I dolci racconti della Morte

Dove eravamo rimasti?

Cosa racconterà Ettore alla Morte? La sua prima vera storia d'amore (75%)

Laura

Io son stato tutta la vita malato, anche prima di sapere del tumore. Sai qual era la mia malattia? La noia. Sì, la noia. La vita m’ha sempre annoiato. Hai presente quel tipo di noia domenicale? Quella che ti viene non perché non hai nulla da fare, ma perché non vuoi fare nulla. Ecco, quella noia lì. Io non sono mai stato noioso, anzi; mi sono anche divertito nella mia vita. Tutto, però, era sempre filtrato dal punto di vista della noia. Anche le relazioni amorose, anche quelle, sì, anche quelle mi mettevano noia. Non che non provassi emozioni, attenzione; solo che avevano la stessa durata di una stella cadente: esplodevano in modo intenso, per poi andare a sciuparsi col tempo. Le provavo le emozioni, davvero. Le ragazze con cui sono stato le ho amate veramente, non per finta. Non ho mai finto in vita mia. Solo che, dopo un po’, dopo aver dato loro tutto ciò che avevo, la passione finiva, l’amore appassiva, e io m’annoiavo. Solo due relazioni sono state più serie delle altre.

La prima ragazza seria che ho mai avuto nella mia vita è stata Laura, l’ho conosciuta prima di scoprire la malattia. Io potevo avere… diciotto anni, credo. Non ne sono sicuro. Comunque sia, prima di allora non avevo mai avuto nessuna ragazza; ma dopo la maggiore età cominciai ad aver paura della solitudine e per questo cominciò il mio interesse verso le ragazze. Per me l’amore è sempre stato questo, paura della solitudine. Dato che nasci solo e muori solo, almeno quello che c’è in mezzo lo passi insieme a qualcuno, no? Ricordo che era una festa di compleanno di un mio amico, Meo. Con lui ci conosciamo fin da quando siamo bambini. Cosa dici? Certo, anche la nostra amicizia m’ha annoiato, ma a quella ormai ci sono abituato. Uscire con lui, parlargli… ormai lo faccio meccanicamente, neanche mi accorgo della noia che pervade la nostra relazione. Non farmi divagare… insomma, Laura era una sua collega all’Università. Quella sera la vidi ma, vigliacco come sono, ebbi soltanto la forza di fissarla per tutta la serata, non mi avvicinai mai. Non le dissi neanche una parola. Mi feci dire il suo nome da Meo e poi la contattai su un social. Mi facevo schifo per questo, mi sentivo un lurido verme vigliacco che non ha neanche il coraggio di guardare una persona dritto negli occhi, ma tant’è.

Quando capii che io le piacevo, decisi che lei sarebbe stata la ragazza con cui avrei dovuto passare tutta la mia vita. Tanto mi dicevo che qualsiasi relazione mi avrebbe annoiato, quindi era inutile continuare a cercare. Dovevo abituarmi alla noia, dovevo accettarla; se no sarei rimasto solo per tutta la vita. Meglio la noia o la solitudine? Meglio la noia, te lo dico io Verdia’, meglio la noia. I primi tempi è andato tutto bene, come ti ho già detto, durante il primo periodo provo belle emozioni, sempre. Ricordo ancora quanto ho tremato per il primo bacio e ricordo pure quanto ero eccitato la prima volta che abbiamo fatto l’amore. Poi, però, quelle labbra non mi facevano più tremare; quel corpo, nudo, sopra di me era diventato… normale. Era subentrata la noia, come al solito. Io provavo a farmi forza, a dirmi che dovevo resistere se non volevo restare da solo; ma la noia era troppo forte. Era così forte da farmi star male. Sai che speravo? Speravo di trovarla un giorno abbracciata a qualcun altro. Mi sarei arrabbiato, avrei sofferto, avrei pianto, ma avrei provato delle emozioni diverse dalla stramaledettissima noia. Invece niente, mi è sempre stata fedele. Non è ironico pensare che, per una volta, un tradimento avrebbe salvato la relazione? Ma lei mi amava così tanto. Anche io, giuro, anche io l’amavo. Mi ero solo stancato di farlo, tutto qui. Ti faccio schifo vero? Lo vedo, lo vedo che mi stai giudicando. Ma che posso farci se sono nato così? Che posso farci? Avrei tanto aver voluto passare la vita insieme a lei, ma non volevo. Cosa posso farci? Sono forse malato? Sì, sono malato. Te l’ho detto, son sempre stato malato, fin dalla nascita, fin da prima che scoprissi questa malattia.

