tracce di noi

Lo scatto

La piccola uscì dal capanno eletto da Aldo a casa per vivere,  ma prima, per un istante, fermò l’esile figura sulla soglia. Esitava a gettarsi tra le braccia di quel mare bianco di luce là fuori, oppure  semplicemente ne godeva  il primo sguardo? Aldo  guardò prima distrattamente  alla siluette buffa e gentile, famigliare, di lei; poi fermò l’attenzione, come colto da un’ispirazione. Gli sembrò che Lalla entrasse in un ascensore verso l’infinito mentre il rustico ambiente  dove lui stava era destinato a rimanere inchiodato alle terra e alle tenebre.  Tale era il contrasto che tutto attorno a lui  appariva di un nero insolente, resistente anche alla piccola finestra che tentava di mediare tra due mondi: tra la potenza di quel nero e l’esagerato impeto del bianco di fuori.

Aldo prese la fotocamera e scattò.

Mille volte, diecimila, aveva premuto quel pulsante dal riflesso leggermente ritardato che alimentava un attimo di ansia, mentre in realtà rispondeva ad una logica meccanica voluta da un chissà chi, finalizzata ad ottenere un ottimo scatto. Quella piccola macchina nera e metallica aveva bisogno di calcolare, pesare la luce e catturarla in un fotogramma solo. Per ammirarne il lavoro non c’era bisogno di aspettare come capitava tanto tempo prima. Ora col digitale era tutto  facile, si poteva sempre correggere o ritentare. Lalla comunque non c’era più. Inutile riprovare, stavolta si doveva accontentare. Allora decise di non guardare: la foto doveva rimanere sospesa. L’avrebbe guardata più tardi quando l’emozione persa del momento sarebbe forse rinata per essere goduta e spesa… dopo: nel tempo a venire. Chissà se era riuscita…  forse sì; in fondo quello era il suo lavoro, era quello che Aldo si aspettava.

Erano passati anni da quando una identica impressione gli si era stampata in mente. Il suo amore di ragazzo che spariva nel vuoto…  e  in un altro vuoto lo rigettava senza pietà, senza cedere  alle lusinghe che lui aveva a lungo  esercitato  per trattenerla.

Era stato un addio. Era stata, quella, l’ultima volta che l’aveva vista anche se ostinatamente l’aveva poi cercata in ogni dove. Lei era letteralmente scomparsa, aveva cancellato benissimo le tracce dietro di sé e tutte le porte alle quali Aldo aveva bussato erano sembrate inchiodate a mura disabitate.

Il tempo, poi, aveva fatto il suo lavoro: modificato il suo viso, innalzati muri, scavati solchi, aveva marcato  tagli profondissimi nella memoria. Eppure il tempo  spesso sbaglia i conti con l’amore. L’amore  se ne frega di tutto: figuriamoci del tempo.

Lalla adesso era il suo unico amore.

L’amore non si merita, non si guadagna: l’amore si ispira”. Pensava Aldo ispirato da lei e dalla fotografia. Lalla era la sua modella preferita. Condivideva ormai da anni la sua casa fatta di assi e bandoni ondulati trovati in giro quando ne aveva voglia. Lalla, Lalla, Lalla: era la sua musa: adesso la sua ragione unica di vita, col suo carattere allegro, indifferente.

Lalla non aveva mai freddo, la febbre non sapeva che fosse, le piacevano gli insetti, giocava con loro come con tutti gli animali. Lalla si vestiva di quello che trovava con lui andando in giro a cercare nell’usato; oppure  là dove strane cose riposavano  come per farsi trovare.

Eppure anche per lei era arrivato il giorno in cui i desideri avrebbero avuto il sopravvento sui suoi stessi sogni. Lei che al massimo sognava un cane, un vestito colorato, un paio di scarpe nuove di quelle che non aveva mai avute, ora desiderava andare via. Il desiderio di andare via è il più difficile da combattere e il più facile da realizzare, e  lei lo aveva scelto.

Lalla ne aveva abbastanza: era cresciuta e c’era da aspettarselo. Il giorno prima aveva detto a lui che lo avrebbe lasciato “solo nel suo lercio tugurio”; e che ne aveva abbastanza di quella che proprio vita non era. Era stufa di arrancare arrampicando su per un sentiero scivoloso verso luoghi aspri  sempre più freddi e inospitali.

