Ritratto di famiglia

Un ultimo Natale

Un singolo momento può cambiarti la vita.

Flavio lo sapeva bene.

Fu solo un momento l’arresto cardiaco che cinque anni prima si portò via sua madre. Un anno dopo, in un momento, con un felice “lo voglio” Emma era diventata sua moglie. Ed erano passati solo quattro mesi dal momento, il più bello di tutti, in cui aveva appreso che sarebbe diventato padre.

Quel momento, in una domenica così splendente, non se lo sarebbe mai immaginato. Forse avrebbe dovuto. In un secondo tempo si disse che i segnali c’erano. Il modo in cui quella mattina suo padre partecipava alla messa non era solita fede, ma disperato bisogno. E il modo in cui parlava del futuro bambino, mente loro due ed Emma percorrevano il tragitto dalla Chiesa alla casa del padre, era la contemplazione di un futuro splendido a cui non si avrà possibilità di assistere.

Il fatidico momento avvenne dopo pranzo. Era seduto in cucina vicino a Flavio, i discorsi erano i soliti: il bambino, la sempre eccelsa cucina di Emma, il lavoro, il calcio, una novità in paese. E poi suo padre prese le redini del discorso con un tono strano, profondo, teso. I preamboli erano confusionari ed incerti: un malessere, una sensazione, qualcosa era cambiato.

E poi il momento, di un’urgenza quasi esasperata, un tono sentito raramente: “Ho una malattia terminale, Flavio, mi hanno dato tre mesi”. 

Il rumore del piatto che Emma fece cadere per la sorpresa fu l’ultima cosa che riuscì a sentire con lucidità. 

I New Order si libravano dolcemente nell’aria.

Gaia mugugnò in uno stato tra il sogno e la veglia, cercando di coprirsi con le coperte: “Cla, è il tuo”. Claudio dovette constatare che il mondo fuori dalle coperte era freddo, e che non gli sarebbe dispiaciuto dormire un altro poco. Attraversò pigramente la stanza fino alla scrivania su cui era poggiato il telefono. 3 chiamate perse da numero sconosciuto.

Claudio esitò, contemplando tutte le bozze di disegni sparpagliate sul tavolo. Alcune valeva la pena trasferirle sulla tavoletta grafica, pensò. Poi si decise a rispondere. 

“Pronto, Claudio?” quella voce lo svegliò, non la sentiva da anni. Il matrimonio, forse.

“Si, sono io, buongiorno fratellone” cercava di essere ironico, ma si stava preoccupando. Flavio non lo aveva certo chiamato per sapere come stava.

“Ti prego, dimmi che non ti stai per lamentare dell’orario, sono le dieci”

“No, ero sveglio, stavo già lavorando. Lunedì intenso.” Certo, si ricordava bene quando suo fratello gli urlava che fare fumetti non era un lavoro serio. Che vita triste che doveva avere! “Comunque…perché hai chiamato?” 

“Si tratta di papà” non gli piaceva.

“Che ha?” 

“Ha deciso di invitare te, me e Davide a casa sua per la settimana di Natale. Anche le nostre compagne, ma dubito che tu ne abbia una” 

“Guarda che una fidanzata ce l’ho, ed è la ragazza migliore del mondo.” Gaia si era alzata a guardarlo. “Comunque non credo di poter venire, ho molti impegni…” 

“Tu devi venire, è imperativo. Sono le volontà di nostro padre. È malato Cla, sta morendo, non gli resta molto. Questo sarà il suo ultimo Natale. Vedi di non rovinare tutto come al solito” 

E riattaccò.

Claudio iniziò a sprofondare. Cadde in ginocchio mentre le lacrime iniziavano a colare. Non riusciva a respirare, tutto girava. Avrebbe voluto altro tempo. Forse, se si fosse fatto sentire prima. No. Chissà. Era tutto buio.

Gaia gli fu accanto in un secondo. Non seppe quanto tempo passò a tremare fra le sue braccia.

La notizia gli arrivò per email. Evidentemente suo fratello Flavio aveva trovato l’indirizzo che usava per lavoro. Apprese tutto con una certa compostezza, come se stesse leggendo la cartella clinica di un suo paziente. La medicina attuale non poteva salvare suo padre, lo sapeva.

Continuò a pensarci per tutto il giorno. Non era un pensiero dirompente o invalidante, ma stava sempre là, ad attenderlo a ogni pausa.

Solo quando tornò a casa Davide si permise di crollare. Fu Antonio a fargli cacciare fuori tutto. Iniziò a parlare, a srotolare quella matassa di emozioni che lo appesantiva, e vennero le lacrime, e la rabbia. Verso di sé e verso il padre che non riusciva a smettere di odiare. E anche verso la malattia, perché in fondo voleva che stesse bene, che fosse felice. 