È stato divertente il modo in cui ci siamo lasciati…

E adesso cosa racconterà Ettore?

  • La storia della sua malattia (0%)
    0
  • Il suo secondo amore (0%)
    0
  • La fine della storia con Laura (100%)
    100
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8 Commenti

  1. bello, è come se lo avessi ascoltato questo episodio più che letto.
    È anche profondo e scende a scandagliare i sentimenti che, anche quando ci sono, restano sepolti.
    Bravo, bel lavoro.
    Vorrei sapere come termina la storia con Laura.

    Buon Anno Nuovo e alla prossima!

  2. Ciao e benvenuto,
    molto interessante questo incipit, forse un po’ precipitoso: avrei rimandato la prima partita al secondo episodio giusto per cominciare a conoscere meglio i due. Originale l’idea di riprendere e rivisitare il tema del famoso film e poi il calcio-balilla era uno dei miei giochi preferiti quando ero più giovane, ho partecipato anche a qualche torneo tra amici, sempre in attacco, che in porta non ci sapevo stare 😉

    Aspetto il seguito e voto per la storia d’amore, visto il genere scelto.

    Alla prossima!

  3. L’idea è originale e divertente, anche se forse avrei omesso il riferimento esplicito al film, dal momento che l’immagine della partita a scacchi con la morte tendenzialmente è nota anche a chi il film non l’ha visto; ma questa è solo una mia opinione personale.
    Ci sono delle cose che stilisticamente non mi sono piaciute molto (d eufoniche, “silenzio assordante” che ormai è un ossimoro troppo scontato), però l’incipit promette bene, vediamo dove andrai a parare. Voto per raccontare la storia d’amore, visto che è l’unica che sembra non avere a che fare con la morte e mi sembra meglio partire da questa. A presto!

  4. Lorenzo ha detto:

    Capitolo molto diverso dal primo e anche più bello, a mio parere. Sembra quasi un monologo teatrale, con il racconto della sua storia rivolto a un interlocutore muto, e secondo me ti è riuscito benissimo! Voto per sapere come è finita la storia con Laura, a presto 😀

  5. keziarica ha detto:

    bello, è come se lo avessi ascoltato questo episodio più che letto.
    È anche profondo e scende a scandagliare i sentimenti che, anche quando ci sono, restano sepolti.
    Bravo, bel lavoro.
    Vorrei sapere come termina la storia con Laura.

    Buon Anno Nuovo e alla prossima!

  6. keziarica ha detto:

    Ciao e benvenuto,
    molto interessante questo incipit, forse un po’ precipitoso: avrei rimandato la prima partita al secondo episodio giusto per cominciare a conoscere meglio i due. Originale l’idea di riprendere e rivisitare il tema del famoso film e poi il calcio-balilla era uno dei miei giochi preferiti quando ero più giovane, ho partecipato anche a qualche torneo tra amici, sempre in attacco, che in porta non ci sapevo stare 😉

    Aspetto il seguito e voto per la storia d’amore, visto il genere scelto.

    Alla prossima!

    • Luigigi77 ha detto:

      Grazie anche te per il commento! Purtroppo il fatto che gli episodi siano 10 e ogni episodio di 5000 caratteri mi “costringe” in un certo senso a correre. Però sto pensando a come fare per andare un po’ più piano. Ti ringrazio!

  7. Lorenzo ha detto:

    L’idea è originale e divertente, anche se forse avrei omesso il riferimento esplicito al film, dal momento che l’immagine della partita a scacchi con la morte tendenzialmente è nota anche a chi il film non l’ha visto; ma questa è solo una mia opinione personale.
    Ci sono delle cose che stilisticamente non mi sono piaciute molto (d eufoniche, “silenzio assordante” che ormai è un ossimoro troppo scontato), però l’incipit promette bene, vediamo dove andrai a parare. Voto per raccontare la storia d’amore, visto che è l’unica che sembra non avere a che fare con la morte e mi sembra meglio partire da questa. A presto!

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