Ogni Tempo: La Civiltà che Non Esiste

Dove eravamo rimasti?

Nella prossima parte: La rivelazione dei veri intenti di Leidan! (67%)

Incontro

Una volta usciti dalla piccola casetta Aaron e Rachel girarono diversi vicoli prima di trovarsi davanti ad una botola in metallo. Il giovane bussò un certo numero di volte, secondo il loro codice segreto, e la botola si aprì.
Rachel ricordava ancora con terrore così vivido la difficoltà nel scendere quelle scale a pioli con il pancione, che adesso le sembrava fin troppo semplice.
Davanti al grosso monitor illuminato con una mappa della zona, si trovavano il vecchio Claudius ed altri membri del villaggio di cui non ricordava bene il nome.
«Quanti sono stavolta?»
Chiese Aaron preoccupato.
«Uno solo.»
Claudius indicò un puntino luminoso che si muoveva ad alta velocità nello schermo.
«Ma è veloce. E sembra sapere dove ci troviamo.»
«Non credi che possa essere il nobile L-»
Provò a dire uno degli altri uomini, ma subito venne interrotto da un Claudius furente.
«IMPOSSIBILE!! Sai bene che non lo farebbe mai! Ha sempre usato solo delle Cronovie senza tracciamento. Le stesse che ha dato a noi. Credi che ci e si esporrebbe ad un simile rischio? Non è da lui!»
«Hai ragione.»
Il ragazzo imbracciò uno dei fucili che si trovavano nelle cataste piene ai lati, quindi verificò che fosse carico.
«Mandate me.»
«Sai benissimo che quell’arma sarà inutile.»
Aaron annuì mestamente, sforzandosi di sorridere.
«Lo so. Ma almeno servirà a distrarlo.»
“E’ proprio come suo padre.”
Pensò Rachel, quasi sopraffatta dalla commissione. Anche Daniel cercava di sorridere sempre, in ogni situazione, per quanto triste e disperata potesse sembrare, anche solo per infondere un po’ di buon umore agli altri.
«Fermo. E’ una follia!»
Gli urlarono contro gli altri uomini nella sala, ma ormai Aaron stava già risalendo la scaletta, e in men che non si dica sparì dalla botola.
Rachel si sentiva così in ansia. Ricordare Daniel l’aveva quasi fatta star male. In quella stanza in cui tutti parlavano di cose a lei quasi sconosciute, lontana da suo figlio e da suo marito, si sentiva sola e smarrita. Se avesse perso anche Aaron… cosa avrebbe fatto? Non poteva permetterlo!
La maggior parte delle guardie erano uscite per soccorrere Aaron o per pattugliare il villaggio per paura dell’arrivo di altri guardiani e i pochi presenti erano impegnati a fissare lo schermo per osservare un qualsiasi cambiamento. Nessuno fece caso a Rachel che sgattaiolò via, risalendo la stessa scala che aveva usato per scendere. Si accorsero della sua assenza solo quando sentirono il metallo della botola che si richiudeva alle sue spalle, ma ormai si era già allontanata.
Quella mattinata era particolarmente uggiosa e la giovane si pentì di non essersi portata dietro una giacca più pesante. L’umidità era inoltre talmente fitta da formare dei veri e propri banchi di nebbia, che limitavano il suo campo di viso ad appena una decina di metri.
Ciononostante individuò subito Aaron, la cui fulva chioma era ben visibile anche nella nebbia più fitta.
Il ragazzo si accorse di lei e si girò di colpo spaventato, per poi abbassare la sua arma sollevato.
Il sollievo si tramutò però ben presto in rabbia:
«Mamma! Che ci fai qui?!? Dovresti essere alla base!»
Era talmente teso che aveva persino dimenticato il loro accordo su come doveva chiamarla. Ma vista la situazione, Rachel non se la sentiva di puntualizzare:
«Non ti lascio solo in questa situazione. Verrò con te!»
«Sei pazza! E’ te che vogliono! E se ci avessero già…»
«…trovati? Effettivamente è così.»
La voce proveniva da pochi passi da loro, ma a causa della nebbia non si riusciva a vedere bene la figura.
«Aspetta, ma questa voce…»
Riconobbe Aaron, riponendo il fucile.
Dalla nebbia emerse un Guardiano, con il tipo abito bianco e nero e le mani alzate in segno di resa.
«Nobile Leidan, allora era proprio lei!»
*
Un mondo senza Rachel non aveva senso di essere vissuto. Daniel giunse a questa conclusione dopo mesi di ricerche infruttuose.
La polizia brancolava nel buio e la giovane si era come volatilizzata.
Lui aveva dato fondo a tutti i suoi risparmi, ingaggiando investigatori privati, viaggiando per tutto il paese alla ricerca della sua amata. Parlando con chiunque avesse conosciuto. Ma inutilmente.
Ormai abbandonato alla disperazione più totale guardò ancora una volta alla corda che pendeva dal soffitto del suo solaio.
Sarebbe stato doloroso?
«Mai quanto quello che provo adesso.»
Si disse.
Quindi salì sulla sedia e vi diede un calcio.
*
L’uomo si girò verso Rachel, i cui occhi si colmarono di lacrime.
«Ti sono mancato?»
«DANIEL!»
La giovane si gettò fra le sue braccia, finendo però con l’attraversare la sua figura evanescente.
“E’ incorporeo!”
Realizzò la ragazza con sgomento.
Daniel esibì il suo sorriso più comprensivo e tese la mano verso il suo volto, come per asciugarle le lacrime. I due non si toccarono, ma la ragazza sentì come un fremito attraversarla.
«S-sei qui vicino… ep-pure non posso toccarti!»
Cercò di dire lei fra i singhiozzi.
«Ma sono qui. E’ questo che conta. Ed ora che ci sono non ti lascerò mai più!»

