Alla ricerca del Lume della Ragione

Dove eravamo rimasti?

cosa farà ora Teresa? mi gira la testa, mi appoggio all’obelisco e perdo i sensi (50%)

the cave

      Sento una mano che si posa sul braccio e mi scuote leggermente «Ehi, svegliati». Il suono di passi che si allontanano e poi la stessa voce «forza, sono quasi le sette, svegliatevi». Apro gli occhi e vedo il bianco della neve. Riesco a definire alcune figure che si muovono, qualcuno parla. Pietro e Stefano sono appoggiati al lato opposto, mentre Olivia raggiunge Giacomo all’ingresso.

«Teresa!!» Mi alzo di scatto e quasi rischio di battere contro il soffitto. Mia sorella non è ancora tornata. «Piano a muoverti», mi dice Pietro massaggiandosi la testa, «siamo in una grotta e la volta  non è molto alta». Così mi avvicino agli altri all’ingresso ed osserviamo il paesaggio. Siamo in una posizione sopraelevata rispetto al bosco, il cielo è ancora nuvoloso ma almeno ha smesso di nevicare.

      Ci disponiamo in cerchio e frughiamo tra i ricordi della sera precedente. Dobbiamo decidere cosa fare. «Teresa non c’è», inizio io con una certa insistenza. Dopo che è corsa all’inseguimento di quei piccoli insetti luminosi non l’abbiamo più vista. L’abbiamo chiamata per un po’ ma non c’è stata risposta. «I simboli incisi sull’obelisco» prosegue Pietro, ricordandomi le numerose foto scattate al posto ove eravamo. Poi prende la parola Olivia: «questi insetti luminosi, queste piccole lucciole hanno incominciato ad essere fastidiose, più si avvicinavano a noi e più ci sentivamo disorientati» E’ per questo che ci siamo guardati attorno per uscire da quel posto. Abbiamo visto del vapore che si alzava da dietro due grosse pietre e ci siamo incamminati verso quella direzione. Da lì poi abbiamo visto l’ingresso della grotta e vi siamo entrati. «Eravamo esausti ed il sonno ha preso il sopravvento» conclude Olivia. «La bimba!» si ricorda Stefano d’un tratto, prende in mano il telefono e chiama la moglie in ospedale, naturalmente evita di dirle che siamo da qualche parte nel bosco e cerca di posticipare la visita al tardo pomeriggio. «Strano» dice Giacomo che fino a quel momento era rimasto in silenzio. «Cosa c’è di strano in tutto ciò? ti sembrano cose normali quelle che ci stanno accadendo?» gli domandiamo a più riprese «trovi qualcosa di normale in tutto ciò?» «Mi sembra strano che ora si riesca a telefonare, mentre ieri quando cercavamo di chiamare Teresa col cellulare non c’era campo… che i piccoli insetti abbiamo qualcosa a che fare anche con questo?» Poi, con mezzo sorriso di sfida, si rivolge verso Stefano e me… «io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…»

      Ci incamminiamo in direzione dell’obelisco. La neve è fresca ed è un piacere calpestarla. Siamo in prossimità della piccola radura quando scopriamo che il vapore che avevamo visto ieri ha origine da un piccolo ruscello. Immergo la mano e con mia sorpresa trovo l’acqua tiepida. Ci sono troppe cose non chiare in questo posto. Oltrepassiamo il ruscello ed arriviamo all’obelisco.

«Ecco dove ho lasciato la mia giacca» dice Pietro indicandola vicino all’obelisco. Si avvicina per raccoglierla e fa un balzo indietro sorpreso. «Ettore…», mi chiama sbalordito, «c’è Teresa qui che dorme». Ci avviciniamo felici di averla ritrovata. La chiamiamo e la scrolliamo ma non sembra rispondere, le alziamo la testa che teneva poggiata sulle ginocchia e con stupore scopriamo che ha gli occhi aperti, sono spalancati e fissano il vuoto. Proviamo a chiamarla nuovamente ma non risponde, farfuglia solo, ma non riusciamo a capire nulla. Per fortuna la giacca di Pietro è grande ed è riuscita a tenerla al caldo per tutta la notte. Mi avvicino e le sussurro su un orecchio «Teresa, sveglia». Lei impassibile, non si volta nemmeno e ripete parole… ciò che riesco a distinguere è «orologio, nebbia, lucciole». «Orologio, nebbia, lucciole» ripeto ad alta voce così che gli altri possano capire e magari interpretare qualche cosa. «Devono essere state le lucciole a ridurla così» afferma Olivia, «l’ho detto anche prima, dava anche a noi un senso di disorientamento la loro presenza, è per questo che siamo andati via da qua in fretta ieri…».

«Orologio, nebbia, lucciole» ripete Teresa.

