Un mondo di Maschere (versione 2)

Dove eravamo rimasti?

L’obbiettivo della missione è uccidere un uomo, un dirigente di azienda che ha pestato i piedi alle persone sbagliate. Come dovrebbe farlo? Già che ci siamo divertiamoci, gioca con la preda, falla impazzire, e poi magari fallo sembrare un suicidio. (67%)

Siamo solo io e te. Non sei felice?

Indossava degli abiti neri aderenti, rigidi in alcuni punti per le protezioni, ma comodi. Al collo pendeva floscio un largo cappuccio e portava alla cintura diverse bisacce.

Prese un respiro profondo e si immerse nella Dimensione Alternativa: Concentrandosi disse delle parole incomprensibili dal suono dissonante, l’aria si fece densa, tutto il paesaggio sembrava come inghiottito da una coltre di oscurità la quale rendeva il mondo sempre più indistinto.

Con un suono sordo, l’oscurità si spezzò e ne uscì una maschera di un materiale liscio di un nero intenso.  Si adagiava perfettamente sul suo viso, tiepida e morbida al tocco, aderiva perfettamente al suo volto.

«Era più di un mese che non facevo il rito. Mi era davvero mancata questa sensazione!» Disse con un suono ovattato.

Tornato nella Dimensione ordinaria, Si accucciò, il suo sguardo era acuto ed attento, lo sguardo di un predatore.

«Quindi Windows 95 con smanie di grandezza! Cosa sai dirmi del nostro obbiettivo?»

«Il mio nome è… Lasciamo stare. L’obbiettivo è Alexander Ulius. Direttore generale della MobiTech. Al momento si trova nel suo ufficio, al sessantesimo piano del quarto palazzo a nord est»

Nella visione di Leroy, un palazzo a qualche centinaio di metri di distanza fu contornato di rosso. Disse una parola arcana, esso si ingrandì fino a mostrargli le singole finestre. Una di esse era di un grandissimo ufficio. Disse un’altra parola ed apparvero delle figure umane di colore giallo etereo. Due ai capi di una scrivania ed altre due accanto alla porta.

Leroy sorrise in un modo ferale, come un lupo pronto a cacciare.

Si tirò su il cappuccio che proiettò un’ombra nera sulla maschera, rendendola a malapena visibile, dandogli un aria oscura e inquietante.

Prese la rincorsa, poi si lanciò nel vuoto. Come infrangendo uno specchio d’acqua, entrò nel secondo livello della Dimensione Alternativa. Il paesaggio attorno iniziò ad apparire confuso e sbiadito.

Leroy si godette per qualche secondo la caduta, poi gridò una frase indecifrabile e vide lo spazio attorno a sé contorcersi. Si sentì come sbalzato in avanti e pochi secondi dopo si trovò slanciato contro la finestra dell’ufficio. Oltrepassò il vetro come fosse nebbia, sentendo solo una vaga sensazione di freddo.

Prontamente emerse dal secondo strato tornando nel primo, e atterrò agilmente sul pavimento.

Era un grande ufficio in stile barocco, arredato in modo opulento e pacchiano.

«Mi chiedo da sempre se insieme al conto in banca a troppi-zeri regalino anche un’pessimo senso dell’arredamento» disse ridacchiando.

«Ho solo l’imbarazzo della scelta» disse meditabondo. Prese tre cristalli dalla tasca e disse una parola inintelligibile. Lanciò i cristalli e quelli rotearono fluttuando davanti a sé.

«Nell’ oscurità tu sei un bruco, nella mela e nel sambuco, trova la tua mela o la sua metà, la mia scelta eccola qua!» canticchiò mentre passava da una pietra all’altra. Si concluse su quella di mezzo.

«Facciamolo impazzire» disse in tono divertito.

Fece cadere qualcosa nel suo bicchiere senza che egli potesse vederlo, e attese che bevesse. Si mise poi al centro della sala e sussurrò una litania oscura.

