Alla ricerca del Lume della Ragione

Dove eravamo rimasti?

Abbiamo tante idee in testa, che proposta seguiamo? Teresa ed il bosco... (75%)

city of blinding lights

Un brivido… e mi sveglio.

      Apro gli occhi a fatica, mi sento molto stanca… mi trovo seduta alla base di un grosso albero, guardo attorno ma non riesco a vedere molto, è buio. Silenzio.

Metto le mani in tasca per prendere il cellulare, accendo lo schermo ma la luce mi abbaglia. E’ ancora carico ma non c’è connessione, così lo uso come torcia per poter guardare in giro. Sta nevicando. Sento ogni tanto qualche favilla che mi si posa sulla faccia. Mi accorgo ora che sulle spalle ho una giacca più grande e appoggiato alle caviglie uno zaino, ma nessuna di queste cose è mia, ne sono sicura. Non capisco…, ho ancora la testa pesante ed un po’ in confusione.

Apro lo zaino ed all’interno trovo un termos, dei panini. Decido di alzarmi. Ci riesco con fatica, devo essere stata seduta per almeno un paio d’ore. Mi muovo nel bosco con molta calma, non perché sia difficile il camminare, è solo che… è tutto strano, non so perché sono qua… Punto la luce a destra e a sinistra per trovare qualcosa di famigliare ma nulla. Non c’è un sentiero tracciato e quindi mi muovo a caso. Punto la luce in alto, gli alberi sono alti e non riesco a scorgerne la cima… indietreggio ed urto qualcosa con la schiena. Urlo, ma la mia voce è soffocata dal buio che mi circonda, sento la faccia che si scalda, mi volto tremando…, vedo due corde che pendono dall’alto. Alla loro estremità è attaccata una tavola di legno: «Toh, un’altalena in mezzo al bosco», dico ad alta voce. La guardo, la illumino. Tolgo con la mano la neve e mi ci siedo sopra. Mi dondolo leggermente e nel mentre cerco di ricordare… mio fratello Ettore… che ride… ride perché ha colpito Olivia con una palla di neve… poi nulla. Mi concentro… Stefano e la sua bimba in ospedale, che bella vederla dormire nella culla. Mi dondolo, avanti ed indietro, sull’altalena come nei pensieri… eravamo seduti a mangiare, riapro lo zaino. E’ quello di Olivia! «Ma dove siete tutti? Ehi ragaaziiii» ma nessuno risponde.

Sblocco il telefono, sono le 22. Guardo la chat del gruppo e vedo che l’ultimo messaggio risale ad almeno tre ore fa, è una foto che ho postato io, siamo tutti sorridenti, attorno ad una specie di obelisco poco più basso di me. Ingrandisco la foto e riconosco distintamente la forma di un uccello stilizzato scolpito sulla roccia ed una lettera greca sotto. Sulle spalle ho la giacca in più, … ah, è quella di Pietro «che carino che è stato, ho sempre freddo». Ricordo che per scattare la foto con l’autoscatto, mi sono appoggiata allo zaino di Olivia, ma perché mai me lo sono tenuto?… non so. Che brutta sensazione, ho un vuoto di memoria di qualche ora e questo mi mette a disagio. Sono qui sola, senza i miei amici. Poi… sento in lontananza… le campane e questo mi rassicura un po’, vuol dire che sono ancora nel bosco vicino al paese.

      D’un tratto sento vibrare. Prendo il cellulare in mano ma non mi è arrivato alcun messaggio. Sento nuovamente vibrare ma solo ora mi accorgo che non è il telefono. Il rumore proviene dalla tasca anteriore dello zaino di Olivia… «che abbia lasciato il suo telefono?» Apro la tasca speranzosa ma… nella tasca trovo solo una bottiglietta in plastica. Tutto un tratto però la bottiglia comincia a vibrare e man mano che le vibrazioni aumentano, la bottiglia emana una luce chiara, un misto tra il verde ed il giallo. Sono allibita, mi avvicino la bottiglietta alla faccia per guardarci dentro. Al suo interno scopro esserci una decina di insetti che emettono luce. Sembrano lucciole ma è strano vederle  in pieno dicembre.

