tracce di noi

Lo scatto

La piccola uscì dal capanno eletto da Aldo a casa per vivere,  ma prima, per un istante, fermò l’esile figura sulla soglia. Esitava a gettarsi tra le braccia di quel mare bianco di luce là fuori, oppure  semplicemente ne godeva  il primo sguardo? Aldo  guardò prima distrattamente  alla siluette buffa e gentile, famigliare, di lei; poi fermò l’attenzione, come colto da un’ispirazione. Gli sembrò che Lalla entrasse in un ascensore verso l’infinito mentre il rustico ambiente  dove lui stava era destinato a rimanere inchiodato alle terra e alle tenebre.  Tale era il contrasto che tutto attorno a lui  appariva di un nero insolente, resistente anche alla piccola finestra che tentava di mediare tra due mondi: tra la potenza di quel nero e l’esagerato impeto del bianco di fuori.

Aldo prese la fotocamera e scattò.

Mille volte, diecimila, aveva premuto quel pulsante dal riflesso leggermente ritardato che alimentava un attimo di ansia, mentre in realtà rispondeva ad una logica meccanica voluta da un chissà chi, finalizzata ad ottenere un ottimo scatto. Quella piccola macchina nera e metallica aveva bisogno di calcolare, pesare la luce e catturarla in un fotogramma solo. Per ammirarne il lavoro non c’era bisogno di aspettare come capitava tanto tempo prima. Ora col digitale era tutto  facile, si poteva sempre correggere o ritentare. Lalla comunque non c’era più. Inutile riprovare, stavolta si doveva accontentare. Allora decise di non guardare: la foto doveva rimanere sospesa. L’avrebbe guardata più tardi quando l’emozione persa del momento sarebbe forse rinata per essere goduta e spesa… dopo: nel tempo a venire. Chissà se era riuscita…  forse sì; in fondo quello era il suo lavoro, era quello che Aldo si aspettava.

Erano passati anni da quando una identica impressione gli si era stampata in mente. Il suo amore di ragazzo che spariva nel vuoto…  e  in un altro vuoto lo rigettava senza pietà, senza cedere  alle lusinghe che lui aveva a lungo  esercitato  per trattenerla.

Era stato un addio. Era stata, quella, l’ultima volta che l’aveva vista anche se ostinatamente l’aveva poi cercata in ogni dove. Lei era letteralmente scomparsa, aveva cancellato benissimo le tracce dietro di sé e tutte le porte alle quali Aldo aveva bussato erano sembrate inchiodate a mura disabitate.

Il tempo, poi, aveva fatto il suo lavoro: modificato il suo viso, innalzati muri, scavati solchi, aveva marcato  tagli profondissimi nella memoria. Eppure il tempo  spesso sbaglia i conti con l’amore. L’amore  se ne frega di tutto: figuriamoci del tempo.

Lalla adesso era il suo unico amore.

L’amore non si merita, non si guadagna: l’amore si ispira”. Pensava Aldo ispirato da lei e dalla fotografia. Lalla era la sua modella preferita. Condivideva ormai da anni la sua casa fatta di assi e bandoni ondulati trovati in giro quando ne aveva voglia. Lalla, Lalla, Lalla: era la sua musa: adesso la sua ragione unica di vita, col suo carattere allegro, indifferente.

Lalla non aveva mai freddo, la febbre non sapeva che fosse, le piacevano gli insetti, giocava con loro come con tutti gli animali. Lalla si vestiva di quello che trovava con lui andando in giro a cercare nell’usato; oppure  là dove strane cose riposavano  come per farsi trovare.

Eppure anche per lei era arrivato il giorno in cui i desideri avrebbero avuto il sopravvento sui suoi stessi sogni. Lei che al massimo sognava un cane, un vestito colorato, un paio di scarpe nuove di quelle che non aveva mai avute, ora desiderava andare via. Il desiderio di andare via è il più difficile da combattere e il più facile da realizzare, e  lei lo aveva scelto.