Aveva atteso il sole perché, disse, fuggire di notte non è onesto. Lei non voleva fuggire, voleva solo andare via. Aveva riempito le tasche di cianfrusaglie indispensabili ed era uscita. Le “scarpacce”  di stoffa, spaiate, trovate in giro, però, non stavano più insieme: doveva cercarne altre. Erano la prima cosa di cui aveva bisogno:  per poter  andare lontano avrebbe dovuto camminare.

Un nuovo scatto della fotocamera fermò il suo impeto. Quello scatto era la voce di un uomo senza più voce, era l’unica cosa che avevano, e la legava  intimamente a lui. Lo scatto fermò il tempo; fece il suo lavoro; lo fece bene. Lalla e il suo andare via… era tutto di colpo inutile, lui ne avrebbe conservata la memoria meccanica, verosimile, realistica,  la cui fissità era la negazione stessa  del concetto di fuga.

La luce che prorompeva dalla piccola porta  fu parzialmente oscurata da una figura.

Era lei che tornava.

«Ti servono un paio di scarpe.» Disse una voce dal buio. «Domani è Natale, saranno il mio regalo.»

Il salto fuori della trincea, verso l'ignoto, non è riuscito. Che succederà adesso?

  • Aldo le impedirà in qualche modo di andare via (50%)
    50
  • Lalla rimanderà la partenza a quando avrà le scarpe nuove (50%)
    50
  • Lalla resterà senza condizioni (0%)
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25 Commenti

  1. Un lavoro, un amore e un nemico.
    Ciao, Fenderman.
    Il capitolo è scritto bene, non ci sono sbavature e tutto fila come i due ragazzi tra la gente. Hai reso molto bene gli ambienti, gli umori e il tempo in cui si svolgono i fatti. Ora resta da capire che cosa sia accaduto davvero. È una sorta di sogno quello in cui si trova Lalla? Attraverso la fotografia, Aldo le racconta una storia a cui le prende parte attivamente? Perdonami, ma sono un po’ dura di comprendonio 😉
    Al di là di tutto, questo capitolo è molto bello e racchiude, come sempre, tanta poesia. Bravo.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie. Quale che sia la strada tracciata più dai lettori che da me, cercherò di percorrerla con ben salda l’intenzione di confrontarmi con le leggi e i limiti che il tempo pone alle nostre vite. Sarà un viaggio fatto di illusioni e allusioni ai nostri limiti, alle nostre possibilità. Tutto questo può essere tragico o poetico: io immagino che trattando il tutto con un po’ di ironia e gioco si possa rimanere agganciati alla vena “poetica” vagamente favolistica pur raccontando fatti realistici, concreti.
      Spero di riuscire, chissa?. Grazie di essere passata e alla prossima. Ciaooo

  2. Commento adesso anche se seguo dal primo capitolo perché questo capitolo mi ha un attimino portato fuori da quanto avevo immaginato finora. Sembra che abbiano fatto uno strano viaggio nel tempo, in cui nessuno dei due ricorda cosa stava facendo prima. Mi ha disorientato ma mi è piaciuto tantissimo. Ti segnalo un lungo stacco tra la frase “io sono figo” ed il resto che, secondo me, non ci doveva essere.

    Ciao 🙂

    • Ciao, ben arrivato, tu sei credo ben collaudato su certe atmosfere che divagano dal reale dove muoversi senza fare danni non è agevole al contrario di quello che si può immaginare. Cercherò di mantenere un’atmosfera sospesa, te lo anticipo, perché è proprio la mia una guerra contro le leggi del tempo che probabilmente perderò ma che sarà divertente combattere insieme ai miei personaggi. Grazie per il tuo passaggio. (in quanto allo stacco è ovviamente un incidente di quelli che capitano quando si trasporta un testo, ed è naturalmente non voluto ciao..

  3. Mi sono perso un capitolo, ma per fortuna ho recuperato. Mi è piaciuto l’approccio un po’ più concreto di questo capitolo, che va a toccare una tematica importante e molto delicata. Forse ho trovato un po’ forzato il modo in cui certe informazioni sui personaggi sono inserite nei dialoghi, ma a parte questo e qualche refuso, non ho altre segnalazioni. Ero indeciso tra riscrivere e scoprire il passato, ma siccome ho pensato che l’uomo magari volesse mostrare alla ragazza qualcosa che non sa, ho scelto la seconda.
    A presto!

