Guida agli alberi del mondo e dei suoi piccoli abitanti

Dove eravamo rimasti?

come concludiamo? Albero del Drago (50%)

La Fine.

ALBERO DEL DRAGO

Un tempo questo albero nasceva nelle Canarie e a Madeira ( Portogallo). Ora è più facile trovarlo nei giardini delle regioni dell’Europa meridionale. In passato la sua resina che diventava rossa a contatto con l’aria veniva usata farmaco o colorante. Qui risiedono i Drak. Creature dalla pelle squamosa e dai denti affilati come rasoi. Sono piccini picciò ma agguerriti! Guai a farli infuriare, sono capaci di sputare fuoco dalla bocca e fumo dalle narici. Sono i discendenti dei draghi, i custodi degli alberi drago e il loro film preferito è Star Wars. Vanno in letargo alle prime gelate per poi risvegliarsi in primavera. Come i draghi che erano attirati da cose luccicanti, anche i Drak hanno le loro fisse. Impazziscono per le pigne di abete e sono golosi di marmellata di more e di pesca. Il lunedì si vestono di blu, il martedì di rosso, il mercoledì di verde, il giovedì di rosa e il venerdì dì giallo canarino. Il sabato e la domenica vanno nudi. Sono creature molto curiose e quando vedono uno straniero in lontananza corrono tutti sul ramo più alto e lo stanno a fissare fino a quando questo non è sparito dalla loro vista. E allora inizia una lunga ed estenuante discussione sullo straniero appena incontrato. Una volta avevano visto un mio caro amico in compagnia del suo gatto e per un mese non hanno parlato d’altro. Alcuni si domandavano se non fosse il momento di adottare un gatto, altri invece si chiedevano che scarpe erano quelle che indossava l’umano ai piedi. E perché i suoi lacci erano di un blu acceso. Inoltre questo popolo forse è quello che commercia di più. Sono anche dei grandi inventori e ogni loro costruzione viene messa in vendita che sia utile o no. Una volta ho acquistato da loro una pigna che se la mettevi vicino alla luce del fuoco s’illuminava e funzionava come una pila. Inutile dire che ahimè è durata solo un mese. Ma che mese che è stato! Una pigna-torcia! Wow!

SALICE PIANGENTE

Tutti noi conosciamo il Salice  o quasi. Infatti la prima volta che lo vidi fu nel cartone Pocahontas della Disney. Chi si ricorda di nonna Salice? Quanto mi piaceva! Avendo origini sud americane quasi indigene, per me quel Salice era tutto! Non ho mai capito che tipo di salice fosse, se fosse un Salice piangente ( i quali si vedono moltissimo in Alabama, Georgia e molte cittadine del sud degli Stati Uniti) o un Salice Fragile o semplicemente un Salice odoroso comunque sta,  a me piace come pianta. Che fosse un Salice rosso? Vabbè…

Questa pianta ha origini asiatiche, europee e americane. Possono arrivare fino a 20 metri di altezza. In poche parole dei giganti. E qui vivono i Salicetti. Chiamati così in onore della pianta in cui vi risiedono. Essi sono creature dalla testa spigolosa e da lontano sembra che indossino buffi cappelli a punta, in realtà sono solo le loro teste fatte così. Hanno un linguaggio ricco di suoni e di pernacchie. Non c’è giorno che non s’inventino una filastrocca e il loro momento preferito è quando il sole va giù. Insieme ai loro cugini i Ghirk, che vivono sul Salice Tortuoso, commerciano in foglie, pigne, ghiande, bacche e tante altre cose che trovano quando escono dalle loro tane. 

La lingua dei Salicetti è un misto di americano nativo, americano moderno e qualcos’altro che ancora gli studiosi di questa pianta non hanno ben capito ancora.

Avrei voluto parlarvi della Palma ma mi è stato chiesto di rimandare. Il motivo? Semplice i Ghini-Ghini, il clan che si prende cura di tale pianta non si sente molto pronto a presentarsi. Infine ha saputo che un ragazzo egiziano, uno studente, è finito in carcere senza aver fatto nulla. E per questo hanno deciso che fino a quando il loro amico Patrick Zaky non verrà liberato loro non si faranno più vedere dagli esseri umani. Questo è il volere degli dei e il grande sacerdote Amos ha parlato.

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60 Commenti

  • Voto assolutamente Albero del drago. Anche se mi piace molto il Salice e spero ne parlerai comunque. Complimenti innanzitutto per le novità, ti auguro si realizzi il progetto. In effetti come libro illustrato me lo vedo di più, ma devo dire che è stata una lettura piacevole anche qui. Mi piace soprattutto che possa essere un modo per crescere nel rispetto degli alberi e della natura in generale. Ti segnalo solo questa correzione che farei: ” non sì infettano e non muoiono. ” > a parte il si senza accento io metterei il congiuntivo “infettino” e “muoiano”. Al prossimo.

