Polvere di stelle

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà A. nella colonia di Italica? cercherà di capire chi è e cosa deve fare in quella giornata (57%)

“Anima dulcis, vivas mecu”

Risi istericamente per qualche minuto. Ero stata catapultata in una vita dove non avevo assolutamente idea di chi fossi,né, tantomeno, avevo cognizione di quali potessero essere i piani che questa entità superiore aveva per me. Non riuscivo ancora a cogliere il valore di questo ripercorrere e ciò mi innervosiva parecchio. Avevo di certo appreso che non c’era un’unica esistenza da vivere  e questo mi faceva ben sperare circa la possibile esistenza di un filo conduttore il cui senso intimo mi era ancora del tutto sconosciuto. Ritornai in me e abbozzai un sorriso a quella fanciulla che credeva avessi perduto il senno. Ero seduta su un lectus cubicularis dentro quello che doveva essere il mio cubiculum. Da una finestrella inferriata spirava un’arietta calda che profumava di zagara e dall’intensità della luce che ne entrava doveva essere primo pomeriggio. Strappai dalle mani dell’ancilla un piccolo specchio dorato e mi osservai: di riconoscibile mi erano rimasti gli occhi verdi e gli zigomi alti; il resto del viso era incorniciato da una cascata di riccioli biondi che terminavano alla vita. Al collo portavo una lunula d’oro il cui terzo centrale era occupato da una vistosa corniola. Il mio status era di certo elevato, e, ad occhio e croce, la mia età si aggirava sui 14-15 anni. “Fulvia! Vestimi!”. Fulvia? La fanciulla cominciò la mia vestizione infilandomi prima una subucula bianca, poi il supparum scarlatto, infine mi cinse la vita con un cingulum di cuoio intrecciato simile  alle vittae con le quali mi avrebbe, poco dopo, acconciato i capelli. Mi porse un paio di orecchini in corniola che indossai in automatico. Le mie sinapsi cortocircuitarono: del tutto dimentica di quella esistenza, era come se stessi, pian piano, riacquistandone la memoria. “I tuoi sponsalia si avvicinano, padrona. Non sei felice?” disse Fulvia raggiante. Io, invece, mi rabbuiai. Un fidanzamento ufficiale? E con chi? Non volevo nemmeno pensare al prosieguo. Quanto tempo sarei dovuta rimanere lì? Dov’era finito Gabriel? Ero nel panico più totale. Mi divincolai dalle mani delicate di Fulvia che stavano sistemando le ultime ciocche fuori posto e corsi via dalla stanza. Attraversai il peristilium, poi l’atrium, il vestibulum e, finalmente, raggiunsi l’esterno. I passanti e, soprattutto, le facoltose matrone che si trovavano lì, mi lanciarono delle occhiatacce per il mio modo scomposto di correre. Respirai profondamente,mi coprii il capo con la palla dorata e cominciai a camminare.Camminai a lungo senza direzione con il solo intento di allontanarmi da casa. Non sapevo cosa fare né cosa aspettarmi. Immersa in questi pensieri, ad un tratto, qualcuno mi tirò per un braccio dentro un vicolo nascosto. Stavo per gridare ma la mia voce venne attutita da una mano che mi tappò la bocca. “Lucilla, sono io!” – bisbigliò una voce maschile. Alzai lo sguardo: un ragazzo rossiccio dal viso spigoloso mi osservava, divertito, mentre cercavo di capire chi fosse. Rimasi interdetta. Gli occhi gli ridevano di gusto e se non fosse stato per i ciuffi di barbetta sulle guance, a causa delle lentiggini, gli avrei dato probabilmente meno della mia età. “A..A…Aurelius?”. Il suo sorriso si allargò ulteriormente e gli occhi gli brillarono di un verde che non avevo mai visto. Il cuore sussultò di tenerezza. Chiusi gli occhi e continuai a vederlo, ma contornato da una luce sfavillante dalla quale fui travolta e alla quale si mescolò anche la mia, e il rosso e il dorato delle nostre aure si combinarono e si scagliarono contro il cielo con l’intensità del fuoco divampante di un incendio. “Lucilla, stai male?” mi chiese preoccupato. Riaprii gli occhi. “Scusami, ho dormito male.” Sembrò rasserenarsi. “Sono teso anch’io” – e aggiunse – “ho una cosa per te”. Estrasse un panno piegato di lino da una borsetta di cuoio e me lo porse. “L’ho fatto fare per te!” Lo aprii e trovai dentro un anello a fascia d’oro. A grosse lettere era inciso: “ANIMA ·DVLCIS·VIVAS·MECU”. Sentii gli occhi grondarmi di lacrime mentre lui mi sorrideva. “Più tardi, a casa tua…”“LU-CIL-LA!” – gracchiò Fulvia – “ Che cosa ti è preso?”.Mi voltai verso di lei e poi, di nuovo, davanti, ma Aurelius non c’era più. Sospirai.“Avevo bisogno di un po’ d’aria!” risposi infilandomi di nascosto l’anello. “E’ tardissimo!Non possiamo far attendere gli ospiti!”. Annuii e ci incamminammo verso casa. Una volta arrivate, venni condotta nel triclinium che già scoppiettava di chiacchiericci di gente e tintinnii di posate. “Lucilla!” – mi bisbigliò Fulvia,  emozionatissima – “ il tuo sponsus…dietro di te!”.Una scarica elettrica mi attraversò da capo a piedi.Il cuore scalpitava selvaggiamente. Mi ricomposi e mi girai di scatto con addosso il sorriso con il quale Aurelius meritava di essere accolto. Mi si gelò il sangue quando vidi che non era lui il mio sponsus. Di fronte a me, in piedi,c’era un aitante ragazzo dai capelli castani in toga virile. Ne riconobbi gli occhi.