Lalla ne aveva abbastanza: era cresciuta e c’era da aspettarselo. Il giorno prima aveva detto a lui che lo avrebbe lasciato “solo nel suo lercio tugurio”; e che ne aveva abbastanza di quella che proprio vita non era. Era stufa di arrancare arrampicando su per un sentiero scivoloso verso luoghi aspri  sempre più freddi e inospitali.

Aveva atteso il sole perché, disse, fuggire di notte non è onesto. Lei non voleva fuggire, voleva solo andare via. Aveva riempito le tasche di cianfrusaglie indispensabili ed era uscita. Le “scarpacce  di stoffa, spaiate, trovate in giro, però, non stavano più insieme: doveva cercarne altre. Erano la prima cosa di cui aveva bisogno:  per poter  andare lontano avrebbe dovuto camminare.

Un nuovo scatto della fotocamera fermò il suo impeto. Quello scatto era la voce di un uomo senza più voce, era l’unica cosa che avevano, e la legava  intimamente a lui. Lo scatto fermò il tempo; fece il suo lavoro; lo fece bene. Lalla e il suo andare via… era tutto di colpo inutile, lui ne avrebbe conservata la memoria meccanica, verosimile, realistica,  la cui fissità era la negazione stessa  del concetto di fuga.

La luce che prorompeva dalla piccola porta  fu parzialmente oscurata da una figura.

Era lei che tornava.

«Ti servono un paio di scarpe.» Disse una voce dal buio. «Domani è Natale, saranno il mio regalo.»

Il salto fuori della trincea, verso l'ignoto, non è riuscito. Che succederà adesso?

  • Aldo le impedirà in qualche modo di andare via (50%)
    50
  • Lalla rimanderà la partenza a quando avrà le scarpe nuove (50%)
    50
  • Lalla resterà senza condizioni (0%)
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112 Commenti

  • Come al solito arrivo in ritardo, perdonami…
    Bel finale che chiude il cerchio, anche se non sono sicuro di aver colto del tutto il significato della storia. Infatti ho trovato che lo stile di scrittura, in certi passaggi, sia stato un po’ confusionario, anche se in generale molto poetico e suggestivo. Però ripeto che il finale mi è piaciuto molto, ha chiuso la storia forse nel migliore dei modi 😀

  • Ciao Keziarica, è vero, spesso le notifiche dell’ultimo episodio non partono, ci deve essere qualcosa che le ingoia e le archivia anzitempo. Grazie per l’apprezzamento: è una storia che ho sentito intensa e viva dentro di me e racconta di una cosa che forse è vera ma non dimostrabile. Quante Lalla ci saranno che svolazzano in giro? Un caro saluto, e grazie ancora🙋🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Mi sono persa il finale. Quando lo hai pubblicato? Non ho ricevuto notifiche. Ho però ricevuto quella della nuova storia, che ora vado a leggere e così ho scoperto che questa si era conclusa.
    Una chiusa sognante e degna di una storia bella ed eterea. Le immagini di questo racconto sono come dipinti vivaci e a volte tragici che, a ogni capitolo, hanno riempito il cuore. Bravo.
    Non resta che vederci sull’altra storia 🙂

    Alla prossima!

      • Ciao fenderman, arrivo tardi per giocare ma ho letto e mi è piaciuto il modo in cui hai chiuso il cerchio. Del tuo racconto mi sono piaciute in particolare alcune metafore o riflessioni, ad esempio sull’amore, le immagini ricorrenti che creano il giusto “allarme” e si addicono al genere e l’atmosfera creata soprattutto nel finale. Mi piace sia malinconico. Ora faccio un appunto per i prossimi: a parte pochi refusi che capitano a tutti, non capisco perché spesso tu metta la virgola dopo i punti esclamativi e di domanda all’interno di frasi non concluse e poi non metta la lettera maiuscola. Io lo vedo come scorretto ma siccome lo hai portato avanti in ogni capitolo, o nessun altro autore te lo ha fatto notare o sfugge solo a me il perché :).

