Ciò che non mi hanno ancora bruciato

Dove eravamo rimasti?

Cosa racconto nel prossimo capitolo? Un incontro a scuola, fra Oscar e il figlio di Carly (la compagna del padre) (100%)

BULLI E BUGIE

Mi è sempre piaciuta molto la scuola.
Quando ero piccolo e mio padre decideva che per quel giorno io ero risparmiato, guardavo tantissimi episodi di “Dragon Ball”, “I Gormiti” e altri programmi simili.
Ma, anche se io a volte ero esente dalla punizione giornaliera, mia madre e mia sorella non lo erano, quindi le urla sovrastavano la televisione. Non potevo mai godermi qualche minuto di calma.

Così, un giorno, dopo aver miseramente rinunciato allo speciale di Doraemon, mi annoiavo. Presi il libro di scienze e iniziai a leggerlo. Era molto più interessante di tutte quelle cose che avevo letto fino a quel momento!
Ero talmente preso dalla lettura che non sentivo più le urla. Iniziai a usare lo studio come “via di fuga” e per questo a scuola persi quasi tutti i miei amici.

Io e Luke, ad esempio, siamo sempre stati migliori amici, sempre. E poi, all’improvviso, decise che non ero più abbastanza “in” per poter essere suo amico.
Io ero più che felice di aver messo fine alla nostra amicizia, dato che ho sempre odiato le persone che giudicano in base alla popolarità. Il problema era che non avevo amici. Luke era l’unico che mi aveva considerato, gli altri si erano già accorti da tempo del mio rapporto pacifico con la scuola.

Così mi ritrovai solo tutti gli intervalli.
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La professoressa Brown ha finalmente finito di parlare. Va bene che mi piace la scuola, ma di arte barocca o neoclassica, proprio non ci capisco niente.

Estraggo la merenda dallo zaino: oggi un tramezzino con della marmellata. Esco dalla classe per poter raggiungere quello che è il mio posto da sempre: il calorifero del corridoio.
Addento il tramezzino ancora sulla soglia della classe e quando alzo lo sguardo trovo Luke e i suoi amici davanti al mio calorifero. Per me andava benissimo, potevano stare lì, ma io sapevo che sarebbero rimasti in mezzo al corridoio se non avessero avuto qualcosa da dirmi, o ancora peggio, da farmi.

-Ciao, Oscar.- mi saluta Luke. Faccio un cenno con la testa, ma poi riabbasso il capo. Non faccio in tempo a rialzarlo che già mi hanno rubato il tramezzino e se lo stanno dividendo.

-Buono!
-Sì, molto.
-Tu che dici, Mark?
-Non male
-Chi te l’ha fatto, papino?- mi schernisce Luke. -Ah no! Che sbadato! Dimenticavo che ora vive con me, non con te!- rimango in silenzio. -Che mi dici quelle cose che si dicono su tuo padre?- il mio cuore manca un battito.

-Allora? Sei sordo? E’ vero che ti picchiava?- ribadisce qualcuno dei lacchè di Luke.
-Ma di che parlate? Non mi picchiava affatto. Era un padre molto amorevole.

Che succede nel prossimo capitolo?

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15 Commenti

  • Ciao Gili
    Non ho capito bene perché lo studio, come via di fuga, gli ha fatto perdere gli amici. È diventato primo della classe e perciò invidiato/odiato oppure si è isolato volontariamente dagli altri?
    Qua bisogna che accada qualche imprevisto a Luke: prende la varicella ed è costretto a stare a casa pieno di brufoli e prurito!
    Un consiglio al protagonista: meglio che cambi calorifero😊 (scherzo, ovviamente. I bulli sono una razza da capire e combattere)
    Ti aspetto da me

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