I dolci racconti della Morte

La partita

Quando aprì gli occhi, tutto era buio. Si guardò attorno, strizzò le palpebre, ma non riusciva a vedere nulla. Si alzò con fin troppa tranquillità e cercò, allungando le mani un po’ a casaccio, di toccare qualcosa che lo aiutasse ad orientarsi. Non sapeva dove si trovasse, né come ci fosse arrivato, ma non aveva nessuna sensazione di paura.

D’un tratto, la stanza cominciò ad illuminarsi. Non subito, non come un lampo; dolcemente. Come se anche la stanza, proprio come Ettore, si stesse pian piano svegliando. Dopo qualche secondo, tutto fu visibile: Ettore era accostato all’unica porta che c’era nella stanza. Provò ad aprirla, ma non ci riuscì. Si girò di nuovo e si guardò attorno: alla sua sinistra c’era un forno a legna, a destra un lungo tavolo di legno, in fondo una cucina; al centro della stanza, invece, c’era un tavolo da calcio balilla. Ettore fu subito attratto da quel gioco e si avvicinò ad esso. Sembrava che anche i giocatori, divisi in rossi e blu, proprio come Ettore, si trovassero lì per caso. Egli passò con delicatezza una mano sulla superfice lignea e poi, con un dito, con la stessa dolcezza che aveva utilizzato per il tavolo, sfiorò la testa di un difensore dei rossi. Poi alzò lo sguardo.

Davanti a lui vide un uomo. Non gli provocò timore, ma curiosità. Forse anche lui si era risvegliato lì senza nemmeno saperlo?

-Quindi siamo in due a non sapere il motivo della nostra presenza qui?-

L’altro sorrise distogliendo lo sguardo dagli occhi di Ettore.

-Io ce l’ho un motivo per essere qui; sei tu il mio motivo-

Ettore inarcò le sopracciglia e cercò di inquadrare meglio l’uomo che aveva davanti, forse era qualcuno che già conosceva: bassino, grassottello, pochi capelli neri solo ai lati; sorriso dolce, aria amichevole. No, non l’aveva visto da nessuna parte; non lo conosceva affatto.

-Tu saresti?- gli chiese.

-Vuoi sapere il mio nome o ciò che rappresento?-

-Mi vuoi dire perché siamo qui?- disse Ettore spazientito.

L’altro, che fino ad ora era rimasto immobile lì nel suo angolo, fece un passo avanti.

-Sono la Morte-

Dopo quella affermazione, calò un assordante silenzio. Ettore non si scompose, si limitò ad annuire più volte con il capo.

-Beh, dovevo immaginarlo. Però credevo fossi una bellissima donna affascinante-

La Morte allargò le braccia conficcando la testa tra le spalle; poi le fece ricadere ai fianchi.

-E hai anche un nome?- chiese Ettore.

-Verdiano-

-Verdiano? Scusami se te lo chiedo, ma… che nome sarebbe Verdiano?-

-Questo m’hanno dato-

-Chi te l’ha appioppato? Dio?-

-Chi?-

-Lascia stare…-

Ettore sbuffò e si sedette a terra, silenzioso. Nessuno dei due diceva più nulla, nessuno dei due osava muoversi. Ettore si commosse e Verdiano chiuse gli occhi accompagnando il gesto con un lungo e profondo sospiro traballante.

Ettore si alzò con un salto e fissò Verdiano negli occhi. Sorrise.

-Hai mai visto “Il settimo sigillo”?-

La Morte, avendo già capito a cosa si stesse riferendo, sorrise scuotendo il capo. -Qui, però, non abbiamo scacchi-

Ettore, continuando a mantenere lo sguardo fisso su Verdiano, cominciò a battere la mano sul calcio balilla. La Morte buttò gli occhi al cielo, tra un sorriso e un sospiro. -Io non ho perso nemmeno in quel film-.

Cominciarono a giocare con foga. Nessuno dei due voleva cedere, ognuno difendeva la propria porta come poteva.

-Però non si vede nulla- disse Verdiano -dovremmo accendere la luce qui sopra-

Ettore alzò lo sguardo e, proprio mentre vide che sopra di loro non c’era nessuna luce, sentì il rumore della pallina che entrò dentro la porta: la Morte aveva segnato.

-Vuoi giocare sporco allora?- chiese Ettore. Verdiano sorrise; ricominciarono a giocare.