    • Ciao Danica, certo che la pupetta è sacra ma la famiglia è la famiglia, e qui sono tutti per la pace famigliare. Vedremo di accontentare la maggioranza e in ogni caso grazie per il tuo commento e a presto!, ciaooo

    • Ciao Minollo, abbiamo seguito la strada presa da Nino per volere della maggioranza, ma dopotutto dove va lui va anche la nostra piccola protagonista Lalla e quindi… grazie per il commento, appuntamento alla prossima. ciaooooo

  • ciao, ho letto adesso la tua storia dall’inizio. In verità non era mia intenzione leggerla tutta, volevo solo dare un’occhiata, ma poi invece… . Bravo, hai saputo rendere con semplicità e delicatezza situazioni e sentimenti. Ho votato per il ritorno di Nino, ma mi aspetto qualche sorpresa. alla prossima.

  • Ciao Fenderman
    ben scritto anche quest’episodio. Le scene sono “mostrate” bene.
    La frase “…trattenendo le sue mani per un lunghissimo, fin troppo breve istante” da subito l’idea dell’emozione che lui prova e del sentimento che sta nascendo tra di loro.
    rivuole Nino a casa, le sue parole sono chiare: non vuole crescere la figlia da sola.

    • Grazie Louise, ho una particolare predilezione per quegli attimi fatali che precedono, annunciano l’innamoramento; davvero una delle cose più belle che possano capitare. Se poi viene in un contesto di tragedia e con il contributo di un “forza” esterna incontenibile è ancora più forte e viva. Peccato non poter eccedere i 5000 caratteri, ci sarebbe molto da scrivere in proposito. Grazie per il tuo apprezzamento, buon fine settimana, ciaoooo.

  • Ciao, Fenderman.
    La mia idea ha trovato altri riscontri, chissà se ho ragione.
    Hai reso bene i fatti del G-8. Anche se vivo a Genova, io me ne sono tenuta bene alla larga e in quei giorni, in cui il posto dove lavoravo (come obiettivo sensibile) era blindato, me ne sono andata al mare. Ho le mie idee in proposito, ma non è questa la sede per discuterne e nemmeno mi andrebbe.
    Io divo che vince l’amore per la piccola Fiorella che Zineb vorrà mettere al sicuro.
    Bel capitolo.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, io sono romano ma ero lì a Palazzo Ducale quei giorni per la Rai e ho vissuto da dentro tutta la vicenda, non dimenticherò mai quei giorni e ho colto l’occasione per ricordarla. Non so quale idea passi per la tua testa ma presto avrai i tuoi riscontri, vedremo come andrà, grazie ancora una volta e buona giornata. Ciao.

    • Ciao, grazie; è vero che sto lottando per concentrare cinquant’anni di storia famigliare in poche righe soffermandomi di più sugli avvenimenti più significativi. Non è facile, contrariamente a Lalla e Nino il tempo per me esiste e in qualche modo lo devono condensare. Grazie ancora, alla prossima.🙋

  • Rieccomi, fenderman.
    Ho votato per Aldo e Giulia, ma sono in minoranza 🙁
    Mi è piaciuto molto il sesto: ben costruito, pieno di azione, ben raccontato.
    In quest’ultimo mi sembra di avvertire un certo timore di non avere abbastanza spazio, che ti spinge ad accelerare il racconto riassumendone alcune parti.
    La tua Lalla… ah, che creatura strana… Lalla, o “lara”?
    Una musa, sì, ma anche una protettrice di un’intera famiglia.
    O forse il destino, chissà.
    Ripenso a tutti ciò che hai scritto su di lei e mi accorgo che ancora mi sfugge qualcosa…
    Oh, boh, ci penserò, forse lo sognerò stanotte 😂
    Ciao, ti auguro un’ottima notte (se sei ancora sveglio) e una fruttuosa giornata 🖖

    • Ciao Erri, hai ragione; mi trovo nella necessità di riportare la storia là da dove è partita e cioè ai giorni nostri. Il fine di Lalla è quello che spiega la sua natura: musa sì, ma non solo o almeno non ancora.
      Lei deve, dopo aver sfidato il tempo, piegare il destino delle persone per… va be’ insomma vedremo.
      Grazie, del tuo commento, a presto. 🙂

    • Grazie, i personaggi è vero sono persone e a loro voglio dedicare il mio lavoro. In quanto a Nino e la redenzione non sei lontano dal senso della storia e mi dispiace non poter adesso approfondire. Grazie alla prossima.

