DOLORES

Dove eravamo rimasti?

IMMAGINO CHE VOGLIATE SAPERE COSA RITRAE LA FOTO. MA COME VOLETE SCOPRIRLO? CON UN FLASHBACK (45%)

MORIRE PER RICOMINCIARE A VIVERE

I lampioni appena accesi regalarono allo sfondo della fotografia un’atmosfera soffice e romantica. Cassie tirò indietro i capelli scuri e sorrise all’obiettivo tondo della Polaroid, con la testa appoggiata a quella di lui che scattò con il braccio teso.

«Mi è venuta fame» disse, mentre Daniel Corbin sventolava l’istantanea per farla asciugare prima.

«Non farle prendere la luce o si brucerà» gli raccomandò. L’uomo le sorrise. «Non preoccuparti, è in buone mani.»

«Dai, dalla a me» gli disse, lui gliela porse e lei la infilò nella borsa.

Cinque minuti più tardi, sedevano al Roasties’ Eat con i dosatori dei condimenti a dividerli.

«Cosa vi porto?» chiese una matura cameriera con crestina.

«Una zuppa d’aragosta» rispose lui.

La donna scrisse l’ordinazione sul taccuino, poi alzò gli occhi su Cassie. «E la signorina?»

La ragazza alzò gli occhi e rispose: «io prendo un hamburger con patatine e cetrioli a parte.»

Daniel la osservò divertito, poi allungò una mano per raggiungere quella di lei. Cassie fece altrettanto e il polsino della camicia si scostò di qualche centimetro scoprendo il bordo bluastro di un livido. L’uomo avvicinò la punta dell’indice alla macchia scura, la ragazza si ritrasse.

«Questa storia deve finire, Cassandra. Non puoi andare avanti così.»

Cassie guardò Daniel poi abbassò lo sguardo sul ripiano di fòrmica chiara. «Non so che fare» rispose.

Lui sospirò. «Ho pensato a una cosa, ci ho pensato molto. Ma devi essere disposta ad abbandonare tutto.»

Lei alzò il viso e puntò uno sguardo a metà tra il curioso e lo spaventato sul suo interlocutore. «Cosa hai mente?»

«C’è un solo modo per farlo smettere: sparire.»

«Non posso andarmene da casa, mi troverebbe, lui è Leland Matheson, Daniel, ha occhi e orecchie ovunque, anche stare qui con te, oggi…»

«Hai ragione,» disse lui «ma c’è un modo per evitare che qualcuno venga cercato.»  abbassò il tono di voce. «Cassie, devi morire.»

La cameriera attempata fece atterrare i piatti sul tavolo con malagrazia. Daniel Corbin si ritrasse e sorrise alla donna. «Grazie.» Le disse, la donna ricambiò il sorriso. «Prego.»

«Cosa dovrei fare?» Chiese la ragazza, quando furono nuovamente soli.

«Non è per davvero. Ascolta, insceniamo la tua morte. Io lavoro a contatto con i malati e ho accesso alle sale autoptiche per motivi didattici. Arrivano corpi di sconosciuti, corpi destinati alla ricerca…»

«Mi fai paura, Dan…»

«Nessuno li reclama, Cassie. Nessuno. Sono emarginati senza famiglia.»

La giovane si guardò intorno, afferrò una ciocca di capelli e se la mise tra le labbra.

«E saresti capace di organizzare una cosa del genere?» Gli chiese.

«Ci puoi scommettere, ora smetti di mangiucchiarti i capelli. Il tuo hamburger si sta freddando.» le disse e rubò una patatina fritta dal cartoccio.

«Ehi!» lo rimproverò lei con un sorriso.

Lui ricambiò.

Dopo cena salirono in auto per fare ritorno a casa, i lampioni ora erano spettri taciturni lungo la strada del ritorno. Daniel si voltò a guardare Cassie che dormiva con la testa appoggiata al finestrino. Strinse i pugni sul volante e fece a se stesso una promessa: il padre non l’avrebbe più toccata, mai più. La decisione era stata presa: Cassandra Matheson doveva morire se voleva ricominciare a vivere.

***

Cassie rientrò a casa prima della mezzanotte. Alzò gli occhi sulle finestre del piano superiore, le luci erano spente. Frugò nella borsa per cercare le chiavi, ma non le trovò. Ricacciò le mani tremanti in ogni tasca, tastò il portafogli, la confezione di Kleenex. Quando sfiorò il bordo della Polaroid ritrasse la mano come se la foto bruciasse, la borsa le cadde afflosciandosi sul gradino di pietra. Gli anelli della tracolla tintinnarono, dall’altra parte il cane lanciò un latrato. La ragazza fissò l’uscio chiuso con il cuore in gola, il rumore della chiave che girava nella toppa le fece tremare i polsi. Immaginò il volto del padre dietro il battente ma, quando la porta si aprì, si trovò di fronte il viso bonario del domestico.

«Stew!» Gemette. Lacrime calde le attraversarono il viso.

«Signorina Cassie, entri, svelta.» Disse, tirando a sé il cane.

La ragazza non se lo fece ripetere. Entrò in casa, attraversò il salone e filò su per le scale. Dalla balaustra gettò uno sguardo al domestico calvo che la fissava dal fondo e gli mimò un grazie con le labbra. L’uomo sorrise e lasciò la presa sul cane.

Una volta in camera sua, tirò fuori la Polaroid dalla borsa e si guardò intorno per cercare un nascondiglio sicuro. Lo individuò nella foto incorniciata di lei al diploma.

Un lieve trambusto attirò la sua attenzione, quando il padre, uscito sul ballatoio, chiese: «Steward, è lei lì sotto? Ho sentito il cane abbaiare.»

«Sono io, signore. Il gatto è rimasto fuori, Fred lo ha sentito miagolare. È tutto a posto.»

Matheson tornò nella propria stanza. L’uomo calvo sospirò, il cane trotterellò su per le scale e andò ad accucciarsi di fronte alla porta di Cassie. Dietro le tende della stanza patronale il gatto di famiglia dormiva accoccolato sotto il termosifone.

NEL PROSSIMO EPISODIO:

  • LA VEGLIA FUNEBRE (14%)
    14
  • UN INCIDENTE (50%)
    50
  • DUSTY ED EDWIN PRETENDONO RISPOSTE (36%)
    36
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260 Commenti

  • Mi sono presa il mio tempo per leggere la storia dall’inizio alla fine, come avevo detto un capitolo fa, e lo ribadisco: questo non è un racconto che va letto a puntate, gli va dedicata la piena attenzione dall’inizio alla fine.
    La tua è una storia complessa, architettata fin nei minimi dettagli; giochi con noi lettori tirando le fila del tempo e dello spazio (introducendo anche un’altra dimensione, quella paranormale, che è anche la tua preferita, ammettilo, Kezi). L’unica cosa che posso dirti è che si avvertono un po’ i limiti di spazio che la piattaforma impone nella seconda parte del racconto, a partire dal quinto capitolo in poi, quando il ritmo della narrazione si fa più serrato. Avendo bisogno di mandare avanti la trama, hai lasciato un po’ da parte le meravigliose descrizioni che hanno caratterizzato la prima parte del racconto. La mia non è una critica, anzi, credo che la forma di questo racconto rappresenti le fondamenta della casa che potresti costruire intorno (a buon intenditor poche parole). Lo farai? Mi auguro di sì.
    Detto ciò, spero di leggere presto qualcosa di tuo perché il tuo stile mi piace davvero tanto. A presto!

    • Ciao, Trix.
      Grazie per aver mantenuto la promessa di rileggere l’intero racconto. Che posso dirti? sei davvero gentilissima e sono felice che l’impressine generale sia positiva. Tuttavia, devo confessarti che il risultato finale è frutto di aggiustamenti in corso d’opera, aggiustamenti che mi sono costati molti momenti con la testa fra le nuvole a cercare soluzioni che facessero sì di poter incastrare i pezzi per rendere un racconto coerente; il fatto di esserci in qualche modo riuscita, mi stupisce e mi rassicura al tempo stesso: da qualche parte, nella mia testa, risiedono risorse inaspettate 🙂

      Grazie ancora per la pazienza, per il tempo che mi hai dedicato e per le belle parole.
      Per il nuovo racconto ho qualche idea, probabilmente, saranno due… 😉

      Alla prossima!

  • Rieccomi, keziarica.
    Un finale che mi ha sorpreso e mi è piaciuto!
    Sorpreso perché ero convinto che a speronare la macchina fossero stati i due scemotti, ma va be’, ci hai sviato apposta, quindi ci sta. Ma sorpreso anche dal riapparire di Corbin: una bella pensata, in effetti del tutto coerente con la storia.
    Storia davvero avvincente e narrata molto bene.
    Oltre ai complimenti, che meriti tutti, ripeto ciò che già ti scrissi (io o qualcun altro che la pensa sempre come me😉): decidere di strutturare il racconto in questo modo dimostra coraggio, sia perché è molto originale, sia perché non è facile gestirlo. E anche perché una struttura così complessa è inevitabilmente penalizzata dalla pubblicazione periodica a capitoli. Adesso che l’hai terminato, posso dirti che, a mio parere, hai vinto la scommessa: il risultato d’insieme è davvero valido e convincente.
    Brava, una volta di più!

    Ciao, ti auguro un ottimo weekend

    • Ciao, Erri.
      In principio non c’è stata intenzione di sviare, perché dovevano essere loro gli assassini; poi è venuta l’idea di cambiare le carte in tavola: Corbin poi si è preso più spazio del previsto e c’era bisogno di dargli un ruolo forte e anche una “lezione”, visto come si è permesso di sbeffeggiare il lavoro della collega.
      Sono d’accordo sul fatto che scrivere un racconto del genere non sia semplice: ho passato giornate rimuginare su come potessi far funzionare la storia, su come far incastrare ogni tessera di un puzzle impazzito, ci sono riuscita non so come e sono felice di aver provato. 🙂

      Grazie tantissime per le belle parole che sempre mi riservi e per aver avuto la pazienza di seguirmi in quest’avventura un po’ strampalata, sempre gentile.

      Alla prossima!

    • Ciao, Anna.
      Mi spiace di averti confusa con i miei andirivieni nel tempo 🙂 Sul discorso della nuova storia, vedremo: Kauffman è già stato in un altro racconto, ma è un personaggio che mi piace quindi, potrebbe tornare.
      Dovrei tornare a breve con un progetto particolare…
      Grazie per essere arrivata fin qui, nonostante tutto.
      Alla prossima!

    • Ciao, Dapiz.
      Grazie, alla fine sono riuscita a concludere questo racconto strano, fino all’ultimo non ero sicura di riuscirvi, ho pensato e ripensato, scritto e riscritto; poi, tutto è venuto fuori durante la stesura del finale… strana esperienza che mi ha insegnato qualcosa, qualcosa che avrei già dovuto sapere 🙂 e cioè: serve una scaletta, una progettazione della trama… prossima volta 😉
      Grazie ancora per aver avuto la pazienza di seguirmi in questa avventura un po’ intricata, sempre gentile.

      Alla prossima!

    • Ciao, Louise.
      In realtà un paio di racconti rosa li ho già scritti con l’altro nick: Allegra Dubois. 😉 per l’umoristico avrei in mente qualcosa, ma far ridere con le parole è davvero difficile; ci penserò.
      Grazie, grazie per la pazienza è per le belle parole, sempre piacevoli e benaccette. Ci vediamo da te e per il nuovo racconto… chissà.

      Ancora grazie e alla prossima!

  • Finale tragico ma ben costruito nei colpi di scena, mi è piaciuto molto!
    Unica osservazione, a costo di risultare pedante: gli eventi che fanno parte di un flashback, in questo caso introdotti dalla frase “I pensieri di Dusty MacMarshall corsero alla notte in cui Lory morì.”, non vanno narrati con il passato remoto perché fanno parte di un’altra linea narrativa, altrimenti si confondono con quella principale; a meno che non ci sia un’interruzione della scena, ma non è questo il caso. Te lo dico perché il mancato cambio di tempo è una cosa che mi confonde sempre e mi fa perdere il filo, e mi sembra di averti già fatto prima un’osservazione del genere (anche se non è considerato un vero e proprio errore) 😀
    Pedanteria a parte, ho apprezzato molto il racconto, che pur riprendendo il personaggio di Kauffman, è molto diverso dal precedente “Silvia”: per certi versi un po’ più caotico, ma forse più riuscito nei personaggi e nei colpi di scena!
    Non resta quindi che aspettare il prossimo racconto, che spero sarà a breve. A presto!

    • Ciao, Lorenzo.
      Non sei affatto pedante; anzi, hai perfettamente ragione. Sai che faccio? Correggo sul file. In effetti, rileggendo, il salto temporale non si percepisce se non per intuito. 🙂 Probabilmente me lo hai già segnalato, ma non ricordo e, infatti, ho sbagliato un’altra volta… perdonami. 🙂

      Ringrazio anche te per aver avuto la pazienza di seguirmi fino alla fine, seppur con una storia così particolare, Ho già in mente qualcosa per il prossimo racconto, non dovrei tardare…

      Alla prossima!

