La Battaglia di Aricia

Dove eravamo rimasti?

Cosa confiderá Paolo a Cristina? Gianluca è una spia etrusca tra le nostre file. Per questo ha costretto Dante a proporre l'attacco in campo aperto. (50%)

La battaglia

Penso che Gianluca sia una spia degli Etruschi. Questa frase rimbombava nella testa di Cristina da quando Paolo le aveva confessato i suoi sospetti. I pensieri si attorcigliavano nella sua testa. Prima si soffermavano sulle motivazioni che potessero spingere il generale a tradire il suo popolo. Adesso invece la giovane si domandava come fermarne le azioni in vista dell’imminente battaglia.

Proprio in quel momento, Dante apparve in fondo alla piazza e si avvicinò alla sacerdotessa con passo marziale.

“Cristina, ti volevo chiedere informazioni su come avete pensato di organizzare gli uomini” fece Dante con il suo solito piglio deciso.

“Sì, Dante” esordì con voce un po’ incrinata Cristina. Devi stare calma, pensò. Probabilmente Dante non sa del suo maestro. “Volevamo creare squadre miste con guerrieri, un mago e una sacerdotessa. Cosa ne pensi?”

“Mi sembra ottimo, così le truppe saranno più protette da attacchi a distanza degli Etruschi. Io e Gianluca comanderemo le diverse squadre dalle mura, spostandoci dove più necessario.”

“Va benissimo” la ragazza fece una pausa prima di proseguire. “Però volevo chiederti un favore rispetto a Gianluca. Potresti tenerlo d’occhio per me durante la battaglia? Non vorrei che facesse gesti troppo avventati e si lasciasse troppo andare a uno scontro aperto. In caso di movimenti sospetti fammi sapere, per favore.”

Dante si fece subito sospettoso a questa richiesta di Cristina. Perché voleva che fosse proprio lui a controllare il suo maestro? E che strani movimenti si aspettava da Gianluca? “Va benissimo, Cristina, ci darò un occhio io” rispose il giovane con fare noncurante. “Ti serve altro?”

“Per adesso è tutto Dante, grazie mille.”

“Bene allora” fece Dante, ma non andò subito via come immaginava Cristina.

“Che ti succede?”

“Niente, solo che temo per quanti di noi cadranno in questa battaglia e sento la responsabilità del nostro popolo su di noi.”

“Vero. Anche io mi sento molto responsabile per il nostro destino. Spero solo che riusciremo a resistere e a proteggere i nostri amati luoghi.”

“Lo spero, anch’io” Dante sorrise leggermente, anche se rimaneva il sospetto per l’atteggiamento della giovane. “Ci vediamo dopo sacerdotessa.”

———

Una campana batteva i suoi colpi nella foschia più totale. La sommità della torre non era visibile da dove si trovavano. Cristina però sapeva bene il significato di quei rintocchi: il nemico era alle porte e visibile dalle sentinelle Aricine. L’alba sorgeva da dietro le colline e gli uomini si schierarono velocemente sulle mura. Prima gli arcieri, poi le squadre di difesa pronte a respingere chiunque tenti di scalare le mura.

D’improvviso una voce giunse tonante dal fondo della valle. “Aricini. Arrendetevi qui ed ora e non vi sarà torto un capello. Continuerete le vostre vite come colonia Etrusca e per voi sarà tutto come prima. Vi sarà concesso di pregare i vostri dei, amare le vostri mogli e mariti, prendervi cura dei vostri figli. Aprite il portone e uscite per consegnarvi alla potenza Etrusca.”

Cristina era nelle retrovie e non riusciva a capire bene chi parlasse. Ma poteva immaginarlo: Arronte, il comandante in carica del contingente Etrusco.

“Non cederemo mai di fronte a degli assassini come voi” la voce di Pietro era sicura e determinata. “Se volete la nostra roccaforte dovrete pagarla col sangue.”

Un messaggio ben chiaro arrivò in risposta dall’altra parte delle mura. Una freccia, scoccata da una distanza abissale, che si conficcò proprio davanti ai piedi di Pietro. La battaglia iniziava.

“Ci siamo, arcieri in posizione” ordinò Gianluca dalle mura. “E forza con quelle barriere magiche o saremmo allo spiedo in qualche minuto.”

Gli arcieri etruschi iniziarono l’offensiva, lanciando miriadi di frecce agli Aricini sulle mura. Maghi nel frattempo alzavano barriere per proteggere fanteria pesante e scalatori, che iniziarono ad avvicinarsi per tentare la scalata. La battaglia inizialmente a distanza e di studio, si infiammò quando le prime scale Etrusche raggiunsero le mura. Gli uomini salivano e venivano respinti in basso, ma alcuni di loro riuscivano a scalare e a iniziare il corpo a corpo. Sulle mura Dante e Gianluca combattevano come un sol corpo, mietendo i nemici che apparivano dalla cima delle scale, bruciandone altri con le loro magie di fuoco. Paolo e Claudia, insieme al contingente di maghi d’assalto, lanciava magie di terra ad ampio raggio, per dividere i ranghi nemici e fiaccarne il morale. Cristina coordinava invece le guarigioni sul campo, insieme alle altre sacerdotesse. Tanti giovani ragazzi cadevano vittima degli Etruschi, ma gli Aricini stavano combattendo senza seconde possibilità: oggi era vita o morte per i loro cari.

Poi d’improvviso ci fu un bagliore. Cristina lo vide subito: l’arco teso di Arronte, che scoccava dalla cima di una collinetta sul lato est delle mura. La scia della freccia, potenziata con magia d’aria. Il tempo si fermò sul campo di battaglia.

Verso chi è diretta la freccia scoccata da Arronte?

  • Claudia (20%)
    20
  • Gianluca (20%)
    20
  • Dante (60%)
    60
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22 Commenti

    • Grande Red grazie per aver letto anche questo episodio! Essì per Dante era giunta l’ora, ma ha fatto del suo meglio per respingere gli Etruschi.
      Vediamo come Cristina ascolterà dei e uomini e al prossimo episodio!

      P.S. Ancora complimenti per il finale dell’Androide, aspetto la prossima storia con impazienza!

  • Sempre più avvincente, Dante sarebbe stato l’eroe perfetto e forse proprio per questo un colpo di scena così apre a molteplici possibilità.
    Personalmente, non contemplo la fuga come opzione: Vincere o Morire!!!!!!!!!! (chiaramente in questo contesto eh!!! =P )
    Daje Aricì!!!!

  • Ciao Riccardo! Ho recuperato il racconto solo ora e ti devo fare i complimenti per come la trama stia scorrendo fluida e per l’eccezionale capacità di formulare opzioni sempre interessanti. Mai una volta ho avuto l’impressione che la scelta non avesse un impatto decisivo sul prosieguo della storia.
    Ti seguo e attendo il prossimo capitolo, a presto 😀

  • Io voto di prepararsi all’assedio: il campo aperto mi sembra un suicidio ed il lasciare il campo agli avversari rischia di ripercuotersi malamente. Tuttavia ricordiamoci che abbiamo anche maghi in questo assedio, sia da una parte che dall’altra. Non saranno topi in trappola ma non sarà nemmeno facile.

    Ciao 🙂

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