  • Nino!

    Ho la lacrimuccia! Di felicità! Lalla lo ha salvato attraverso Nino! YEEE! 😀

    Ciao 🙂
    PS: Ho notato un paio di virgolette di chiuso discorso là dove non ci dovevano essere:
    >Per Aldo fu un’illuminazione: vide chiaro, chiarissimo che dove finiva lei cominciava lui, e iniziò a interpretare a modo suo certi sogni ricorrenti in cui li vedeva insieme come compagni di giochi che si scambiavano strani segnali… come tra gemelli.»

  • Ciao Rossella, grazie per il tuo commento.
    mi viene in mente che tu scrivi vent’anni dopo mentre io scrivo di vent’anni prima…. a parte questo è evidente che la storia dei genitori della Lalla che abbiamo conosciuto inevitabilmente si intreccerà.
    Scriveremo di lui o di lei, certo, ma in realtà scriveremo sempre di lalla che è il vero filo conduttore della storia. Grazie per il tuo commento. alla prossima, ciaoooo.

  • Se miravi ad ottenere un colpo di scena hai avuto l’effetto sperato.
    E così Lalla e Aldo sono effettivamente riusciti a ricongiungersi, sebbene non proprio in una “maniera abituale”.
    Per la scelta dell’opzioni mi sono orientata verso “conosciamo la storia della mamma di Lalla” che, ammetto, è una domanda che mi porto dentro dall’inizio.
    Alla prossima!

  • Ciao, Fenderman.
    Avevi bisogno di questo capitolo per spiegare un po’ di cose, l’effetto non è male, per forza di cose è più raccontato che mostrato, ma, a questo punto della storia, ci sta.
    Dunque, Lalla è come rinata in Nino e sono curiosa di sapere come si ricongiunge ad Aldo nel futuro, se di futuro vero si tratta, ho una mezza idea su cosa possa esserci dietro ma la tengo per me; vediamo se c’entra qualcosa o è solo la mia fantasia che galoppa.
    Il capitolo è comunque ben scritto, come sempre.

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie, del tuo puntuale commento. Ci stiamo avvicinando a un finale che è come sempre, come dev’essere: non scritto e condizionato dalla fitta nebbia che si frappone ogni volta fa me e lui. Le opzioni spero mi aiutino a svelarlo. Grazie ancora, alla prossima, ciao🙋

    • Ciao Louise, hai ragione, volevo trasmettere la sensazione che tra vita e morte a volte c’è solo un piccolo diaframma, un dettaglio che però segnerà le persone per sempre.
      Per NIno, intanto, la vita continua e nemmeno lui sa che direzione prenderà, vedremo. Grazie, alla prossima. ciao-

  • Credo che un rapporto così forte come quello venutosi ad instaurare tra Nino e Lalla non possa cessare, dunque voto affinché Lalla attenda l’uomo nel 2010, nonostante continui a chiedermi cosa questa data possa significare per loro due (o forse non sono riuscita ad intenderlo io)
    Al prossimo capitolo!

    • E così continuerà ad essere soprattutto se prevarrà la tua opzione. Del resto ce lo siamo imposto: il tempo non conta; anche se prova a condizionare tutto e tutti, possiamo farne a meno. Grazie per il commento a presto!

  • Ciao, Fenderman.
    Intenso e veramente ben scritto questo capitolo, non trovo nulla fuori posto (forse solo “rollino” anziché “rullino”). Davvero, hai fatto un lavoro egregio con i tempi e le descrizioni, hai una forte capacità evocativa che agisce in maniera chiara e puntuale. Bravo.
    Per il prossimo episodio ho votato l’appuntamento nel 2010, sono curiosa. 🙂
    Ancora complimenti e alla prossima!

