Guida agli alberi del mondo e dei suoi piccoli abitanti

Dove eravamo rimasti?

prossimo albero? Biancospino (40%)

Pini e Biancospini

Pino Domestico 

 Il pino domestico è una pianta diffusa nel bacino del Mediterraneo fino al Libano. Da giovane ha una grande chioma verde. Un cappellone direbbe qualcuno. I suoi semi oltre ad avere una modesta quantità di carboidrati , venivano mangiati dagli antichi romani e dagli antichi greci.  

Oltre ad ospitare uccellini di ogni tipo e scoiattoli dalla coda lunga, vi è un piccolo clan che dimora da secoli su suoi rami. Ed è il clan dei Pinolini. Esso è composto da piccole creaturine alte un centimetro dal viso roseo e dai capelli verdi. Vivono a minuscole tane. Queste creature sono al quanto bellicose, sempre pronte a fare la guerra. Ma nel periodo estivo si possono vederli seduti sui rami ad osservare il tramonto mentre si abbuffano di pinoli.  

Se dovreste incontrarli, mi raccomando come dono dateli una caramella morbida o un biscotto, vi saranno grati.   

Il Clan dei Pinolini detestano soprattutto le giornate fredde e ventose che fanno cascare per terra le loro amate pigne.  

PINO MARITTIMO

Il Pino Marittimo è il fratello del Pino Domestico.  Anch’esso verde non è un capellone come suo fratello. Le sue pigne sono lunghe 22 cm. Sono dotate di corte spine e da chiuse sono molto più strette. I semi sono alati. 

Qui vivono i cugini del clan i Pinolini. Anch’essi prendono lo stesso nome ma c’è un ramo della famiglia che ha deciso di chiamarsi i Pinetti. Quando ho domandato il motivo di tale scelta, la mia fonte non mi ha saputo rispondere o non ha voluto. Spero che voi possiate scoprire la verità. 

Come i Pinolini hanno capelli verdi e sono dei gran mangioni. Diversamente dai loro cugini sono meno bellicosi. Amano saltare da un ramo all’altro e giocare con gli scoiattoli. Le loro case sorgono lungo la corteccia dell’albero.  

BIANCOSPINO COMUNE

Cresce sulle rocce, in siepi e bordi boschivi di gran parte dell’Europa. Le sue foglie sono lunghe fino a 7 cm. Gli antichi Romani lo usavano per scacciare la sfortuna o il malocchio. Tra le sue foglie e le sue bacche rosse risiedono il clan “Urca”. Gli Urca sono un antica popolazione di viaggiatori nomadi. Hanno viaggiato per mare e per terra, condiviso il cibo con altri Clan e narrato storie che ancora oggi sì sentono o sì leggono nei libri di avventura. ( lo sapevate che sono stati gli Urca a ispirare lo scrittore Jules Verne per il suo romanzo: ” Il giro del mondo in ottanta giorni?”. A quanto so dalle mie fonti, sembra che il Clan Urca sia corso in aiuto del povero scrittore che sì trovava in un momento critico per la sua carriera( un tempo artisti e creature magiche collaboravano in maniera frequenta), oggi diremmo che aveva “il blocco dello scrittore”, allora lo chiamavano: ” non so cosa più scrivere, diventerò molto presto povero, ahimè!”. 

Quindi dobbiamo ringraziare questo piccolo Clan dalla coda lunga bianca e rossa, che ci ha dati uno dei più romanzi d’avventura più belli che mai sono stati scritti.  Gli Urca sono molto golosi delle bacche rosse del Biancospino e guai raccoglierne anche solo uno, vi trovereste assaltati da piccole creature alte due centimetri ma ben agguerrite. Non vi consiglio dì sfidare questo clan, quando vuole sa come farsi rispettare.

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46 Commenti

  • Ciao Giulia, ho scelto ontano perché non so nemmeno come sia fatto e perciò potrebbe essere una scoperta utile :). A essere sincera, non è il genere di racconto che più mi coinvolge, ma sono curiosa di leggere stili di scrittura lontani dal mio modo di raccontare e nel tuo caso apprezzo la fantasia per tutti i vari esseri degli alberi e mi piacciono in particolare i nomi scelti, molto adatti a ogni albero. Se le informazioni di descrizione e gli aspetti culturali sono veri, grazie anche per ampliare la mia purtroppo scarsa cultura sul mondo vegetale. Al prossimo.

  • Ciao Giulia
    Arrivò in ritardo al tuo originale racconto ma ho letto tutti i capitoli.
    Deliziosi i tuoi omini, custodi dei miei amati alberi 🙂
    Alla quercia hai dedicato molta attenzione – saranno forse un po’ gelosi gli altri – chissà se hai in mente di parlare anche del cedro, un’altro albero importante dai tempi della Bibbia…
    Intanto voto alloro.

