La Battaglia di Aricia

Dove eravamo rimasti?

Cosa incontreranno gli Aricini nelle oscure gallerie? Il popolo dei folletti pronto ad aiutarli (60%)

La galleria

Le tenebre circondavano gli Aricini e un terrore sempre più nero ristagnava nei loro cuori. La galleria sembrava interminabile e da diverse ore procedevano ormai nel buio quasi totale, i cunicoli rischiarati solo dalle deboli luci magiche evocate dai maghi.  

Cristina guidava in testa con Paolo, cercando di infondere coraggio a quelli intorno a lei, e soprattutto a sé stessa. Teneva anche d’occhio il mago, aspettando una sua mossa, ben consapevole della sua doppia vita. Al momento giusto saprò cosa fare? pensò la giovane in preda alla tensione. 

Mentre Cristina era assorta nei suoi pensieri, giunse un rumore di passi, flebile ma che sembrava provenire da poco più avanti. D’improvviso una luce, accecante, fortissima, che costrinse gli avventurieri a ripararsi il viso. La sagoma di un essere piccolo, alto mezzo metro, si era materializzata di fronte a loro. La figura complessiva ricordava quella dei folletti, ma con una differenza sostanziale: un sorriso beffardo atteggiava il volto dell’essere. Una smorfia che alludeva ai pericoli di quel viaggio e a ciò che attendeva gli Aricini.

“Salve, viaggiatori. Io sono Ulnar, il guardiano di queste gallerie. Il nostro popolo vive qui sotto da innumerevoli eoni, stanco delle continue battaglie e barbarie del popolo di sopra. Cosa vi spinge fino a qui?”

“Ci serve trovare un passaggio per l’altro capo della montagna, gentile Ulnar”, rispose prontamente Paolo.

“Noi vogliamo, ci serve… Il solito atteggiamento di superiorità e la millenaria lotta fra gli umani. Niente di cui dovremmo occuparci e che ci riguarda. Siete liberi di passare, vedremo se riuscirete ad orientarvi oppure se finirete come altri avventurieri persi nell’oblio…”

Il folletto si era quasi immerso nell’oscurità da cui era venuto quando Cristina si decise a intervenire. “Ti prego Ulnar. Le nostre intenzioni sono buone, vogliamo evitare lo spreco di vite e far fuggire gli Etruschi dal nostro Paese natio. Non faresti anche tu lo stesso?”

Il folletto, incuriosito dalla giovane, si girò e la guardo dritto negli occhi. “La nostra casa è stata brutalmente distrutta, siamo dovuti fuggire dalle nostre amate foreste. Anche voi dovreste riconoscere che gli etruschi sono troppo superiori, prendere coscienza della verità e fuggire.”

“Vedo che sai molto su quello che succede sulla superficie” lo incalzò la giovane con dolcezza.

“Vero, e so anche cosa vi spinge. Vendetta, odio, brama di potere. Non cambia molto per noi chi vincerà questa guerra.”

“Cosa posso fare per convincerti e aiutarci? Il mio più grande desiderio è conservare la nostra casa, il nostro tempio, la nostra storia…” chiese supplicante la sacerdotessa.

“Mmm… Tu sei diversa dagli altri, giovane ragazza. Una forte luce ti guida e hai molte forze che ti aiuteranno nel tuo viaggio. Promettimi che scambierei la sete di vendetta con la comprensione e vi aiuterò nella vostra impresa.”

“Lo prometto” rispose seria la giovane.

“Bene allora, scelgo di fidarvi di voi ancora una volta. Non me ne fate pentire.”

Il gruppo, con l’aiuto del folletto, riuscì infine ad arrivare al termine dei cunicoli. L’impresa sarebbe stata estrema senza una guida: molte deviazioni diverse, a volte in discesa e altre in salita, con pericoli di cadere in dei crepacci se non segnalati in tempo dal folletto. Infine, una debole luce in fondo ai cunicoli, il mondo pieno di foreste e di vita che accoglie e ridà speranza agli Aricini.

“Ti ringrazio per ciò che hai fatto per noi” sorrise caldamente Cristina. “Farò ciò che mi hai detto, appena se ne presenterà l’occasione.”

“Molto presto dovrai fare una scelta, Cristina” rispose con uno sguardo tetro il folletto. “Non sempre ciò che sembra malvagio lo è veramente.”

Mentre il folletto svolazzava verso i cunicoli sembrava a Cristina che avesse lanciato un’occhiata a Paolo. La prima di vera pena e comprensione.