    • Ciao, Keziarica, grazie per l’apprezzamento graditissimo. Ti confesso che prima di scrivere “rollino” mi sono documentato e, visto che per il dizionario o l’accademia della crusca a cui spesso mi affido, sono la stessa cosa con sfumature minime di significato, ho scritto rollino perché è così che lo chiamo da sempre.
      Comunque sei preziosa nel cogliere ogni dettaglio utile a migliorare sempre la qualità di scrittura e perciò ti ringrazio due volte. Alla prossima, ciao, 😉

    • MI dispiace non posso accontentarti la maggioranza aveva intuito che lei è ormai tanto NIno-dipendente da fare del tutto per tenerlo al riparo dai pericoli, questo non servirà a cavarsela con poco, ma almeno lui sopravviverà. Grazie per l’apprezzamento e a presto.

  • Rieccomi, fenderman.
    Ho votato “di sua volontà”, perché mi pare che Lalla voglia avere voce in capitolo nella vita del suo amico. Atmosfere sognanti, direi quasi fiabesche, molto bello il contrasto iniziale tra la condizione non proprio agiata dei protagonisti e la loro serenità, se con questa parola si può intendere anche la capacità di scoprire il Bello. Interessante il rovesciamento dei ruoli nei capitoli successivi, Lalla appare quasi come la voce della coscienza, o forse un angelo custode… Il tutto narrato con stile a mio parere molto scorrevole e personale.
    Complimenti!
    Ciao, ti auguro una buona serata

  • Ciao Fenderman!
    Il fotografo vola alto, e Lalla prova a tenerlo a terra. Mi sembra gli parli per esorcizzare, per scongiurare questa fuga d’amore. All’inizio della storia lui frenava lei, ora i ruoli si sono invertiti.
    In realtà lei sembra in difficoltà dall’inizio, incapace di staccarsi veramente, ed ora alla ricerca di lui, a sua volta perso nelle sue distrazioni.
    Bellissime alcune descrizioni. Di sua volontà…
    Ciao!

    • Ciao MInollo. IN effetti è vero lui vola perché vive davvero i suoi vent’anni. Lui è realmente tornato indietro nel tempo. Lei invece, più o meno coscientemente vive una realtà virtuale che è solo la promessa di una vita futura e cerca naturalmente di orientarla, pilotarla sfidando il tempo e il destino. Tutto ciò sembra irragionevole e irrazionale, ma chi può dirlo veramente? Siamo sicuri che non esistano compagni di viaggio per ognuno di noi, Angeli che non vediamo e che un giorno chissà quando si paleseranno davvero? Nel prossimo capitolo vedrai la lotta fisica, brutale per non perdere la chance di una vita futura. Grazie per il commento e alla prossima. Ciao.

  • Mi piace la storia, a tratti romantica nel modo giusto, e mi piace come fai vedere le immagini. Ti confesso che ho provato fastidio a vedere tutti quei due punti. Troppo ravvicinato e non tutti necessari, secondo me.
    Ho votato che agirà di sua volontà, vediamo che s’inventa

    • ciao Danica, difficile dire a quali leggi risponde Lalla col suo mondo parallelo. Sicuramente è fisicamente in grado di interagire con le persone e con le cose, vive la realtà che vive Nino sebbene lui sia ormai lontano negli anni e lei ancora nemmeno concepita. E’ un bel busillis, forse ci stiamo accorgendo che il tempo come per loro anche per altri potrebbe non esistere e la cronologica sequenza di vita e morte sia solo teatro e la realtà bel altro. Forse è meglio non farsi troppe domande e accontentarsi di vivere un’avventura aspettando un finale degno che ci ripaghi di tanta affezione. Per ora grazie ti saluto, alla prossima! Ciao

    • Ciao Red Dragon, ti confesso che mi piacerebbe introdurre un nuovo personaggio, a questo punto ci vuole, ma decidete voi: nulla è già scritto se non che la ragazza sta lì per cambiare il corso della vita a di lui. Grazie, alla prossima, ci vediamo sull’sola😁 🙋

