Polvere di stelle

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà A.per le strade di Siviglia? Incontrerà una cartomante per strada che le leggerà il futuro e ... (63%)

Gabriel

Girovagai per un’ora senza una meta, anche se mi sembrava che una mano invisibile mi stesse guidando. Costeggiai il Guadalquivir, attraversai velocemente il vecchio Puente de Isabel II e giunsi nel bel mezzo dell’antico barrio di Triana. Sciami di persone brulicavano tra i calles del quartiere. Mi immersi nella folla ed era piacevole l’ascolto – anche se incomprensibile – di quel cantilenare castigliano. I palazzi dalle tinte pastello riscaldavano l’atmosfera e le vie non troppo dispersive risultavano accoglienti e familiari. Continuai a camminare tra i lusinghieri ¡ohi, que guapa!”, quando mi ritrovai di fronte all’ingresso di un piccolo vicolo. Sopra l’arco a sesto ribassato in muratura bianca si leggeva “ CALLEJON DE LA INQUISICION”. “Entra!” mi sibilò all’orecchio una voce che mi fece sobbalzare. Mi girai verso sinistra pronta a schiaffeggiare l’insolente che si era avvicinato cosi tanto. Peccato non ci fosse nessuno – né a sinistra né a destra – e la cosa mi lasciò sgomenta e non poco. Capii di dover imboccare il vicoletto, quindi mi feci coraggio ed entrai. La strada, selciata in pietra, era delimitata dalle mura bianche dei palazzi che la costeggiavano, per chiudersi con un altro arco attraverso il quale era già visibile la strada parallela a Calle Castilla. Sotto quell’arco, a sinistra,  in piedi, con una gamba appoggiata al muro, stava un uomo molto alto,  tutto in nero, dai capelli scuri, che girò di scatto il collo non appena mi sentì arrivare e che cominciò a squadrarmi dalla testa ai piedi. Mi pietrificai. “Je t’attendais, Lucillà” – disse – “ ah, non, in questa vita ti chiamano A.” – continuò con accento spiccatamente francese. In questa vita? Mi girò la testa, mi si annebbiò la vista e poi non ricordo più nulla – immagino di aver perso coscienza. Quando mi riebbi, mi trovai in uno strano bugigattolo dalle pareti ricoperte di velluto rosso.L’aria era pregna di incenso. Ero distesa su un divano verde petrolio dello stesso velluto delle pareti e, di fronte a me, seduto su un tavolo di ciliegio rotondo, l’uomo in nero stava estraendo con estrema concitazione le carte da un mazzo di tarocchi. L’ambiente era rischiarato dalle fioche fiammelle di sette candele bianche appoggiate sui bracci di un candelabro d’argento.“Tu t’es bien réveillée!” – esclamò sorridente. “Come ti senti?”. Non riuscii a rispondere subito giacché rimasi ipnotizzata da due grandi  occhi celesti sottolineati dal tratto marcato di un kajal nero. La carnagione mulatta metteva in risalto una dentatura bianca impeccabile. A cingergli il viso numerosi riccioli picei capricciosi e da ciascun orecchio pendeva un cerchietto d’oro con una piccola croce. Era l’uomo più bello che avessi mai visto. “Oh, non, mia piccola Lucile, c’est pas moi qui tu cherches!” disse ridacchiando. Sentii il volto in fiamme. “Tu.. chi sei?”. “Ho avuto diversi nomi, ma mi faccio chiamare con quello che mi è piaciuto di più: je suis Gabriel, enchanté” e, detto ciò, continuò a mescolare il mazzo, lo tagliò e ne estrasse una carta. “C’est trés interessant!” Mi mostrò la carta: era il Carro. Non capivo. “Cherie, tu hai chiesto all’Universo di darti una risposta ed io sto cercando di dartela, ma lasciami dire che in questa reincarnazione ti vedo un po’ disorientata!” Reincarnazione? Sospirò come se avesse letto di nuovo i miei pensieri, ma continuò a stendere altre carte. “Gli amanti, la Papessa…l’Eremita. Mia cara Lucile, Aurelius sembra essere vicino, ma non è ancora tempo.” Ero sempre più confusa. “Oh, mon Dieu!” – si alzò di scatto, si sedette accanto a me e mi strinse le mani dalle quali esplose improvvisamente una luce verde che ci investì. Mi vidi di nuovo dall’alto – cosa che mi fece comprendere di essermi smaterializzata ancora. Ero di nuovo nel vuoto ma, adesso, mi trovavo più vicino a quei bagliori che vidi la prima volta. Erano fasci di luci di colori diversi che oscillavano all’unisono e che convergevano verso il pianeta sottostante. Dal blu degli oceani riconobbi la Terra. Uno di questi fasci di colore azzurro cominciò a pulsare con più frequenza: si trattava di Gabriel. Anche io ero immersa in una luce rossa. Vidi altri due fasci avvicinarsi – rispettivamente rosa e blu – e col cuore capii che erano i nonni. L’emozione mi travolse – e mi sembrò che travolse anche loro – tanto che volteggiammo uno dietro l’altro formando una treccia folgorante di luci. Il mio cuore traboccava di tenerezza e di gioia. Avevo riconosciuto solo loro…ma tutti gli altri chi erano? Gabriel, spazientito, si avvicinò e mi sentii tirare verso il basso: sembrava di scendere in picchiata da una montagna russa. Non so se sia corretto dire di aver perso i sensi, in ogni caso ricordo solo che, quando mi svegliai, non ero più a Siviglia.“Lucilla! Tibi vestiendum est quam velocius!”esclamò spazientita una voce femminile. “Ubi sumus?” dissi di getto. Una fanciulla dai capelli rossi con in mano un supparum scarlatto sgranò gli occhi e rise. “Sumus Italicae, domina. Hodie visne ludere?”