La pace la trovò solo con Antonio, era sempre così. 

Finirono per parlare del Natale. Non sapeva se aveva la forza per andarci. Antonio gli fece capire che se non lo avesse fatto se ne sarebbe pentito per sempre. 

“È una questione tra te e tuo padre, io non sarei di aiuto” 

“Ma io non voglio che per colpa loro siamo lontani a Natale. Non mi importa lo shock o il bigottismo o tutte le stronzate che posso dire.” Io ho bisogno di te. 

“Shock perché sono un uomo o perché sono nero?”

“Sarà esilarante”

E risero, anche se sapevano bene quello che Davide aveva passato per colpa dell’omofobia della sua famiglia. Forse risero proprio per questo, per la pochezza di persone che non influenzano più la tua vita. 

Antonio lo sapeva bene: sarà difficile anche per lui. Ma non lo avrebbe abbandonato, né ora né mai. 

Nel prossimo capitolo i fratelli si riuniranno, di chi sarà il punto di vista?

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10 Commenti

  1. Ciao Alexander! Il capitolo scorre molto bene, ho l’impressione che te la cavi meglio con una narrazione più “esterna” che presenta gli eventi senza continui cambi di punto di vista. Detto questo, sono curioso di vedere quali avvenimenti hanno cambiato i rapporti e ho votato per la coppia Claudio-Gaia. A presto 😀

  2. Ciao Alexander! Abbiamo riunito tutti, vediamo le dinamiche tra i fratelli. Sono sicuro che anche i rispettivi partner regaleranno emozioni. È complicato gestire un cast numeroso, attento a non tralasciare nessuno, o a rendere subito chiara l’importanza o meno di un personaggio. Sono curioso del seguito, a presto 😀

  3. Ciao Alexander! Complimenti per questo incipit, riesce a coinvolgere fin da subito con un’attenta scelta delle parole e una trama che sembra promettere bene 😀
    Unico appunto, ti consiglio di separare in maniera più chiara i cambi di pov, magari con qualche asterisco, nel caso ti capiti di nuovo.
    Ho votato Flavio, vediamo dove ci porta. A presto!

  4. andrea_trb ha detto:

    Ciao Alexander! Il capitolo scorre molto bene, ho l’impressione che te la cavi meglio con una narrazione più “esterna” che presenta gli eventi senza continui cambi di punto di vista. Detto questo, sono curioso di vedere quali avvenimenti hanno cambiato i rapporti e ho votato per la coppia Claudio-Gaia. A presto 😀

  5. Minollo ha detto:

    Ciao Alexander!
    “Il passato era pieno della gioia di essere andato avanti” è una bella frase. Flavio sente di essere quello “giusto”, quindi voto per lui. Certo è quello più ortodosso agli occhi del padre, che anche nelle sue poche parole, lo lascia trasparire.
    Complimenti!
    Ciao!

  6. andrea_trb ha detto:

    Ciao Alexander! Abbiamo riunito tutti, vediamo le dinamiche tra i fratelli. Sono sicuro che anche i rispettivi partner regaleranno emozioni. È complicato gestire un cast numeroso, attento a non tralasciare nessuno, o a rendere subito chiara l’importanza o meno di un personaggio. Sono curioso del seguito, a presto 😀

  7. Minollo ha detto:

    Ciao Alexander!
    Visto che non c’è il padre, vediamo la chimica tra i fratelli. Bravo, l’interesse rimane alto, e questo capitolo sembra introdurci nel cuore della storia.
    Ciao!

  8. andrea_trb ha detto:

    Ciao Alexander! Complimenti per questo incipit, riesce a coinvolgere fin da subito con un’attenta scelta delle parole e una trama che sembra promettere bene 😀
    Unico appunto, ti consiglio di separare in maniera più chiara i cambi di pov, magari con qualche asterisco, nel caso ti capiti di nuovo.
    Ho votato Flavio, vediamo dove ci porta. A presto!

  9. Minollo ha detto:

    Ciao Alexander!
    Ho votato Davide, che evidentemente è il nervo scoperto della famiglia, visto il suo privato (anche se in realtà deve esserci molto di più). La famiglia è un tema che “prende” sempre, il tuo incipit è molto bello e dolente, vediamo cosa succede.
    Ciao!

    • Ciao!
      Ti ringrazio molto per il commento e ancora di più per i complimenti a questo capitolo.
      Si, Davide è forse il personaggio più complesso e man mano si scopriranno i motivi che l’hanno portato ad allontanarsi dalla famiglia.
      Ci vediamo al prossimo capitolo,
      Grazie ancora!

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