  4. Ciao Fenderman,
    a causa di alcuni impegni non ho fatto in tempo a leggere la tua storia, della quale ho recuperato adesso i tre capitoli.
    Ciò che ho apprezzato maggiormente è stata -relativamente a questo ultimo capitolo- La digressione sui meridionali e sulla loro ricerca di una vita migliore al Nord, forse perché appartengo anche io a quell’insieme.
    Per quanto riguarda il voto, invece, ho scelto di “riscrivere il passato”; da quello che ho capito nessuno dei due protagonisti ne ha avuto una semplice, e credo che meritino di essere -in un certo senso- ripagati.
    Al prossimo capitolo.

  5. Complimenti. Sono arrivata alle fine senza accorgermene e mi sono anche dispiaciuta che fosse giá finito. Scrittura scorrevole che fa capire senza spiegare. Ho notato una piccola stonatura, ma forse il problema è solo nella mia testa: è come se, leggendo, i vari cambiamenti di idea dei personaggi, “va bene, parti. Vengo anch’io con te” siano avvenuti troppo bruscamente. C’è sempre il problema dei caratteri, lo so, ma ho avuto questa impressione.
    Devo aspettarmi un po’ di fantascienza? Questa storia del tempo è affascinante

    • Ciao, grazie naturalmente.
      L’uomo si decide a partire perché ci sta pensando da tempo. Ha un’idea in testa e Lalla gli dà l’occasione per provare a realizzarla. …Fantascienza forse no, fantastico forse sì; sicuro non sarà un viaggio “normale”.
      Grazie ancora, ciao🙋

  6. Ciao Keziarika, grazie come sempre per la tua attenzione.
    Vediamo se riuscirò a seguire la tua indicazione o se altri vorranno altrimenti. Francamente piacerebbe anche a me come forse ad altri poter riscrivere certe paginette di storia minore, quelle che non scrivono i grandi studiosi ma piuttosto le persone nei loro diari minori, quelli confezionati la sera, in cucina dopo aver rigorvernato o nel segreto delle camerette di certi ragazzini innamorati. Vedremo. Per ora un saluto e un appuntamento alla prossima. ciao.

  7. Ciao, Fenderman.
    non mi è arrivata la notifica della tua risposta, l’ho letta solo ora. Adesso capisco il senso di quello che hai scritto nel capitolo precedente. 🙂 Grazie per la spiegazione.
    Che sai scrivere già te l’ho detto, anche questo capitolo, infatti, è scorrevole e intenso. Ci sono diversi riferimenti che mi hanno fatto pensare alla mia famiglia, a quel che è stato e che molti, oggi, non capirebbero. A partire dai ninnoli fino ad arrivare ai “terroni” quelli che manco la peste era peggio in certi ambienti. Eppure, sembra che oggi sia tutto dimenticato. Mi fermo qui, non voglio tediare nessuno con le mie elucubrazioni sul passato della nostra bella Italia.
    Voto per riscrivere il passato, tanto conoscere, in qualche modo, Lalla lo conosce già.

    Alla prossima!

  8. Recuperato. Voto per l’Italia degli anni ’60.
    Mi incuriosisce il personaggio di Lalla che vorrebbe di più e invece se ne rimane con lui. Perché altro non potrebbe avere, o perché alla fine lui le piace? Sono curiosa di vedere come andrà a finire questo racconto. Ti seguo.

    • Ciao, grazie di essere passata. Tutto in questa piccola storia è in divenire, il mio intento è mantenerla sospesa tra l’immaginazione e la realtà, cruda, fisica dei sentimenti. Vuole essere, modestamente, la ricerca di una chiave per rompere idealmente il vincolo del tempo. Vedremo dove andrà. Grazie ancora, ciao

  9. Ho letto entrambi i capitoli. All’inizio di corsa, poi ho ricominciato perché mi sono resa conto che fra le righe c’era tanto che una lettura superficiale non farebbe risaltare. Bravo. E sono sicura che c’è ancora tanto che non sappiamo. La storia è molto poetica, come già ti hanno detto, e anche piena di mistero. Chi sono davvero questi due personaggi? Qual è il loro vero rapporto? Cos’hanno da raccontarci?
    Non vedo l’ora di scoprirlo

