La Città Dimenticata

Dove eravamo rimasti?

Chi sei tu, lettore, che ti sei avventurato oltre le Nebbie del Tempo in questa Città Dimenticata? Sono Narril, piratessa rinomata e terrore dei Sette Mari. Nulla può resistere alla mia spada e al mio coraggio. (67%)

Capitolo I

Una luce fortissima ti costringe a chiudere gli occhi e a portarti una mano davanti al viso. Ti trovi proprio sulle sponde del Lago e, proprio di fronte a te vi è un lungo ponte di legno che conduce verso la Città.

Controlli che le tue armi ed attrezzature siano ancora al loro posto e ti incammini per la passerella di legno, verso la Cerchia Inferiore di case.

“Ehi, cosa ci fai tu qui? Ti sei persa?”

Il tuo sguardo corre verso l’uomo seduto sul ciglio del ponte. Ha un’aria abbastanza ordinaria, lineamenti anonimi, capelli corti come se ne vedono tanti in giro e vestiti consunti da contadino.

“Ehi, dico a te.”

“Sì, ti ho sentito. Scusa è che sono nuova di qui e non so bene dove andare.”

“Ah, capisco. Beh, io sono Herion, piacere di conoscerti.”

“Piacere, Narril.”

Herion ti squadra da capo a piedi, soffermandosi in particolare sulla spada appesa alla tua cintura.

“Hai intenzione di portartela dietro?”

“Cosa? Ah, questa? Sì, dove ci sono io viene lei. E no non ho intenzione di uccidere nessuno, tranquillo.”

“Ah, bene. Anche perché qui vige una certa legge…”

“Vuoi dire la Legge degli Antichi? ‘I molti pagheranno per il peccato dell’uno’.” citi a memoria.

“E tu come fai a saperlo?”

“Mi sono informata prima di venire qui.”

“Bene. Allora, visto che sei appena arrivata, conviene che tu vada a vedere Re Ferben. E’ lui che comanda qui.”

“Lo so.”

“Accidenti, sai molte cose per essere appena arrivata. Hai bisogno che ti accompagni?”

“No, faccio da sola.”

“Come vuoi…” risponde Herion, scrollando le spalle e lanciandoti un’occhiata sospettosa.

Raddrizzi la schiena e ti incammini per le strade della Città, diretta alla mole immensa della Cittadella. Ogni angolo, ogni minimo dettaglio ti risulta così dannatamente familiare, come se vivessi lì da una vita. 

Scuoti la testa. Non devi lasciare che questi pensieri ti distraggano dalla tua missione: trovare il colpevole. Il prossimo passo sarà andare dal Re.

Mentre cammini per le vie della città, noti una ragazza dai lunghi capelli neri e dal viso orrendamente sfigurato sul lato sinistro parlare con un uomo dalla lunga tunica blu con rune arcane e simboli magici ricamati sopra.

“Salve Urion. Che ne dici, potrebbe infrangere la Legge degli Antichi se io…”

“Assolutamente no, Morwen.”

“Insomma, non credo di fare niente di male.”

“Ho detto no!”

Bene, ancora quei pensieri. Fantastico.

***

La Cittadella è in assoluto uno degli edifici più imponenti dell’intera Città Dimenticata. Essa contiene, sparsi su quattro piani, una serie di alloggi per l’elite della Città, una cucina, una serie di magazzini, una sala da bagno e una sala per le riunioni. A quell’ora della mattina è quasi deserta, mentre la gente ancora dorme. Sali fino all’ultimo piano e attraversi il lungo corridoio fino a raggiungere una porta custodita da una sorta di cane-lupo antropomorfo, dalle orecchie orrendamente deformate e ridotte a brandelli di carne flaccida.

“GAURCHON
Abitazione: Cittadella, primo piano, stanza 2
Ruolo: Guardia della Cittadella
Note: Completamente sordo. Perfetto!”

Gli occhi celesti ti fissano, mentre la sua lingua scatta tra le fauci  e la sua mano accarezza l’elsa della corta spada che porta alla cintura.

“Chi sei?”

“Sono Narril.” gli rispondi, per niente intimidita. “Sono qui per vedere il Re.”

“Cosa?”

“SONO QUI PER VEDERE IL RE!” urli a pieni polmoni.

In quel momento una voce nasale risuonò da oltre la porta. 

“Ehi, Gaur, chi è che vuole vedermi?”

“Una certa Narril, mio Re.”

La porta si apre e un uomo dai corti capelli arruffati e dalla lunga barba incolta fa la sua comparsa. I suoi vestiti e la sua corona sono pregiati, anche se non sembrano tenuti nel migliore dei modi, come tutto di quella persona.

“Allora, cosa volete da questo umile sovrano?”

“Ecco, ci sarebbe un posto in cui parlare in privato?”

“Ma certo, mia cara. Venite nelle mie stanze, lì potremmo parlare senza che nessuno ci disturbi…”

“Allora…” fa lui poi, chiudendosi la porta alle spalle. “Cosa siete venuti a dirmi?”

Per tutta risposta tu tiri fuori dalla tasca la lettera che il Re avrebbe scritto di lì a poco e gliela porgi.

“Accidenti, e questa? Sembra proprio che l’abbia scritta io. Una catastrofe imminente… Cosa mai potrebbe essere?”

“Forse ha qualcosa a che fare con la Legge degli Antichi?”

“Dici? Potrebbe darsi… Secondo Uiron se anche solo una persona infrangerebbe la Legge degli Antichi una grande calamità si abbatterebbe su di noi.”

Il Re ci riflette un attimo. 

“Beh, direi che potremmo fare così: tu sei venuta qui per indagare sulla catastrofe e io ho intenzione di offrirti tutto l’aiuto di cui potresti avere bisogno. In cambio voglio che tu mi tenga informato sui tuoi progressi. Che dici, accetti?”

Accetterai la proposta di Re Ferben? Avere aiuto in cambio di informazioni?

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3 Commenti

  • Bella l’idea della seconda persona, insieme alla scelta del personaggio alla fine dà un tocco molto videoludico al racconto e potrebbe essere un ottimo modo per sfruttare l’interattività di questo sito! Se fosse stato un racconto qualsiasi, due lettere riportate per intero nel giro di pochi caratteri, mi avrebbero fatto storcere il naso, però immagino che anche questo sia ispirato dai videogiochi.
    Voto per la piratessa Narril, il mago non mi ispira molto mentre il ramingo mi sembra un po’ scontata come scelta. A presto!

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