La Città Dimenticata

Prologo

Apri gli occhi e ti guardi intorno. La Città è avvolta nel buio più completo, sembra che anche il Sole sotto la Terra abbia smesso di brillare.

Cosa sta succedendo?

Avanzi per le vie lastricate e annerite, appesantite ogni tanto da corpi carbonizzati fermi nelle pose di chi ha tentato fino all’ultimo di fuggire alla propria inevitabile fine.

No, non può essere successo di nuovo.

Giungi di fronte al Grande Albero nella piazza principale e lì trovi una visione tremenda e terrificante: vedi te stesso, appesantito dagli anni e dalla chioma ormai incanutita, appeso per il collo ad uno dei rami più bassi. Ai tuoi piedi, un’ultima nota di addio.

“A chiunque legga questa mia lettera,

mi dispiace che tu mi abbia trovato così e, pegggio, che tu debba condividere il mio fato.

Ho trascorso la mia intera vita in questo posto, girando in cerchio e cercando una via di fuga. Ma ci sono solo due scelte: la morte o la porta della Casa sul Lago.

Io ho fatto l’errore di aprire quella porta. Credevo di poterli salvare se solo avessi trovato quello giusto, ma ogni scelta che compivo mi portava dritto a quella Casa.

Alla fine tutto ciò che che ho imparato è che ci sono cose peggiori della morte. Ti consiglio di imparare dai miei errori: meglio perdere la tua vita ora che cercare di scoprire cosa ci sia dietro a quella porta…

Perché la Casa sul Lago ti chiamerà. E quando lo farà, tu non devi ascoltarla!”

Riponi la lettera e volti lo sguardo in lontananza, verso il debole sciabordio delle onde del Lago. Odi ammetterlo, ma non ti rimane altra scelta.

Non passa molto tempo prima che tu sia pronto a varcare di nuovo le porte della Casa sul Lago. Per quante volte ancora dovrai farlo?

Deglutisci e raddrizzi le spalle, cercando di raccogliere ogni briciola di coraggio.

Fintanto che non riuscirai a salvare tutti.

Appoggi una mano alla maniglia e con uno scatto secco sblocchi la porta. E’ il momento.

L’interno della Casa sul Lago sembra uguale a tutte le altre case: un letto, un focolare spento, un armadio, una scrivania, tanti libri bruciati e rovinati e, proprio al centro, unica differenza degna di nota, una macchina dall’aspetto alieno composta da vari pezzi collegati insieme. Sopra la scrivania, in bella vista tra utensili, libri e fogli sparsi, un singolo rotolo di pergamena recante un sigillo che stenti a riconoscere.

Rompi la ceralacca e lo apri.

“Due anni sono passati da quando ho scoperto questa meravigliosa città disabitata. Altri poi mi seguirono e la nostra comunità crebbe e prosperò sotto la mia guida. Ma, mentre scrivo queste parole sono di nuovo solo. I miei sudditi sono divenuti vittime di un’atrocità incommensurabile.

Ecco perché a costo della mia vita devo aprire un portale che ti porterà nel passato, prima che tutto ciò ebbe inizio. Caro lettore, devi tornare indietro, scoprire cosa ha dato inizio a tutto questo e prevenirlo con ogni mezzo necessario.

Re Ferben

Dodicesimo Mese del Secondo Anno.”

Già, scoprire che cosa ha dato inizio a tutto. Come se fosse semplice.

Con i gesti che ormai sai a memoria, fai tornare in vita la macchina impolverata. Essa si accende, genera un torrente di grani dorati che vengono poi convogliati verso la porta, illuminandola di un bagliore bluastro.

Bene, si ricomincia.

Fai scattare la serratura e, per l’ennesima volta, attraversi le Nebbie del Tempo fino a giungere alla tua tanto amara destinazione.

Chi sei tu, lettore, che ti sei avventurato oltre le Nebbie del Tempo in questa Città Dimenticata?

  • Sono Il Senzaforma, ramingo senza identità e senza scopo. L'unica cosa che so è che nessuno si merita di essere infelice (33%)
    33
  • Sono Narril, piratessa rinomata e terrore dei Sette Mari. Nulla può resistere alla mia spada e al mio coraggio. (67%)
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  • Sono Harron, mago della Corte del Tempo e apprendista Cronomante. Io conosco i Segreti della Visione e nulla può sfuggirmi. (0%)
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3 Commenti

  • Bella l’idea della seconda persona, insieme alla scelta del personaggio alla fine dà un tocco molto videoludico al racconto e potrebbe essere un ottimo modo per sfruttare l’interattività di questo sito! Se fosse stato un racconto qualsiasi, due lettere riportate per intero nel giro di pochi caratteri, mi avrebbero fatto storcere il naso, però immagino che anche questo sia ispirato dai videogiochi.
    Voto per la piratessa Narril, il mago non mi ispira molto mentre il ramingo mi sembra un po’ scontata come scelta. A presto!

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