Guida agli alberi del mondo e dei suoi piccoli abitanti

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Q come Quercia!

QUERCIA COMUNE

Molto tempo fa questi grandi bestioni erano tra gli alberi dominanti in Europa centrale e occidentale. Oggi, è il Faggio europeo ad avere il predominio. Però, entrambe le specie restano tuttavia molto frequenti in alcune zone dell’Europa del sud e del sudest. In passato la quercia era simbolo dì pace, dì potere e dì crescita. I greci lo consacravano a Zeus, i romani a Giove e i Germani a Thor. Anche oggi la quercia è vista da noi esseri umani come qualcosa di grande e misterioso. Vi sarà capitato di vedere una quercia in qualche bosco o in foto. Che sensazione avete provato? Io, dove vivo, ci sono tre querce enormi e ogni volta che le incontro provo una sensazione di “bocca aperta”. Questo sta a significare che resto a bocca spalancata nel vedere tanta maestosità. E mi è impossibile a non pensare ai suoi piccoli abitanti che saltano da un ramo all’altro come scimmie. Parlare del popolo dei Quercù è un grandissimo onore, per la sottoscritta. Non solo perché sono miei vicini ormai da trent’anni ma perché questo popolo, come pochi altri, ha una lunga storia alle spalle fatta di viaggi, conflitti e storie d’amore che in confronto Guerra e Pace è una novella di paese. 

Sono certa che Shakespeare si sia ispirato alle vicende dei Quercù quando ha scritto Giulietta e Romeo.  

Prima di narrarvi alcune vicende di questo popolo, vi devo prima dirvi come sono fatti, così se nel caso lì dovreste incontrare sapete chi avete davanti. 

Quercù o Quercus a seconda della nazione in cui risiedono, sono un popolo affascinante e variopinto. Sono alti tre centimetri. I loro capelli sono castani, biondi, neri e rossi. Quasi sempre lì portano intrecciati così intrecciati che i loro capelli stanno su da soli e da lontano sembrano che in testa portino dei grossi vasi di fiori vuoti. Hanno la pelle olivastra e chiara, i loro occhi vanno dal celeste al verde grigio. Sui loro nasi ci sono, quasi sempre, tre puntini neri. I loro denti sono piccoli ma affilati. Questo li aiuta a spezzare le radici o le corde dei loro nemici. Indossano per lo più lunghi abiti blu di stoffa e ricordano molto gli abiti dei Re e delle Regine in epoca medioevale. Hanno l’abitudine di cavalcare farfalle e grilli. Stanno cercando anche di addestrare qualche pettirosso ma con scarsi risultati a quanto so. I Quercù o Quercus hanno origine ad Atene. Dalle mie fonti so dì certo che esistono dai tempi degli antichi greci. Sì mormora che siano stati gli antichi dei a decidere che queste creature diventassero i piccoli custodi della Quercia. Da allora non hanno mai dimenticato il loro dovere principale: difendersi e prendersi cura della pianta in cui vivono. Ma, perché in ogni storia c’è sempre un Ma gigantesco come un pianeta solare, i nostri amici nei secoli hanno subito molte evoluzioni. Possiamo dire con certezza che queste creature sono molto simili a noi. E se erano nati con l’intento di proteggere l’albero ben presto iniziarono delle piccole faide all’interno del Clan stesso. C’era chi voleva più spazio, chi invece voleva governare, chi sì era auto incoronato da solo senza il volere degli dei e chi invece sfidava la propria famiglia perché si era innamorata del figlio della famiglia nemica.  

Nel 43 d.C. un gruppo di Quercus si è imbarcato sulle navi romane e insieme alla legione romana hanno conquistato la Britannia (Gran Bretagna) e da Quercus sono diventati Querch. Oggi sì fanno chiamare McQuerch e parlano con un forte accento scozzese misto romano. Una cosa molto buffa, credetemi. 

Infatti i Quercus devono ringraziare i romani, senza dì loro non sì sarebbero mai spostati da casa loro. Seguendo le vicende militari dei Romani, hanno potuto emigrare e occupare nuove querce in tutta l’Europa. Certo, anche loro hanno avuto il loro da fare, hanno dovuto combattere contro i Trik, popolazione germana che risiedeva nelle Querce e nei Faggi. A volte hanno vinto le loro battaglie e a volte hanno perso. Ma, anche qui c’è un ma, a volte hanno finito per convivere con altre popolazioni. E credetemi convivere con i Quercus o Quercù non è per nulla facile. Sono testardi, guerrafondai, altezzosi e fedeli. Se sapete come prenderli, credetemi non vi tradiranno mai. Ci vuole molta pazienza con loro, la mia famiglia ci ha messo trent’anni per trovare un modo per convivere tutti in pace, vedete voi.  

Concludo questa descrizione dicendo che ultimamente, i miei piccoli vicini, si sono messi in testa di addestrare il mio cane a portarli le pigne migliori per decorare le loro belle casette. Credono che Rollo, passeggiando sui loro territori (i campi appartengono a me…) in cambio lui può lavorare per loro. Vi terrò aggiornati perché sono certa che ne vedrò delle belle.  

Ps: Non ho parlato delle altre Querce, perché dalla Rovere a alla Quercia dei Pirenei, ci sta la stessa popolazione. Semmai in futuro vi descriverò le varie tipo di querce. Per ora mi fermo qui. Mi raccomando siate gentili e pazienti con i Quercus o poveri voi! 