“Siamo pronti” fece serio il mago, con spirito da leader verso il gruppo. “Proseguiamo verso l’accampamento nemico. Non abbiamo molto tempo, la notte è già alta per tutto il tempo trascorso nelle gallerie. Dobbiamo muoverci.”

Tutti gli sguardi si indirizzarono alla ragazza. Ormai era Cristina la condottiera riconosciuta dal gruppo.

“D’accordo, muoviamoci silenziosamente e con un unico intento. Trovare il nascondiglio di Arronte.” Il dubbio si formava ora in Cristina. Sarà veramente pronto a tutto per la sua brama di potere, oppure non riuscirà a mandare a morte tutti i suoi compagni?

Giunti infine all’ accampamento Etrusco, gli Aricini usarono tutte le loro arti per attraversarlo indisturbati. Improvvisi rumori evocati per distrarre le guardie, magie per silenziare i propri passi e gli immancabili agguati dei guerrieri Aricini alle varie sentinelle insonnolite. 

La tenda di Arronte si ergeva al centro dell’accampamento silenzioso. I guerrieri e i maghi si disposero su tutti i lati, impedendo ogni via di fuga. Cristina, Paolo, Claudia e Gianluca sono pronti a sferrare il loro attacco finale e salvare gli Aricini.

Gran finale: chi troveranno gli Aricini nella tenda di Arronte?

  • La sorella di Paolo, per una riunione inaspettata (20%)
    20
  • Arronte da solo, pronto a combattere a costo della vita (30%)
    30
  • Nessuno, sembra purtroppo un'imboscata (50%)
    50
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49 Commenti

  • Un finale aperto! Chissà se hai intenzione di fare un seguito, prima o poi 🙂

    Giudizio finale sulla storia: molto bella, ben costruita, con qualche incongruenza dovuta alle varie scelte (ma tanto succede dappertutto) 🙂

    Mi complimento e ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red,
      Grazie mille per aver seguito dall’inizio alla fine, soprattutto per aver pazientato nelle varie attese fra i diversi episodi. Grazie per i complimenti, sono super felice di essere arrivato fino alla fine!

      Complimenti per le altre storie che stai facendo, anche di generi diversi. Ci leggiamo alla prossima 🙂

      Rick

  • Ciao
    come accennato nei commenti del mio racconto, eccomi qui.
    Ho letto tutti i capitoli che sono risultati scorrevoli, qualche refuso qua e là ma nulla di preoccupante. Ho notato che non hai utilizzato praticamente mai i 5000 caratteri a disposizione. Posso chiederti il perché? Io faccio una gran fatica a rientrarci! Ogni volta devo tagliare perché scrivo davvero troppo….
    Scelgo Arronte e attendo l’ultimo capitolo.
    A presto,
    Ilaria

    • Grande Red grazie per aver letto anche questo episodio! Essì per Dante era giunta l’ora, ma ha fatto del suo meglio per respingere gli Etruschi.
      Vediamo come Cristina ascolterà dei e uomini e al prossimo episodio!

      P.S. Ancora complimenti per il finale dell’Androide, aspetto la prossima storia con impazienza!

  • Sempre più avvincente, Dante sarebbe stato l’eroe perfetto e forse proprio per questo un colpo di scena così apre a molteplici possibilità.
    Personalmente, non contemplo la fuga come opzione: Vincere o Morire!!!!!!!!!! (chiaramente in questo contesto eh!!! =P )
    Daje Aricì!!!!

  • Ciao Riccardo! Ho recuperato il racconto solo ora e ti devo fare i complimenti per come la trama stia scorrendo fluida e per l’eccezionale capacità di formulare opzioni sempre interessanti. Mai una volta ho avuto l’impressione che la scelta non avesse un impatto decisivo sul prosieguo della storia.
    Ti seguo e attendo il prossimo capitolo, a presto 😀

  • Decisione importante e sono dannatamente indeciso perché tutte e tre mi piacciono un mondo. Mi piacerebbe votare Gianluca come spia Etrusca ma sarebbe scontato, Claudia l’ho vista troppo poco e per questo potrebbe essere la giusta scelta, ma il fatto che Paolo sospetti di Pietro mi gasa di più 😉

    Ciao 🙂

  • Io voto di prepararsi all’assedio: il campo aperto mi sembra un suicidio ed il lasciare il campo agli avversari rischia di ripercuotersi malamente. Tuttavia ricordiamoci che abbiamo anche maghi in questo assedio, sia da una parte che dall’altra. Non saranno topi in trappola ma non sarà nemmeno facile.

    Ciao 🙂

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