Cosa farà A. nella colonia di Italica?

  • incontrerà un terzo personaggio misterioso (14%)
    14
  • cercherà di capire chi è e cosa deve fare in quella giornata (57%)
    57
  • incontrerà di nuovo Gabriel che la porterà in giro (29%)
    29
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50 Commenti

  • Finale molto carino 🙂

    Se devo essere sincero continuo a pensare che questa cosa che il bene deve far del male per matenere l’equilibrio mentre il male se ne frega di far del bene, mi sembra solo una scusante per rafforzare il male (no, denunciare Michel al Sant’Uffizio non è far del bene!). Insomma, i soliti discorsi per cui, siccome il bene ed il Bale devono coesistere insieme, di fatto lasciano solo il male…

    A parte questo, il finale mi è piaciuto e ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Immagino che la restrizione di caratteri mi abbia condotto al mio consueto periodare concentrato che non ha reso in maniera chiara il filo conduttore che avevo in mente.
      In realtà sono state B&B che hanno incastrato, in primis, Gabriel – per questo erano temporaneamente scomparse- e, per forza di cose, Michel secondo una forma di negoziazione che verrà svelata nell’ultimo episodio: “un’anima per un’anima”, infatti, sottendeva un sacrificio al Bene ed uno al Male per mantenere l’equilibrio dell’Ordine Cosmico (in questo senso Gabriel ironicamente dice a Blanche di ringraziare la madre e la nipote per quello che stava succedendo); inoltre,trovandosi in periodo di Inquisizione, ho immaginato che a Gabriel la confessione fosse stata estorta con la tortura (purtroppo la limitazione di spazio non aiuta).
      spero che adesso sia tutto più chiaro!
      hai qualche suggerimento da darmi per migliorare la mia tecnica narrativa? accetto consigli da chi è sicuramente più esperto di me 🙂

  • Un sogno come segno. Nel momento in cui comprendiamo ciò che sta succedendo ecco che la protagonista effettuerà un incredibile balzo quantico, dimensionale raggiungendo una nuova esperienza per una nuova comprensione. La lettura induce a passione e contagio del fluire del racconto. Aspetto il 7 sigillo!

  • Fantastico! Volevo saperne di più sui legami Karmici, ma il personaggio misterioso mi ha attratto inesorabilmente.

    Quindi sappiamo cosa sta succedendo a Gabriel. È ancora un mistero come A. si incarni da ogni parte. Alla via così 😀

    Ciao 🙂

  • Mi piacerebbe l’ordine cosmico ma mi sembra più opportuno sapere chi è Gabriel, quindi: verranno catapultate in una nuova vita dove A. scoprirà chi è Gabriel e qual è la sua storia.

    Nonostante lo “spiegone” è stato veramente emozionante il finale 🙂

    Ciao 🙂
    PS: gli spiegoni non sono un problema di per sé. È che viene fuori un “Wall of Text” che lo rendono pesante da leggere.

  • Esattamente come prima è stata catapultata via, senza capire cosa stesse succedendo, così succederà anche adesso! Ed essendo il prossimo capitolo il 5, è nel prossimo capitolo che inizierà, finalmente, a capire qualcosa (ma non tutto, ovviamente 😉 ).

    Ciao 🙂

  • Originale nella rappresentazione dell’esperienza surreale. L’incipit ruota sull’appassionata descrizione dei dettagli che porta al concetto interiore del fluire dell’essere nella staticità. Forse il messaggio è la ricerca emotiva di comporre armonia e caos. Interessante, aspetto il seguito.

  • ” l’onda di luce, impetuosa, mi travolse” ..
    luce nata dalle lacrime dell’artista che potrebbe farsi coinvolgere e lasciarsi andare in un un’altra dimensione,potrebbe scoprire una fonte di energia a lei sconosciuta che come un amorevole mentore l’accompagna in un mondo virtuale spiegandole il perchè della vita terrena e perchè è importante rientrare in quel corpo abbandonato .

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