Ciò che non mi hanno ancora bruciato

SIGARETTE E RUM

Mia madre dice sempre che la vita è come una sigaretta: inizia e finisce. Ogni tanto ci penso, alla vita. Mi chiedo se vale la pena fare tutto per bene, se alla fine di noi non resterà neanche il ricordo. Magari è solo un viaggio, un periodo di passaggio, ma non so quale sia la meta, e odio non avere tutto sotto controllo.

Mio padre odiava quando mia madre fumava, e quindi odiava anche questa strana metafora della sigaretta.
-Magari la morte è una cosa bella, visto che nessuno è mai tornato indietro.- questo è ciò che ripeteva sempre, dopo che mia madre aveva esposto la sua idea. Di solito partivano interi dibattiti, che duravano ore.
-Perchè tutti credono che ci debba sempre essere qualcosa? E’ così impensabile il sonno eterno? Il buio estremo? Il nulla infinito?- poi, di solito mia madre si accendeva una sigaretta e mio padre si lamentava, dicendo che quei poveretti col cancro, se avessero avuto i suoi polmoni, non li avrebbero buttati così. Un modo contorto per dire quanto vorrebbero vivere al posto nostro.
Di solito queste discussioni avvenivano di mattina, e mio padre era sempre salvato dall’orologio, che indicava chiaramente il suo ritardo per il lavoro.

Devo dire che mi manca ascoltare i miei litigare riguardo la morte, con in mano una tazza di tè e scambiando occhiate con Lizzie.
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Mi sveglio, guardo l’ora: 7.00.
Vado in cucina. Mia madre è seduta su una sedia, addormentata, con la testa su un braccio e con in mano una bottiglia semi vuota e una sigaretta. Sul tavolo ci sono almeno una dozzina di altre bottiglie vuote di rum. Le prendo e le butto nel cestino del vetro, cercando, per quanto possibile, di non fare rumore. Poi, sfilo la sigaretta fra le sue dita e la metto nel posacenere stracolmo di mozziconi. Prendo la spugnetta dal lavandino e do una passata veloce al tavolo.
Preparo la moca di caffè e aspetto che questo salga. Mia madre mormora qualcosa e capisco che si sta svegliando.
-Ti sto facendo il caffè.- la informo, prendendo i biscotti. Farfuglia qualcosa che somiglia a un “grazie”, ma non ne sono completamente certa.
In quel momento entra Lizzie, ancora mezza addormentata.
-Ehi, io a undici anni non bevevo il caffè, Oscar- scherza.
-E’ per la mamma. Ne vuoi un po’?- annuisce con la testa e il suo sguardo si sposta sulla mamma, che è tornata a dormire sul suo braccio. So che sta per fare una sfuriata, su quanto sia sbagliato passare la notte a bere, quando hai due figli, quindi decido di non lasciarla parlare.
-Oggi vengono i servizi sociali.- esclamo con un sorriso, appena in tempo.
-Alla tua età non dovresti neanche sapere cosa sono i servizi sociali.- borbotta Lizzie. La mamma, ormai sveglia, ma ancora un po’ ubriaca, la ignora, ma so che l’ha sentita.
-Se vuoi io e Lizzie possiamo venire qui appena finita scuola, così ti diamo una mano a sistemare la casa. Che dici?- chiedo a mia madre.
-Non mi serve nessuna mano, grazie.- risponde. E’ ancora ubriaca. Guardo Lizzie e sta già partendo.
-Io, con papà e la sua “amichetta”- dice facendo le virgolette con le dita. -non ho intenzione di vivere. Quindi, adesso beviti questo caffè, fatti una doccia e sistema questo posto.- Lizzie non vuole abitare con papà e Carly, e nemmeno con la mamma. Ma so che non se n’è ancora andata perchè vuole aiutarla, anche se con questi modi un po’ cruenti.

La mamma si alza, prende la tazzina con il caffè che le ho appena versato, l beve e va in bagno.
-Oggi stiamo qua. Scordati la scuola.- dice Lizzie. Mi tolgo le scarpe e iniziamo a sistemare.

Chi è Carly (la compagna del papà)?

  • E' una donna normale, senza alcun legame con la famiglia (25%)
    25
  • E' la ex migliore amica della madre di Oscar (25%)
    25
  • E' la madre del migliore amico di Oscar (50%)
    50
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15 Commenti

  • Ciao Gili
    Non ho capito bene perché lo studio, come via di fuga, gli ha fatto perdere gli amici. È diventato primo della classe e perciò invidiato/odiato oppure si è isolato volontariamente dagli altri?
    Qua bisogna che accada qualche imprevisto a Luke: prende la varicella ed è costretto a stare a casa pieno di brufoli e prurito!
    Un consiglio al protagonista: meglio che cambi calorifero😊 (scherzo, ovviamente. I bulli sono una razza da capire e combattere)
    Ti aspetto da me

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