  • Hai concluso magistralmente in un genere che ti calza a pennello. È vero che ci vorrebbero più caratteri, almeno per la conclusione, le tue evocazione avrebbero trovato un respiro ancora più profondo, ma ve bene anche così. Brava.
    Io mi sono arenata e per il momento non credo che continuerò. Aspetto il prossimo
    A presto

    • Ciao, Gra.
      in effetti, questo è un genere che mi piace parecchio, mi piace scriverne e leggerne, anche se ultimamente non riesco a trovare libri che trattino l’argomento, a parte Ricciardi (ma ho quasi finito la serie dei libri a lui dedicati da De Giovanni). Sono felice che, alla fine, tutto sia tornato, non ne ero così certa finché non ho letto i vostri commenti.
      Grazie davvero tanto per essere sempre presente, per il supporto e le belle parole. Spero di rileggere presto il proseguo della tua storia. Io ho già in mente un paio di idee, ma come scrivevo ad altri, voglio prima buttare giù una scaletta ben strutturata, per non ritrovarmi a rincorrere i personaggi e la trama come, ahimè, ho dovuto fare questa volta. 🙂

      Alla prossima!

    • Ciao, Red.
      In effetti, qualche sorriso avrebbe stemperato la tensione, ma forse non avrebbe reso altrettanto… o sì? Chi lo sa…
      Grazie per avermi seguito fino alla fine, so che le storie un po’ cruente ti piacciono poco, dunque, apprezzo la tua presenza ancora di più. 🙂
      Sì, ci si ritrova alla prossima storia.
      Per ora leggo la tua.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    In realtà mancava ancora qualcosa… La vittoria della Cooper e del paranormale è completa, e l’idea del racconto potrebbe essere il soggetto di un film; il genere è uno dei preferiti anche per me. Finale in linea con il resto della storia anche per la capacità evocativa delle tue immagini, per le quali bisogna lottare contro la tirannia degli spazi (non sarebbe male un bonus di, che so, 2000 caratteri da spendere nell’episodio clou). Detto questo ti rinnovo l’ammirazione per una storia che, a dispetto di quanto ho letto qua e là nei tuoi interventi, ho avuto sempre l’impressione fosse saldamente nelle tue mani.
    A presto!

    • Ciao, Minollo.
      Grazie, grazie davvero per tutto: la presenza, i consigli e i complimenti. Sei davvero gentile e sono felicissima che il racconto ti sia piaciuto. La storia ha cominciato a prendere la forma che hai letto intorno al quinto capitolo, fino alla fine non ero certa di chi avrebbe fatto cosa e perché, per questo, di tanto in tanto, ho sforato con i tempi, non avevo un’idea chiara di come far proseguire il racconto. Tutto è bene quel che finisce bene, non per Lory ovviamente.
      Piacerebbe anche a me avere a disposizione qualche carattere in più, almeno nel finale. Potremmo chiederlo agli amministratori, magari accettano 😉
      Ancora tante grazie e alla prossima!

  • Ah… allora avevo capito perfino io. Brava Mi avevi detto tutto senza dire nulla. Povera Lory però, senza difesa.
    Sei brava a maneggiare fantasmi, mi sa che Kaufmann ti paga bene. Complimenti, ottimo lavoro come sempre, naturalmente aspetto i prossimo lavoro, ciao grazie,:-)

    • Ciao, Fenderman.
      Eh, i fantasmi nella narrativa sono i miei preferiti, non so se li so maneggiare bene, ma adoro i libri che ne parlano e cerco di fare del mio meglio quando ne scrivo io. Kauffman è uno spilorcio, non mi paga nulla, ma vuol sempre fare bella figura; a parte gli scherzi, grazie a te, davvero. Grazie per essere arrivato fino alla fine e per le belle parole.
      Ho già in mente un nuovo racconto, anzi due, ma questa volta preparo una scaletta, perché mettere insieme i pezzi di una storia nata dal nulla e senza paletti, non è stato semplice 🙂
      Ancora tante grazie e alla prossima!

  • Ciao keziarica, sei riuscita a spigare tutto, complimenti. Devo dire che Edwin e Dusty sono i personaggi più “merde fetenti” rispetto quasi a chi ha speronato Lory. Il racconto mi è piaciuto molto, il finale anche ma l’ho trovato comunque “precipitoso” (non so se sia il termine più appropriato). Cioè mi piace la chiusa d’effetto e “circolare” con l’apparizione del fantasma e il riferimento a l’ipnotista, e ci sta sia improvviso come la notizia del suicidio, però non so spiegarti la sensazione di una chiusura troppo fulminea. Quindi scusa per la scarsa utilità del commento, comunque tutto molto efficace in questa tua storia, la mia preferita tra quelle lette insieme a Eddy (era questo il nome? Hai capito quale). Brava. Se non l’hai già corretto nel tuo file ti segnalo ” deriva. guardo in alto” > manca la maiuscola dopo il punto. Infine una stupidata per ridere: “le lacrime di sangue” mi è venuto in mente Achille Lauro la prima serata di Sanremo 😀 (ma non è una critica al tuo testo, dove ci stanno bene. Sono scema io). Un saluto.

    • Ciao, Tinarica.
      Hai letto tra le righe la mia necessità di chiudere questo racconto. Come spesso avviene, per me, quando arrivo in fondo non vedo l’ora di liberarmene e finisco per chiudere precipitosamente, i caratteri limitati non aiutano 😉
      Sono comunque contenta che, in generale, il racconto ti sia piaciuto. Eddie rimane anche il mio preferito, insieme al fantasma di Eileen, perché è il primo e perché è un po’ matto 🙂
      Ti ringrazio per la segnalazione del refuso, per il rimando ad Achille Lauro, non saprei: non seguendo il festival non so a cosa fai riferimento, andrò a curiosare 😀
      Grazie per esserci stata e per le osservazioni intelligenti e utilissime.

      Alla prossima!

  • Rieccomi, keziarica. Ho votato per le lacrime.
    Allora, posso dire con orgoglio di avere intuito la natura di Lory, nel capitolo quattro, se non sbaglio (anche se forse in quell’occasione non ne dici il nome). Poi, certo, un sacco di intrecci e indizi mi sono sfuggiti, ma mi accontento dell’intuizione 😂
    Molto convincente e avvincente la seduta di psicoterapia (e quale parola renderebbe meglio? Psico-terapia: terapia dell’anima!).
    Ribadisco la mia ammirazione per la complessità dell’intreccio e per la maestria con cui l’hai portata avanti.
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata

  • Mi sono bevuta 7,8 e 9 insieme, e sono prontissima per il dieci.
    Mi aspettavo, anzi, capitolo dopo capitolo mi chiedevo sempre più quando sarebbe arrivato l’affondo paranormale che con qualche stoccata ci avevi lasciato intuire nei capitoli precedenti.
    Avevo già letto la tua precedente storia e questa è la conferma che sei davvero, davvero abile a gestire le fila degli intrecci che governano la tua storia.
    Il capitolo 8, poi, potrebbe sembrare ingarbugliato, ma io l’ho trovato estremamente complesso e ben riuscito. Leggerlo è stato come essere seduta sul divano di fianco a te a guardare la televisione una sorta di “Grande Fratello” della tua storia: ogni canale rappresenta una scena e io sono stata spettatrice del tuo zapping.
    Mi sento di aggiungere solo una cosa: vista la complessità dell’arco temporale e dell’intreccio che hai creato, questa storia ha bisogno di essere letta tutta d’un fiato. E io aspetto il capitolo finale per farlo 😉

    • Ciao, Trix.
      In effetti, a questa storia serve una lettura d’insieme e, immagino, che l’aver letto tre capitoli di seguito abbia contribuito a farti capire più cose rispetto a chi, invece, ha letto i capitoli a distanza. Non sapevo come si sarebbe sviluppato il racconto e non mi aspettavo questo risultato, sono felice che, alla fine, ne sia venuto fuori qualcosa di sensato, almeno in parte 😉
      Gli indizi sul paranormale sono sempre stati lì, nascosti tra le parole, il giallo alla fine era un po’ scoprire chi o cosa fosse Dolores.
      Grazie infinite per le belle parole e per essere tornata a leggere. Ti aspetto nel finale, allora. Sperando di riuscire a metterne insieme uno degno dei tuoi complimenti.

      Alla prossima!

  • Confesso: sono confuso, mi confondi e le idee che mi vengono sanno già che saranno smentite, affogate anche loro come le tue protagoniste. Meno male che tra un po’ spiegherai, spero, qualcosa. Brava come sempre….🌻🙋 ciao. Voterei sorrisi ma non mi pare il caso, e allora dico “Rabbia” che può essere la premessa, il substrato di un prossimo episodio😁

    • Ciao, Fenderman.
      Ho paura di aver commesso qualche errore: se non hai compreso e questo episodio non ha dato risposte e non ti ha svelato l’accaduto, qualcosa nella mia esposizione non ha funzionato. Non so quanto il prossimo capitolo potrà chiarire quel che è successo, vedremo. Se vorrai dei chiarimenti sarò felice di darteli 😉 anche se, in realtà, dovrei farlo all’interno della storia e non fuori da essa; dover spiegare non è mai un bene. 🙂
      Vediamo quale opzione vincerà, anche se, per ovvi motivi, non sarà determinante per il finale.
      Ti ringrazio per la franchezza.

      Alla prossima!

      • Mi sono sentito in colpa e allora ho riletto con attenzione tutto e credo che sia tutto spiegato. Mi rimane solo un dubbio affiorato proprio nell’ultimo episodio: se non mi sarà chiarificatore l’episodio conclusivo te lo chiederò. Grazie e complimenti ancora, ciaooo.🌻🙋

        • Se il lettore non capisce qualcosa della storia che legge, la colpa non è mai sua, ma dell’autore che non è stato abbastanza efficace nell’esposizione. Ti ringrazio per aver riletto e sono lieta che il tutto risulti più chiaro, tuttavia il tuo commento mi ha fatto riflettere su come, prossimamente, dovrò prendere l’abitudine a progettare la trama; cosa che, tra l’altro, mi è stata suggerita più volte. 🙂

  • Come nel tuo racconto precedente anche in questo caso la seduta “psicospiritica” è uno dei momenti più riusciti della storia, e mi aggiungo ai complimenti per essere riuscita a mettere insieme i pezzi in corso d’opera, cosa non facile specialmente se si parla di un giallo/mistery.

    Per la conclusione penso che la cosa migliore sia un finale dolceamaro, quindi ho votato per le lacrime… la rabbia invece ci sarà se come in questo caso The Incipit non mi manderà la notifica del nuovo capitolo 🙄

    • Ciao, Dapiz.
      La seduta psicospiritica mi piace molto, non ci avevo pensato ma rende l’idea e condensa in sé l’idea primaria del racconto, come per Silvia (che vede Kauffman all’opera per la prima volta).
      Effettivamente, è stato complicato mettere insieme i pezzi, non avevo un’idea chiara in mente, non sapevo come sarebbe andata a finire, le idee mi sono venute scrivendo e, per fortuna, non sono troppo strampalate, almeno spero 🙂
      Ti ringrazio per la presenza e per l’incoraggiamento, non preoccuparti: se TI non ti manda la notifica, ti avviso io su IG. 🙂
      Grazie ancora e alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Episodio agghiacciante; riletto più volte, poi riletto il primo, quello della registrazione. Hai orchestrato tutti gli elementi con grande abilità, credo debba davvero esserne fiera; non era davvero semplice essere efficaci dovendo lottare con il numero dei caratteri. Il cerchio si è chiuso in maniera perfetta, per quello che può valere la mia valutazione.
    Voto la rabbia, non immagino sorrisi.
    Ciao!

    • Ciao, Minollo.
      Mi fanno davvero piacere le tue parole, perché questo racconto è nato per caso e così tutto l’intreccio. Non è stato facile far combaciare tutti i tasselli, fino al terzo capitolo (anche il quarto forse) non avevo idea di come sarebbe andata a finire e sono felice di essere riuscita a mettere insieme una storia quanto meno accettabile 🙂 .
      Aggiungerò qualcosina nel finale, giusto per chiarire un paio di aspetti, ma la storia è tutta qua.
      Grazie per le belle parole che sempre mi riservi.

      Alla prossima!

  • Recuperato. E avevo votato per le lacrime. Mi ero immaginata un finale un po’ “strappalacrime” data la rivelazione che c’é stata in questi ultimi due episodio prima del finale. Mi sono piaciuti tutti questi flashback, hanno portato non poche rivelazioni sorprendenti. Almeno per me. Sono curiosa di leggere l’episodio finale. 😀

    • Ciao, Anna.
      Eh sì, si tratta proprio di un refuso, probabilmente era un “resta con me” all’inizio, poi in fase di riscrittura… grazie per avermelo fatto notare, vado a correggere sul file.
      Sono contenta che la seduta ti sia risultata realistica, spero di riuscire a chiudere in bellezza.
      Grazie ancora, per l’attenzione e i complimenti.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica
    Sai impreziosire i capitoli di piccoli dettagli molto espressivi, che rendono bene l’atmosfera reale/fantastica. Ad es: “ogni parola cade e si espande in cerchi enormi. Larghi, sempre più larghi.” ( come un sasso nello stagno…)
    “le mie parole sono gocce di calma calda…”
    Oltre alla frase sulla neve citata nel commento precedente.
    Chiudiamo con lacrime (magari di gioia)

    • Ciao, Louise.
      grazie!
      Ho cercato di creare un’atmosfera adatta all’ipnosi e per farlo ho usato quelle che, a mio modesto parere (non sono del mestiere), potessero suonare come parole onomatopeiche ed evocative. Sono felice che il risultato ti sia piaciuto 🙂
      Ho idea che i sorrisi dovranno fare capolino, magari tra le lacrime. Vedremo.
      Intanto, ancora grazie per le belle parole e alla prossima!

