tracce di noi

Dove eravamo rimasti?

a proposito di tempo siamo... anni '60 in Italia (75%)

il viaggio

 

«Vecchio matto!», disse Lalla, «vuoi tenermi qui con questo?  Non capisci che io voglio andare via?»

«Padrona. Chi ti trattiene?» L’uomo cominciò il suo sfogo: dapprima con cinismo, ma poi fu rabbia sorda e dolore vero. «Io no di certo. Perderei la mia musa, ok. Ma potrei trovarne un’altra. Puoi andare. Ti devo qualcosa? Grazie per la cura della casa, per la cucina e… grazie di esistere. Io ti ho dato poco, tutto quello che ho potuto: il mio affetto da padre, anche se tuo padre non sono. Io ti ho dato un tetto; Io ho rispettato un giuramento: quello fatto a tua madre. …Tua madre, un’egoista che ti ha scaricata quando avevi sei anni e doveva cominciare a preoccuparsi della scuola. Figuriamoci. A proposito: con la scuola eh?, come fai?»

«La scuola è finita… caro.»

«Finita?, uhm, bah! Certo. Quella lì, lasciandoti, mi ha dato dei soldi lo sai? E sai tu dove sono adesso quei quattro baiocchi che mi ha messo sul tavolo un giorno, perché avessi cura di te? Ecco, sono lì. Lo vedi quel mattone vicino al caminetto, quello sotto il culo del gatto che va lì a scaldarsi? Prendili, sono tuoi. …Quella stronza… mi ha pagato per avere cura di te. Già!… Adesso hai dodici anni ma allora ne avevi sei: sei! Credi che si sia chiesta se fosse il caso, se fosse opportuno lasciarti sola con un uomo, uno di cui pensava tutto il male possibile? Quella ti ha mollata profittando del fatto che io sono un superficiale, uno che sopravvive ma che sa anche insegnare a farlo; ecco perché. E aveva ragione naturalmente: infatti i suoi soldi sono tutti lì, e noi siamo qui: vivi.  Ci siamo riusciti: come due rospi nascosti nel fango.

«Uffa!, non ricominciare. Lascia stare lei. Io non vado a “cercare la mamma”! E poi non ho dodici anni, aggiorna i conti mister calendario, adesso siamo a sedici. Da dieci anni mi tratti come una regina, lo so, lo riconosco. Ma se io oggi esco dal fango lo faccio perché il mondo non finisce qui: io devo vivere!, io non voglio più solo sopravvivere al “freddo inverno”»

«…Sedici hai detto? Caspita, mi sto rincoglionendo. Ecco perché da un pò ho notato certe rassomiglianze con tua madre…»

«Non fare lo stupido… e dammi una ragione per restare.»

«Uhm, vediamo… restare… restare… No. Guarda tesoro mio, posso fare di più. Ti darò… una ragione per partire.»

«Partire? Sei matto? …Wow, fantastico! Ma allora…»

Lalla partì con una raffica di domande di quelle che l’uomo cercava ogni volta di eludere. Quella volta però decise di arrendersi: gli erano capitate tra le mani alcune sue vecchie foto che lei aveva voluto vedere, e così gli venne voglia di parlarne.

«E sai che ti dico? Te ed io partiremo insieme.»

«Ecco che ricominci a sfottere.»

«Io?, no, no. Proprio no. Io ti dimostrerò che il tempo non esiste, ecco il mio calendario: buttalo via. Ti porterò proprio lì in quel mio mondo sfocato in bianco e nero.» disse indicando il mucchietto di foto. «Preparati, perché sarà un viaggio vero. Per adesso chiudi gli occhi e immagina…

«Mio padre era un venditore di carabattole. Cose da poco, quelle indispensabili in casa quando non possiedi nulla e acquistandole ti puoi gratificare di una cosa inutile.»

«Uhm,» Lalla adesso mordeva un piccola mela selvatica; i grandi occhi dorati erano serrati: « ci provo, non è che  capisca tanto, ma non ti fermare.»