“Desolé, Lucile, ma è così che la storia deve andare.”

Cosa succederà?

  • A. e Gabriel litigheranno e... (14%)
    14
  • A.fuggirà via da Gabriel e incontrerà Aurelius (57%)
    57
  • A.verrà catapultata in un'altra vita (29%)
    29
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50 Commenti

  • Finale molto carino 🙂

    Se devo essere sincero continuo a pensare che questa cosa che il bene deve far del male per matenere l’equilibrio mentre il male se ne frega di far del bene, mi sembra solo una scusante per rafforzare il male (no, denunciare Michel al Sant’Uffizio non è far del bene!). Insomma, i soliti discorsi per cui, siccome il bene ed il Bale devono coesistere insieme, di fatto lasciano solo il male…

    A parte questo, il finale mi è piaciuto e ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Immagino che la restrizione di caratteri mi abbia condotto al mio consueto periodare concentrato che non ha reso in maniera chiara il filo conduttore che avevo in mente.
      In realtà sono state B&B che hanno incastrato, in primis, Gabriel – per questo erano temporaneamente scomparse- e, per forza di cose, Michel secondo una forma di negoziazione che verrà svelata nell’ultimo episodio: “un’anima per un’anima”, infatti, sottendeva un sacrificio al Bene ed uno al Male per mantenere l’equilibrio dell’Ordine Cosmico (in questo senso Gabriel ironicamente dice a Blanche di ringraziare la madre e la nipote per quello che stava succedendo); inoltre,trovandosi in periodo di Inquisizione, ho immaginato che a Gabriel la confessione fosse stata estorta con la tortura (purtroppo la limitazione di spazio non aiuta).
      spero che adesso sia tutto più chiaro!
      hai qualche suggerimento da darmi per migliorare la mia tecnica narrativa? accetto consigli da chi è sicuramente più esperto di me 🙂

  • Un sogno come segno. Nel momento in cui comprendiamo ciò che sta succedendo ecco che la protagonista effettuerà un incredibile balzo quantico, dimensionale raggiungendo una nuova esperienza per una nuova comprensione. La lettura induce a passione e contagio del fluire del racconto. Aspetto il 7 sigillo!

  • Mi piacerebbe l’ordine cosmico ma mi sembra più opportuno sapere chi è Gabriel, quindi: verranno catapultate in una nuova vita dove A. scoprirà chi è Gabriel e qual è la sua storia.

    Nonostante lo “spiegone” è stato veramente emozionante il finale 🙂

    Ciao 🙂
    PS: gli spiegoni non sono un problema di per sé. È che viene fuori un “Wall of Text” che lo rendono pesante da leggere.

  • Originale nella rappresentazione dell’esperienza surreale. L’incipit ruota sull’appassionata descrizione dei dettagli che porta al concetto interiore del fluire dell’essere nella staticità. Forse il messaggio è la ricerca emotiva di comporre armonia e caos. Interessante, aspetto il seguito.

  • ” l’onda di luce, impetuosa, mi travolse” ..
    luce nata dalle lacrime dell’artista che potrebbe farsi coinvolgere e lasciarsi andare in un un’altra dimensione,potrebbe scoprire una fonte di energia a lei sconosciuta che come un amorevole mentore l’accompagna in un mondo virtuale spiegandole il perchè della vita terrena e perchè è importante rientrare in quel corpo abbandonato .

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