  • Molto suggestivo. Le parole del dottore le sentivo nella mia testa. Al solito apprezzo i dettagli con cui rendi l’atmosfera, in particolare mi è piaciuto “il precipitare muto della neve sul davanzale”. Brava, aspetto un finale non proprio sorridente ma lieto. Ciao.

  • Ciao K,
    Mi è piaciuta l’idea della contemporaneità/anteriorità/posteriorità. L’ho trovata molto interessante e inusuale ma ho dovuto rileggere il capitolo per capire meglio come sono andati effettivamente i fatti accaduti “nel tempo”.
    Non preoccuparti, sarà di sicuro un mio problema. Apprezzo il fatto che tu abbia usato questi passaggi in un racconto breve (che ricordi, qui su The Incipit non ho mai letto nulla di simile).
    A conti fatti, per completare il puzzle, direi che sarebbe meglio tirare le somme partendo dalle due cose insieme.
    Attendo gli ultimi due capitoli!
    A presto,
    Ila

    • Ciao, Ilaria.
      Mi fa piacere che la cosa ti sia risultata originale, ho tentato di condensare più avvenimenti per spiegare cose che, altrimenti, avrebbero richiesto altri dieci episodi e non mi pareva il caso di tediarvi ancora con il mio esperimento bislacco 😀
      Non credo sia un tuo problema il non aver compreso tutto alla prima, è che è tutto un po’ sparpagliato, i fatti non sono consecutivi e questo, trattandosi di un racconto e non di un qualcosa che si possa vedere, ha sicuramente reso di difficile interpretazione il tutto.
      Grazie comunque per aver avuto la pazienza di rileggere per capire e scusa il ritardo nella risposta 🙂

      Alla prossima!

    • Ciao K
      Arrivo in ritradissimo. Il tuo racconto mi è piaciuto soprattutto per il modo di scrivere che ti contraddistingue da molti autori presenti qui sulla piattaforma. Oserei dire che sei unica ed originale. La trama è bella complicata e l’unica cosa che farei è prendere a schiaffi il mio cervello e la mia memoria da criceto stanco perché proprio non riesco a stare dietro all’intreccio tra i vari personaggi.
      Mi piace comunque il tuo modo di scrivere e di evocare e diciamo che questo stile prevarica su tutto il resto.
      A presto
      Ilaria

  • Ultimamente commento sempre con un certo ritardo, chiedo venia… Comunque ho votato per Kauffman e stavolta non dovrei sconvolgere i piani!

    Ho visto un po’ di confusione nei commenti ma a me è parso che con questo capitolo le cose inizino a diventare un po’ più chiare, certo condensare così tanti flashback in uno spazio così ridotto è molto rischioso ma devo dire che questo li ha resi più efficaci. Naturalmente mancano ancora dei pezzi ma finalmente il quadro si fa un po’ più definito, ottimo lavoro.

    • Ciao, Dapiz.
      Non preoccuparti per il ritardo, io stessa ho ritardato di una settimana la pubblicazione di questo episodio… 🙂
      I flashback sono serviti a spiegare un po’ di cose senza infrangere la regola del mostrare anziché raccontare, so che risulta un po’ caotico, ma era necessario. Sono comunque contenta che ti abbia chiarito un po’ le idee, cercherò di fare del mio meglio per mettere al loro posto le tessere di questo strano puzzle 🙂
      Grazie e alla prossima!

  • Rieccomi, keziarica. Ho votato “Kaufmann e la registrazione”.
    Ecco, mi chiedevo per quale motivo Edwin e Dusty avessero fatto quello che sembrava avessero fatto… ora è tutto più chiaro 😀
    Ancora non ho riallacciato tutti i fili, voglio dire, la “ascoltatrice” iniziale, il suo ambiguo dialogo con la Cooper. Credevo di aver intuito cosa c’è nella registrazione, ma ora non ne sono più così sicuro.
    Il capitolo, come del resto gli altri, è scritto molto bene ed è avvincente. Però, lo ammetto, non mi è stato facile seguire il filo della vicenda: è un po’ un mio limite (quando ci sono più di… cinque personaggi comincio a dimenticare nomi 😀 ), ma credo che anche la piattaforma non aiuti. Insomma, per come stai strutturando il racconto, forse i dieci capitoli pubblicati a distanza di tempo non sono il massimo. Ciò non toglie che, rileggendo tutti insieme gli otto capitoli, la trama sia affascinante, e rimango ammirato nel constatare la struttura complessa che hai concepito per questo racconto. Hai mai visto “Una pura formalità”? Se non l’hai visto, non voglio spoilerare, ti dico solo che – come autrice – mi hai ricordato il passaggio chiave del film, quello dove Gérard Depardieu, in un certo senso, “confessa”.
    Se ti capita, guardalo, a parer mio è una piccola perla misconosciuta.
    Ciao, ti auguro una buona giornata.

    • Ciao, Erri.
      Più il racconto va avanti e più difficile diventa mettere insieme i pezzi e farli combaciare per creare un racconto coerente e chiaro. Tutto è partito da un esercizio di scrittura, ho preso il via e ho buttato giù il primo episodio, senza sapere bene a cosa avrebbe portato, mi devo mettere in testa di pianificare di più e improvvisare di meno. Nella mia testa c’è ora una trama chiara, il problema sarà renderla al meglio prima della parola fine.
      Non ho mai visto il film di cui mi parli, ma farò in modo di rimediare.
      Grazie per la franchezza e per essere sempre, davvero, tanto gentile.

      Alla prossima!

      p.s. cinque personaggi sono il limite massimo, tenterò di tenerlo a mente 😉

    • Ciao, Lorenzo.
      Mi spiace che i flashback siano risultati un po’ contorti, il problema dello scrittore dilettante è che dà per scontato che gli altri capiscano ciò che per lui (o per lei nel mio caso) è chiaro come il sole 🙂
      Spesso non è così, infatti, mi avete fatto notare che la narrazione (in generale) è un po’ confusa.
      Cercherò di fare meglio con il prossimo racconto, ogni volta lo dico e poi, puntualmente, dimentico di buttar giù una traccia di quel che voglio raccontare.
      Grazie per la pazienza, mi auguro di rendere tutto più chiaro con i due capitoli finali.

      Alla prossima!

  • Ho letto tutto il tuo racconto solo ora, dispiacendomi di non aver votato i precedenti sette episodi!
    Ma soprattutto, dopo aver letto questa perla, il tuo commento fa ancora più piacere. 😀

    Voto per Kauffman con la registrazione e attendo gli episodi finali!

    Andrea

    • Ciao, Travis.
      Grazie per essere passato; la registrazione è il fulcro di tutto il racconto, tutto nasce da lì, da un’idea a mente libera che ha preso vita, questo è un esempio di come la creatività, se gli si toglie la briglia, a volte (altre non funziona) può far venire fuori qualche buona idea.
      Vediamo quale opzione la spunterà; nel mentre, grazie ancora e alla prossima!

    • Ciao, Anna.
      Grazie sei molto gentile e sono mi dà grande soddisfazione leggere le tue parole, questo mio racconto è nato un po’ per caso e non speravo di riuscire a portarlo avanti, figuriamoci prendere dei complimenti per gli incastri; magari non è proprio magistrale, ma grazie per l’incoraggiamento. 🙂
      Farò del mio meglio per concluderlo bene.

      Alla prossima!

  • 1000001 1110100 1110010 1101111 1100011 1100101 1101101 1100101 1101110 1110100 1100101 100000 1101001 1101110 1110100 1100101 1110010 1100101 1110011 1110011 1100001 1101110 1110100 1100101 100000 1100101 100000 1100010 1100101 1101110 100000 1100011 1101111 1110011 1110100 1110010 1110101 1101001 1110100 1101111 101110 100000 1001110 1101111 1101110 100000 1110011 1101111 1101110 1101111 100000 1100011 1101111 1101100 1110101 1101001 100000 1100011 1101000 1100101 100000 11101000 100000 1100100 1100101 1110011 1110100 1101001 1101110 1100001 1110100 1101111 100000 1100001 100000 1110000 1100001 1110010 1101100 1100001 1110010 1101110 1100101 101100 100000 1100011 1101001 11110010 100000 11101000 100000 1101001 1101110 1110110 1100101 1100011 1100101 100000 1101100 1100001 1110110 1101111 1110010 1101111 100000 1100001 1101100 1110100 1110010 1110101 1101001 101100 100000 1110000 1100101 1110010 11110010 100000 1110000 1101111 1110011 1110011 1101111 100000 1100100 1101001 1110010 1100101 100000 1100011 1101000 1100101 100000 1101000 1100001 100000 1100101 1110011 1110000 1101100 1101111 1110010 1100001 1110100 1101111 100000 1110100 1110101 1110100 1110100 1100101 100000 1101100 1100101 100000 1110000 1101111 1110011 1110011 1101001 1100010 1101001 1101100 1101001 1110100 11100000 100000 1100011 1101000 1100101 100000 1110011 1101001 100000 1110000 1101111 1110100 1100101 1110110 1100001 1101110 1101111 100000 1100101 1110011 1110000 1101100 1101111 1110010 1100001 1110010 1100101 100000 1101001 1101110 100000 1110101 1101110 1100001 100000 1110011 1110100 1101111 1110010 1101001 1100001 100000 1100100 1100101 1101100 100000 1100111 1100101 1101110 1100101 1110010 1100101 101110 100000 1001110 1101111 1101110 100000 1100100 1100001 100000 1110000 1101111 1100011 1101111 101110

    • Ciao, Max.
      Grazie per essere passato, sono felice che il mio racconto ti risulti atrocemente interessante, mi auguro di tenere alto il ritmo fino alla fine. Questo racconto, come ho scritto ad altri, nasce da un esperimento e non sapevo davvero dove mi avrebbe portato quando l’ho cominciato. Sono lieta che abbia ottenuto riscontri positivi e mi auguro di terminarlo al meglio.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Colpo di scena! Ho votato per la opzione “combo”; e così non era lei. Questo episodio, insieme con il precedente, mi da la misura di quanto tu padroneggi la capacità di disvelare centellinandoli i dettagli della storia e i momenti di flashback anche all’interno dello stesso episodio. Una prova “tecnica” di notevole spessore. Bravissima.
    Anche note come “Il silenzio tornò a occupare la casa vuota di Daniel Corbin. In lontananza una civetta duettò con il lamento di una sirena”, sono i piccoli dettagli non necessari alla storia ma che ne impreziosiscono il quadro.
    Ciao!

    • Ciao, Minollo.
      Sono davvero felice che il mio “stratagemma” per portare avanti la storia in uno spazio ristretto (è colpa mia che ho sprecato caratteri in precedenza) ti sia piaciuto, ci ho lavorato un po’ e non ero certa che sarebbe stata la decisione migliore, ma non avevo molta scelta 😉
      Le note servono a creare l’ambiente, so che sono superflue, ma servono alla “scenografia” del racconto, e ti sono grata per averle notate e (menomale) apprezzate.

      Ancora grazie e alla prossima!

  • Ciao Keziarica, come sospettavo non era Cassie in quel fiume… la vicenda si dipana come un gomitolo con cui ha giocato un gatto cieco: cioè con difficoltà. Voglio darti la possibilità di gestire al meglio le cose e dunque voto Le due cose insieme, poi decidi tu come gestire gli spazi. Un giallo è un giallo e la verità arriva solo all’ultimo rigo, bravissima come sempre. Ciao 😉

    • Ciao, Fenderman,
      ah ah ah un gomitolo con cui ha giocato un gatto cieco, hai colto nel segno. Questo racconto è nato come esperimento, dal nulla o quasi, ho cercato di dargli un senso di capitolo in capitolo, e effettivamente è un po’ difficoltoso trovare il bandolo… 😉
      Vediamo come vanno le opzioni, in qualche modo spero di riuscire a mettere giù un finale coerente con quanto scritto fino a ora. Non so se arriverà proprio all’ultimo rigo, la verità, vedremo…
      Grazie per i complimenti, per il sostegno e la franchezza garbata.

      Alla prossima!

    • Ciao, Louise.
      Sono contenta che si noti un miglioramento nell’esposizione, significa che lo studio sta dando i suoi frutti, c’è ancora molta strada da fare ma non mi arrendo. 🙂
      Ti ringrazio per essere passata a leggere e per i complimenti, mi auguro di continuare a meritarli e a crescere. Sappi che il mio impegno a migliorare nasce anche dalle critiche costruttive che ho ricevuto qui.

