Now Living

Dove eravamo rimasti?

In quale universo Planet vuoi spendere la tua prima Life? In un universo vasto e da esplorare, partendo da zero, inseguendo l'avventura affrontando un certo rischio. (80%)

Le Scelte

Mi ritrovai stretto nel petto di quella che sicuramente doveva essere mia madre, piangeva stringendomi, si scusava in continuazione per qualcosa di spiacevole che suo malgrado aveva fatto, personificavo una esile ragazza. Cercai con tatto, dato
l’emozionale trasporto, di tranquillizzarla :-Mamma non piangere- -Come evitarlo, ti stai imbarcando per ripagare i nostri debiti- rispose ripiombando in tremiti e
sospiri -Non sarà per sempre e ti farò avere mie notizie- -Oh!
Helodie- mi abbracciò baciandomi, calò una
lacrima nonostante stessi cercando d’incoraggiarla. Come in un
progressivo sorgere del sole stavo prendendo il controllo di me,
Helodie una bella fanciulla dai capelli rossi che partiva per un lungo viaggio, come parte di un equipaggio.

Un fischio richiamò l’attenzione verso gli ormeggi -Signori vi prego di sbrigarvi dovremmo salpare a momenti- ero su una banchina dove si scioglievano gli ultimi saluti e si caricavano le rimanenti merci. Salutai mamma prendendo i bagagli, le diedi un bacio e andai veloce verso la nave.
-Per Diana! Insomma, stavo per dare ordine di partire senza di voi- -Scusatemi- risposi all’uomo che mi aiutò a salire -Avrei potuto cercare mille altri mozzi in mille altri posti- -Non dite così, ve ne sono davvero grata- incarnavo qualcuno in fondo alla catena gerarchica sociale e di bordo. L’uomo aveva una folta barba e il viso solcato da rughe di esperienza, portava un bel cappello e un fazzoletto decorato legato al collo, mi fissò serio per un attimo -Raggiungete gli altri e cercate di rendervi utile- poi passò oltre e affermò -Salpiamo gente!- in diversi risposero -Si capitano!-.

La nave percorreva le scure acque viola intorno alla mia isola di
origine. Un piccolo sole giallo verdognolo mi scaldava il viso come se volesse anche lui accomiatarsi. Ero su un veliero commerciale. Finalmente, dopo aver aiutato a slegare gli ormeggi, sistemato merci e bagagli, soggiunse il momento di raccogliere qualche informazione. Percorsi lo scricchiolante ponte di legno avvicinandomi a un ragazzo, un collega con le stesse mansioni, dall’aspetto un coetaneo, portava una bandana in testa e vestiva abiti troppo larghi per la sua età, chiesi -Dove siamo diretti?- -Buon pomeriggio-rispose
infastidito, ma proseguì -Verso luoghi inesplorati cercando fortuna- -Nessuna fortuna, andiamo solo in cerca di nuovi attracchi, mappiamo e stringiamo alleanze- si intromise con tono di rimprovero una ragazza poco distante, sbuffò aggiungendo –Mi chiamo Lea primo mozzo- -Andiamo non esiste un grado tra noi- disse il giovane sorridendo -Certo caro Sebastian, ma semplicemente, sono la player più esperta del gruppo! Ho accumulato ben 4 life- trasalii all’istante -Siete Player!? Come me?!- esclamai troppo raggiante -Ovvio- disse Lea -Come mi avete riconosciuto?- -Andiamo! l’ingresso strappalacrime, la tua evidente confusione, ci siamo già passati- -Come? anche voi siete qui per aiutare le vostre famiglie?- -No- disse lui -Sono fresco di accademia- -Ed io sono la figlia del capitano- completò Lea -Aspettate, altre Life? Cioè, voglio dire, ne hai veramente più di 3?- c’era bisogno di qualche spiegazione -Non so bene come, ma svolgendo al meglio la mia prima life, ne ho ricevuta un’altra e con questa la possibilità di cambiare Planet…Ed eccomi qua- rimasi intontita, Sebastian sembrava contenesse una risata -Non
capisco, come hai fatto?- -Bhe…Ho fatto l’ape regina- quello che
prima era contegno mutò in fragorose risate incontrollabili
-Esatto, ho vigilato sulla produzione di montagne di miele e deposto centinaia di uova, dato vita ad almeno due colonie e curato una immensa comunità di questi meravigliosi insetti- Sebastian si sbellicava ancora-Al contrario del nostro simpaticone che invece di Life ne ha persa una- ci fu una pausa, il ragazzo tornò serio -Sei morto?- uscì dalla mia bocca in automatico – Già – – Cosa hai fatto? – -Piuttosto, cosa ho
scelto- deglutì al sopraggiungere dei ricordi -Nella prima selezione di Planet ho desiderato troppo ardentemente azione e una buona dose di rischio- fece una smorfia, seguiva la parte più dolorosa -Con la rinascita capii l’errore, marciavo in testa a un esercito al ritmo di flauti e tamburi. Io stesso ne avevo uno ed ero costretto a batterlo seguendo il ritmo. La folle marcia stava andando in bocca allo schieramento nemico su un campo di battaglia! In guerra!- una fitta di spavento mi accelerò i battiti, intendevo rincuorare il ragazzo -Ne avrai ricavato qualche importante lezione- – Ma certo – interruppe in tono sarcastico – Devo ridurre il rischio nella scelta dei Planet, stare alla larga dai Player esperti e devo mantenere una promessa fatta a un povero pazzo in punto di morte, assistere alla sua esecuzione a Pearl Harbor, peccato che entrambi, colpiti da una palla di cannone, siamo morti dissanguati, uno nelle braccia dell’altro- impressionata commentai -È terribile- invece Lea disse -No! È incredibile! Stiamo facendo scalo proprio a Pearl Harbor!-.

Che effetto avrà la strana scoperta?

  • Ignorerò la faccenda, non è altro che una stupida coincidenza, sono sicuro che neanche ci sarà un esecuzione. (0%)
    0
  • Eviterò di essere coinvolto, modificare gli eventi o riprogrammarli significa far uso di Hack, non voglio rischiare il Game Over. (0%)
    0
  • Indagherò se possibile sulle ultime volontà dello sconosciuto player, ne sono stranamente attratto. (100%)
    100
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5 Commenti

  • Ciao! Solitamente non apprezzo i capitoli così corti, ma riconosco che in questo caso calza a pennello. Perciò sono curioso di vedere lo stile che adotterai con l’inizio vero e proprio della storia e voto per un universo vasto e pericoloso, una via di mezzo che credo sceglierebbero tutti. Alla prossima 😀

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