«Eravamo per tutti “i meridionali”: poco Italiani e molto Napoletani. Da noi erano tutti pescatori, “affamati di pizza” dicevano: “affamati e basta”, dicevano noi. La finta libertà che ci prometteva ogni giorno l’orizzonte del  nostro mare non ci bastava più. La grande Milano con la “M” maiuscola affascinava uomini indecisi con la valigia pronta, tentati dalla fortunata o illusi dalla jella a seconda di come sarebbe andata, poi, al “Nord”. Io, anzi, mio padre scelse; e ci portò via. Ma lì eravamo degli estranei. Sai come mi sentivo io?… non ridere!, era come se l’elastico delle mutande mi fosse rimasto impigliato nel letto della vecchia casa e prima o poi mi avrebbe riportato indietro. E così è stato infatti, e sono tornato. Tornando a quegli anni» disse «vedresti solo povere case e interminabili strade polverose! Non sarebbe facile. Per me lo era, allora, perché io, bambino, non dovevo camminare. Io mi addormentavo quì e mi svegliavo là, proprio come un pacco, ecco: io ero un pacco.»

«Ma le tue mutande però…»

«Brava!, l’elastico delle mie mutande cominciò a tirare e infine: pum! Fui catapultato di nuovo in “Terronia”, solo e un po’ ammaccato.»

«E lo credo, con quel volo!»

«Giusto! Era il tempo dei voli quello, ma poi come sai ho messo radici.»

«No, ti prego, tagliale!… Partiamo adesso! L’hai promesso. Troveremo le scarpe lungo la strada o mi porterai in braccio… Andiamo!»

Era un viaggio impossibile, certo: ma lui era vero che l’aveva promesso, e le promesse si mantengono.

«Kitty viene con noi?» disse guardando il gatto.

Lalla era raggiante… Scambiarono due foto da incorniciare per un paio di scarpe e il viaggio verso gli anni sessanta incominciò veramente.

Dove porterà, nelle sue intenzioni, l'uomo la sua Lalla?

  • a cercare se stessa in un'altra vita (0%)
    0
  • a scoprire il passato (40%)
    40
  • a riscrivere il passato (60%)
    60
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27 Commenti

  • I dialoghi non mi sono piaciuti molto, li ho trovati paradossalmente poco spontanei nel tentativo di imitare troppo il parlato. Il resto però mi è piaciuto, bella l’idea di rivivere il proprio passato con la consapevolezza però del futuro.
    Voto per la terza opzione: amore, soldi e guai, vediamo di che si tratta.
    A presto!

  • Un lavoro, un amore e un nemico.
    Ciao, Fenderman.
    Il capitolo è scritto bene, non ci sono sbavature e tutto fila come i due ragazzi tra la gente. Hai reso molto bene gli ambienti, gli umori e il tempo in cui si svolgono i fatti. Ora resta da capire che cosa sia accaduto davvero. È una sorta di sogno quello in cui si trova Lalla? Attraverso la fotografia, Aldo le racconta una storia a cui le prende parte attivamente? Perdonami, ma sono un po’ dura di comprendonio 😉
    Al di là di tutto, questo capitolo è molto bello e racchiude, come sempre, tanta poesia. Bravo.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie. Quale che sia la strada tracciata più dai lettori che da me, cercherò di percorrerla con ben salda l’intenzione di confrontarmi con le leggi e i limiti che il tempo pone alle nostre vite. Sarà un viaggio fatto di illusioni e allusioni ai nostri limiti, alle nostre possibilità. Tutto questo può essere tragico o poetico: io immagino che trattando il tutto con un po’ di ironia e gioco si possa rimanere agganciati alla vena “poetica” vagamente favolistica pur raccontando fatti realistici, concreti.
      Spero di riuscire, chissa?. Grazie di essere passata e alla prossima. Ciaooo

  • Commento adesso anche se seguo dal primo capitolo perché questo capitolo mi ha un attimino portato fuori da quanto avevo immaginato finora. Sembra che abbiano fatto uno strano viaggio nel tempo, in cui nessuno dei due ricorda cosa stava facendo prima. Mi ha disorientato ma mi è piaciuto tantissimo. Ti segnalo un lungo stacco tra la frase “io sono figo” ed il resto che, secondo me, non ci doveva essere.