      Alla prossima!

  • Ciao keziarica. Voto la registrazione perché è ora di riprendere da dove era iniziato tutto e perché pure il dottore è assente da un po’. Secondo me ti ci vorrebbero un paio di capitoli in più, ma brava per come sei riuscita a condensare nello spazio a disposizione. In generale è un ottimo racconto e tu riesci sempre a far vedere le cose che scrivi. Però, sarà anche l’attesa tra un capitolo e l’altro e la mia scarsa memoria per i nomi, gli ultimi due mi hanno generato dei dubbi: quindi Cassie è quella finta annegata e Lory quella che i due ragazzi tamponano (e ammazzano?). E perdonami, non è colpa tua: mi confermi che Lory è l’assistente rivale? Grazie. Al prossimo.

    • Ciao, Tinarica.
      Non scusarti, nella maggior parte dei casi se il lettore non capisce qualcosa la colpa è dell’autore. Mi scuso per il tempo trascorso, ho cercato per tutto il racconto di pubblicare sempre a cadenza settimanale, ma in un paio di occasioni (quest’ultima è una) ho sforato per cause di forza maggiore.
      Cerco di riassumerti le cose, sperando di chiarirti un po’ le idee: Cassie Matheson è la figlia di Leland Matheson, magnate che finanzia la ricerca della Cooper e, di conseguenza, di Dusty ed Edwin sui fenomeni paranormali (e lo fa proprio per contattare la figlia morta, che morta non è). Lory (il cui nome non avevo mai nominato prima) è la specializzanda di Corbin; quindi, sì, è la ricercatrice rivale, quella che sta dalla parte scettica della barricata.
      Spero di aver chiarito i dubbi e scusami tu. 🙂

      Alla prossima!

    • Ciao, Erri.
      I due fetenti, privi di rimorso, avranno la scena tutta per loro anche nel prossimo episodio, a quanto pare… ma non saranno soli 🙂
      Sono lieta che la scena, seppur cruda, ti sia piaciuta, avevo programmato di inserire le fasi dell’annegamento, ma la penuria di caratteri me lo ha impedito e forse è stato meglio così.
      Auguro anche a te un ottimo weekend 🙂 e ti ringrazio per le belle parole.

      Alla prossima!

  • Mi unisco ai complimenti per la scrittura di questo capitolo, davvero colmo di descrizioni e dettagli azzeccatissimi (ma sappiamo che questo è un tuo punto forte)
    A parte questo, trovo che questa sia la tua storia più frammentata fino ad ora, e di sicuro è quella che sto facendo più fatica a seguire. Non è necessariamente un male ma mi sa che beneficierà parecchio di una seconda rilettura, che credo farò appena prima di leggere il finale.
    Per il resto ho votato per Kauffman, che non vediamo da un po’: purtroppo ti ho mandata in parità ma visto che sono arrivato in ritardo puoi anche ignorare il mio voto 😛

    • Ciao, Dapiz.
      Capisco il tuo punto di vista, il racconto nasce da un esperimento e come esperimento viene portato avanti. È la prima volta che ci provo, a scrivere capitoli (apparentemente) slegati tra loro, e non so quanto la cosa stia funzionando; me lo direte a racconto concluso, se vi andrà di farlo 😉
      Grazie per i complimenti, tra l’altro le descrizioni sono anche il tuo punto forte.
      Non preoccuparti della parità, vediamo se cambia qualcosa, altrimenti ho sempre il mio voto a disposizione per andare avanti.

      Alla prossima!

  • Ciao K,
    ho votato per Kauffman, ma le votazioni sono in maggioranza per Edwin e Dusty. Ma vabbè staremo a vedere in egual modo dove la tua storia ci porterà.
    Lo sai cosa ti invidio? La tua eleganza nello descrivere gli ambienti e che dire delle evocazioni? Tu ci sguazzi proprio… è inutile, te l’avrò detto un miliardo di volte ma ogni volta riesci a stupirmi!
    Bei capitoli, complimenti.
    Ho notato sempre dei microscopici refusi, per il resto fila che è un piacere.
    Alla prox

    Ila

  • Ciao Keziarica!
    Tornerei da Kaufman, la figura che più mi affascina della storie. Il capitolo è bello ed impreziosito da alcune tue “occhiate” nei dintorni dell’azione e nei volti dei protagonisti: “il suo riflesso si divise in frammenti diseguali che gli restituirono i tratti alieni di un sé deforme” è da leggere e rileggere, come d’altronde ho fatto. Ho apprezzato anche come hai trattato la vicenda finale. Andiamo avanti verso il di svelamento del mistero.
    Ciao!

    • Ciao, Minollo!
      Ci crederesti che quella frase l’ho riscritta almeno tre volte? Volevo rendere la frammentazione del volto nello specchio, in modo che andasse a beneficio del lettore, più che del protagonista della scena, sono felice che ti sia piaciuta.
      Kauffman è un bel personaggio; infatti, l’ho ripescato da un vecchio racconto, proprio perché è uno di quelli che mi sono restati nel cuore. Mi piacerebbe metterlo insieme ad altri tre, ma questo è un altro discorso. 😉
      Che dire di più? Spero di portare avanti la storia e concluderla nel migliore dei modi, per meritarmi la fiducia che vi state riponendo.
      Grazie tantissime.

      Alla prossima!

  • Mi sono perso un capitolo (e la cosa sta accadendo sempre più spesso, molto male). Il flashback mi è piaciuto, così come quest’ultimo capitolo, in particolare la scena dell’annegamento: realistica e molto ben descritta. Anch’io avevo pensato che i responsabili dell’incidente potessero essere Edwin e Dusty, ma a quanto pare è solo un depistaggio: molto ben fatto. Voto per ritornare sui due assistenti per capire come mai fossero così sconvolti 😀

    • Ciao, Gra.
      Come sempre: grazie. Sono lieta di essere riuscita a trasmettere le sensazioni negative provate da tutti i personaggi di questo capitolo, ho provato a mettermi nei loro panni, mi sarebbe piaciuto spaziare di più, come al mio solito, ma i caratteri (magari per fortuna) mi hanno frenato 😉
      Vediamo come riesco a concludere. Ci siamo quasi, speriamo bene.

      Alla prossima!

  • Ciao! Non mi dilungo in complimenti perché sono sempre gli stessi. Questo capitolo oltre che per il realismo dell’annegamento mi ha incuriosito perché non si capisce bene chi è chi e chi fa cosa. Io la vedo come lato positivo trattandosi di un giallo e penso sia voluta questa ambiguità. Comunque: solo io ho pensato alla tipa ricercatrice rivale? Beh credo chiarirai nei capitoli finali. Io ho votato Kauffman perché è tanto che non si vede e secondo me tra lui ed eventualmente la Cooper è ora di iniziare a chiudere il cerchio. Brava. Al prossimo!

    • Ciao, Tinarica.
      Grazie per i complimenti sottintesi 🙂
      Il capitolo vuole essere ambiguo, proprio per tenere alta la suspense (che poi bisogna vedere quanto questo funzioni) e per non svelare troppo prima della fine (che si avvicina inesorabile).
      In effetti, ho idea che sia venuta in mente solo a te, la ricercatrice rivale… staremo a vedere nei tre capitoli restanti.
      Vediamo come vanno le opzioni; intanto, ti ringrazio e ti auguro una buona settimana.

      Alla prossima!

  • A volte, ti confesso che vado a rileggermi i capitoli precedenti, per ricordare dei passaggi, ma credo sia il mio problema di memoria ;). Mi sembra di capire che nell’auto ci sia Cassie, quindi speriamo che qualcuno la salvi! Edwin e Dusty…vorrei vedere cosa combinano. Alla fine so che tutti i pezzi sparsi comporranno il puzzle, come accade nel cinema.

    • Ciao, Soneka.
      Eh sì, i personaggi sono tanti e ricordarseli tutti non è facile. Pensa che nei racconti precedenti erano molti di più; poi, a furia di tirate d’orecchi, sono diminuiti 😉
      Per quel che riguarda i pezzi sparsi, conto di metterli insieme nei capitoli mancanti, nella speranza di far combaciare tutto in modo che, soprattutto chi legge, abbia una visione chiara su quanto ho voluto raccontare.
      Grazie per la franchezza.

      Alla prossima!

    • Ciao, Red.
      Grazie per la segnalazione sul refuso, l’ho riletto più volte e mi è sfuggito. Intanto, lo cambio sul file word 😉 poi vediamo se me lo correggono anche qui.
      Sì, credo anche io che sia orribile una morte del genere e so che può risultare un po’ forte, ma era necessario.
      Sulla linea temporale diversa… staremo a vedere 🙂
      Intanto, tante grazie per tutto.

      Alla prossima!

  • Edwin e Dusty.
    “Il lago aveva conquistato l’auto, Il cuore le riempiva le orecchie con un palpito doloroso che le toglieva il fiato.”
    Davvero annegare deve essere orribile e orribile è infatti come lo hai descritto: lottando contro l’acqua, il panico, sua maestà la paura. Terribile, nessuno vorrebbe provarlo. Lo hai raccontato in modo esemplare. Spero che sia la messa in scena di Cassie e che sia salva… ciao..

    • Ciao, Fenderman.
      Grazie, leggere che, in qualche modo, sono riuscita nell’intento di raccontare una cosa tanto tragica mi fa molto piacere. Devo confessare che sono andata a leggermi le fasi dell’annegamento, che non è una gran bella cosa ma, a volte, soprattutto quando si scrive di cose che non si conoscono, è necessario.
      Vedremo nel proseguo se si tratta di Cassie, ormai manca poco 😉
      Grazie tantissime per la presenza costante e alla prossima!

  • Avevo votato per riprendere da Dusty ed Edwin, ero curiosa di leggere che cosa avrebbero chiesto. Ma la maggioranza vuole vedere come va a finire questo flashback. Possibile che la voce registrata all’inizio della storia fosse di Cassie? Chissà. Lo scoprirò leggendo il resto della storia. 😉

  • Ciao Keziarica!
    Ho votato per le risposte, è ora di sapere qualche particolare in più, davvero non deve essere facile gestire tutti i rivoli del racconto. Ho notato che passi dalla descrizione in prima persona (non in questo episodio), alla, narrazione in terza. Io cerco di evitarlo, sembrandomi necessario fare una scelta. Tu cosa ne pensi?
    A presto!

    • Ciao, Minollo.
      In questo caso ho pensato di usare la prima persona solo per l’ascoltatrice. Di solito non si cambia punto di vista, ma in questo caso mi pareva interessante provarci per rendere meglio i sentimenti di chi ascolta. Diciamo che tutto il racconto è un po’ particolare, anche per la mancanza di un ordine preciso nella sequenza dei capitoli… capisco che possa non piacere, ma è voluto. Spero che in conclusione potrai apprezzare la mia scelta. 🙂
      Grazie e alla prossima!

        • Ciao, Minollo.
          Sì, avevo capito. Secondo me, è possibile cambiare punto di vista all’interno di un racconto o di un romanzo, purché questo cambio abbia una motivazione. Sicuramente non è facile, e neanche consigliato a chi non padroneggia la scrittura a livello professionale, cambiare punto di vista all’interno di un unico capitolo. Mi è capitato di trovare punti di vista differenti all’inerno di un libro, magari annunciati con il nome del portatore di POV ad aprire il capitolo. Io ci ho provato, chissà cosa ne verrà fuori.
          Spero che la mia risposta precedente non sia risultata piccata, non lo era per nulla. I messaggi, a volte, possono creare fraintendimenti. Se è così, perdonami, mi spiace molto.

          Alla prossima!

  • Un incidente.
    Uhm… Daniel Corbin? Uhm…
    Ci fai vivere la paura della ragazza in modo molto efficace e ci fai capire la situazione di abusi con pochissime parole, in che non è certo facile.
    Mi è piaciuta anche l’ordinazione al tavolo, un modo sottile e molto naturale per pennellare sottotraccia i personaggi.

    Ciao, brava, a presto

    • Ciao, Jaw.
      Grazie per le belle parole, sono davvero contenta di essere riuscita a trasmettere quello che avevo in testa, questa volta. Avevo bisogno di una svolta per poter portare avanti la storia così come l’ho immaginata. Essere partita all’avventura, senza un’idea precisa, rende ancor più difficile creare una trama credibile che poi si risolva in qualcosa che non sia un pastrocchio, perciò, sono doppiamente felice, dato che sono una pasticciona che, anche con una progettazione di trama, sarebbe capace di mandare tutto a rotoli con due parole mal piazzate 🙂

      Ancora grazie e alla prossima!