  • ciao Keziarica, prima di tutto grazie.
    Sì, Nino dei duei è quello ringiovanito; tornato indietro nel tempo, tende a commettere gli stessi errori e si fa catturare dalle stesse passioni ed emozioni di prima; solo che stavolta c’è la variante Lalla che non è mai ringiovanita, anzi ancora non esiste e rimane sospesa in un mondo parallelo dove si conserva una strana forma di memoria di quello che sarà anziché del passato e che, come può cerca di indirizzare il destino, verso un futuro nuovo di zecca. Chissà mai se ci riuscirà…

  • Ciao, Fenderman.
    Quindi, Lalla, coinvolta in un mondo che non le appartiene, dapprima musa ispiratrice del giovane Nino diviene poi la coscienza, a mo’ di grillo parlante, dello stesso e resta in disparte a dare consigli molto intelligenti 🧐 correggimi se sbaglio 🙂
    trovo molto poetico e a tratti onirico il tuo racconto, questo basta. Suggestiva l’immagine del sole visto attraverso le palpebre abbassate.
    Direi che Lalla, per la ragazzina intelligente che è, lo aiuta di sua iniziativa.

    Alla prossima!

    • Ciao, Danica grazie di essere passata. Sicuramente è esatto dire che ci stiamo muovendo tra realtà, una realtà però già bruciata, quella del passato che viene rivissuto da Nino ringiovanito e fantasia. La fantasia, o chissà cos’ altro però appartiene al mondo di Lalla, sospesa tra le nebbie del tempo non sappiamo dire chi sia e dove voglia andare. Oggi proprio ho pubblicato un altro episodio in cui la vecchia storia personale di Nino sta per essere profondamente condizionata dalla viva-mai-nata creatura. Grazie, ciao

  • Ciao Fenderman!
    Ho provato a recuperare il racconto; io ci vedo un gioco tra chi dice di scappare e così facendo sfida l’altro a inventarsi qualcosa per trattenerla, e chi prova a fermare il tempo, o anche a riavvolgerlo, per esorcizzare l’inevitabile fuga. Complicità magica, Lucio Dalla che canta “Cara”. E’ un racconto che “accarezza” il lettore, davvero piacevole.
    Lavoro, amore, un nemico
    Ciao!

    • Ciao Minollo, prima di tutto grazie.
      Per ora vince l’uomo che ha riportato indietro il tempo ma è inconsapevole ed è pronto a rivivere la vita già vissuta. Lalla è l’elemento imponderabile che ormai parte di lui, ne condizionerà nel bene o nel male, la vita. Vedremo se la fantasia ci supporterà abbastanza, per ora grazie e a presto.

  • I dialoghi non mi sono piaciuti molto, li ho trovati paradossalmente poco spontanei nel tentativo di imitare troppo il parlato. Il resto però mi è piaciuto, bella l’idea di rivivere il proprio passato con la consapevolezza però del futuro.
    Voto per la terza opzione: amore, soldi e guai, vediamo di che si tratta.
    A presto!

  • Un lavoro, un amore e un nemico.
    Ciao, Fenderman.
    Il capitolo è scritto bene, non ci sono sbavature e tutto fila come i due ragazzi tra la gente. Hai reso molto bene gli ambienti, gli umori e il tempo in cui si svolgono i fatti. Ora resta da capire che cosa sia accaduto davvero. È una sorta di sogno quello in cui si trova Lalla? Attraverso la fotografia, Aldo le racconta una storia a cui le prende parte attivamente? Perdonami, ma sono un po’ dura di comprendonio 😉
    Al di là di tutto, questo capitolo è molto bello e racchiude, come sempre, tanta poesia. Bravo.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie. Quale che sia la strada tracciata più dai lettori che da me, cercherò di percorrerla con ben salda l’intenzione di confrontarmi con le leggi e i limiti che il tempo pone alle nostre vite. Sarà un viaggio fatto di illusioni e allusioni ai nostri limiti, alle nostre possibilità. Tutto questo può essere tragico o poetico: io immagino che trattando il tutto con un po’ di ironia e gioco si possa rimanere agganciati alla vena “poetica” vagamente favolistica pur raccontando fatti realistici, concreti.
      Spero di riuscire, chissa?. Grazie di essere passata e alla prossima. Ciaooo

  • Commento adesso anche se seguo dal primo capitolo perché questo capitolo mi ha un attimino portato fuori da quanto avevo immaginato finora. Sembra che abbiano fatto uno strano viaggio nel tempo, in cui nessuno dei due ricorda cosa stava facendo prima. Mi ha disorientato ma mi è piaciuto tantissimo. Ti segnalo un lungo stacco tra la frase “io sono figo” ed il resto che, secondo me, non ci doveva essere.