  10. Ciao Keziarika, capisco la tua inquietudine, sarebbe anche la mia se non fossi l’autore. Io ho il previlegio di sapere quale sia a realtà vera dei fatti. Quello che verrà in futuro dissolverà i tuoi dubbi. Se un senso si vuole dare al passaggio a cui ti riferisci è quello dell’artista che nell’attimo dello scatto in qualche modo ruba l’essenza del soggetto, ne diventa padre, madre, amante, padrone, figlio e ogni altra cosa che l’arte ispira. Nulla di morboso dunque, è solo l’arte e Il sentimento che innesca, nel solo durare del tempo dello scatto, tra una persona e chi sta dall’altra parte dell’obbiettivo. Grazie per il tuo commento, a presto.

  11. Ciao, Fenderman.
    Anche questo capitolo è molto poetico però, se devo essere sincera, mi ha messo addosso un po’ di inquietudine: il rapporto che appare morbido di quest’uomo con una ragazzina, e prima ancora con una bambina. Non so, l’idea ha offuscato le belle immagini descritte. Non fraintendermi, il capitolo è bend tutto, solo mi ha restituito una sensazione strana.
    Voto per gli anni ‘30 in Francia.

    Alla prossima!

  12. Bentornato! L’incipit mi sembra molto suggestivo, forse un po’ contorto e un pizzico confusionario, ma rimane comunque affascinante. La figura della protagonista in particolare mi è sembrata un po’ vaga, ma immagino che sia un effetto voluto. Vediamo dove vuoi andare a parare, nel frattempo voto per lui che cerca di impedirle la fuga. A presto!

  13. Ciao, Fenderman.
    Bentornato! E che ritorno!
    Bello e poetico questo incipit, pieno di parole che sbocciano come fiori e cantano come versi di canzoni.
    Lalla è una giovane donna adesso? Mi pare di capire che non è la figlia di Aldo…
    io voto per la partenza rimandata, mi pare giusto che la ragazza abbia voglia di vedere il mondo.
    Ancora compliment, alla prossima e Buon Natale!

    • Ciao, buon Natale,
      Grazie, il tuo commento è come sempre è stato: puntuale e gradito, in questo caso anche di più perché mancavo da un po’. Natale è mi sembrato l’occasione giusta per ricominciare, ritrovare il confronto e la condivisione di una passione. A presto allora, a “rileggerti” 🙋

  14. keziarica ha detto:

    Un lavoro, un amore e un nemico.
    Ciao, Fenderman.
    Il capitolo è scritto bene, non ci sono sbavature e tutto fila come i due ragazzi tra la gente. Hai reso molto bene gli ambienti, gli umori e il tempo in cui si svolgono i fatti. Ora resta da capire che cosa sia accaduto davvero. È una sorta di sogno quello in cui si trova Lalla? Attraverso la fotografia, Aldo le racconta una storia a cui le prende parte attivamente? Perdonami, ma sono un po’ dura di comprendonio 😉
    Al di là di tutto, questo capitolo è molto bello e racchiude, come sempre, tanta poesia. Bravo.

    Alla prossima!

    • fenderman ha detto:

      Ciao Keziarica, grazie. Quale che sia la strada tracciata più dai lettori che da me, cercherò di percorrerla con ben salda l’intenzione di confrontarmi con le leggi e i limiti che il tempo pone alle nostre vite. Sarà un viaggio fatto di illusioni e allusioni ai nostri limiti, alle nostre possibilità. Tutto questo può essere tragico o poetico: io immagino che trattando il tutto con un po’ di ironia e gioco si possa rimanere agganciati alla vena “poetica” vagamente favolistica pur raccontando fatti realistici, concreti.
      Spero di riuscire, chissa?. Grazie di essere passata e alla prossima. Ciaooo

  15. Red Dragon ha detto:

    Commento adesso anche se seguo dal primo capitolo perché questo capitolo mi ha un attimino portato fuori da quanto avevo immaginato finora. Sembra che abbiano fatto uno strano viaggio nel tempo, in cui nessuno dei due ricorda cosa stava facendo prima. Mi ha disorientato ma mi è piaciuto tantissimo. Ti segnalo un lungo stacco tra la frase “io sono figo” ed il resto che, secondo me, non ci doveva essere.