  • Io mi focalizzerei sull’avere risposte.
    Keziarica, ho da commentare due capitoli – perché ne avevo uno da recuperare – quindi non credo sarò breve!
    Nel quinto capitolo ho trovato strano che tu ti sia soffermata a descrivere la scena in cui i ragazzi sistemano l’attrezzatura in modo così approfondito. Se tu non avessi avuto alcun limite di caratteri per finire questa storia, non avrei avuto nulla da ridire, ma avrei dato spazio ad altri particolari, magari più importanti.
    Quest’ultimo capitolo ho apprezzato molto, invece. Mi è piaciuto come tu abbia risolto tutto il filone legato alla Polaroid e al tempo stesso sia andata a definire importanti particolari della trama e anche ad approfondire i personaggi. Poi la frase: “Cassandra Matheson doveva morire se voleva ricominciare a vivere.” è davvero scenografica!
    A presto!

    • Ciao, Trix.
      Effettivamente il capitolo precedente non ha riscosso molto successo, segno che proprio non andava. Farò tesoro dei vostri consigli e commenti in futuro, anche se, a volte, quando scrivo, non riesco a vedere l’immagine d’insieme… ecco perché apprezzo molto che me lo facciate notare voi 🙂
      Sono felice che l’ultimo, invece, ti sia piaciuto, pensa cha l’ho riscritto tre volte e tutte e tre le volte con risvolti molto diversi tra loro, questo è quel che ci si può aspettare da una storia partita senza un’idea precisa.
      Grazie per la sincerità.

      Alla prossima!

  • Bè direi che su Corbin sono stato accontentato, con questo capitolo è diventato sicuramente un personaggio più sfaccettato e interessante e anche più inserito nella vicenda di quanto la sua introduzione non lasciasse presagire. Per il resto ancora non riesco a vedere come mettere insieme tutti i pezzi di questo puzzle, quindi per stavolta dico solo che attendo il prossimo capitolo e che ho votato per le risposte!

    • Ciao, Dapiz.
      Corbin andava approfondito anche se, in principio, doveva avere solo un ruolo marginale… ma a questo servono i vostri commenti su TI, a fare andare avanti la storia 😉
      I tasselli del racconto li ho in testa in ordine sparso, un po’ come sto pubblicando i capitoli, dovrei riuscire a concludere in maniera chiara, almeno lo spero, non si sa mai.
      Grazie e alla prossima!

  • Ho votato per avere risposte. Poi queste possono benissimo fare accenno a un incidente come alla veglia funebre. Mi è piaciuto molto questo capitolo e tra i racconti tuoi che ho letto mi sembra tra i più riusciti. Mi piacciono sempre i dettagli e i termini precisi che scegli, ad esempio i lampioni che assumono due sfumature diverse. Brava.

    • Ciao, Tinarica.
      Grazie per le belle parole che sempre hai per me. Sono davvero felice che il racconto ti stia piacendo e il fatto che ti appaia come il più riuscito mi fa anche pensare che, forse, nel tempo, sono anche migliorata.
      I dettagli mi piacciono e ne userei anche di più, ma taglio sempre per via dei caratteri limitati; e pensare che non riesco a tirar giù qualcosa di più lungo di un racconto, in un romanzo mi potrei sbizzarrire, ma tant’è… 🙂
      Ancora tantissime grazie e alla prossima!

  • Ho scelto l’incidente. E come Red Dragon, aspetto il collegamento con Dolores. Mi è piaciuto il capitolo e sono curiosa di vedere come va a finire. Sempre brava a coinvolgere chi legge, almeno per quanto mi riguarda.

  • Io voto l’incidente!
    Questo capitolo è molto interessante. Non so ancora come si colleghi a “Dolores” ma ci arriveremo. Condivido con fenderman che un tipo che parla di cadaveri è inquietante, eppure poteva essere l’unica speranza di Cassie. Mi chiedo cos’altro sia accaduto e cosa ci farai scoprire 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao, Red.
      Capisco che ti piaccia poco sentire parlare di cadaveri, so che non ti piacciono gli horror e probabilmente neanche leggere di obitori e morti in genere; però in un giallo, può anche starci, dai 🙂
      Arriveremo a collegare Dolores a tutti i capitoli, devi avere solo un po’ di pazienza.ù
      Grazie per aver letto e per il bel commento.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica, Premesso che uno che ordina aragosta e si mette a parlare di cadaveri a sale autoptiche mi fa impressione, ho molto apprezzato questo capitolo. I dialoghi a due, Il confronto tra due personaggi è sempre stimolante, poca azione e tante idee che si muovono. Costruzione e conduzione ottima come sempre e voglio vedere la veglia funebre, Alla prossima.

  • Ciao Keziarica! Questo capitolo mi è piaciuto molto. All’inizio ho pensato che avessi preso troppo spazio per la scena di Cassandra e Daniel, e forse potevi tagliare qualche frase inutile, però nel complesso funziona e rallenta il ritmo. Qualche imprecisione sulla punteggiatura, ma vabbè 😀
    Sulla seconda parte niente da dire, mi sono piaciute le dinamiche, la tensione, la complicità.
    Ho votato per l’incidente, siamo già al sesto capitolo, let’s go!

    • Ciao, Andrea.
      Grazie per il commento onesto. Hai ragione, la punteggiatura non è proprio il mio forte. Sto cercando di migliorare, ma sono lacune che mi portò dietro dall’infanzia. Vi sarei grata se poteste farmi qualche esempio degli errori commessi in modo da poter migliorare 😃 sarebbe molto utile per me.
      Mi auguro che non diventi troppo lento questo racconto, altrimenti ci addormentate tutti 😉 il che non è bene per un giallo.

      Grazie ancora e alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    ho votato per aspettare; la storia sta crescendo su più fronti, ed è davvero scritta con maestria. Anche un episodio come questo, forse di “pausa” rispetto ai precedenti, si intarsia assai bene, e finisce con il colpo di scena che alza l’attenzione. Confermo che pare avere una marcia in più rispetto al precedente, pur bello of course!
    Ciao!

  • Penso che con così poco spazio a disposizione per ogni storia prendersi dei capitoli più lenti come questo sia una buona cosa, perché impedisce che il racconto diventi solo una lunga corsa verso i cliffhanger e la conclusione. Molto buono per il ritmo insomma, mentre bisogna vedere per il contenuto: proprio perché lo spazio è poco fooorse avrei evitato di raccontare nel dettaglio tutto quello che fanno gli “acchiappafantasmi” perché alla fine potrebbe risultare superfluo, ma d’altra parte serve anche a costruire la tensione verso il finale del capitolo. Vabbè dopo tutte queste considerazioni passiamo al voto, che è stato per la lite, più che altro perché nessuna delle altre due opzioni mi intrigava particolarmente. A presto!

    • Ciao, Dapiz.
      Sai, mentre pubblicavo questo capitolo ho pensato anch’io che potesse essere, per la maggior parte, uno spreco di caratteri; il problema mio è che tendo a voler usare tutto quello che scrivo ed è un errore enorme: in fase di revisione e riscrittura molto va eliminato e gettato via, ma io. In ne sono capace. Grazie per avermi fatto riflettere a questo proposito, qualcosina mi avevano già suggerito gli altri, anche in altri racconti. Dovrò cercare di mettere a frutto e lavorare su questo mio difetto che, tra le altre cose, bon è il solo.
      Avrei potuto parlare più dei Matheson, cosa che ora mi sarebbe tornata comoda, ma ormai è fatta 🤷🏻‍♀️.

      Ancora grazie e alla prossima!

  • Ciao K
    Ho scelto flashback.
    Ho letto tre capitoli uno di seguito all’altro e mi sono piaciuti. Ho trovato qualche refuso e qualche virgola “birichina” ma sono certa che te ne sarai già accorta.
    La trama è avvincente invoglia il lettore a continuare la lettura. Riesci a catturare l’attenzione e, credimi, non è da tutti. L’unica cosa che secondo me ha un po’ stonato sono “i miliardi di falene” nei capitoli scorsi. Queste farfalle hanno una dimensione abbastanza importante e vederne a “miliardi” svolazzare intorno a una luce non rende efficace l’idea di questo tipo di “visione” . Non so se mi sono spiegata, spero di sì.

    Alla prossima

    Ilaria

    • Ciao, Ilaria.
      Eh, già: con la punteggiatura ho sempre avuto problemi, ma continuo a lavorarci, sai come di dice: non si finisce mai di imparare 😉 Qualche refuso me lo hanno segnalato perché io, nonostante le letture, non li ho proprio notati.
      Riguardo alle falene, ho scritto di mille falene in un senso che potrebbe ritenersi figurato, ma non lo è.
      È chiaro che sono insetti voluminosi e che mille falene sono tantine, ma concedimi un po’ di fiducia. D’altronde, tu che scrivi fantasy lo sai, alla base di tutte le storie c’è la sospensione dell’incredulità, a patto di non esagerare altrimenti poi il lettore ti molla 🙂 spero non sia il mio caso.
      Detto questo, grazie tantissime per essere tornata a leggere. Spero di ritrovarti nei prossimi e magari anche con un tuo racconto nuovo.

      Alla prossima!

  • La suspence si fa sentire sempre di più e la casa dei Matheson sembra essere abbastanza inquietante, quindi bene così. Unica segnalazione, la stanza “ben areata” non so se è scorretto, ma a me verrebbe da dire “arieggiata”. Comunque dettagli, per il resto niente da dire. Voto per un altro indizio, ci vuole uno stacco e magari della foto se ne può parlare dopo. A presto!

    • Ciao, Lorenzo.
      Hai perfettamente ragione, è proprio un errore. Ho sempre usato la parola areato senza saperlo. Sono andata a guardare sulla pagina dell’Accademia della Crusca e ho scoperto che lo si dice ed è accettato perlopiù nel parlato, ma sarebbe da evitare. Grazie per la segnalazione, lo terrò presente per il futuro. Non si finisce mai di imparare 🙂
      Per il resto ti ringrazio per i complimenti, ho idea che l’indizio vada per la maggiore, staremo a vedere.

      Alla prossima!

  • Con un flashback.
    Ciao, Keziarica, e scusa se non riesco a seguire la tua bella storia come meriterebbe. Mi piace l’intreccio che stai costruendo, e forse (forse) ho intuito qualcosa su come la storia si svilupperà. Molte belle immagini evocate con poche, efficaci parole, sei davvero sempre più brava!
    Ciao, a presto!

  • Ciao Keziarica! il capitolo ricorda molto i classici horror del tipo “The Conjuring”, quando i protagonisti sistemano tutta l’attrezzatura di rilevazione. Ho storto un po’ il naso per il rimando quasi immediato, non certo per la scrittura cinematografica, che come sai apprezzo e utilizzo anche io. L’unico elemento che ho trovato di novità è stato il maggiordomo, che quindi spero ritorni con un ruolo importante più avanti 😀
    Ho trovato il crescendo di tensione sul finale un pelo forzato, forse complice la penuria di caratteri. Spesso è anche un mio limite, perciò mi limito a fartelo notare sapendo che potrai sicuramente far meglio in futuro!
    A parte questi dettagli, mi colpisce come tu riesca a tenere alta l’attenzione sebbene al quinto capitolo (quinto!) ancora io non abbia idea di dove stia andando a parare il racconto 😀
    Sai nascondere molto bene le cose importanti, complimenti.
    A presto!

    • Ciao, Andrea.
      Ammetto che “The Conjuring”, insieme ad “Annabelle” e altre pellicole del genere, mi piace molto e quindi può essere che mi sia lasciata influenzare. Capisco che può risultare scontato o scopiazzato e quindi poco originale, tuttavia, mi serviva per poter piazzare gli indizi e poi i due, insieme alla Cooper, fanno questo: ricerche su fenomeni paranormali, comprese eventuali incursioni dall’aldilà 😉
      Cercherò di risultare più originale in futuro, grazie per avermelo fatto notare 🙂
      Il fatto che tu non sia riuscito a capire dove questo racconto sta andando a parare potrebbe essere un vantaggio, ma anche un difetto, dipende da come riuscirò a concluderlo. Nel frattempo, ti ringrazio tantissimo per esserci e per essere onesto, oltre che gentile.

      Ala prossima!

  • Ho scelto flashback, perché mi piace l’idea cinematografica o forse perché mi sono abituata a quello che accade nei film.
    Mantieni il tuo stile e accompagni sempre il lettore con le descrizioni che, anche se a volte sembrano fin troppo dettagliate, aiutano a vivere luoghi e persone!
    Rinnovo i miei complimeti, perché mi tieni sulle spine.

    • Ciao, Soneka.
      La dovizia di particolari è un mio limite e qui, su TheIncipit, me lo hanno fatto notare spesso, Pensa che sono migliorata… 😀
      Sono contenta che anche a te risulti cinematografico il mio racconto, io lo vedo nella mia testa e cerco di riportarlo a parole, cercando di fare attenzione a non lasciare buchi nelle descrizioni. Qualche volta mi è capitato 😉
      Grazie per le belle parole.

      Alla prossima!

  • Ciao, ancora n bell’esempio di scrittura solida, quasi per immagini, puntuale ci porta dove vuole. Brava, come sempre.
    Un solo piccolo dettaglio: “ogni scalino era lustro come se…” ” lustro” riferito ad un tappeto non mi pare l’aggettivo perfetto, (ma qui stiamo cavillando)… complimenti, alla prossima. Ciao.