-Posso raccontarti qualcosa della mia vita?- domandò lo sfidante alla Morte.

-Credi che possa distrarmi?- e, con un colpo secco al momento giusto, Ettore fece entrare la pallina nella porta avversaria. Sorrise. Verdiano annuì, allungò una mano per prendere la pallina e, con un colpo deciso, la ributtò in mezzo al campo.

Cosa racconterà Ettore alla Morte?

  • La sua prima esperienza con la morte (25%)
    25
  • La sua prima vera storia d'amore (75%)
    75
  • Il modo in cui ha scoperto di essere malato (0%)
    0
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8 Commenti

  1. bello, è come se lo avessi ascoltato questo episodio più che letto.
    È anche profondo e scende a scandagliare i sentimenti che, anche quando ci sono, restano sepolti.
    Bravo, bel lavoro.
    Vorrei sapere come termina la storia con Laura.

    Buon Anno Nuovo e alla prossima!

  2. Ciao e benvenuto,
    molto interessante questo incipit, forse un po’ precipitoso: avrei rimandato la prima partita al secondo episodio giusto per cominciare a conoscere meglio i due. Originale l’idea di riprendere e rivisitare il tema del famoso film e poi il calcio-balilla era uno dei miei giochi preferiti quando ero più giovane, ho partecipato anche a qualche torneo tra amici, sempre in attacco, che in porta non ci sapevo stare 😉

    Aspetto il seguito e voto per la storia d’amore, visto il genere scelto.

    Alla prossima!

  3. L’idea è originale e divertente, anche se forse avrei omesso il riferimento esplicito al film, dal momento che l’immagine della partita a scacchi con la morte tendenzialmente è nota anche a chi il film non l’ha visto; ma questa è solo una mia opinione personale.
    Ci sono delle cose che stilisticamente non mi sono piaciute molto (d eufoniche, “silenzio assordante” che ormai è un ossimoro troppo scontato), però l’incipit promette bene, vediamo dove andrai a parare. Voto per raccontare la storia d’amore, visto che è l’unica che sembra non avere a che fare con la morte e mi sembra meglio partire da questa. A presto!

  4. Lorenzo ha detto:

    Capitolo molto diverso dal primo e anche più bello, a mio parere. Sembra quasi un monologo teatrale, con il racconto della sua storia rivolto a un interlocutore muto, e secondo me ti è riuscito benissimo! Voto per sapere come è finita la storia con Laura, a presto 😀

  5. keziarica ha detto:

    bello, è come se lo avessi ascoltato questo episodio più che letto.
    È anche profondo e scende a scandagliare i sentimenti che, anche quando ci sono, restano sepolti.
    Bravo, bel lavoro.
    Vorrei sapere come termina la storia con Laura.

    Buon Anno Nuovo e alla prossima!

  6. keziarica ha detto:

    Ciao e benvenuto,
    molto interessante questo incipit, forse un po’ precipitoso: avrei rimandato la prima partita al secondo episodio giusto per cominciare a conoscere meglio i due. Originale l’idea di riprendere e rivisitare il tema del famoso film e poi il calcio-balilla era uno dei miei giochi preferiti quando ero più giovane, ho partecipato anche a qualche torneo tra amici, sempre in attacco, che in porta non ci sapevo stare 😉

    Aspetto il seguito e voto per la storia d’amore, visto il genere scelto.

    Alla prossima!

    • Luigigi77 ha detto:

      Grazie anche te per il commento! Purtroppo il fatto che gli episodi siano 10 e ogni episodio di 5000 caratteri mi “costringe” in un certo senso a correre. Però sto pensando a come fare per andare un po’ più piano. Ti ringrazio!

  7. Lorenzo ha detto:

    L’idea è originale e divertente, anche se forse avrei omesso il riferimento esplicito al film, dal momento che l’immagine della partita a scacchi con la morte tendenzialmente è nota anche a chi il film non l’ha visto; ma questa è solo una mia opinione personale.
    Ci sono delle cose che stilisticamente non mi sono piaciute molto (d eufoniche, “silenzio assordante” che ormai è un ossimoro troppo scontato), però l’incipit promette bene, vediamo dove andrai a parare. Voto per raccontare la storia d’amore, visto che è l’unica che sembra non avere a che fare con la morte e mi sembra meglio partire da questa. A presto!

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