«Aveva trovato una via d’uscita» sottolinea Pietro indicando in direzione del torrente. «Qui abbiamo preso informazioni sufficienti» continua Giacomo scrutando la zona e guardando l’orologio al polso quasi spazientito. In effetti abbiamo perlustrato la zona e fotografato abbastanza ieri sera, quando la neve non aveva ancora coperto tutto.

      «Eccole, eccole di nuovo!» Olivia richiama la nostra attenzione quasi gridando, ci voltiamo e notiamo che stanno tornando le lucciole. Anche se non è più buio, le scorgiamo ugualmente.

      Cerco in fretta di sollevare Teresa per un braccio ma faccio fatica, così mi viene in aiuto Stefano. E’ però difficile spostarla in questo modo e allora Pietro decide di caricarla a cavalcioni sulla sua schiena. Le lucciole avanzano e noi scappiamo!

scappiamo!

  • risaliamo il fiume (60%)
    60
  • torniamo a casa di Stefano (40%)
    40
  • torniamo alla grotta ove abbiamo dormito (0%)
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42 Commenti

  • Ciao Travis,
    ancora una volta io tornerei a casa di Stefano. Mi inquieta questo bosco pieno di simboli misteriosi.
    Secondo me sarebbe meglio ritirarsi in un luogo sicuro e discutere, riflettendo su quanto accaduto a Teresa, forse il suo racconto può illuminare la faccenda. ti consiglio di rileggere attentamente prima di pubblicare, i refusi sono sempre in agguato. Buona domenica..

  • Ciao Travis!
    Ho letto e trovo una bella avventura tra amici; compagnia simpatica e anche coraggiosa. Sembra essere la ricerca di qualcosa, che magari riguarda il loro passato; deve essere ricca di simboli, che sinceramente ancora non comprendo. Però mi hai messo curiosità, e dunque aspetto il seguito. Una sola cosa non ho capito, forse anche perché non ho riletto qualche passo: non ho capito chi sia il narratore all’inizio, ed a un certo punto è Teresa che parla in prima persona.
    Complimenti, alla prossima!

    • Ciao Minollo, grazie per essere passato.
      Leggo con piacere le tue considerazioni, era mia intenzione far raccontare l’avventura un po’ a tutti i personaggi… ha iniziato Pietro, poi c’è stato Giacomo, Olivia, Teresa (due capitoli) l’ultimo è stato Ettore e nel prossimo il racconto sarà affidato a Pietro nuovamente… spero non aver creato troppa confusione.
      Pian piano arriveremo a scoprire dove ci portano questi simboli ritrovati nei vari capitoli…

    • Pronti con un piccolo riassunto!
      Sei amici si rivedono dopo lungo tempo e non trovano di meglio da fare che aprire un buco sul pavimento del salotto… qui, una stanza sotterranea gli porterà a ricordare luoghi del loro passato ed a scoprire delle misteriore costruzioni tracciate nel terreno appartenenti al passato di qualcun altro.
      Potrebbe rivelarsi una bella avventura al parco come quelle che affrontavano assieme da piccoli ma… strani insetti luminosi complicano la situazione.
      Ecco qua i primi cinque capitoli…

  • Ciao, Travis.
    io continuerei con il bosco, mi pare più misterioso, e poi sta per nevicare, potrebbero trovarsi in una situazione pericolosa o imprevista e questo potrebbe dare il via a un’altra avventura.
    Hai un bel modo di raccontare, ti consiglierei solo di non utilizzare i tre punti interrogativi, ma è davvero una piccolezza.

    Alla prossima!

  • Complimenti per gli spunti di indagine messi insieme tutti in una volta, da una scala a pioli ad un mondo pieno di mistero come in un videogioco. Io naturalmente andrei subito a vedere il canale, ma anche il resto promette molto. Bravo divertiti,. Ciaoooo

  • Scopriamo dove Giacomo ha già visto l’immagine, è un buon gancio e lasciarlo in sospeso, per poi farlo comparire più avanti, rischierebbe di fargli perdere forza (i capitoli vengono pubblicati a distanza e non sempre resta memoria dei particolari).
    Ciao, Travis.
    Il capitolo scorre liscio come il canale sotterraneo. Mi è piaciuto e mi è piaciuto il rimando a The Truman Show, quasi a voler dire che nulla è come sembra, almeno questa è l’idea che mi sono fatta io; poi, magari, i tuoi personaggi sono solo amanti della pellicola 🙂
    Bene, direi che ci siamo, avanti così.

    Alla prossima!

  • Una scala a pioli, sì.
    Incipit intrigante e ben scritto. La carrellata sui personaggi è esaustiva, ma senza pesare troppo sulla lettura. Mi piace questo inizio. Vediamo come prosegue.
    Ti segnalo un refuso nella frase: “e per spostarla definitivamente la lato” forse era “di” o “al” 😉
    Benvenuto, Travis e alla prossima!

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