    • Ciao, Fenderman.
      Grazie per i complimenti e per l’appunto. Nella prima stesura, se così la vogliamo chiamare, avevo scritto “pulito e brillante” ma brillante mi pareva fuori luogo per un tappeto e allora ho optato per “lustro” che mi aiutava anche con i caratteri limitati, però, effettivamente, sarebbe più opportuno per un pavimento che per un tappeto. Pazienza ormai è andata 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Riprendo oggi a leggerti, ho avuto ben poco tempo a dicembre, così rieccomi solo al quarto episodio. È davvero complesso come racconto, stai disegnando i protagonisti a poco a poco, e le descrizioni dei loro caratteri si alternano a quelle degli ambienti alla perfezione. Seguo da relativamente poco, ma direi che questo è un racconto davvero ambizioso. Ti seguo con ammirazione e scelgo i Matheson.
    Ciao!

    • Cao, Minollo.
      Sì, questa volta mi sono buttata in un’avventura impegnativa. Sto cercando di costruire un racconto con un filo logico che però non contempla la sequenzialità degli eventi. Ogni capitolo è come se fosse a sé, ma ognuno è una tessera per completare il racconto. Alla fine tutto dovrebbe tornare e capirsi, ma è una cosa un po’ sperimentale, nel senso che io non ci ho mai provato, e non so se ci riuscirò anche se lo spero proprio e, soprattutto, spero di non deludervi.
      Non preoccuparti per il ritardo, tra le feste e tutto il resto… 🙂
      Grazie per la gentilezza che sempre mi dimostri.

      Alla prossima!

  • Alla cerimonia funebre.
    Devo ammettere che ho un po’ gioito nel ritrovare di nuovo la prima persona in questo racconto. Io stessa ho usato questo tipo di cambio prima/terza in un racconto e mi è stato spesso criticato, addirittura è stato definito un errore. Io penso, invece, che in racconti come il tuo, dove il punto di vista in prima persona è fondamentale per carpire dettagli che altrimenti sarebbe impossibile rendere in modo fluido e naturale (come le “visioni” – o i ricordi – della protagonista), valga la pena adoperare questa opzione.
    Cambio di PoV a parte, bello questo capitolo. Con il dialogo tra dottoressa e protagonista hai svelato abbastanza (ma non troppo) di ciò che nel precedente capitolo hai deciso di non svelare. L’unico appunto che posso darti è che ho faticato a inquadrare la linea temporale degli eventi, ma di sicuro questo è dovuto al fatto di leggere un capitolo alla settimana (circa). Verso la fine rileggerò tutto di seguito per godermi l’effetto generale.
    A presto!

    • Ciao, Trix.
      Non capisco perché ti abbiano criticato e assolutamente non è un errore usare diversi POV. A volte si resta ancorati a vecchie regole. A me non dispiace ritrovarmi davanti a punti di vista differenti, si possono indagare gli stati d’animo dei vari personaggi e avere una visione d’insieme.
      Per quel che riguarda la linea temporale, non ne esiste una precisa, i vari accadimenti non si susseguono ma, in maniera un po’ disordinata, andranno (almeno spero) a formare un’immagine finale dove tutto si chiarirà.
      Grazie infinite per il commento preciso, gli appunti e i complimenti. 🙂

      Alla prossima!

    • Ciao, Dapiz.
      Ora si complica e non poco. Fortunatamente ho in testa una sorta di canovaccio da seguire, se riesco a non perdermi, magari viene fuori qualcosa di buono.
      Grazie per il complimento, i dialoghi sono sempre un po’ ostici perché si rischia di cadere nel “già visto” (siamo figli della tv e delle serie tv soprattutto).
      🙂

      Alla prossima!

  • Non avevo afferrato subito che questi capitoli raccontassero eventi precedenti al primo, ma verso la fine si capisce in modo abbastanza chiaro. Mi ha poi un po’ spiazzato l’uso della prima persona, ma poi mi sono ricordato che anche il primo capitolo era in prima e l’uso alternato con la terza potrebbe rivelarsi interessante! Per il prossimo voto per andare dai Matheson, il nome promette bene e voglio capire chi sono effettivamente 😀
    A presto!

    • Ciao, Lorenzo.
      Eh sì, la prima persona l’ho usata anche nel primo capitolo e i capitoli non seguono una cronologia lineare. Diciamo che è un po’ un esperimento questo racconto. Spero venga bene 🙂
      Matheson è un mio modestissimo omaggio a Richard Matheson, uno dei miei autori preferiti.
      Vediamo se si riesce ad andare a casa del benefattore, per ora sembrerebbe più probabile la cerimonia, se si accoda qualcuno chissà…
      Grazie per il passaggio.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica! Capitolo molto curato a mio avviso, la prima persona fa la differenza nel carico emotivo e anche a livello di trama si comincia a delineare qualcosa di più complicato del previsto. Direi di proseguire con la cerimonia funebre, l’unico grande punto di domanda del capitolo. A presto 😀

    • Ciao, Gra.
      Non ricordo se me lo hai già detto, ma le adoro anche io. Infatti, sono sempre alla ricerca di romanzi che ne raccontino, ma non trovo mai nulla di interessante. Grazie per il commento, sei sempre tanto carina e gentile. Sono felice che ti sia piaciuto il capitolo 🙂

      Vediamo che opzione la spunta. intanto, ancora tante grazie e alla prossima!

  • Sempre più curiosa! Personaggi interessanti. Ho come l’impressione che tutti i piccoli dettagli abbiano poi un senso per la storia o magari, in realtà, servono solo a creare la giusta suspense.
    Attendo il prossimo capitolo:)

    • Ciao, Soneka.
      Ogni dettaglio ha un senso logico per la storia, almeno nella mia testa 😀 Ovviamente, hanno anche un ruolo nella creazione della suspense, in fondo è un giallo… anche se un po’ atipico, come è da mia abitudine.
      Come ho scritto a Red, qui sotto, spero di riuscire a mettere insieme i pezzi strada facendo.

      Intanto, grazie per essere tornata e alla prossima!

  • Hai una fissa per le falene :). Non ho molto da dire, la storia mi piace, mi sembra finora ben costruita e mi incuriosisce. Anche i personaggi (a cui dai nomi sempre difficili da ricordare per me 😂). Che mi piace la tua scrittura te lo dico sempre, brava. Ottimi i dettagli della lavagna. Al prossimo, ciao!

    • Ciao, Tinarica.
      In realtà, ho scelto la falena come simbolo: viene attirata dalla luce e spesso finisce per morirne o rimanere intrappolata. Nessuno sa cosa c’è dopo la vita e in questo racconto le due credenze si contrappongono: luce=vita oppure luce=morte, dipende da quale punto di vista si guarda. In ogni caso, si resta intrappolati nelle proprie credenze che nel racconto vengono esasperate dalla ricerca e dal bisogno di essere finanziati. Non so se mi sono spiegata 🙂
      E poi la falena contribuisce a creare il giusto setting. 😉
      Grazie per l’incoraggiamento, sono felicissima che ti piaccia la mia scrittura e non mi stanco di leggerlo 🙂

      Alla prossima!

  • Capitolo bello, ma ho avuto come la sensazione che mancasse qualcosa, anche se te lo hanno fatto già notare per cui non mi soffermo su questo punto. Belle le descrizioni precise e i dialoghi, quest’ultimi forse un po’ prevedibili per questo tipo di scena, ma funzionano. Voto per restare sui due assistenti, visto che a quanto pare hanno qualcosa da nascondere: che abbiano fatto qualche pasticcio?
    A presto!

    • Ciao, Lorenzo.
      Ho avuto difficoltà con questo capitolo, in effetti. I dialoghi sono figli della tv 😀 a forza di sentirne si finisce per farli propri.
      I due assistenti hanno qualcosa da nascondere, sono contenta di essere riuscita a farlo trasparire, avrei potuto farlo meglio, ma è andata così.
      Vedremo come vanno le opzioni, per ora propendono per l’ascoltatrice ma non si sa mai…

      Grazie e un augurio per un Ottimo Nuovo Anno.

      Alla prossima!

  • Questa parentesi quasi “Ghostbusters” mi ha divertito parecchio, è stato un capitolo particolare per il tuo stile e proprio per questo mi piacerebbe rimanere con la Cooper e i due studenti… MA per equilibrio della storia ho votato per tornare all’ascoltatrice. Appuntino su Daniel Corbin: il suo è un tipo di personaggio che può essere difficile da gestire, perchè nel mondo reale avrebbe totalmente ragione sulla dottoressa e sulle sue ricerche ma in una vicenda paranormale quelli come lui tendono a fare la figura dei fessi… io, essendo scettico sostanzialmente su tutto, sto dalla sua parte e spero che se tornerà in scena lo farà come qualcosa di più del rivale antipatico, ma sono di parte 😛

    • Ciao, Dapiz.
      Mi piacciono tanto i tuoi commenti precisi e ragionati e ti ringrazio per i modi gentili con cui ti poni, sempre. Forse lo avrai capito (visti i commenti su IG): io, invece, con il paranormale (e soprattutto con il desiderio che davvero qualcosa ci sia) ci vado a nozze. Capisco che per uno scettico il caro Corbin possa apparire l’unico appiglio per un risvolto scientifico non banale, ma non so se potrò accontentarti, proverò a non fargli fare la figura del cretino o del fesso come dici tu.
      Ti ringrazio tanto per il bel commento e per aver pensato all’equilibrio della storia; in effetti, rimanere con la Cooper avrebbe sbilanciato le cose.

      Auguro anche a te un Felicissimo Anno Nuovo.

      Alla prossima!

  • Mi sa che solo io sarei voluta rimanere con la Cooper. Proprio perché alla fine dell’episodio con lei era comparsa quella figura misteriosa. A questo punto la domanda è… la rivedremo anche con l’ascoltatrice? Chissà…
    Mi è piaciuto questo episodio, così come tutta la storia finora qui raccontata.

  • Tornerei sull’ascoltatrice.
    Questo è un capitolo di contrasti. Il contrasto tra “l’idiota” e la Cooper (che mi fa inevitabilmente pensare a Sheldon ehehe), il contrasto sessista tra collega maschio che cerca di affossare la collega donna (non so se è qualche dietrologia che ho interpretato solo io), il contrasto tra la realtà competitiva del laboratorio e quel pizzico di paranormale che, lo ammetto, dopo aver letto il tuo precedente racconto mi aspettavo da te.
    A me non è dispiaciuto questo capitolo, scritto divinamente come sempre, solo un po’ più immerso nella realtà della vita. Ci avevi abituati a questa atmosfera di mistero, concentrata più sull’aspetto psicologico che su quello pratico, ma va bene che ci sia anche questo aspetto. A prestissimo!

    • Ciao, Trix.
      Sì, ci sono molti contrasti in questo capitolo, anche quello tra uomo e donna e tra chi crede nell’esistenza di qualcosa di intangibile e chi, invece, crede solo in quel che può toccare.
      Come ho già scritto, ho fatto un po’ di fatica a finire questo episodio, ma credo di aver messo dentro gli elementi necessari a portare a termine la storia, forse la forma non è quella che avrei voluto ma la sostanza dovrebbe esserci.
      Conto di riportare il filo sul mistero e su un piano più psicologico, ma non so in quali termini: dipende dall’opzione scelta. 🙂

      Sei davvero gentile e ti ringrazio per il commento gentile e discreto. 🙂

      Alla prossima!

  • Mi è piaciuto, soprattutto perché si delineano bene le caratteristiche dei personaggi e l’ho trovato molto scorrevole.
    Ora sarei curiosa di vedere come prosegue dal punto di vista dell’ascoltatrice!

  • Ciao Keziarica!
    Ho trovato questo capitolo leggermente meno fluido dei precedenti, anche se ho apprezzato molto il dettaglio della falena e lo scambio di battute tra i due docenti. Interessante la storia della donazione, i soldi complicano sempre tutto, e anche la scelta di introdurre due giovani assistenti per la Cooper: faranno scintille o rovineranno tutto?. Ho votato per tornare all’ascoltatrice.
    A presto!

    • Ciao, Andrea.
      Sei un lettore attento:in effetti, ho fatto un po’ di fatica a scrivere questo capitolo. Avevo l’idea in testa ma non riuscivo a svilupparla, capita. Cercherò di fare meglio con il quarto.
      Grazie per avermelo segnalato, le buone critiche sono indispensabili alla crescita e io ho ancora parecchia strada da fare 🙂

      Ci si rilegge, alla prossima!

