Polvere di stelle

Una nuova dimensione.

L’amarezza dell’esperienza aveva indurito il mio cuore. Quella calda domenica di Maggio ero seduta di fronte al mare – l’unica cosa in grado di darmi sollievo – e mi chiesi perché fossi diventata apatica.  Agli albori dei miei trentun’anni mi chiesi come fosse possibile perdere l’entusiasmo e rassegnarsi ad un destino che, allora, pensavo non ci fosse e che non sarebbe mai esistito. L’ambiente era calmo, sentivo la sabbia calda sorreggermi per non farmi sprofondare – cosa che, non nascondo, di aver desiderato spesso – e il calore del sole, mitigato dal vento, mi sfiorava il viso. Lo stormire delle fronde degli alberi ed il frinire delle cicale mi stordiva quasi fosse canto di sirene. Quel giorno sentii la natura avvolgermi nel suo materno abbraccio e mi sembrava suggerisse di guardarmi dentro per ritrovare la pace. Mi chiesi quando il dispiacere aveva avuto inizio, quando avevo perso ogni speranza per la vita. Mi distesi e, rivolgendo lo sguardo verso il cielo, non so cosa mi prese, ma sentii come una voce che, in un linguaggio non traducibile, mi stava chiedendo di chiudere gli occhi per mostrarmi il senso di tutto. Seguii le direttive e sospirai. Nel buio delle palpebre, sentii la mia anima librare verso l’alto abbandonando il corpo. Ero talmente leggera da non riuscire a dirigermi verso qualcosa ma ruotai su me stessa diverse volte prima di riuscire a dominarmi. Finalmente diressi il mio sguardo verso il basso e mi vidi distesa, giovane – perché quell’ osservazione? Mi ero forse già vista vecchia? – con una lacrima che mi rigava la guancia destra. La lacrima cadde sulla sabbia e da quel tocco si creò una voragine da cui emerse un fascio di luce bianca abbagliante dalle venature dorate che cominciò vorticosamente a ruotare, come una tromba d’aria, e che si estese dirigendosi verso di me. Fui presa dal panico: come fuggire? Ero spirito che nuotava nell’aria ma, in quel momento,  mi sentii  ancorare al terreno da radici simili a funi che provenivano dal mio corpo e che mi tiravano giù. Mi rassegnai al fatto di non potermi muovere e l’onda di luce, impetuosa, mi travolse. Fu l’esperienza più assurda della mia vita. Forse sarebbe meglio dire, della vita in cui mi trovavo allora. Tutto fu finalmente più chiaro, ma è meglio che proceda con ordine.

Quando finalmente ripresi, per così dire, coscienza, era buio. Non avevo corpo ed ero della stessa consistenza del vento. Cominciai a muovermi e il mio scorrere aveva il suono di uno sciame di lame che fendono l’aria. Brillavo di luce verde e odoravo di brezza marina. Rivolsi la mia attenzione verso l’esterno: non avevo mai percepito il silenzio assoluto. Mi guardai intorno e mi accorsi di trovarmi sospesa in uno spazio blu scuro completamente vuoto. Mi sentivo ubriaca. Realizzai come i cinque sensi fossero inappropriati a scandagliare quel nuovo ordine di cose. Mi concentrai meglio e, dopo innumerevoli prove, cominciai a percepire alcuni bagliori in lontananza – non so in che modo, ma li vidi comparire col cuore.   Questi divennero sempre più nitidi e mi accorsi che erano raggruppati tra loro  e che si muovevano come opliti di eserciti fissi. Mi immersi nelle emozioni e quanto più me ne facevo sommergere, tanto più riuscivo a decriptare quel luogo ignoto. Compresi, solo allora, che il cuore era la chiave:  mi abbandonai, quindi,  come fluido trasportato dalla corrente. Ero polvere di stelle che vagava in mezzo all’Universo.

Cosa succederà ad A.?

  • Ritornerà nel suo corpo terreno per scoprire qualcosa di inaspettato (50%)
    50
  • Incontrerà un'essenza che le anticiperà qualcosa di essenziale a capire cosa succederà (13%)
    13
  • Si avvicinerà ai "bagliori" e capirà cosa sono e in che modo hanno a che fare con lei (38%)
    38
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50 Commenti

  • Finale molto carino 🙂

    Se devo essere sincero continuo a pensare che questa cosa che il bene deve far del male per matenere l’equilibrio mentre il male se ne frega di far del bene, mi sembra solo una scusante per rafforzare il male (no, denunciare Michel al Sant’Uffizio non è far del bene!). Insomma, i soliti discorsi per cui, siccome il bene ed il Bale devono coesistere insieme, di fatto lasciano solo il male…

    A parte questo, il finale mi è piaciuto e ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Immagino che la restrizione di caratteri mi abbia condotto al mio consueto periodare concentrato che non ha reso in maniera chiara il filo conduttore che avevo in mente.
      In realtà sono state B&B che hanno incastrato, in primis, Gabriel – per questo erano temporaneamente scomparse- e, per forza di cose, Michel secondo una forma di negoziazione che verrà svelata nell’ultimo episodio: “un’anima per un’anima”, infatti, sottendeva un sacrificio al Bene ed uno al Male per mantenere l’equilibrio dell’Ordine Cosmico (in questo senso Gabriel ironicamente dice a Blanche di ringraziare la madre e la nipote per quello che stava succedendo); inoltre,trovandosi in periodo di Inquisizione, ho immaginato che a Gabriel la confessione fosse stata estorta con la tortura (purtroppo la limitazione di spazio non aiuta).
      spero che adesso sia tutto più chiaro!
      hai qualche suggerimento da darmi per migliorare la mia tecnica narrativa? accetto consigli da chi è sicuramente più esperto di me 🙂

  • Un sogno come segno. Nel momento in cui comprendiamo ciò che sta succedendo ecco che la protagonista effettuerà un incredibile balzo quantico, dimensionale raggiungendo una nuova esperienza per una nuova comprensione. La lettura induce a passione e contagio del fluire del racconto. Aspetto il 7 sigillo!

  • Mi piacerebbe l’ordine cosmico ma mi sembra più opportuno sapere chi è Gabriel, quindi: verranno catapultate in una nuova vita dove A. scoprirà chi è Gabriel e qual è la sua storia.

    Nonostante lo “spiegone” è stato veramente emozionante il finale 🙂

    Ciao 🙂
    PS: gli spiegoni non sono un problema di per sé. È che viene fuori un “Wall of Text” che lo rendono pesante da leggere.

  • Esattamente come prima è stata catapultata via, senza capire cosa stesse succedendo, così succederà anche adesso! Ed essendo il prossimo capitolo il 5, è nel prossimo capitolo che inizierà, finalmente, a capire qualcosa (ma non tutto, ovviamente 😉 ).

    Ciao 🙂

  • Originale nella rappresentazione dell’esperienza surreale. L’incipit ruota sull’appassionata descrizione dei dettagli che porta al concetto interiore del fluire dell’essere nella staticità. Forse il messaggio è la ricerca emotiva di comporre armonia e caos. Interessante, aspetto il seguito.

  • ” l’onda di luce, impetuosa, mi travolse” ..
    luce nata dalle lacrime dell’artista che potrebbe farsi coinvolgere e lasciarsi andare in un un’altra dimensione,potrebbe scoprire una fonte di energia a lei sconosciuta che come un amorevole mentore l’accompagna in un mondo virtuale spiegandole il perchè della vita terrena e perchè è importante rientrare in quel corpo abbandonato .

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