Alla ricerca del Lume della Ragione

Dove eravamo rimasti?

Che si fa? Scopriamo dove Giacomo ha già visto l’immagine? (60%)

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      … ricordo… ricordo ancora quando abitavamo tutti in quartiere, le nostre case si affacciavano sul grande parco. A quel tempo giravamo sempre assieme. Ricordo un’estate in particolare, partivamo con lo zaino la mattina presto, compiti, merenda e giochi e rientravamo la sera, nessun pensiero, nessuna preoccupazione. Una volta ci facemmo procurare dalla nonna di Stefano dei lacci arancioni e li sostituimmo a quelli delle nostre scarpe. Ci divertimmo tanto in quel periodo…. «le stringhe, è così che ci chiamavamo…» mi risveglio dai miei pensieri e vedo Ettore che osserva il portachiavi che penzola dalla chiave della mia macchina. «Sai Olivia», mi dice… «me lo ero scordato… hai conservato ancora quei lacci… che bella cosa». Lo guardo, gli sorrido e lui ricambia. Alzo gli occhi sullo specchietto retrovisore. Giacomo, sempre con il telefono in mano, sta anche comodo seduto dietro; Pietro invece è buffo, un po’ schiacciato con le ginocchia piegate e la testa che tocca il tettuccio. Siamo stati a prendere qualcosa per il pranzo ed ora siamo diretti al parco. Stefano e Teresa ci raggiungeranno all’ingresso, dopo aver fatto visita alla moglie e alla bimba in ospedale.

      Giusto un paio d’ore fa stavamo ammirando il canale sotto il salotto di Stefano, ed ora siamo diretti da tutt’altra parte. «Ricordate gli aquiloni? e la gara interrotta dal temporale?» Ci ha detto Giacomo guardando il disegno sul pavimento. «Il mio volava così in alto ed il vento tirava così forte… che sono andato a terra quando si è rotto lo spago.» Me lo ricordo sì quel volo per terra… era tutto sporco di fango, e lui perfettino come era, se la prese molto perché ci eravamo messi a ridere… «Mi dispiaceva troppo abbandonare l’aquilone, così il giorno dopo sono tornato per cercarlo. L’avevo visto sparire dietro ai pini del boschetto». Nessuno di noi si era mai addentrato nel boschetto e nessuno prima di Giacomo aveva scoperto che ricopriva una collinetta. E’ lì che siamo diretti, in una piccola radura dietro la collinetta.

      Prima di oltrepassare il cancello d’ingresso del parco, Stefano si schiarisce la voce e ci dice: «… siamo il meglio, siamo bellissimi, soli e unici,… siamo tornati!» L’entusiasmo è tanto e l’andatura si fa sostenuta ma sono costretta a rallentare perché la caviglia non è ancora tornata al meglio. Gli altri si accorgono e mi aspettano. Raggiungiamo il bosco in tutta tranquillità.

A distanza di anni scopriamo che è stato tracciato un sentiero che attraversa il bosco e sono state costruite alcune aree attrezzate per osservare gli animali che lo abitano. Arrivati in cima alla collinetta, scorgiamo la radura. Ora dobbiamo lasciare il sentiero, il sottobosco è ricco di foglie e aghi di pino che ci ammorbidiscono il passaggio. La radura non è grandissima ed è ricoperta di erba che ci arriva al ginocchio. Incominciamo la perlustrazione. Alzo lo sguardo e vedo un capriolo spuntare dall’altro lato del bosco, ci osserva. Riesco appena in tempo a farlo notare agli altri che con due salti scompare tra i pini. Bene o male sappiamo cosa stiamo cercando, ma non ne conosciamo le dimensioni, se effettivamente è ancora lì dopo tutti questi anni… ci stiamo basando su un ricordo di un bimbo di dodici anni, ora che di anni ne sono trascorsi almeno il doppio. «Giaacomoooo» urla Teresa, «ma che memoria hai???» Ci avviciniamo a Teresa che ci indica alcune pietre. Calpestiamo l’erba attorno ed alla fine ci troviamo con una dozzina di sassi disposti a semicerchio. Nel centro di questo semicerchio, si trova invece una pietra più grossa dalla forma allungata. Ettore incomincia a scattare foto. Contenti del nostro ritrovamento ci scegliamo un sasso a testa ove sederci. Prendo i panini ed il the dal termos ed iniziamo il pranzo.

Fa freddino stare qui seduti ma fortunatamente è uscito un po’ di sole. Ho gli occhi chiusi, mi faccio scaldare le guance dal sole, quando sento nuovamente freddo. Apro gli occhi e mi ritrovo dietro l’ombra di Pietro, ora in piedi sul sasso centrale. Nello stesso istante sentiamo il rintocco delle campane del paese, è l’una di pomeriggio. «Che combinazione!» dico ad alta voce guardando l’orologio al polso. «E se non fosse una combinazione?» mi risponde Pietro. «Se fossimo seduti sopra una specie di orologio solare? La forma, non è tanto diversa». Con la scarpa pulisco dal muschio il sasso ove ero seduta e scopro che è inciso un uno in numero romano. Puliamo così le altre pietre ed Ettore, entusiasta, le passa in rassegna tutte e le fotografa.

«Che facciamo ora?» dice Giacomo… «le cose da vedere in questo prato sembrano finite… forza, fuori le idee ragazzi!». «Andiamo avanti con la passeggiata e vediamo se il bosco ci riserva qualche sorpresa» propone Teresa. Pietro è incuriosito dagli orologi solari e vuole andare in biblioteca per cercare qualche altra informazione. Stefano invece consiglia di far ritorno a casa, visto che farà buio presto e che nel pomeriggio è prevista neve…

Abbiamo tante idee in testa, che proposta seguiamo?

  • Stefano ed il ritorno a casa... (0%)
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  • Pietro e la biblioteca... (25%)
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  • Teresa ed il bosco... (75%)
    75
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29 Commenti

  • Ciao, Travis.
    io continuerei con il bosco, mi pare più misterioso, e poi sta per nevicare, potrebbero trovarsi in una situazione pericolosa o imprevista e questo potrebbe dare il via a un’altra avventura.
    Hai un bel modo di raccontare, ti consiglierei solo di non utilizzare i tre punti interrogativi, ma è davvero una piccolezza.

    Alla prossima!

  • Scopriamo dove Giacomo ha già visto l’immagine, è un buon gancio e lasciarlo in sospeso, per poi farlo comparire più avanti, rischierebbe di fargli perdere forza (i capitoli vengono pubblicati a distanza e non sempre resta memoria dei particolari).
    Ciao, Travis.
    Il capitolo scorre liscio come il canale sotterraneo. Mi è piaciuto e mi è piaciuto il rimando a The Truman Show, quasi a voler dire che nulla è come sembra, almeno questa è l’idea che mi sono fatta io; poi, magari, i tuoi personaggi sono solo amanti della pellicola 🙂
    Bene, direi che ci siamo, avanti così.

    Alla prossima!

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