    Ciao 🙂

    • Ciao, ben arrivato, tu sei credo ben collaudato su certe atmosfere che divagano dal reale dove muoversi senza fare danni non è agevole al contrario di quello che si può immaginare. Cercherò di mantenere un’atmosfera sospesa, te lo anticipo, perché è proprio la mia una guerra contro le leggi del tempo che probabilmente perderò ma che sarà divertente combattere insieme ai miei personaggi. Grazie per il tuo passaggio. (in quanto allo stacco è ovviamente un incidente di quelli che capitano quando si trasporta un testo, ed è naturalmente non voluto ciao..

  • Mi sono perso un capitolo, ma per fortuna ho recuperato. Mi è piaciuto l’approccio un po’ più concreto di questo capitolo, che va a toccare una tematica importante e molto delicata. Forse ho trovato un po’ forzato il modo in cui certe informazioni sui personaggi sono inserite nei dialoghi, ma a parte questo e qualche refuso, non ho altre segnalazioni. Ero indeciso tra riscrivere e scoprire il passato, ma siccome ho pensato che l’uomo magari volesse mostrare alla ragazza qualcosa che non sa, ho scelto la seconda.
    A presto!

  • Ciao Fenderman,
    a causa di alcuni impegni non ho fatto in tempo a leggere la tua storia, della quale ho recuperato adesso i tre capitoli.
    Ciò che ho apprezzato maggiormente è stata -relativamente a questo ultimo capitolo- La digressione sui meridionali e sulla loro ricerca di una vita migliore al Nord, forse perché appartengo anche io a quell’insieme.
    Per quanto riguarda il voto, invece, ho scelto di “riscrivere il passato”; da quello che ho capito nessuno dei due protagonisti ne ha avuto una semplice, e credo che meritino di essere -in un certo senso- ripagati.
    Al prossimo capitolo.

  • Complimenti. Sono arrivata alle fine senza accorgermene e mi sono anche dispiaciuta che fosse giá finito. Scrittura scorrevole che fa capire senza spiegare. Ho notato una piccola stonatura, ma forse il problema è solo nella mia testa: è come se, leggendo, i vari cambiamenti di idea dei personaggi, “va bene, parti. Vengo anch’io con te” siano avvenuti troppo bruscamente. C’è sempre il problema dei caratteri, lo so, ma ho avuto questa impressione.
    Devo aspettarmi un po’ di fantascienza? Questa storia del tempo è affascinante

    • Ciao, grazie naturalmente.
      L’uomo si decide a partire perché ci sta pensando da tempo. Ha un’idea in testa e Lalla gli dà l’occasione per provare a realizzarla. …Fantascienza forse no, fantastico forse sì; sicuro non sarà un viaggio “normale”.
      Grazie ancora, ciao🙋

  • Ciao Keziarika, grazie come sempre per la tua attenzione.
    Vediamo se riuscirò a seguire la tua indicazione o se altri vorranno altrimenti. Francamente piacerebbe anche a me come forse ad altri poter riscrivere certe paginette di storia minore, quelle che non scrivono i grandi studiosi ma piuttosto le persone nei loro diari minori, quelli confezionati la sera, in cucina dopo aver rigorvernato o nel segreto delle camerette di certi ragazzini innamorati. Vedremo. Per ora un saluto e un appuntamento alla prossima. ciao.

