Michel

Presentazioni

Erano passati tre anni dalla fine della guerra, il mondo era cambiato. Si vedeva gente ai limiti dell’umano, una povertà dilagante, una solitudine ancora più accentuata. Nella cittadina di Breda niente era come prima, si vedeva una certa vecchiaia, una puzza insopportabile ad ogni angolo. La gente vagabondava al centro, cercando di trovare le parole per esprimere le proprie sofferenze, i più non ci riuscivano, e poi c’era chi si teneva tutto dentro. 

Uno di questi era Michel, il nostro protagonista, forse chissà il nostro eroe, io penso solo che fosse la persona sbagliata al momento sbagliato. Era un uomo alto, tutta la sua fisionomia dava un senso di abbandono, quando capitava di parlare con lui, se capitava, ci si chiedeva spesso se fosse vivo, o se fosse un burattino manovrato dal destino e da una specie di senso comune. 

Michel, la guerra l’aveva fatta, sentiva su di se il peso di quel fardello. Ma dobbiamo aggiungere che questa sensazione era iniziata solo qualche tempo dopo la fine di essa. Durante il conflitto, non c’era stato tempo per angosciarsi, sarebbe voluto dire sprecare energie fondamentali per difendersi dall’invasore. Chissà cosa sarà passato in mente al nostro eroe alla vigilia della distruzione del municipio della sua città. Quella stessa città dove aveva più volte corso per i viali, dove aveva conosciuto l’amore quando ancora era sbarbato e cantcchiava oh my darling mentre tornava a casa stanco e felice, di una stanchezza che emana un felice senso di compiuto. L’uomo cambia nel tempo, e lui si era visto cambiare molte volte, aveva preso decisioni che avevano accentuato questi cambiamenti. 

Una di queste fu il matrimonio con Rosa, una splendida fanciulla dalla corporatura esile, gli occhi chiari, e un sorriso luminoso che le donava attorno un’aria di festa. Lui la chiamava fiorellino (non era molto ingegnoso, però era molto felice della sincerità con cui si rivolgeva al mondo). Quando la conobbe, Rosa era una ragazza piena di entusiasmo, ogni giorno aveva in mente qualcosa di completamente inusuale dai piani del giorno prima. Amava dipingere su tela, e i suoi quadri erano bellissimi, così diceva Michel in preda ad una bambinesca esaltazione: i suoi dipinti dicono tutto! Quel tutto chissà cosa fosse, noi possiamo solo immaginarlo e figurarci quel buffo omino, mentre passa le giornate a immaginare il suo fiorellino, mentre dipinge un spogilo paesaggio autunnale. Una mattina proprio come quella lì, quando le circostanze lo chiamarono, e i due si sarebbero visti ancora una volta per un bacio, per l’ultima volta, mentre rosa svolazzava il giornale con le guance piene di lacrime, ed il carro partiva.

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4 Commenti

    • Ciao Violatilis, grazie per il tuo commento. Oggi farò uscire un altro episodio coprendo i 5000 caratteri. Si sto cercando di lavorare sullo stile, diciamo che questo dovrebbe essere più completo e intrigante, vediamo cosa ne esce.

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