    Ciao 🙂

    • Ciao, ben arrivato, tu sei credo ben collaudato su certe atmosfere che divagano dal reale dove muoversi senza fare danni non è agevole al contrario di quello che si può immaginare. Cercherò di mantenere un’atmosfera sospesa, te lo anticipo, perché è proprio la mia una guerra contro le leggi del tempo che probabilmente perderò ma che sarà divertente combattere insieme ai miei personaggi. Grazie per il tuo passaggio. (in quanto allo stacco è ovviamente un incidente di quelli che capitano quando si trasporta un testo, ed è naturalmente non voluto ciao..

  • Mi sono perso un capitolo, ma per fortuna ho recuperato. Mi è piaciuto l’approccio un po’ più concreto di questo capitolo, che va a toccare una tematica importante e molto delicata. Forse ho trovato un po’ forzato il modo in cui certe informazioni sui personaggi sono inserite nei dialoghi, ma a parte questo e qualche refuso, non ho altre segnalazioni. Ero indeciso tra riscrivere e scoprire il passato, ma siccome ho pensato che l’uomo magari volesse mostrare alla ragazza qualcosa che non sa, ho scelto la seconda.
    A presto!

  • Ciao Fenderman,
    a causa di alcuni impegni non ho fatto in tempo a leggere la tua storia, della quale ho recuperato adesso i tre capitoli.
    Ciò che ho apprezzato maggiormente è stata -relativamente a questo ultimo capitolo- La digressione sui meridionali e sulla loro ricerca di una vita migliore al Nord, forse perché appartengo anche io a quell’insieme.
    Per quanto riguarda il voto, invece, ho scelto di “riscrivere il passato”; da quello che ho capito nessuno dei due protagonisti ne ha avuto una semplice, e credo che meritino di essere -in un certo senso- ripagati.
    Al prossimo capitolo.

  • Complimenti. Sono arrivata alle fine senza accorgermene e mi sono anche dispiaciuta che fosse giá finito. Scrittura scorrevole che fa capire senza spiegare. Ho notato una piccola stonatura, ma forse il problema è solo nella mia testa: è come se, leggendo, i vari cambiamenti di idea dei personaggi, “va bene, parti. Vengo anch’io con te” siano avvenuti troppo bruscamente. C’è sempre il problema dei caratteri, lo so, ma ho avuto questa impressione.
    Devo aspettarmi un po’ di fantascienza? Questa storia del tempo è affascinante

    • Ciao, grazie naturalmente.
      L’uomo si decide a partire perché ci sta pensando da tempo. Ha un’idea in testa e Lalla gli dà l’occasione per provare a realizzarla. …Fantascienza forse no, fantastico forse sì; sicuro non sarà un viaggio “normale”.
      Grazie ancora, ciao🙋

  • Ciao Keziarika, grazie come sempre per la tua attenzione.
    Vediamo se riuscirò a seguire la tua indicazione o se altri vorranno altrimenti. Francamente piacerebbe anche a me come forse ad altri poter riscrivere certe paginette di storia minore, quelle che non scrivono i grandi studiosi ma piuttosto le persone nei loro diari minori, quelli confezionati la sera, in cucina dopo aver rigorvernato o nel segreto delle camerette di certi ragazzini innamorati. Vedremo. Per ora un saluto e un appuntamento alla prossima. ciao.