 

 

 

 

 

 

 

 

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46 Commenti

  • Ciao Giulia, ho scelto ontano perché non so nemmeno come sia fatto e perciò potrebbe essere una scoperta utile :). A essere sincera, non è il genere di racconto che più mi coinvolge, ma sono curiosa di leggere stili di scrittura lontani dal mio modo di raccontare e nel tuo caso apprezzo la fantasia per tutti i vari esseri degli alberi e mi piacciono in particolare i nomi scelti, molto adatti a ogni albero. Se le informazioni di descrizione e gli aspetti culturali sono veri, grazie anche per ampliare la mia purtroppo scarsa cultura sul mondo vegetale. Al prossimo.

  • Ciao Giulia
    Arrivò in ritardo al tuo originale racconto ma ho letto tutti i capitoli.
    Deliziosi i tuoi omini, custodi dei miei amati alberi 🙂
    Alla quercia hai dedicato molta attenzione – saranno forse un po’ gelosi gli altri – chissà se hai in mente di parlare anche del cedro, un’altro albero importante dai tempi della Bibbia…
    Intanto voto alloro.

  • Ciao, brava, gli errori sono spariti, almeno ai miei occhi. Hai trovato l’illustratore?, sarei curioso di vedere i tuoi simpatici mostriciattoli tutti insieme una volta. brava, ho votato l’alloro che per me romano, significa molto. ciao, ciao.

  • Ciao, Giulia.
    Noto con piacere che questa volta gli errori sono pochissimi e, probabilmente, creati dal correttore dello smartphone oppure da tue piccole disattenzioni. Per esempio nella frase seguente: “niente più sbagliato” manca qualcosa, non trovi? Poi ci sono accenti ballerini sulle “i”, ma per il resto, ho trovato il capitolo molto più curato. Potresti farti conoscere interagendo con gli altri autori, anche perché hai avuto una bella idea e sarebbe carino se anche altri potessero leggerla e commentarla 😉

    Ti rinnovo i complimenti e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Ciao eccomi ancora a ringraziarti per le belle immagini che ci regali e che andrebbero davvero accompagnate da disegni e anche perché tengo a farti notare i tuoi errori di distrazione che puoi, e devi correggere magari rileggendo ad alta voce ciò che scrivi:
    Esempio: ” I suoi fiori sono larghi 2 cm, la sua foglia è lunga 3-8cm e (sboccia) FIORISCE ad aprile. (QUESTA PIANTA) è presente soprattutto in Giappone. (I SUOI FIORI) quando sbocciano in primavera sono una cosa indescrivibile da quanto sono belli. Sono certa che almeno una volta, lì avete visti in qualche cartone giapponese. In autunno le sue foglie cambiano colore e diventano gialle. Tra i suoi fiori, (vi risiedono) VIVONO gli Itau. Popolo con una lunghissima storia alle spalle. .
    Come vedi ci sono dei soggetti mancanti o da correggere; ma sono convinto che rileggendo te ne saresti accorta… non avere fretta! brava, ciao.

  • Ciao, tutti a caccia di errori vedrai che lo trovi
    Io ho trovato
    “Vivono a minuscole tane”
    E una frase, la seguente . “I suoi semi oltre ad avere una modesta quantità di carboidrati , venivano mangiati dagli antichi romani e dagli antichi greci.”
    Che non ha un senso veramente compiuto.
    Non ti scoraggiare, la parte difficile è tutta nel riscrivere e nel correggere.
    L’idea è valida, sostienila senza avere fretta di pubblicare. 🙋ciao.

  • Continuo a trovare interessante l’idea, noto però diversi errori:
    Ma nel periodo estivo si possono vederli seduti

    come dono dateli una caramella

    Il Clan dei Pinolini detestano

    collaboravano in maniera frequenta

    che ci ha dati uno dei più romanzi

    Ti consiglierei di fare più attenzione nel momento della stesura, rischi di rovinare il tuo lavoro 😉.

    Voto per il limone e spero che vorrai rispondere ai commenti ricevuti. 😀

    Alla prossima!

  • Ciao, bella la quercia: è l’albero per antonomasia!.
    Continuo a plaudere alla tua idea, oggi però ti segnalo un paio di cose: !i nomi dei popoli antichi i Romani, Greci eccetera, si scrivono in maiuscolo, e poi nella brano che riporto se lo rileggi troverai senz’altro qualcosa da rivedere: “I loro capelli sono castani, biondi, neri e rossi. Quasi sempre lì portano intrecciati così intrecciati che i loro capelli stanno su da soli e da lontano sembrano che in testa portino dei grossi vasi di fiori vuoti.”
    Un’ultima cosa, che ti segnalo solo per curiosità: nell’ultima parte del capitolo ho avuto la sensazione di leggere qualcosa di Lillo e Greg, che spesso usano il paradosso in teatro nei loro spettacoli. Brava, ciao. (voto biancospino)

  • Torno a votare per il biancospino.il sito, data la parità, lo aveva già indicato come opzione vincente, ma del tuo punto di vista non potevi saperlo.
    Carino anche questo episodio dove ho notato, però, qualche dimenticanza. Comunque continuo a credere che tu abbia avuto una bella idea.

    Alla prossima!

  • Il biancospino, perché lo metto un po’ dappertutto: racconti, poesie, canzoni…
    Ciao, Giulia.
    Molto originale la tua idea.
    Ti seguo con piacere e ti auguro di diventare la più grande guida escursionistica del mondo 😉

    Alla prossima!

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