  • Ciao, brava, gli errori sono spariti, almeno ai miei occhi. Hai trovato l’illustratore?, sarei curioso di vedere i tuoi simpatici mostriciattoli tutti insieme una volta. brava, ho votato l’alloro che per me romano, significa molto. ciao, ciao.

  • Ciao, Giulia.
    Noto con piacere che questa volta gli errori sono pochissimi e, probabilmente, creati dal correttore dello smartphone oppure da tue piccole disattenzioni. Per esempio nella frase seguente: “niente più sbagliato” manca qualcosa, non trovi? Poi ci sono accenti ballerini sulle “i”, ma per il resto, ho trovato il capitolo molto più curato. Potresti farti conoscere interagendo con gli altri autori, anche perché hai avuto una bella idea e sarebbe carino se anche altri potessero leggerla e commentarla 😉

    Ti rinnovo i complimenti e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Ciao eccomi ancora a ringraziarti per le belle immagini che ci regali e che andrebbero davvero accompagnate da disegni e anche perché tengo a farti notare i tuoi errori di distrazione che puoi, e devi correggere magari rileggendo ad alta voce ciò che scrivi:
    Esempio: ” I suoi fiori sono larghi 2 cm, la sua foglia è lunga 3-8cm e (sboccia) FIORISCE ad aprile. (QUESTA PIANTA) è presente soprattutto in Giappone. (I SUOI FIORI) quando sbocciano in primavera sono una cosa indescrivibile da quanto sono belli. Sono certa che almeno una volta, lì avete visti in qualche cartone giapponese. In autunno le sue foglie cambiano colore e diventano gialle. Tra i suoi fiori, (vi risiedono) VIVONO gli Itau. Popolo con una lunghissima storia alle spalle. .
    Come vedi ci sono dei soggetti mancanti o da correggere; ma sono convinto che rileggendo te ne saresti accorta… non avere fretta! brava, ciao.

  • Ciao, tutti a caccia di errori vedrai che lo trovi
    Io ho trovato
    “Vivono a minuscole tane”
    E una frase, la seguente . “I suoi semi oltre ad avere una modesta quantità di carboidrati , venivano mangiati dagli antichi romani e dagli antichi greci.”
    Che non ha un senso veramente compiuto.
    Non ti scoraggiare, la parte difficile è tutta nel riscrivere e nel correggere.
    L’idea è valida, sostienila senza avere fretta di pubblicare. 🙋ciao.

  • Continuo a trovare interessante l’idea, noto però diversi errori:
    Ma nel periodo estivo si possono vederli seduti

    come dono dateli una caramella

    Il Clan dei Pinolini detestano

    collaboravano in maniera frequenta

    che ci ha dati uno dei più romanzi

    Ti consiglierei di fare più attenzione nel momento della stesura, rischi di rovinare il tuo lavoro 😉.

    Voto per il limone e spero che vorrai rispondere ai commenti ricevuti. 😀

    Alla prossima!

  • Ciao, bella la quercia: è l’albero per antonomasia!.
    Continuo a plaudere alla tua idea, oggi però ti segnalo un paio di cose: !i nomi dei popoli antichi i Romani, Greci eccetera, si scrivono in maiuscolo, e poi nella brano che riporto se lo rileggi troverai senz’altro qualcosa da rivedere: “I loro capelli sono castani, biondi, neri e rossi. Quasi sempre lì portano intrecciati così intrecciati che i loro capelli stanno su da soli e da lontano sembrano che in testa portino dei grossi vasi di fiori vuoti.”
    Un’ultima cosa, che ti segnalo solo per curiosità: nell’ultima parte del capitolo ho avuto la sensazione di leggere qualcosa di Lillo e Greg, che spesso usano il paradosso in teatro nei loro spettacoli. Brava, ciao. (voto biancospino)

  • Torno a votare per il biancospino.il sito, data la parità, lo aveva già indicato come opzione vincente, ma del tuo punto di vista non potevi saperlo.
    Carino anche questo episodio dove ho notato, però, qualche dimenticanza. Comunque continuo a credere che tu abbia avuto una bella idea.

    Alla prossima!

  • Il biancospino, perché lo metto un po’ dappertutto: racconti, poesie, canzoni…
    Ciao, Giulia.
    Molto originale la tua idea.
    Ti seguo con piacere e ti auguro di diventare la più grande guida escursionistica del mondo 😉

    Alla prossima!

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