Siamo alla chiave di volta della storia. Che direzione vogliamo fargli prendere?

  • Strada ambigua. La storia finisce con un finale aperto e lascia spazio all'interpretazione. (50%)
    50
  • Strada romantica. La storia si avvia verso un lieto fine. (50%)
    50
  • Strada più tragica. La storia si conclude con un finale amaro per le vicende. (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

25 Commenti

  • Mi spiace averti mandato le opzioni in parità, però per me ci sta la strada ambigua. Non ce la vedo la tua storia col “vissero felici e contenti”, ci sono troppi intrighi, troppe variabili, soprattutto alla luce di quanto ha fatto Daniel… Quindi io propendo per l’ambiguità, che non toglie che il finale possa essere comunque parzialmente a lieto fine!
    A presto 🙂

  • Ciao Emanuele.
    Bene, bene. In questo capitolo almeno si scopre quanti siano i Saggi. Rispetto a chi essi siano… Ci tocca aspettare, ma sospetto che uno abbia fatto la sua comparsa alla fine di questo capitolo!
    Io ho votato per far tornare l’ultimo umano. A presto!

  • Ciao!
    Scrivi molto bene… un unico appunto: quando si scrive non bisogna mettere i numeri! Esempio: “i 3 si accomodarono”. Avresti dovuti scrivere “i TRE si accomodarono”, capisci?
    Detto questo, il tuo racconto mi piace molto!
    P.S. anch’io ho iniziato una storia… se vuoi, vai a leggerla! Ti aspetto!

    • Ciao Silvia. Benvenuta! 😀
      Per la questione dei numeri si tratta semplicemente di un metodo per risparmiare caratteri. Che qui sono molto limitati.
      Ti faccio presente inoltre che questa è la seconda parte di una storia già avviata, per cui se non l’hai fatto ti invito a leggere anche la prima, che trovi sempre nel mio profilo.
      Detto questo ti ringrazio ed andrò con piacere a leggere la tua storia, Silvia. 😉

  • Sono tornato. Perdonate il ritardo mostruoso, ma il lavoro per me è stato un inferno nelle ultime settimane per via del Covid e anche nei rari momenti liberi avevo davvero poca voglia e forza di scrivere. Detto ciò non ho però alcuna intenzione di abbandonare questa storia fino alla sua conclusione. Ho già tutto in mente e grazie alle vostre scelte spero di plasmare i prossimi avvenimenti in modo che venga fuori una storia coinvolgente ed interessante. 🙂

  • Il complotto prende forma.
    Emanuele, non prometto di essere costante, ma vediamo cosa ci riserva questo secondo racconto della tua saga. Stavo per dire che non era un incipit abbastanza d’impatto fino a che non ho letto le ultime righe e sono stata costretta a rimangiarmi tutto ahahah
    A presto!

  • Ciao! Eccomi qui a leggere la seconda parte ^_^

    Ho un vuoto di memoria: chi è Carl (qui bambino) e Joiran?

    Questa cosa che il bambino che nasce, deve crescere, poi tornare indietro nel tempo a salvare sua madre e solo dopo vivere il suo presente, è una cosa che mi ha sempre affascinato: adoro i paradossi temporali ^_^

    Nonostante questo, voto di sapere di più sul complotto, anche perché non capisco a che pro mostrarsi come fantasmi ad un bambino e non fare nulla…

    Ciao 🙂

    • Ciao Red! Puntuale come sempre 😉
      Sono contento che i paradossi temporali ti piacciano dato che questa storia ne è piena ahah. Sono curioso, cosa ne pensi del finale della prima? Non ho visto il tuo commento, ma ci tenevo a conoscere la tua opinione. 😀
      Per quanto riguarda i personaggi Carl è nuovo. Non si è mai visto fino ad ora.
      Joiran invece è il personaggio del primissimo capitolo di “Ogni tempo: la crisi”. Quello che ha evocato Jack e ha dato il via al susseguirsi di eventi.

      • Hai ragione. Ho problemi coi commenti. Spariscono. Non mi vengono notificati. I Feed hanno smesso di funzionare… vabbé.

        Il finale aperto mi è piaciuto tanto, a tal punto che non vedevo l’ora di leggere la seconda parte ^_^

        Tra la fine della precedente storia e l’inizio di questa, sembra che ci sia stato un salto temporale. Ma lo scopriremo nei prossimi episodi ^_^

        Ciao 🙂

  • Inizia la seconda parte della ormai “saga” di Ogni Tempo. Mi raccomando di leggere la prima parte, prima di avventurarsi in questa nuova avventura, che trovate invece nella sezione Fantasy. Ho deciso di passare alla fantascienza in quanto molti dei misteri e il funzionamento sui viaggi nel tempo iniziavano ad avere più una connotazione che scientifica, che fantastica, da ciò quindi il cambio di genere. Buona lettura. 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi