Il futuro è delle donne 2

Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle. (Denis Waitley)

Mi diverto a vedere il nonno sorridere quando intravede nell’acqua cristallina un pesce andare a sinistra e a destra nel tentativo di svincolarsi dall’amo ed ogni volta sentirmi dire «Prendi il retino.»

Quanto invece mi rattrista la sua espressione delusa per ogni amo vuoto.

Raccolto l’ultimo galleggiante con la bandierina nera che indicava la fine del bolentino, Bill avviando il motore mi avvisa «Rientriamo, sono contento di aver riempito il secchio.»

«Quanto pensi di ricavarci da questi pesci?»

«Vuoi saperlo per fare il pescatore?» mi risponde con tono spiritoso.

«No, solo per curiosità. Io pesco con la canna a traina mentre navigo, ma solo per alimentarmi.»

«Chiederò settanta per chiudere a cinquanta, se fosse così tutti i giorni non mi lamenterei.»

Nella serenità del rientro mi chiede con tono curioso «Ma dimmi, hai venduto tutto i tuoi beni?»

«Quando mi sono sentito in trappola e la smania di osare il salto ha trovato nel mare il ponte verso l’evasione ho fatto il piano della nuova vita per liberarmi dalle catene che mi tenevano prigioniero. Volevo dimenticare la vita trascorsa come se non l’avessi mai vissuta.»

«Non sarà stato facile.» mi chiede mostrandomi delusione per la mancata mia risposta.

«No, non è stato per niente facile trovare l’uscita dalle secche in cui mi ero infilato tra la responsabilità imprenditoriale e la esultante speranza di navigare fra nuovi canali di una vita sconosciuta. Per due anni ho cercato di pulire la coscienza eliminando le immoralità del mio agire verso quel cambiamento del quale esistevano dentro di me le premesse, ma ogni volta le seduzioni del mondo mi ripigliavano.»

«Gli amici cosa ti dicevano?» mi stimola passandosi le dita sulle guance ricoperte da una leggera bianca barba incolta.

«Nessun amico mi ha sostenuto durante tutto il tempo del risveglio, anzi, per ostacolarmi hanno indossato una maschera diversa ed ho dovuto fare da solo affinché la mia partenza non provocasse danni a nessuno. Quando lo spessore delle catene che mi imprigionavano cominciava ad assottigliarsi ho venduto l’azienda ed ogni altro bene. Ho pagato tutti i debiti lasciando al mio avvocato la procura di incassare i parecchi crediti che poi, approfittando della mia lontananza, non mi ha mai restituito.»

«Come, il tuo avvocato ti ha derubato?» esclama stupito.

«Vi sono anche negli uomini onesti degli stimoli, ben nascosti nel profondo dell’anima, capaci di generare azioni disoneste anche verso gli amici o l’azienda che li ha allevati.»

Credi vi siano anche negli uomini onesti degli stimoli nascosti nel profondo dell'anima capaci di generare azioni disoneste verso gli amici?

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9 Commenti

  • Ciao
    sono capitata per caso sulla tua storia e devo dire che ho qualche perplessità riguardo alcuni passaggi di questo capitolo, in particolare.
    Ho avvertito delle forzature: il dolore e l’elaborazione del lutto coinvolgono ricordi, sentimenti, delusioni, aspettative, consapevolezza di sé e degli altri, elementi che, di per sé, sono molto personali e complicati. Ci vogliono parole semplici e dirette per esprimere il dolore: parole che esprimono un gesto, catturano la luce di uno sguardo, un lieve movimento degli occhi, del corpo o delle mani, un battito cardiaco alterato, un respiro che non c’è più… Sono più efficaci che lunghi discorsi.
    Mi sembra molto improbabile che si possa confortare ( e dire) chi ha subito e sta vivendo in quel momento una perdita importante, la frase che hai scritto: “C’è un posto nella coscienza dove l’atroce dolore per la perdita della madre passa attraverso le lame affilate della memoria e del tempo che esiliano il dolore nell’inevitabile oblio.” Chi ascolterebbe?
    Non sono d’accordo e mi stupisco anche di quest’altro concetto: “Pensai che se avessi avuto figli avrei cercato di farmi amare il meno possibile per risparmiare loro di soffrire così tanto per la mia dipartita.”. Privare dell’amore per evitare loro la sofferenza? Molto discutibile.
    Spero che tu non mi mandi al diavolo per quello che ho scritto, ovviamente esprimo una opinione personalissima. In fondo, questa piattaforma invita e si basa sul confronto tra i lettori sulle loro storie.

    • buongiorno Louise, ti ringrazio per i tuoi commenti molto appropriati, del resto non sono uno scrittore. Il motivo del manoscritto, che è molto lungo, è il progetto per dare alle donne il governo dell’umanità.
      Sarei lieto di ricevere le tue critiche anche sulla prima parte “Il futuro è delle donne” senza numero, ma soprattutto riceverle in merito al progetto abbozzato alla fine del manoscritto che se vuoi posso inviartelo. Ciao Sergio.

    • Buongiorno Giulia. Ti informo che esiste la prima parte del manoscritto dal titolo senza numero 2 ed è importante leggerlo per capire la storia. Dovrai avere pazienza, è una storia molto lunga, ma se riuscirai arrivare alla fine, il che è difficile, forse non sarai più lo stessa e non essere indulgente in critiche e suggerimenti per migliorarlo. Ti auguro una gioiosa giornata. Sergio.

  • Ciao, preferisco pensare che un onesto, e per di più amico sia immune da certi stimoli, o almeno sia in grado di controllarli senza troppe difficoltà.
    In quanto al tema di “andare via” credo sia uno dei più dibattuti nelle coscienze degli ,uomini. Molti lo fanno, la maggior parte rinuncia. Vediamo il tuo protagonista dove ci porterà. auguri, alla prossima.

    • Ciao, ti ringrazio per il tuo commento, è il primo che ho ricevuto. Ti informo che esiste la prima parte del manoscritto dal titolo senza numero 2 ed è importante leggerlo per capire la storia. Dovrai avere pazienza, è una storia molto lunga, ma se riuscirai arrivare alla fine non sarai più lo stesso e non essere indulgente in critiche e suggerimenti per migliorarlo. Ti auguro una gioiosa giornata. Sergio.

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