La Battaglia di Aricia

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Cristina per aiutare gli Aricini? Chiederà aiuto alla sua dea per indicarle la giusta via da seguire (70%)

Diana

Cristina camminava con la sensazione di rispondere a un richiamo antico, presente nella terra che calpestava, nell’aria che respirava e nel sole che sorgeva da dietro le colline Aricine. Aveva salito quel pendio ogni mattina, ma quel giorno aveva un valore diverso: oggi era la messaggera del volere della sua Dea, e dipendeva da lei interpretarne i messaggi per salvare il proprio popolo.

Cristina giunse nei pressi del tempo e si fermò ad ammirarne la semplice facciata, costruita con le pietre vulcaniche provenienti dal lago di Nemi. Innanzi a lei, sulla porta del luogo di culto, rilesse ancora una volta l’antica scritta: ‘Che la purezza guidi i tuoi passi’. Quante volte aveva pensato al significato di quelle parole, nel corso dei suoi studi e una volta divenuta sacerdotessa. Solo con la vera purezza nel mio cuore, con la mente sgombra da legami e dal senso di colpa che sento, riuscirò a capire il vero nemico degli Aricini.

La ragazza proseguì all’interno del tempio illuminato dai timidi raggi di Sole. Si avvicinò alla statua della dea Diana, bellissima e fiera, che studiava il volto della giovane dall’alto. E iniziò a pregare…Pregò con tutte le sue forze che Diana le mostrasse il cammino, che gli facesse capire come agire, di chi fidarsi, come riscattare le anime perdute dei suoi compagni salvandone la memoria. Restò inginocchiata sull’altare diverse ore, ma nessuna illuminazione, nessun segno gli arrivò alla mente: solo un silenzio tombale avvolgeva il tempio.

Che Diana le avesse voltato le spalle? pensò la sacerdotessa. Cristina guardò un’ultima volta la statua prima di uscire e raggiungere il parco situato dietro il tempio. Lì spesso trovava rifugio per rilassarsi e gioire della bellissima natura intorno a lei. Arrivata nel parco però, si sentì immediatamente spossata, stanchissima, come dopo aver camminato tutto il giorno. Senza nemmeno accorgersene, scivolò nel sonno appoggiandosi all’albero sacro dedicato alla sua salvatrice.

—–

Cristina aprì gli occhi e si risvegliò in una grotta. Dal soffitto calavano grossi goccioloni d’acqua e l’intero ambiente era avvolto da un’intensa nebbia. Faceva freddo, ma la sacerdotessa si sentì avvampare dentro di sé, scossa da senso di urgenza che non riusciva a spiegare. D’improvviso un terremoto sconvolse le pareti della grotta, e le stalattiti iniziarono a franare dalla volta. L’unica uscita visibile era proprio davanti a lei: una piccola apertura appena emersa dalla foschia. Cristina si lanciò nel tunnel, che divenne immediatamente ripidissimo: l’atterraggio fu poco piacevole, ma non c’era tempo per fermarsi a valutare i danni.

Tre porte di ferro si aprivano davanti alla sacerdotessa: su quella a sinistra era incisa una bacchetta, simile a quelle da mago usate dagli Etruschi; invece su quella di destra una spada lunga, di fattura paragonabile a quelle Aricine. Al centro si ergeva maestosa l’effige di una vanga, più grande e luminosa di quelle delle altre due, molto simile a quelle usate per curare i campi dietro il tempio di Diana. Cristina rimase un attimo indecisa sul da farsi, ma poi sentì chiaramente la presenza di Diana dietro di sé.

Cristina varcò la porta centrale proprio mentre la parete dietro di lei crollava, e fu investita da un’ondata di luce.

Dove, o meglio quando, si risveglierà Cristina?

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32 Commenti

    • Grande Red grazie per aver letto anche questo episodio! Essì per Dante era giunta l’ora, ma ha fatto del suo meglio per respingere gli Etruschi.
      Vediamo come Cristina ascolterà dei e uomini e al prossimo episodio!

      P.S. Ancora complimenti per il finale dell’Androide, aspetto la prossima storia con impazienza!

  • Sempre più avvincente, Dante sarebbe stato l’eroe perfetto e forse proprio per questo un colpo di scena così apre a molteplici possibilità.
    Personalmente, non contemplo la fuga come opzione: Vincere o Morire!!!!!!!!!! (chiaramente in questo contesto eh!!! =P )
    Daje Aricì!!!!

  • Ciao Riccardo! Ho recuperato il racconto solo ora e ti devo fare i complimenti per come la trama stia scorrendo fluida e per l’eccezionale capacità di formulare opzioni sempre interessanti. Mai una volta ho avuto l’impressione che la scelta non avesse un impatto decisivo sul prosieguo della storia.
    Ti seguo e attendo il prossimo capitolo, a presto 😀

  • Io voto di prepararsi all’assedio: il campo aperto mi sembra un suicidio ed il lasciare il campo agli avversari rischia di ripercuotersi malamente. Tuttavia ricordiamoci che abbiamo anche maghi in questo assedio, sia da una parte che dall’altra. Non saranno topi in trappola ma non sarà nemmeno facile.

    Ciao 🙂

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