  • Ciao Giulia, ho scelto ontano perché non so nemmeno come sia fatto e perciò potrebbe essere una scoperta utile :). A essere sincera, non è il genere di racconto che più mi coinvolge, ma sono curiosa di leggere stili di scrittura lontani dal mio modo di raccontare e nel tuo caso apprezzo la fantasia per tutti i vari esseri degli alberi e mi piacciono in particolare i nomi scelti, molto adatti a ogni albero. Se le informazioni di descrizione e gli aspetti culturali sono veri, grazie anche per ampliare la mia purtroppo scarsa cultura sul mondo vegetale. Al prossimo.

  • Ciao Giulia
    Arrivò in ritardo al tuo originale racconto ma ho letto tutti i capitoli.
    Deliziosi i tuoi omini, custodi dei miei amati alberi 🙂
    Alla quercia hai dedicato molta attenzione – saranno forse un po’ gelosi gli altri – chissà se hai in mente di parlare anche del cedro, un’altro albero importante dai tempi della Bibbia…
    Intanto voto alloro.

  • Ciao, Giulia.
    Noto con piacere che questa volta gli errori sono pochissimi e, probabilmente, creati dal correttore dello smartphone oppure da tue piccole disattenzioni. Per esempio nella frase seguente: “niente più sbagliato” manca qualcosa, non trovi? Poi ci sono accenti ballerini sulle “i”, ma per il resto, ho trovato il capitolo molto più curato. Potresti farti conoscere interagendo con gli altri autori, anche perché hai avuto una bella idea e sarebbe carino se anche altri potessero leggerla e commentarla 😉

    Ti rinnovo i complimenti e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Ciao eccomi ancora a ringraziarti per le belle immagini che ci regali e che andrebbero davvero accompagnate da disegni e anche perché tengo a farti notare i tuoi errori di distrazione che puoi, e devi correggere magari rileggendo ad alta voce ciò che scrivi:
    Esempio: ” I suoi fiori sono larghi 2 cm, la sua foglia è lunga 3-8cm e (sboccia) FIORISCE ad aprile. (QUESTA PIANTA) è presente soprattutto in Giappone. (I SUOI FIORI) quando sbocciano in primavera sono una cosa indescrivibile da quanto sono belli. Sono certa che almeno una volta, lì avete visti in qualche cartone giapponese. In autunno le sue foglie cambiano colore e diventano gialle. Tra i suoi fiori, (vi risiedono) VIVONO gli Itau. Popolo con una lunghissima storia alle spalle. .
    Come vedi ci sono dei soggetti mancanti o da correggere; ma sono convinto che rileggendo te ne saresti accorta… non avere fretta! brava, ciao.

  • Ciao, tutti a caccia di errori vedrai che lo trovi
    Io ho trovato
    “Vivono a minuscole tane”
    E una frase, la seguente . “I suoi semi oltre ad avere una modesta quantità di carboidrati , venivano mangiati dagli antichi romani e dagli antichi greci.”
    Che non ha un senso veramente compiuto.
    Non ti scoraggiare, la parte difficile è tutta nel riscrivere e nel correggere.
    L’idea è valida, sostienila senza avere fretta di pubblicare. 🙋ciao.

  • Continuo a trovare interessante l’idea, noto però diversi errori:
    Ma nel periodo estivo si possono vederli seduti

    come dono dateli una caramella

    Il Clan dei Pinolini detestano

    collaboravano in maniera frequenta

    che ci ha dati uno dei più romanzi

    Ti consiglierei di fare più attenzione nel momento della stesura, rischi di rovinare il tuo lavoro 😉.

    Voto per il limone e spero che vorrai rispondere ai commenti ricevuti. 😀

    Alla prossima!

  • Ciao, bella la quercia: è l’albero per antonomasia!.
    Continuo a plaudere alla tua idea, oggi però ti segnalo un paio di cose: !i nomi dei popoli antichi i Romani, Greci eccetera, si scrivono in maiuscolo, e poi nella brano che riporto se lo rileggi troverai senz’altro qualcosa da rivedere: “I loro capelli sono castani, biondi, neri e rossi. Quasi sempre lì portano intrecciati così intrecciati che i loro capelli stanno su da soli e da lontano sembrano che in testa portino dei grossi vasi di fiori vuoti.”
    Un’ultima cosa, che ti segnalo solo per curiosità: nell’ultima parte del capitolo ho avuto la sensazione di leggere qualcosa di Lillo e Greg, che spesso usano il paradosso in teatro nei loro spettacoli. Brava, ciao. (voto biancospino)

  • Torno a votare per il biancospino.il sito, data la parità, lo aveva già indicato come opzione vincente, ma del tuo punto di vista non potevi saperlo.
    Carino anche questo episodio dove ho notato, però, qualche dimenticanza. Comunque continuo a credere che tu abbia avuto una bella idea.

    Alla prossima!

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