Alla ricerca del Lume della Ragione

Dove eravamo rimasti?

Cosa troverò una volta raggiunto il chiarore? L’obelisco (50%)

clocks

      Ho il fiatone, ma alla fine sono riuscita a seguire le lucciole tra gli alberi del bosco. Sono arrivata nella zona in cui ho visto il chiarore e con mia sorpresa trovo una nuvola di lucciole che ruotano attorno ad un’altalena… ma è la stessa ove ero seduta qualche minuto fa! Non capisco… la guardo, oscilla ancora. Ho corso in cerchio, non me ne sono accorta e sono tornata al punto di partenza o sono questi esserini luminosi che si stanno prendendo gioco di me? Cosa faccio ora… guardo attorno ma è tutto buio… Mi viene un po’ di ansia, sono sola ed incomincio a sentirmi nuovamente stanca… mi siedo sull’altalena… penso ai miei amici… dove saranno ora… mi si chiudono gli occhi… guardo le lucciole che girano, sono belle. Si avvicinano troppo ora e mi sventolo una mano davanti alla faccia, così si distanziano. Agito le braccia in alto e dal loro volo attorno a me, si alzano e pian pianino si dividono in piccoli gruppetti che si disperdono nel bosco. Aspetto seduta ancora un po’, sono avvolta nell’oscurità e sento che le forze mi stanno tornando. Ora è il momento di riflettere per mettere un po’ di ordine sulle cose che mi stanno accadendo. Cerco di svuotare i pensieri e mi risuona in mente una frase… «non stai pensando quadrimensionalmente…» mio fratello ed i suoi film… ma forse ha ragione. E’ una situazione strana e necessita di un approccio differente. «Vediamo se la tecnologia può ritornarmi utile», sblocco il cellulare e verifico il gps, è attivo! Allora entro nell’applicazione che uso quando vado a camminare con le mie amiche e trovo il percorso tracciato da quando sono entrata al parco con Stefano questo pomeriggio. Posso allora scoprire dove sono, che tragitto ho fatto e magari ritrovare i miei amici. Da quando ho lasciato gruppo fino ad ora, ho girato molto ed in modo molto confusionario ma comunque riesco a ripercorrere la traccia gps. Mentre guardo il cellulare apro lo zaino di Olivia e mi prendo uno dei panini rimasti, tutto questo correre mi ha fatto venire fame.

      E’ ormai giunta mezzanotte ed è tempo di muoversi. «In marcia» mi dico mentre con un balzo scendo dall’altalena e mi addentro nuovamente nel bosco. Ogni tanto si sente il rumore sordo della neve che cade dai rami perché troppo carichi. Camminare nel morbido sottobosco è piacevole, ogni tanto trovo qualche cumulo di neve.

      Mi ci vuole almeno mezzora per raggiungere la mia meta e quando arrivo nulla si rivela familiare. E’ come se vi fossi arrivata per la prima volta. Speravo affiorasse qualche ricordo ma nulla, così decido di perlustrare la zona con molta attenzione… Anche ora mi ritrovo in una radura, pressappoco larga come quella di stamattina, dal lato opposto ove sono io ci sono delle grosse pietre per il resto alberi spogli, non sono pini, sembrano faggi, hanno tutte le foglie a terra, arancioni, nascoste quasi completamente dalla neve che ora mi arriva a metà polpaccio. Uscire con le ballerine stamattina non è stata una gran bella idea… ma chi lo pensava che a giornata avrebbe preso questo bizzarro percorso. La neve in alcuni punti risulta molto pestata, probabilmente è qua che abbiamo fatto a palle di neve. Arrivo al centro del prato e ritrovo l’obelisco della foto. E’ in pietra scura, ha base quadrata e riconosco i disegni stilizzati della foto. Ci giro attorno per osservare gli altri lati. Sembra che siano stati puliti di recente dal muschio, scosto un po’ la neve alla base ed in effetti trovo parti di muschio staccato, saranno stati i ragazzi a pulirlo. Scorgo l’incisione di un sole e dal lato opposto una falce di luna. Sul lato mancante è inciso… mah, non capisco… sembra un fuoco, ma non sono sicura così nel dubbio fotografo tutto. Indietreggio di alcuni passi per osservare da distante ma urto qualcosa con il piede, perdo l’equilibrio e rovino a terra. Per fortuna la neve attutisce la mia caduta. Ormai ho i calzetti tutti bagnati e i piedi si stanno raffreddando troppo. Mi rialzo e scopro che sono inciampata su un sasso piatto, grande come quelli di questa mattina. Cammino in cerchio tenendo l’obelisco in centro e con mia sorpresa scopro l’esistenza di altre pietre… «che sia un altro orologio solare, o quello che è…» come lo aveva chiamato Pietro. D’un tratto un bagliore a destra, poi uno a sinistra. Poi buio e una luce soffusa che man mano diventa sempre più chiara. Sono di nuovo loro, gli insetti del barattolo! Sono ora immersa in una nuvola chiara e silenziosa, gli vedo passarmi vicino ma nessuno mi colpisce. Come nella foto, illuminano tutto l’ambiente circostante. Con il loro volo, eseguono ampi cerchi al centro dei quali si trova l’obelisco. Un senso di pesantezza mi pervade, mi giro attorno e…

cosa farà ora Teresa?

  • vedo del vapore alzarsi da dietro le grosse pietre (50%)
    50
  • sento un rantolio provenire dal bosco e mi avvicino (0%)
    0
  • mi gira la testa, mi appoggio all’obelisco e perdo i sensi (50%)
    50
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70 Commenti

  • Quasi non ci credevo più! Finalmente il finale!
    Sei riuscito a giostrare bene tutto il racconto, nonostante le lunghe pause che hanno avuto lo spiacevole effetto di non far ricordare tutti i dettagli necessari.
    Nonostante questo, la storia mi è piaciuta e spero di rileggerti in questi lidi con altre storie 🙂

    Ciao 🙂

  • Con un po’ di ritardo concludo la storia.
    Che dire… che bella avventura! Non la storia, quella la giudicate voi… lo scrivere qua è stata una bella avventura, quindi… grazie!
    E’ stata una nuova esperienza, non sempre semplice ma molto arricchente. Graditi i vostri commenti ed i consigli. Mi sono divertito a vedere dove mi facevate andare con le vostre scelte. E’ capitato spesso che una delle tre opzioni la indicassi a caso poco prima di pubblicare il capitolo… mai decisione più sbagliata! Più di qualche volta è stata la strada scelta da voi.

    Mi sono divertito ad inserire una citazione di film per capitolo… per quanto riguarda i titoli dei capitoli, come già scritto, sono titoli di canzoni che richiamano più o meno il racconto.

    Per concludere, come cantano i Semisonic:
    “… every new beginning comes from some other beginning’s end…”
    “… ogni nuovo inizio, arriva dalla fine di qualche altro inizio… “

  • Ciao Travis, stavolta il titolo de davvero indovinato, anche se lo avrei preferito in Italiano?
    Mondo strano e complicato, soluzioni diverse tutte possibili. Voto che seguono le lucciole in fondo le lucciole sembrano essere l:unica realtà inconfutabile, e se vanno in città sarà meglio seguirle se davvero si vuole capire. Bel capitolo, andiamo verso il finale… ? ciao

  • Giacomo: Ricordate i disegni sulla grossa pietra del pavimento di Stefano? Era incisa una…

    E così iniziamo a ricollegare il tutto! Anche perché dopo tutto questo tempo, mi ero scordato un sacco di cose 😀
    Andiamo che questa storia mi ganza parecchio ^_^

    Ciao 🙂

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