L’eredità

Ritorno a casa

Rosemary si stava maledicendo per quella decisione avventata durante tutto il viaggio. Non avrebbe dovuto tornare a casa, in quella casa soprattutto. Suo padre era stato chiaro fin da subito.Dopo la morte di sua madre per essere precisi, erano  scappati  da quella villa, dalla città, da tutto. Le aveva persino proibito di usare il cognome di famiglia della madre, Reese. Poteva usare solo il suo e non avrebbe dovuto parlare mai con nessuno di quella parte del passato. In effetti così aveva fatto ad eccezione della sua terapeuta che conosceva tutto di lei. O almeno quello che ricordava.

Era davanti al portone della villa ma non si decideva ad entrare. Una leggera brezza autunnale la accarezzava cullando i suoi tristi pensieri. Vide una Rosmary di cinque anni uscire correndo dall’ingresso seguita da sua madre. Era bellissima. Con i suoi lunghi capelli neri e quegli occhi di un verde insolitamente acceso. Ricacciò indietro i ricordi. Era lì solo perché sua nonna era morta e perché l’esecutore testamentario aveva insistito che partecipasse alla lettura delle ultime volontà di Margaret Reese. Se n’era andata all’improvviso, seduta sulla sua poltrona davanti all’amato stagno di ninfee. Ed era proprio così che Rosemary se la immaginava , come in un quadro di Monet, nel suo vezzoso vestito di seta bordeaux.

<< Rosemary tesoro! Come sei cresciuta. Sei una bellissima giovane donna ormai. Come tutte le Reese del resto!>> Zia Peony e il suo falso sorriso comparvero all’ingresso della villa.

<<Ciao zia Peony. Come stai?>> Rispose più per cortesia 

<< Oh…come potrei stare? Tua nonna Margaret è passata a migliore vita. Riposi in pace.>> Si soffiò il naso rumorosamente facendole cenno di entrare.

Non appena fu nell’ingresso principale, il famigliare odore di lavanda la investì come un pugno nello stomaco. Si trovò subito davanti l’imponente scala di legno scuro. Odiava quella scala, ma odiava ancora di più i ricordi che le evocava. Era proprio lì che sua madre si era impiccata, rimanendo penzoloni per ore finché lei stessa non l’aveva trovata. Deglutì ricacciando indietro un conato di vomito. Frammenti e incubi si fondevano insieme rendendo tutto angosciosamente confuso.

Si recò nella sua vecchia stanza, tutto immutato come immutata era la casa. Doveva esserci qualche sorta di incantesimo che impediva qualsiasi cambiamento. Sorrise per quel pensiero sciocco mentre scivolava nel sonno. Al suo risveglio vide ch qualcuno le aveva infilato una lettera sotto la porta. La raccolse notando con interesse che era stata scritta su una carta particolare, imbrunita , simil pergamena. La aprì riconoscendo la scrittura della nonna in uno strano inchiostro rosso scuro. 

Carissima Rosemary, 

so che leggerai questa lettera e che ormai sto per morire. Lo so per certo perché l’ho visto l’ altra sera. Ho visto l’uomo dal cappuccio rosso e questo significa solo una cosa. La mia anima verrà presto mietuta. Il trapasso non mi spaventa e non voglio parlare di questo ma della tua eredità. Tu sei una Reese primogenita e come tale devi accettare il tuo destino. Ti verrà consegnata la scatola con le scarpe rosso cremisi e riceverai tutte le istruzioni presto mia cara. Rosa scarlatta, donna potente , alea iacta est.

Ricordati solo ,cara Rosmary, che non puoi fare nulla per sfuggire , sei un arcano maggiore. Sei l’appeso. E per quanto farai non ti libererai mai dei legami.

Con affetto,

Margaret Reese

Non le sembrava che qualcuno le avesse parlato della recente pazzia della nonna. Forse era successo di recente, altrimenti quella lettera con i suoi vaneggiamenti non si spiegavano affatto. Eppure una paura primordiale iniziò a impadronirsi di lei , come se nel profondo avesse la certezza della veridicità di quelle parole. Ci sono alcune situazioni durante le quali il nostro istinto sembra saperne molto più di noi e questa era una di quelle.

<<Scappa Rose!>> Quella voce….

<<Cosa ..?>> Si girò di scatto ma era sola nella stanza.

L’immaginazione iniziava a giocarle brutti scherzi e il suo equilibrio emotivo così duramente conquistato sembrava vacillare. Iniziò a girarle la testa e cadde a terra rumorosamente. L’ultima cosa che vide furono due gambe di donna che si avvicinavano.

Al risveglio non era più in camera sua ma nel salone principale. Al centro della stanza più precisamente. Legata e immobilizzata su una sedia di legno. Intorno a lei figure dall’aria famigliare la scrutavano in silenzio. Erano tutti parenti ne era certa ma la sua attenzione fu catturata dalla donna di fronte a lei. Era vestita con un mantello rosso scuro e indossava il cappuccio nascondendo il viso. Quando lo tolse per poco non svenne per quella vista. I suoi occhi erano completamente bianchi e il viso ,pieno di tessuto cicatriziale dalle tinte bluastre, sembrava una maschera di cera sciolta.

<< Benvenuta Rosmary Reese. Possiamo ora iniziare la lettura del testamento. >> Disse ridacchiando.

Cosa succederà a Rosemary?

  • Dovrà partecipare a un macabro rito di iniziazione (17%)
    17
  • La lettura del testamento si rivelerà parecchio movimentata (33%)
    33
  • Le consegneranno le scarpe rosso cremisi e le diranno cosa fare (50%)
    50
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15 Commenti

  • Ciao, Roxanne.
    Mi piacciono gli horror, perciò eccomi qua. 🙂
    Il racconto si prospetta interessante, ci sono tutti gli ingredienti per una bella storia.
    Sono contenta che tu abbia adottato le caporali al posto dei segni più e meno, ti segnalo anche l’uso errato dell’apostrofo al posto dell’accento, es. decapitò non decapito’.
    Vorrei segnalarti anche un passaggio poco chiaro nel primo episodio:
    “Si recò nella sua vecchia stanza, tutto immutato come immutata era la casa. Doveva esserci qualche sorta di incantesimo che impediva qualsiasi cambiamento. Sorrise per quel pensiero sciocco mentre scivolava nel sonno. Al suo risveglio vide ch qualcuno le aveva infilato una lettera sotto la porta” manca qualcosa: entra in camera e subito si addormenta? Ci vorrebbe una frase che lasci intendere che si è distesa, magari per riposare, prima di addormentarsi… 🙂
    Detto questo, vorrei aggiungere che sono molto interessata all’uso dei tarocchi, per fini che possono essere anche utili alla scrittura, tu li usi? So di persone che li adoperano proprio per creare le loro storie.
    Per il resto direi che ti seguo e aspetto il nuovo episodio, vai con il macabro e l’orrore 🙂

    Alla prossima!

  • Ciao Roxanne,
    devo davvero farti i complimenti per le premesse solide che hai posto alla base di questo racconto, un giusto equilibrio di contenuto splatter e inquietante. In una parola? Raccapricciante, come dovrebbe essere giustamente una storia dell’orrore.
    Mai saputi leggere i tarocchi (meno che a Sine Requie), ma opto per scoprire una nuova carta: chi è il Folle? Già il fatto che la povera Rosemary sia l’Appeso non promette per nulla bene.
    Alla prossima!

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