  • Questo incontro scontro tra i protagonisti è molto realistico, magistralmente raccontato; bella la grinta della Cooper e l’atmosfera intorno perfetta . Mi ha colpito la cosa del tipo che se ne sta là in fondo nascosto e invisibile, ma tu ci hai abituati a tener conto anche di figure che stanno tra il reale e il fantastico. Sembra una scena tratta da una serie tv di quelle tanto di moda….
    Una piccola nota: “carpirti gli studi” o “carpire i segreti dei tuoi studi…”? Io forse avrei usato la seconda espressione che avrebbe accentuato il sarcasmo con cui evidentemente è stata pronunciata (se ho ben capito quello è il senso che intendevi dare all’espressione). Ciao, bravissima, alla prossima.🙋

    • Ciao, Fenderman.
      in effetti, hai ragione: “carpire i segreti dei tuoi studi” ci sarebbe stato meglio; questi commenti mi aiutano a capire quanto importante sia l’occhio del lettore esterno 🙂
      Peccato che non si possa modificare, in questo caso nemmeno chiedendo agli amministratori, visto che i caratteri che ho utilizzato sono 5000 giusti giusti e dovrei cambiare troppe cose. Pazienza, posso comunque modificare il file 😉

      Mi piacciono molto le serie tv, soprattutto quelle un po’ misteriose, anche tanto misteriose. Sto giusto guardando “THE HAUNTING OF HILL HOUSE” ed è perfetta per me.

      Grazie per la lettura attenta e la segnalazione.

      Alla prossima!

  • Ciao, Andrea.
    Grazie per essere passato e per il bel commento. In effetti, bazzico la piattaforma da più di tre anni e ho pubblicato qui quattordici racconti, se conto anche l’altro nick; forse per questo sono conosciuta, sul discorso dell’essere apprezzata, lo spero: mi sono sempre impegnata a interagire con gli altri autori e questo, forse, ha aiutato. Sicuramente mi ha fatto crescere molto, come autrice, perché anagraficamente sono già cresciuta anche troppo 😀
    Per l’incipit del mio racconto, come ho già scritto, deriva da un esercizio di scrittura e può risultare poco coinvolgente o pesante, ma questo racconto nasce da lì… ho tagliato parecchio, ma non ho potuto fare di più. 🙂

    Ancora tantissime grazie e Buone Feste anche a te!

    Alla prossima!

  • Ciao Keziarica! Sono felice di essere capitato su questo tuo racconto, dai commenti sembri conosciuta e apprezzata sulla piattaforma, spero di poter imparare qualcosa leggendoti 😀
    Entrambi i capitoli mi sono piaciuti, anche se ho trovato la registrazione iniziale predominante sul resto dell’incipit e forse ha tolto un po’ di spazio alla seconda parte.
    Per quanto riguarda le descrizioni credo invece che tu abbia fatto un ottimo lavoro alternando un capitolo povero a uno ricco di immagini (registrazione a parte) e portando quindi atmosfere con densità completamente differenti.
    Al prossimo capitolo e auguri di buon Natale!

    • Ciao, Andrea.
      Grazie per essere passato e per il bel commento. In effetti, bazzico la piattaforma da più di tre anni e ho pubblicato qui quattordici racconti, se conto anche l’altro nick; forse per questo sono conosciuta, sul discorso dell’essere apprezzata, lo spero: mi sono sempre impegnata a interagire con gli altri autori e questo, forse, ha aiutato. Sicuramente mi ha fatto crescere molto, come autrice, perché anagraficamente sono già cresciuta anche troppo 😀
      Per l’incipit del mio racconto, come ho già scritto, deriva da un esercizio di scrittura e può risultare poco coinvolgente o pesante, ma questo racconto nasce da lì… ho tagliato parecchio, ma non ho potuto fare di più. 🙂

      Ancora tantissime grazie e Buone Feste anche a te!

      Alla prossima!

      p.s. non so perchè, la risposta al tuo commento è finita tra i commenti essa stessa… poco male, la riposto. 🙂

  • Eccoci qua, ho letto alcuni commenti prima. Vedo che molti sottolineano il tuo stile ormai per tutti riconoscibile. La tua prosa evocativa e i momenti in cui si asciuga, frena, ci trasmette un segnale, è tanto piacevole da leggere che effettivamente il brano sembra ogni volta più corto del concesso. Mi hai sempre sorpreso con i tuoi finali e lo farai ancora, lo so, ma ora è solo tempo di leggerti e mi basta. P.s.: Due parole su quella cosa della “scrittura con la musica”? Grazie🙋

    • Ciao, Fenderman.
      Grazie per essere tornato e per i complimenti, sempre molto graditi.
      Quale opzione hai scelto? Te lo chiedo perché ho due versioni pronte e mi serve sapere quale pubblicare.
      Il discorso musica nasce da un esercizio di scrittura che metto in atto quando mi manca l’ispirazione: metto su un brano da YouTube (musica creata per creare atmosfera), cerco una foto evocativa e mi metto a scrivere senza pensare. Una sorta di flusso di coscienza. Il primo capitolo e arrivato da lì, almeno l’incipit.
      Grazie ancora e alla prossima!

    • Ciao, Trix.
      Gentile, anche tu. Provo a fare del mio meglio per creare un ambiente che possa coinvolgere chi legge per fargli scorgere in qualche modo quello che io immagino, non è sempre giusto: il lettore ha la sua di fantasia da mettere all’opera quando legge, imbeccarlo con troppe informazioni non va mai bene, sono felice che il mio modo di descrivere non risulti troppo invadente.

      Grazie per i complimenti e per essere qui, alla prossima!

  • E ciao kezi,
    sei brava nel descrivere quello che c’è intorno, ma anche quello che c’è intorno mischiato a quello che c’è dentro, ed ecco che viene fuori un’atmosfera molto chiara, palpabile. C’è qualcosa in questa dottoressa Cooper che voglio sapere. Aspetto impaziente.

    N.B. la parola nugolo mi piace moltissimo 🙂

    • Ciao, Violatis.
      anche tu sei gentilissima e mi fa un immenso piacere leggere che anche tu apprezzi le mie descrizioni 🙂
      Mi piace descrivere e cerco di trasmettere quello che io “vedo” nella mia testa, a volte non è un bene, altre funziona, in fondo ognuno di noi vede le cose a modo suo e anche quel che si legge può essere “visto” con i propri di occhi della mente.

      La dottoressa è un personaggio che ancora non ha svelato il suo carattere e la sua intenzione, a differenza di Kauffman che, invece, lo ha fatto con decisione. Vedremo come andrà a finire ma, comunque vada, la Cooper in qualche modo farà capolino.

      Grazie ancora per le belle parole e alla prossima!

  • Ciao K,
    io vorrei tornare all’ascoltatrice e riflettere.
    Non ho scelto “Conoscere altri personaggi” perché mi confonderebbero. Ho bisogno di focalizzare interpretare le figure umane fin qui conosciute.
    Tu mi dovresti rivelare il segreto, prima o poi. Ma come fai a descrivere così bene gli ambienti circostanti? Sono rimasta affascinata dai gesti degli uccellini, mi hai trasmesso una delicatezza immediata e avrei voluto che il capitolo fosse più lungo. Hai utilizzato tutti i 5000 caratteri a disposizione? Non mi sembra….

    Alla prossima.

    Ila

    • Ciao, Ilaria.
      I caratteri utilizzati dovrebbero essere circa 4980, quindi direi che li ho utilizzati quasi tutti. Forse hanno fatto molto le virgolette 😉
      Sono felice che le mie descrizioni ti piacciano, mi rendo anche conto che possono risultare un po’ pesanti alla lunga. Dovrei cercare di trovare la giusta misura.

      Davvero molte grazie per i complimenti, sei sempre troppo buona 🙂

      Alla prossima!

  • Hai uno stile definito. Potrei capire che lo hai scritto tu senza leggere il nome, e la trovo una cosa positiva.
    Per quanto riguarda le descrizioni troppo dettagliate mi è venuta in mente una frase che ho letto da qualche parte, non ricordo più dove. Più o meno diceva che un aggettivo ben azzeccato vale un punto, due aggettivi valgo zero punti.
    Aspetto il seguito. Mi piace sempre più

    • Ciao, GRA.
      Il fatto che il mio stile sia riconoscibile mi fa piacere, è un punto a mio vantaggio. Gli aggettivi e le descrizioni, invece, temo siano da debellare 😂 me lo state dicendo tutti e io niente, avanti come una capra in procinto di caricare. Prossima volta aspetto un po’ prima di pubblicare e rileggo per trovare le eccedenze. Grazie per la sincerità, le critiche aiutano a migliorare e mi servono proprio come l’aria.

      Alla prossima!

  • Bene, Kauffman e le sue sedute continuano a essere molto intriganti per cui si aprono belle prospettive per i prossimi capitoli! Buone le descrizioni (forse un po’ abbondanti, ma mi sono piaciute) e ottimi i dialoghi, da cui emerge un Kauffman dalla grande personalità. Ero indeciso tra la Cooper e l’ascoltatrice, ma alla fine ho votato per quest’ultima. A presto 😀

  • Sebbene ero stata curiosa di conoscere la dottoressa Cooper, a questo giro voto per tornare al punto di vista dell’ascoltatrice. Se non ho inteso male sarebbe la donna che ha parlato con la dottoressa nel primo episodio, giusto? Se ho inteso male chiedo scusa in anticipo. Chissà quali informazioni otterrà lei e noi lettori. 🙂

  • Mi è piaciuto molto, più del primo. Non ho osservazioni per migliorare nulla, mi piace l’inizio con il passero e che l’animale torni dopo e sul finale. Mi piace la descrizione del dottore, che dice abbastanza ma non troppo per conservare il mistero, e mi piace che tu abbia ricordato i personaggi degli altri racconti che lo hanno chiamato in causa. Brava. Mi sa che voto per la dottoressa. Ciao.

    • Ciao, Tinarica.
      Grazie, sei sempre gentilissima e precisa nei commenti, so che sei sincera e quindi sono felice di leggere che questo capitolo ti sia piaciuto. L’ho scritto con maggior consapevolezza e, a quanto pare, è servito.
      Dato che il dottore si è già visto in un altro racconto, mi pareva giusto dare qualche riferimento, senza dire troppo, anche perché i caratteri sono limitati e non volevo sprecarli.

      Grazie ancora tantissime per esserci.

      Alla prossima!

  • Ah, mi mancavano le sedute di Kauffman, sapevo che la sua presenza avrebbe reso il racconto ancora più intrigante… e confuso, adesso non so bene cosa potrei o non potrei capire 😛
    Comunque tornerei all’ascoltatrice, ma mi piace anche l’idea di conoscere meglio la Cooper, quindi ho votato per lei nella speranza che magari le due opzioni possano in qualche modo coincidere. A presto!

  • Ciao K,
    Ho accettato il tuo consiglio e rieccoci qui, sulla cara piattaforma di The Incipit. Sarò solo una lettrice, la TUA lettrice perché, ancora una volta, ne vale la pena.
    Ho votato per il luogo ma sono in minoranza. Peccato perché mi piace come descrivi gli ambienti che circondano i tuoi personaggi. L’incipit che hai esposto è inquietante e avrei giurato che stessi scrivendo un horror ma il genere, se il romanzo breve è scritto bene, alla fine, poco importa. Ti seguo con piacere.

    • Ciao, Ilaria.
      Grazie davvero per aver accettato il consiglio, anche se io speravo che tornassi con un nuovo racconto… sono comunque felicissima di averti come MIA lettrice 🙂
      In effetti, l’incipit è un po’ da horror, ma spero di tracciare una rotta interessante che volga il racconto al giallo, com’è nelle mie intenzioni. Come ho scritto agli altri, questo racconto nasce da un esercizio e non c’è una scaletta. Non so bene dove andrò a parare, ma già ora qualche idea mi è venuta, speriamo sia quella giusta 😉

      Ancora tante grazie per essere qui.

      Alla prossima!

  • Ciao! Eccomi dopo tanta assenza. Intanto ti segnalo questa frase “Chi è che mi guarda con quelli occhi?” Credo sia più corretto scrivere “quegli occhi”, ma controlla pure tu. Come sempre, la cosa che più mi piace della tua scrittura è il modo anche “poetico” di descrivere atmosfere, luoghi e sensazioni. Si percepiscono proprio, a livello materico. Forse, ma anche no, è un filo lunga la parte introduttiva con i pensieri della donna, intendo forse un filo ripetitivo nei concetti espressi ma se l’idea è quella di una mente assillata da qualcosa, ci sta anche così. Il dottore credo sia un personaggio che hai già presentato in un altro racconto che avevo letto :), ma ho votato lo stesso per andare da lui. Seguo :).

    • Ciao!!
      Che bello averti qui, Tinarica! 🙂
      Hai ragione, su “quelli occhi” è un refuso, me lo hanno già fatto notare e ho corretto sul file ;.)
      Felicissima che ti piaccia il mio modo di descrivere le atmosfere. La parte introduttiva è un po pesante, l’ho pensato anch’io, e pensa che l’ho tagliata parecchio, ma è parte di una seduta e chi ascolta e registra lascia andare a ruota libera, per capire.
      Il dottore si è già visto, sì. In “Silvia”, spero di lavorare meglio questa volta, perché allora non era andata granché bene, forse perché lo aveva piazzato nel genere sbagliato, chissà…
      Ancora grazie infinite per essere venuta a leggere e per gli appunti che sono sempre graditissimi!

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica.