    Ciao 🙂

    • fenderman ha detto:

      Ciao, ben arrivato, tu sei credo ben collaudato su certe atmosfere che divagano dal reale dove muoversi senza fare danni non è agevole al contrario di quello che si può immaginare. Cercherò di mantenere un’atmosfera sospesa, te lo anticipo, perché è proprio la mia una guerra contro le leggi del tempo che probabilmente perderò ma che sarà divertente combattere insieme ai miei personaggi. Grazie per il tuo passaggio. (in quanto allo stacco è ovviamente un incidente di quelli che capitano quando si trasporta un testo, ed è naturalmente non voluto ciao..

  16. Lorenzo ha detto:

    Mi sono perso un capitolo, ma per fortuna ho recuperato. Mi è piaciuto l’approccio un po’ più concreto di questo capitolo, che va a toccare una tematica importante e molto delicata. Forse ho trovato un po’ forzato il modo in cui certe informazioni sui personaggi sono inserite nei dialoghi, ma a parte questo e qualche refuso, non ho altre segnalazioni. Ero indeciso tra riscrivere e scoprire il passato, ma siccome ho pensato che l’uomo magari volesse mostrare alla ragazza qualcosa che non sa, ho scelto la seconda.
    A presto!

  17. Rossella Spada ha detto:

    Ciao Fenderman,
    a causa di alcuni impegni non ho fatto in tempo a leggere la tua storia, della quale ho recuperato adesso i tre capitoli.
    Ciò che ho apprezzato maggiormente è stata -relativamente a questo ultimo capitolo- La digressione sui meridionali e sulla loro ricerca di una vita migliore al Nord, forse perché appartengo anche io a quell’insieme.
    Per quanto riguarda il voto, invece, ho scelto di “riscrivere il passato”; da quello che ho capito nessuno dei due protagonisti ne ha avuto una semplice, e credo che meritino di essere -in un certo senso- ripagati.
    Al prossimo capitolo.

  18. Gra ha detto:

    Complimenti. Sono arrivata alle fine senza accorgermene e mi sono anche dispiaciuta che fosse giá finito. Scrittura scorrevole che fa capire senza spiegare. Ho notato una piccola stonatura, ma forse il problema è solo nella mia testa: è come se, leggendo, i vari cambiamenti di idea dei personaggi, “va bene, parti. Vengo anch’io con te” siano avvenuti troppo bruscamente. C’è sempre il problema dei caratteri, lo so, ma ho avuto questa impressione.
    Devo aspettarmi un po’ di fantascienza? Questa storia del tempo è affascinante

    • fenderman ha detto:

      Ciao, grazie naturalmente.
      L’uomo si decide a partire perché ci sta pensando da tempo. Ha un’idea in testa e Lalla gli dà l’occasione per provare a realizzarla. …Fantascienza forse no, fantastico forse sì; sicuro non sarà un viaggio “normale”.
      Grazie ancora, ciao🙋

  19. fenderman ha detto:

    Ciao Keziarika, grazie come sempre per la tua attenzione.
    Vediamo se riuscirò a seguire la tua indicazione o se altri vorranno altrimenti. Francamente piacerebbe anche a me come forse ad altri poter riscrivere certe paginette di storia minore, quelle che non scrivono i grandi studiosi ma piuttosto le persone nei loro diari minori, quelli confezionati la sera, in cucina dopo aver rigorvernato o nel segreto delle camerette di certi ragazzini innamorati. Vedremo. Per ora un saluto e un appuntamento alla prossima. ciao.

  20. keziarica ha detto:

    Ciao, Fenderman.
    non mi è arrivata la notifica della tua risposta, l’ho letta solo ora. Adesso capisco il senso di quello che hai scritto nel capitolo precedente. 🙂 Grazie per la spiegazione.
    Che sai scrivere già te l’ho detto, anche questo capitolo, infatti, è scorrevole e intenso. Ci sono diversi riferimenti che mi hanno fatto pensare alla mia famiglia, a quel che è stato e che molti, oggi, non capirebbero. A partire dai ninnoli fino ad arrivare ai “terroni” quelli che manco la peste era peggio in certi ambienti. Eppure, sembra che oggi sia tutto dimenticato. Mi fermo qui, non voglio tediare nessuno con le mie elucubrazioni sul passato della nostra bella Italia.
    Voto per riscrivere il passato, tanto conoscere, in qualche modo, Lalla lo conosce già.

    Alla prossima!