  • Ciao, Fenderman.
    non mi è arrivata la notifica della tua risposta, l’ho letta solo ora. Adesso capisco il senso di quello che hai scritto nel capitolo precedente. 🙂 Grazie per la spiegazione.
    Che sai scrivere già te l’ho detto, anche questo capitolo, infatti, è scorrevole e intenso. Ci sono diversi riferimenti che mi hanno fatto pensare alla mia famiglia, a quel che è stato e che molti, oggi, non capirebbero. A partire dai ninnoli fino ad arrivare ai “terroni” quelli che manco la peste era peggio in certi ambienti. Eppure, sembra che oggi sia tutto dimenticato. Mi fermo qui, non voglio tediare nessuno con le mie elucubrazioni sul passato della nostra bella Italia.
    Voto per riscrivere il passato, tanto conoscere, in qualche modo, Lalla lo conosce già.

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie di essere passata. Tutto in questa piccola storia è in divenire, il mio intento è mantenerla sospesa tra l’immaginazione e la realtà, cruda, fisica dei sentimenti. Vuole essere, modestamente, la ricerca di una chiave per rompere idealmente il vincolo del tempo. Vedremo dove andrà. Grazie ancora, ciao

  • Ciao, Gra,
    Grazie, il mio sarà il racconto di un viaggio impossibile, o forse invece vero, attraverso il tempo a caccia di impressioni e sentimenti perduti… Spero di interessare qualcuno. Grazie ancora, al prossimo🙋 ciao

  • Ho letto entrambi i capitoli. All’inizio di corsa, poi ho ricominciato perché mi sono resa conto che fra le righe c’era tanto che una lettura superficiale non farebbe risaltare. Bravo. E sono sicura che c’è ancora tanto che non sappiamo. La storia è molto poetica, come già ti hanno detto, e anche piena di mistero. Chi sono davvero questi due personaggi? Qual è il loro vero rapporto? Cos’hanno da raccontarci?
    Non vedo l’ora di scoprirlo

  • Ciao Keziarika, capisco la tua inquietudine, sarebbe anche la mia se non fossi l’autore. Io ho il previlegio di sapere quale sia a realtà vera dei fatti. Quello che verrà in futuro dissolverà i tuoi dubbi. Se un senso si vuole dare al passaggio a cui ti riferisci è quello dell’artista che nell’attimo dello scatto in qualche modo ruba l’essenza del soggetto, ne diventa padre, madre, amante, padrone, figlio e ogni altra cosa che l’arte ispira. Nulla di morboso dunque, è solo l’arte e Il sentimento che innesca, nel solo durare del tempo dello scatto, tra una persona e chi sta dall’altra parte dell’obbiettivo. Grazie per il tuo commento, a presto.

  • Ciao, Fenderman.
    Anche questo capitolo è molto poetico però, se devo essere sincera, mi ha messo addosso un po’ di inquietudine: il rapporto che appare morbido di quest’uomo con una ragazzina, e prima ancora con una bambina. Non so, l’idea ha offuscato le belle immagini descritte. Non fraintendermi, il capitolo è bend tutto, solo mi ha restituito una sensazione strana.
    Voto per gli anni ‘30 in Francia.

    Alla prossima!

  • Bentornato! L’incipit mi sembra molto suggestivo, forse un po’ contorto e un pizzico confusionario, ma rimane comunque affascinante. La figura della protagonista in particolare mi è sembrata un po’ vaga, ma immagino che sia un effetto voluto. Vediamo dove vuoi andare a parare, nel frattempo voto per lui che cerca di impedirle la fuga. A presto!

  • Ciao, Fenderman.
    Bentornato! E che ritorno!
    Bello e poetico questo incipit, pieno di parole che sbocciano come fiori e cantano come versi di canzoni.
    Lalla è una giovane donna adesso? Mi pare di capire che non è la figlia di Aldo…
    io voto per la partenza rimandata, mi pare giusto che la ragazza abbia voglia di vedere il mondo.
    Ancora compliment, alla prossima e Buon Natale!

    • Ciao, buon Natale,
      Grazie, il tuo commento è come sempre è stato: puntuale e gradito, in questo caso anche di più perché mancavo da un po’. Natale è mi sembrato l’occasione giusta per ricominciare, ritrovare il confronto e la condivisione di una passione. A presto allora, a “rileggerti” 🙋

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