggi, il condominio, una morte misteriosa con tanto di lettera scritta col sangue e, accipicchia, con parte del cervello!
    Bravo, un rientro in grande stile.

    Alla prossima!

  • Ciao Minollo! Ho letto, purtroppo in maniera sporadica, il tuo precedente racconto. Il tuo stile è pungente e riconoscibile, un grande vanto in questo mondo di copie. Voglio seguire con più costanza questo tuo secondo racconto, che già dall’incipit promette bene! Ho votato per saperne di più su Attilio, partiamo da lui. A presto 😀

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