  • Ciao, Fenderman.
    non mi è arrivata la notifica della tua risposta, l’ho letta solo ora. Adesso capisco il senso di quello che hai scritto nel capitolo precedente. 🙂 Grazie per la spiegazione.
    Che sai scrivere già te l’ho detto, anche questo capitolo, infatti, è scorrevole e intenso. Ci sono diversi riferimenti che mi hanno fatto pensare alla mia famiglia, a quel che è stato e che molti, oggi, non capirebbero. A partire dai ninnoli fino ad arrivare ai “terroni” quelli che manco la peste era peggio in certi ambienti. Eppure, sembra che oggi sia tutto dimenticato. Mi fermo qui, non voglio tediare nessuno con le mie elucubrazioni sul passato della nostra bella Italia.
    Voto per riscrivere il passato, tanto conoscere, in qualche modo, Lalla lo conosce già.

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie di essere passata. Tutto in questa piccola storia è in divenire, il mio intento è mantenerla sospesa tra l’immaginazione e la realtà, cruda, fisica dei sentimenti. Vuole essere, modestamente, la ricerca di una chiave per rompere idealmente il vincolo del tempo. Vedremo dove andrà. Grazie ancora, ciao

  • Ho letto entrambi i capitoli. All’inizio di corsa, poi ho ricominciato perché mi sono resa conto che fra le righe c’era tanto che una lettura superficiale non farebbe risaltare. Bravo. E sono sicura che c’è ancora tanto che non sappiamo. La storia è molto poetica, come già ti hanno detto, e anche piena di mistero. Chi sono davvero questi due personaggi? Qual è il loro vero rapporto? Cos’hanno da raccontarci?
    Non vedo l’ora di scoprirlo

  • Ciao Keziarika, capisco la tua inquietudine, sarebbe anche la mia se non fossi l’autore. Io ho il previlegio di sapere quale sia a realtà vera dei fatti. Quello che verrà in futuro dissolverà i tuoi dubbi. Se un senso si vuole dare al passaggio a cui ti riferisci è quello dell’artista che nell’attimo dello scatto in qualche modo ruba l’essenza del soggetto, ne diventa padre, madre, amante, padrone, figlio e ogni altra cosa che l’arte ispira. Nulla di morboso dunque, è solo l’arte e Il sentimento che innesca, nel solo durare del tempo dello scatto, tra una persona e chi sta dall’altra parte dell’obbiettivo. Grazie per il tuo commento, a presto.

  • Ciao, Fenderman.
    Anche questo capitolo è molto poetico però, se devo essere sincera, mi ha messo addosso un po’ di inquietudine: il rapporto che appare morbido di quest’uomo con una ragazzina, e prima ancora con una bambina. Non so, l’idea ha offuscato le belle immagini descritte. Non fraintendermi, il capitolo è bend tutto, solo mi ha restituito una sensazione strana.
    Voto per gli anni ‘30 in Francia.

    Alla prossima!

  • Bentornato! L’incipit mi sembra molto suggestivo, forse un po’ contorto e un pizzico confusionario, ma rimane comunque affascinante. La figura della protagonista in particolare mi è sembrata un po’ vaga, ma immagino che sia un effetto voluto. Vediamo dove vuoi andare a parare, nel frattempo voto per lui che cerca di impedirle la fuga. A presto!

  • Ciao, Fenderman.
    Bentornato! E che ritorno!
    Bello e poetico questo incipit, pieno di parole che sbocciano come fiori e cantano come versi di canzoni.
    Lalla è una giovane donna adesso? Mi pare di capire che non è la figlia di Aldo…
    io voto per la partenza rimandata, mi pare giusto che la ragazza abbia voglia di vedere il mondo.
    Ancora compliment, alla prossima e Buon Natale!

    • Ciao, buon Natale,
      Grazie, il tuo commento è come sempre è stato: puntuale e gradito, in questo caso anche di più perché mancavo da un po’. Natale è mi sembrato l’occasione giusta per ricominciare, ritrovare il confronto e la condivisione di una passione. A presto allora, a “rileggerti” 🙋

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