  21. fenderman ha detto:

    (“affamati di pizza” dicevano: “affamati e basta”, dicevamo noi.)
    Questa la frase corretta.
    Mi scuso per l’errore nel testo che nell’ultima parola cambia il suo significato.

  22. Danica ha detto:

    Recuperato. Voto per l’Italia degli anni ’60.
    Mi incuriosisce il personaggio di Lalla che vorrebbe di più e invece se ne rimane con lui. Perché altro non potrebbe avere, o perché alla fine lui le piace? Sono curiosa di vedere come andrà a finire questo racconto. Ti seguo.

    • fenderman ha detto:

      Ciao, grazie di essere passata. Tutto in questa piccola storia è in divenire, il mio intento è mantenerla sospesa tra l’immaginazione e la realtà, cruda, fisica dei sentimenti. Vuole essere, modestamente, la ricerca di una chiave per rompere idealmente il vincolo del tempo. Vedremo dove andrà. Grazie ancora, ciao

  23. fenderman ha detto:

    Ciao, Gra,
    Grazie, il mio sarà il racconto di un viaggio impossibile, o forse invece vero, attraverso il tempo a caccia di impressioni e sentimenti perduti… Spero di interessare qualcuno. Grazie ancora, al prossimo🙋 ciao

  24. Gra ha detto:

    Ho letto entrambi i capitoli. All’inizio di corsa, poi ho ricominciato perché mi sono resa conto che fra le righe c’era tanto che una lettura superficiale non farebbe risaltare. Bravo. E sono sicura che c’è ancora tanto che non sappiamo. La storia è molto poetica, come già ti hanno detto, e anche piena di mistero. Chi sono davvero questi due personaggi? Qual è il loro vero rapporto? Cos’hanno da raccontarci?
    Non vedo l’ora di scoprirlo

  25. fenderman ha detto:

    Ciao Keziarika, capisco la tua inquietudine, sarebbe anche la mia se non fossi l’autore. Io ho il previlegio di sapere quale sia a realtà vera dei fatti. Quello che verrà in futuro dissolverà i tuoi dubbi. Se un senso si vuole dare al passaggio a cui ti riferisci è quello dell’artista che nell’attimo dello scatto in qualche modo ruba l’essenza del soggetto, ne diventa padre, madre, amante, padrone, figlio e ogni altra cosa che l’arte ispira. Nulla di morboso dunque, è solo l’arte e Il sentimento che innesca, nel solo durare del tempo dello scatto, tra una persona e chi sta dall’altra parte dell’obbiettivo. Grazie per il tuo commento, a presto.

  26. keziarica ha detto:

    Il rapporto mi appare morboso, non morbido. Accidenti al correttore.

  27. keziarica ha detto:

    Ciao, Fenderman.
    Anche questo capitolo è molto poetico però, se devo essere sincera, mi ha messo addosso un po’ di inquietudine: il rapporto che appare morbido di quest’uomo con una ragazzina, e prima ancora con una bambina. Non so, l’idea ha offuscato le belle immagini descritte. Non fraintendermi, il capitolo è bend tutto, solo mi ha restituito una sensazione strana.
    Voto per gli anni ‘30 in Francia.

    Alla prossima!

  28. Lorenzo ha detto:

    Bentornato! L’incipit mi sembra molto suggestivo, forse un po’ contorto e un pizzico confusionario, ma rimane comunque affascinante. La figura della protagonista in particolare mi è sembrata un po’ vaga, ma immagino che sia un effetto voluto. Vediamo dove vuoi andare a parare, nel frattempo voto per lui che cerca di impedirle la fuga. A presto!

  29. keziarica ha detto:

    Ciao, Fenderman.
    Bentornato! E che ritorno!
    Bello e poetico questo incipit, pieno di parole che sbocciano come fiori e cantano come versi di canzoni.
    Lalla è una giovane donna adesso? Mi pare di capire che non è la figlia di Aldo…
    io voto per la partenza rimandata, mi pare giusto che la ragazza abbia voglia di vedere il mondo.
    Ancora compliment, alla prossima e Buon Natale!

    • fenderman ha detto:

      Ciao, buon Natale,
      Grazie, il tuo commento è come sempre è stato: puntuale e gradito, in questo caso anche di più perché mancavo da un po’. Natale è mi sembrato l’occasione giusta per ricominciare, ritrovare il confronto e la condivisione di una passione. A presto allora, a “rileggerti” 🙋

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