Allargò le braccia con un gesto, si creò a partire da lui una bolla di colore che arrivò fino alle pareti. Tutto sembrava come nella D.O., ma dalle pareti vi era ancora un sottile strato privo di colore.

«Buona sera signor Ulius» disse con una voce demoniaca. L’uomo saltò indietro cadendo dalla sedia terrorizzato.

«Cosa?! Chi diamine sei tu! Guardie!!»

Leroy fece un passo, apparendo dietro al dirigente e gli sussurrò all’orecchio:

«Oh Alexander, nessuno può sentirti. Siamo solo io e te. Non sei felice?»

Dalla gola di Alexander uscì un rantolo acuto.

Con un altro “balzo” Leroy tornò dalle poltrone, prendendo dal tavolino un lungo sigaro. La maschera che portava si aprì come se facesse un mostruoso sorriso, lasciando libera la bocca.

«È davvero un bell’ufficio. Cioè sia chiaro l’arredamento fa decisamente schifo nel complesso, ma i singoli pezzi sono davvero di qualità. Ottimo sigaro comunque» la voce gli era tornata più umana.

«Chi…Cosa sei tu?» disse con voce isterica l’uomo.

«Cosa vuoi da me? Ti posso dare tutto ciò che vuoi! Ti prego lasciami andare»

Leroy scoppiò in una fragorosa risata.

«Voi riccastri pensate di poter comprare ogni cosa vero? Anche la vostra stessa vita. Mi hanno offerto di tutto nel corso degli anni, una volta un ricco austriaco mi ha offerto il castello della sua famiglia e la verginità di sua figlia. Effettivamente ci ho pensato per qualche minuto»

A quelle parole l’uomo divenne cinereo. Si mise in ginocchio e disse: «Ti prego risparmiami, ho una famiglia!»

«Ora che so che hai una famiglia cambia sicuramente tutto!» Disse sorpreso.

«Non mi era mai capitato fin ora! Solitamente uccido solamente Scrooge nell’Inghilterra vittoriana. Ma che diamine pensate? Un po’ di inventiva! Che noia che siete» disse ponendosi una mano sulla fronte.

«Spero li abbia salutati come si deve sta mattina» disse in modo gelido fissandolo negli occhi

Il terrore negli occhi dell'uomo è al punto giusto, è pronto ad impazzire. Cosa potrebbe fare?

  • Si ranicchia cercando di ignorare tutto ciò che gli accade attorno, fingendo che sia solo un incubo, scendendo nella pazzia. (0%)
    0
  • Appena gli è possibile cerca di scappare verso la prota dove dovrebbero trovarsi le due guardie (0%)
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  • Al primo momento di distrazione di Leroy cerca qualcosa per aggredirlo, come un tagliacarte o un oggetto pesante (100%)
    100
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6 Commenti

  1. Al primo momento di distrazione di Leroy cerca qualcosa per aggredirlo, come un tagliacarte o un oggetto pesante. Perché quello di immaginarsi che un tizio impazzito diventi innocuo, mi ha stufato. Trovarsi improvvisamente davanti un pazzo assassino è un altro discorso 😉

    Ciao 🙂

  2. Red Dragon ha detto:

    Al primo momento di distrazione di Leroy cerca qualcosa per aggredirlo, come un tagliacarte o un oggetto pesante. Perché quello di immaginarsi che un tizio impazzito diventi innocuo, mi ha stufato. Trovarsi improvvisamente davanti un pazzo assassino è un altro discorso 😉

    Ciao 🙂

  3. Red Dragon ha detto:

    Visto quanto, voto in modo silenzioso. Mmmmh, Fantasy, ma sembra più fantascienza: mi aspetto cose strane 😀

    Ciao 🙂

  4. Cecia ha detto:

    Aspetto il seguito con piacere. E’ divertente e scorrevole 🙂

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