Girano, girano ed io le osservo… osservo…

      La bottiglia mi cade dalle mani, e la luce si spegne. Mi stropiccio gli occhi.

Riprendo il cellulare in mano e riguardo la foto. E’ stata scattata alle 19… ma è strana, a quell’ora era già buio, ed io non ho utilizzato il flash per scattarla. Ingrandisco nuovamente la foto ma questa volta sullo sfondo e mi accorgo che la luce è creata da un numero inimmaginabile di questi piccoli insetti. Ora ricordo qualcosa in più, ma che fatica, i ricordi ritornano a galla con il contagocce. Subito dopo la foto, da tutta quella nuvola di puntini luminosi se ne staccò un gruppetto che prese la direzione del bosco. Decisi di seguirlo di corsa e per recuperare il cellulare, dalla fretta, mi incastrai le mani nelle cinghie dello zaino di Olivia e piuttosto che fermarmi e rischiare di perdere il contatto visivo con gli insetti decisi di prenderlo su. Sento ancora la voce di Stefano che ridendo mi dice «corri Forrest!» mentre mi allontano dal gruppo.

      Sono ancora sull’altalena, ormai ferma e decido di aprire la bottiglia. Le lucciole ci mettono un po’ ad uscire, e compiono ampi cerchi sopra la mia testa. Sono così graziose. D’un tratto partono. Sembra seguano una direzione ben precisa ed io mi appresto a seguirle anche se non è cosa semplice… devo avere buio per riuscire a vederle volare ed allo stesso tempo mi serve un po’ di luce per posare bene i piedi e non scontrarmi con alcun ostacolo… Poi un chiarore…

Cosa troverò una volta raggiunto il chiarore?

  • L’altalena (50%)
    50
  • I miei amici (0%)
    0
  • L’obelisco (50%)
    50
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70 Commenti

  • Quasi non ci credevo più! Finalmente il finale!
    Sei riuscito a giostrare bene tutto il racconto, nonostante le lunghe pause che hanno avuto lo spiacevole effetto di non far ricordare tutti i dettagli necessari.
    Nonostante questo, la storia mi è piaciuta e spero di rileggerti in questi lidi con altre storie 🙂

    Ciao 🙂

  • Con un po’ di ritardo concludo la storia.
    Che dire… che bella avventura! Non la storia, quella la giudicate voi… lo scrivere qua è stata una bella avventura, quindi… grazie!
    E’ stata una nuova esperienza, non sempre semplice ma molto arricchente. Graditi i vostri commenti ed i consigli. Mi sono divertito a vedere dove mi facevate andare con le vostre scelte. E’ capitato spesso che una delle tre opzioni la indicassi a caso poco prima di pubblicare il capitolo… mai decisione più sbagliata! Più di qualche volta è stata la strada scelta da voi.

    Mi sono divertito ad inserire una citazione di film per capitolo… per quanto riguarda i titoli dei capitoli, come già scritto, sono titoli di canzoni che richiamano più o meno il racconto.

    Per concludere, come cantano i Semisonic:
    “… every new beginning comes from some other beginning’s end…”
    “… ogni nuovo inizio, arriva dalla fine di qualche altro inizio… “

  • Ciao Travis, stavolta il titolo de davvero indovinato, anche se lo avrei preferito in Italiano?
    Mondo strano e complicato, soluzioni diverse tutte possibili. Voto che seguono le lucciole in fondo le lucciole sembrano essere l:unica realtà inconfutabile, e se vanno in città sarà meglio seguirle se davvero si vuole capire. Bel capitolo, andiamo verso il finale… ? ciao

  • Giacomo: Ricordate i disegni sulla grossa pietra del pavimento di Stefano? Era incisa una…

    E così iniziamo a ricollegare il tutto! Anche perché dopo tutto questo tempo, mi ero scordato un sacco di cose 😀
    Andiamo che questa storia mi ganza parecchio ^_^

    Ciao 🙂

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