    Manco da parecchio da questo sito, ma la notifica di un tuo nuovo racconto mi dà un buon motivo per tornare a dare un’occhiata.
    Leggerti è sempre un piacere, le tue trovate narrative non mi deludono mai e questo inizio con il monologo non fa eccezione. 😉 Anche la trovata di far sì che sia una registrazione regge e fa un bell’effetto.
    Sono curioso di vedere dove vai a parare e ho deciso di vedere che combina il dottor Kauffman nel frattempo, anche se in realtà, ovviamente, avrei preferito saperne di più sul seguito della registrazione. 😛 cercherò di portare pazienza.
    A presto!

    • Ciao, Raniero!
      Che bello ritrovarti e con questo grande complimento, che posso dirti? Grazie! Sei gentile, davvero 🙂
      Tu quando torni con un nuovo racconto? È davvero molto tempo che manchi dal sito, sarebbe bello ripopolare un po’ la piattaforma che, ahimè, ultimamente un po’ langue.

      Eh eh, lo so che la registrazione sarebbe stata più appetibile, ma ci vuole un po’ di suspense…
      Vediamo che combina Kauffman, sempre che vinca lui … stavo già elaborando il capitolo con la Cooper, ma, ho idea che dovrò aspettare.

      Grazie ancora e alla prossima!

  • Raggiungo Kauffman.
    Keziarica, finalmente posso seguire una tua storia a partire dal principio, e che principio! Le prime righe sono un flusso di coscienza spettacolare e proprio sul più bello lo interrompi per dirci che… La (presunta) protagonista, non è lei a parlare. A parlare è una persona che ha la sua stessa voce, la sua stessa cadenza. Molto, molto intrigante!
    Al prossimo episodio!

    • Ciao, Trix!
      È bello ritrovarti e dall’inizio! Mi auguro di fare in modo di non deludere nessuno, essendo una pasticciona 😀
      La cosa strana è che tutti (o quasi) mi avete fatto i complimenti per il flusso di coscienza, e io che pensavo fosse la parte peggiore del capitolo… ho immaginato che risultasse prolisso e incasinato e invece… mai fidarsi delle proprie sensazioni su quanto si scrive 🙂

      non mi rimane che ringraziarti per essere tornata a leggermi e augurarti una buona settimana.

      Alla prossima!

  • Bentornata! Le prime tue righe lette dopo tanto tempo mi hanno spiazzato in positivo, la registrazione ha un tono molto diverso da quello che è il tuo modo di scrivere che riemerge poi nella seconda parte del capitolo, e questa capacità di variare registro nella scrittura te la invidio parecchio! A parte questo non c’è ancora abbastanza carne al fuoco per capire di cosa tratterà il racconto, però mi ricordo di Kauffman e questo rende l’incipit ancora più intrigante, quindi voto per incontrarlo di nuovo. A presto!

    • Ciao, Dapiz!
      Ti ho sorpreso con i miei sproloqui narrativi, eh? Tutto merito dell’inconscio: tutta la prima parte è scritta di getto, guardando un’immagine e ascoltando una musica particolare. Poi, ovviamente, ho tagliato e corretto un pochino o lo sproloquio sarebbe andato ben oltre i 5000 caratteri concessi 😉
      Il fatto positivo è che non sia risultato troppo pesante per chi lo ha letto, almeno finora.
      Anche tu ti ricordi di Kauffman, bene! Qualcosa dei vecchi racconti è dunque rimasto. Sto cercando di incastrare tutto e le rotelle arrugginite nella mia testa cominciano a girare, con qualche cigolio di troppo, ma pian piano… avevo proprio bisogno di tornare a scrivere e, devo ammetterlo, questo è il mio posto preferito per farlo.
      Grazie tantissime per essere tornato a leggermi.

      Alla prossima!

    • Ciao, Fenderman.
      E perché no? Perché non tornare con un altro racconto? Dai, sarei felice di rileggerti. 🙂
      La cara signora Cooper vuole qualcosa di sicuro, ma cosa? I tormenti di Dolores troveranno consolazione? Chissà…
      Intanto, grazie infinite per essere tornato a leggermi e spero di intrattenerti con un bel racconto. Confido sull’aiuto di tutti per portarlo a termine.

      Alla prossima!

  • Ciao keziarica, ti seguo da un pò di tempo e mi sono sempre piaciuti i tuoi racconti. Volevo dire a tutti che anch’io ho iniziato a scrivere una storia, il mio profilo si chiama Luca, se voleste fare un salto anche solo per leggere la storia mi farebbe tanto piacere. E comunque preferisco sapere di più sulla dottoressa cooper

    • Ciao, Luca.
      Sono contenta che i miei racconti ti siano piaciuti. Spero che ti piaccia anche questo.
      Riguardo la tua storia, se posso darti un consiglio: vai a a leggere i racconti degli altri, argomenta quel che ti piace e quello che non ti convince e vedrai che troverai tanti lettori disposti a fare lo stesso con te. 😉
      Grazie per essere passato e per il voto.

      Alla prossima!

  • Finalmente un tuo nuovo racconto! L’inizio in corsivo, neanche a dirlo, l’ho trovato splendido, e l’idea di contestualizzarlo all’interno di una registrazione (per altro molto misteriosa e intrigante) mi è sembrata molto efficace, mentre se lo stesso pezzo avrebbe fatto parte della narrazione, avrebbe funzionato molto meno secondo me. Sempre in questo brano ho notato diverse ripetizioni e una o due rime interne, ma forse sono volute e, trattandosi di un monologo interiore dalle tinte poetiche, potrebbero starci anche bene.
    Una svista forse è nella frase “mi sorpresi quando Helen Cooper mi chiamò”, dove ci sarebbe dovuto essere il trapassato prossimo essendo un evento accaduto nel passato, però poca roba. Mi incuriosisce questo fatto della scrittura nata dalla musica, per cui aspetto con ansia il resto. Voto per raggiungere Kauffman: sbaglio o era un personaggio di un altro tuo racconto? 😀
    A presto!

    • Bravo, Lorenzo! Te ne sei ricordato. Sì, Kauffman era anche in un altro racconto…
      Le ripetizioni nascono dallo scrivere un po’ a ruota libera, ho tagliato parecchio o sarebbero state di più. Sull’uso del trapassato prossimo non saprei, forse intendevi trapassato remoto? Sai, i tempi verbali e le virgole non sono il mio forte e non sono le sole cose che dovrei rivedere nella mia scrittura. Comunque, grazie per avermelo fatto notare 🙂
      Sei un lettore attento e mi fa piacere ritrovarti anche con questo racconto. 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao. Felice di ritrovarti con un giallo, anche se ho letto che non sai dove andare a parare, sono sicura che sarai il meglio di te, come sempre.
    Le parole della registrazione mi hanno proprio colpito, sarà il periodo, ma a tratti mi sono immedesimata nel senso di soffocamento che ci da il periodo che stiamo vivendo.
    Ti seguo con immenso piacere

    • Ciao, Gra. Felice di ritrovarti!
      Sì, è un periodo particolare e un po’ soffocante. Io lavoro col pubblico e non è facile, soprattutto con la mascherina tutto il giorno…
      Non so dove andare a parare, è vero. Qui cerco di sviluppare l’idea 🙂
      so che mi aiuterete come sempre. Riguardo al fatto di ascoltare quel che si è scritto con Word, io lo faccio con il Mac, Siri è decisamente più simpatica da ascoltare 😉 ma questa volta ho usato il pc e non ci ho proprio pensato…

      Ancora tante grazie per essere tornata.

      Alla prossima!

  • Non so, penso di voler conoscere meglio la dottoressa Cooper.
    Bentornata, Keziarica! Oddio, tecnicamente quello che sta tornando su TI dopo parecchi mesi di assenza sono io 🙂 … be’, fa lo stesso, sono felice di essere tornato per leggere la tua storia.
    L’inizio mi intriga, come tutte le storie in cui l’identità, la propria consapevolezza è messa in dubbio. Non so se la tua sarà davvero una storia di questo tipo o se, semplicemente, ho frainteso, filtrando coi miei schemi mentali ciò che ho letto, però so per certo che è scritta molto bene 😉

    Ciao, a presto!
    (P.S. sono così arrugginito che anche scrivere questo commento mi ha messo alla prova 😀 )

    • Ciao, Jaw!
      Bentornato a te! Effettivamente è un po’ che non ti si vede qui su TI… Io sto cercando di scrivere con regolarità, ma senza paletti non riesco. Qui ho comunque delle regole (almeno nella mia concezione di come utilizzare questa piattaforma) da cui non posso esimermi. Quindi, questo racconto mi dà modo di tornare all’esercizio settimanale (almeno quello, anche se la scrittura per migliorare dovrebbe essere quotidiana) e di mettere a punto alcune cosucce che, almeno spero, dovrei aver imparato in tutto questo tempo.
      Grazie per i complimenti, sei sempre gentilissimo.
      Non ti dico che ti aspetto con un nuovo racconto, anche se mi piacerebbe, perché so che tornerai quando sarà il momento. 🙂
      Intanto, ti auguro un buon weekend.

      Alla prossima!

    • Ciao, Red.
      Se devo essere sincera, un’idea vera e propria di dove voglio andare a parare non ce l’ho nemmeno io 😀
      Questo incipit è nato dalla necessità di tornare a scrivere con una certa frequenza, uno dei modi migliori che conosco, per scrivere ogni giorno, è utilizzare degli esercizi di scrittura creativa che mi sono creata su pc. Da uno di questi esercizi è venuto fuori il soliloquio della prima parte (molto più lungo in realtà), e da lì è venuta l’idea per questo racconto. Ne ho tantissimi come questo, chissà che un giorno anche altri possano diventare racconti…
      L’intenzione è di farmi aiutare da voi a portare avanti il racconto, perché, come scrivevo sopra, ultimamente mi serve una spinta per tornare a scrivere, anche perché ho un’idea di romanzo a cui giro intorno da un po’ e che ha bisogno di un po’ di esercizio per prendere il via.

      Grazie per essere tornato a leggermi.

      Alla prossima!

  • Cara keziarica,
    spero di poterti chiamare Kezi visto che da oggi ti seguirò e con ogni probabilità sbaglierò a scrivere in seguito il tuo nome, perdonami l’abbreviazione 🙂
    Il tuo capitolo mi ha decisamente rapito, mi piace molto il tuo modo di scrivere, è preciso, accattivante ma non pretenzioso, curioso, intelligente. Voglio vedere quello che succede ma soprattutto, e questo credo sia la cosa più bella che si possa dire a chi scrive, voglio leggerti e, nello specifico, voglio sapere di più sulla dottoressa Cooper. Voglio vedere come descrivi e come inventi 🙂 A presto!

    • Ciao, Violatis. Sì: puoi chiamarmi Kezi, lo fanno anche altri 😉
      Grazie per i bei complimenti, ti renderai conto che non sempre il mio scrivere è preciso ma, intanto, mi lascio coccolare dalle belle parole; mi raccomando però: sono qui per crescere. Quindi, se troverai errori o cose che non ti piacciono non esitare a parlarmene, le critiche costruttive sono preziosissime e i refusi sfuggono agli occhi che è un piacere.
      Grazie ancora, felicissima di aver trovato una nuova lettrice. 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Bentornata nella mischia!
    Ritrovo subito la tua cura per le descrizioni, per rendere vivo “l’ambiente” che circonda i protagonisti. Il pezzo in corsivo è davvero efficace.
    Nella prima parte un “è ” ha perso l’accento, e quegli suona meglio di quelli con la parola occhi, ma sono cose da poco.
    La seconda parte ci pone le prime domande, e la curiosità è subito altissima. Complimenti per il dosaggio degli ingredienti, ho votato per Kaufmann.
    Ciao!

    • Ciao, Minollo. Grazie per la bella accoglienza!
      Grazie anche per avermi segnalato i refusi, vado a correggere 🙂
      La prima parte è venuta fuori di getto, l’ho riletta e accorciata, perché era molto più lunga e avrebbe rubato spazio al resto, ma non mi sono accorta degli errori, poco male: te ne sei accorto tu 😉
      Spero di mantenere alta la curiosità e di riuscire a tirare fuori un buon racconto.

      Grazie ancora e alla prossima!

  • Sei tornata, K.
    Non ti sentì un po’ sola in questa terra un tempo frequentata da autori amici?
    Ritrovo il tuo stile, ma è presto per capire se il racconto virerà sul paranormale, anche se sarei pronto a scommetterci. Poi ci farai capire perché nella trama parli di un esercizio di scrittura creativa che ha a che fare con la musica.
    A presto.

    • Ciao, Napo.
      In effetti, ultimamente mi pare che molti autori conosciuti abbiano abbandonato il sito. Qualcuno ancora c’è: sono quelli che ho conosciuto durante il periodo in cui sono rimasta a guardare 😉
      Parlo dell’esercizio di scrittura creativa con la musica per far comprendere, fin dalle prime battute, che non ho pronto un canovaccio, che l’idea è nata per caso e che mi serve l’aiuto dei lettori per sviluppare l’idea. Tutto qui. Sai che nei miei racconti si finisce sempre per andare sul paranormale, scommettendo andresti sul sicuro 🙂
      Grazie per essere tornato a leggermi.

      Alla prossima!

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