tracce di noi

Lo scatto

La piccola uscì dal capanno eletto da Aldo a casa per vivere,  ma prima, per un istante, fermò l’esile figura sulla soglia. Esitava a gettarsi tra le braccia di quel mare bianco di luce là fuori, oppure  semplicemente ne godeva  il primo sguardo? Aldo  guardò prima distrattamente  alla siluette buffa e gentile, famigliare, di lei; poi fermò l’attenzione, come colto da un’ispirazione. Gli sembrò che Lalla entrasse in un ascensore verso l’infinito mentre il rustico ambiente  dove lui stava era destinato a rimanere inchiodato alle terra e alle tenebre.  Tale era il contrasto che tutto attorno a lui  appariva di un nero insolente, resistente anche alla piccola finestra che tentava di mediare tra due mondi: tra la potenza di quel nero e l’esagerato impeto del bianco di fuori.

Aldo prese la fotocamera e scattò.

Mille volte, diecimila, aveva premuto quel pulsante dal riflesso leggermente ritardato che alimentava un attimo di ansia, mentre in realtà rispondeva ad una logica meccanica voluta da un chissà chi, finalizzata ad ottenere un ottimo scatto. Quella piccola macchina nera e metallica aveva bisogno di calcolare, pesare la luce e catturarla in un fotogramma solo. Per ammirarne il lavoro non c’era bisogno di aspettare come capitava tanto tempo prima. Ora col digitale era tutto  facile, si poteva sempre correggere o ritentare. Lalla comunque non c’era più. Inutile riprovare, stavolta si doveva accontentare. Allora decise di non guardare: la foto doveva rimanere sospesa. L’avrebbe guardata più tardi quando l’emozione persa del momento sarebbe forse rinata per essere goduta e spesa… dopo: nel tempo a venire. Chissà se era riuscita…  forse sì; in fondo quello era il suo lavoro, era quello che Aldo si aspettava.

Erano passati anni da quando una identica impressione gli si era stampata in mente. Il suo amore di ragazzo che spariva nel vuoto…  e  in un altro vuoto lo rigettava senza pietà, senza cedere  alle lusinghe che lui aveva a lungo  esercitato  per trattenerla.

Era stato un addio. Era stata, quella, l’ultima volta che l’aveva vista anche se ostinatamente l’aveva poi cercata in ogni dove. Lei era letteralmente scomparsa, aveva cancellato benissimo le tracce dietro di sé e tutte le porte alle quali Aldo aveva bussato erano sembrate inchiodate a mura disabitate.

Il tempo, poi, aveva fatto il suo lavoro: modificato il suo viso, innalzati muri, scavati solchi, aveva marcato  tagli profondissimi nella memoria. Eppure il tempo  spesso sbaglia i conti con l’amore. L’amore  se ne frega di tutto: figuriamoci del tempo.

Lalla adesso era il suo unico amore.

L’amore non si merita, non si guadagna: l’amore si ispira”. Pensava Aldo ispirato da lei e dalla fotografia. Lalla era la sua modella preferita. Condivideva ormai da anni la sua casa fatta di assi e bandoni ondulati trovati in giro quando ne aveva voglia. Lalla, Lalla, Lalla: era la sua musa: adesso la sua ragione unica di vita, col suo carattere allegro, indifferente.

Lalla non aveva mai freddo, la febbre non sapeva che fosse, le piacevano gli insetti, giocava con loro come con tutti gli animali. Lalla si vestiva di quello che trovava con lui andando in giro a cercare nell’usato; oppure  là dove strane cose riposavano  come per farsi trovare.

Eppure anche per lei era arrivato il giorno in cui i desideri avrebbero avuto il sopravvento sui suoi stessi sogni. Lei che al massimo sognava un cane, un vestito colorato, un paio di scarpe nuove di quelle che non aveva mai avute, ora desiderava andare via. Il desiderio di andare via è il più difficile da combattere e il più facile da realizzare, e  lei lo aveva scelto.

Lalla ne aveva abbastanza: era cresciuta e c’era da aspettarselo. Il giorno prima aveva detto a lui che lo avrebbe lasciato “solo nel suo lercio tugurio”; e che ne aveva abbastanza di quella che proprio vita non era. Era stufa di arrancare arrampicando su per un sentiero scivoloso verso luoghi aspri  sempre più freddi e inospitali.

Aveva atteso il sole perché, disse, fuggire di notte non è onesto. Lei non voleva fuggire, voleva solo andare via. Aveva riempito le tasche di cianfrusaglie indispensabili ed era uscita. Le “scarpacce  di stoffa, spaiate, trovate in giro, però, non stavano più insieme: doveva cercarne altre. Erano la prima cosa di cui aveva bisogno:  per poter  andare lontano avrebbe dovuto camminare.

Un nuovo scatto della fotocamera fermò il suo impeto. Quello scatto era la voce di un uomo senza più voce, era l’unica cosa che avevano, e la legava  intimamente a lui. Lo scatto fermò il tempo; fece il suo lavoro; lo fece bene. Lalla e il suo andare via… era tutto di colpo inutile, lui ne avrebbe conservata la memoria meccanica, verosimile, realistica,  la cui fissità era la negazione stessa  del concetto di fuga.

La luce che prorompeva dalla piccola porta  fu parzialmente oscurata da una figura.

Era lei che tornava.

«Ti servono un paio di scarpe.» Disse una voce dal buio. «Domani è Natale, saranno il mio regalo.»

Il salto fuori della trincea, verso l'ignoto, non è riuscito. Che succederà adesso?

  • Aldo le impedirà in qualche modo di andare via (50%)
    50
  • Lalla rimanderà la partenza a quando avrà le scarpe nuove (50%)
    50
  • Lalla resterà senza condizioni (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

112 Commenti

  • Come al solito arrivo in ritardo, perdonami…
    Bel finale che chiude il cerchio, anche se non sono sicuro di aver colto del tutto il significato della storia. Infatti ho trovato che lo stile di scrittura, in certi passaggi, sia stato un po’ confusionario, anche se in generale molto poetico e suggestivo. Però ripeto che il finale mi è piaciuto molto, ha chiuso la storia forse nel migliore dei modi 😀

  • Ciao Keziarica, è vero, spesso le notifiche dell’ultimo episodio non partono, ci deve essere qualcosa che le ingoia e le archivia anzitempo. Grazie per l’apprezzamento: è una storia che ho sentito intensa e viva dentro di me e racconta di una cosa che forse è vera ma non dimostrabile. Quante Lalla ci saranno che svolazzano in giro? Un caro saluto, e grazie ancora??

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi