Il futuro è delle donne 2

Dove eravamo rimasti?

Credi anche tu che la felicità sia avere una piccola villa, un piccolo yacht, un piccola fortuna in banca e un dolce far niente? si (100%)

Il denaro non ha mai reso l’uomo felice, né mai lo farà; non c’è niente nella sua natura che produce felicità. Più uno ne ha più ne vuole.  (Benjamin Franklin)

Fissandolo ironico mi intrometto «Io credo che ciascuno ha una sua visione del mondo che mette nelle parole mentre chi ascolta assume quelle stesse parole colla visione del proprio mondo. Perciò non ci si intende, ma prova ad immaginare di essere il re di un grande regno.»

«Ma è impossibile per noi.»

«D’accordo, ma credi che i re siano felici?»

«Certamente.»

«Eppure, persino i troni più solidi sono crollati. Anche i re hanno paura delle rivoluzioni, delle malattie e delle congiure di palazzo e spesso sul trono ci sta del fango oppure il trono è sul fango. Ma lasciatemi provare a rispondere ai nonni,» ed attendo il loro assenso per riprendere «innanzitutto, per essere felici occorre un sogno da realizzare anche nutrendo speranze ambiziose ma con modestia e nel rispetto degli altri. Se la felicità viene fatta dipendere da qualcosa di esteriore come dal divertimento è una felicità fugace. Anche la celebrità è passeggera come succede a molti grandi artisti che dopo un concerto vanno a letto soli e si svegliano soli. Persino i Beatles si sono separati per essersi stancati della vita celebre.»

«Vuoi dire che tutto quello che ti dà il denaro è solo un certo lusso nella solitudine dell’infelicità.»

«Le ragioni della felicità vanno trovate nel fiore più bello dentro di noi.»

Interviene il nonno «Il poter dormire tranquilli certi di aver fatto il proprio dovere questa è già felicità.» e la nonna che l’ambizione mondana era incapace di capire aggiunge «È molto facile sciupare anche una vita intera accorgendosene solo quando la giovinezza lascia il posto alla vecchiaia.»

prosegue in IL FUTURO E’ DELLE DONNE 3

Leggi prima IL FUTURO E’ DELLE DONNE e IL FUTURO E’ DELLE DONNE 2

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9 Commenti

  • Ciao
    sono capitata per caso sulla tua storia e devo dire che ho qualche perplessità riguardo alcuni passaggi di questo capitolo, in particolare.
    Ho avvertito delle forzature: il dolore e l’elaborazione del lutto coinvolgono ricordi, sentimenti, delusioni, aspettative, consapevolezza di sé e degli altri, elementi che, di per sé, sono molto personali e complicati. Ci vogliono parole semplici e dirette per esprimere il dolore: parole che esprimono un gesto, catturano la luce di uno sguardo, un lieve movimento degli occhi, del corpo o delle mani, un battito cardiaco alterato, un respiro che non c’è più… Sono più efficaci che lunghi discorsi.
    Mi sembra molto improbabile che si possa confortare ( e dire) chi ha subito e sta vivendo in quel momento una perdita importante, la frase che hai scritto: “C’è un posto nella coscienza dove l’atroce dolore per la perdita della madre passa attraverso le lame affilate della memoria e del tempo che esiliano il dolore nell’inevitabile oblio.” Chi ascolterebbe?
    Non sono d’accordo e mi stupisco anche di quest’altro concetto: “Pensai che se avessi avuto figli avrei cercato di farmi amare il meno possibile per risparmiare loro di soffrire così tanto per la mia dipartita.”. Privare dell’amore per evitare loro la sofferenza? Molto discutibile.
    Spero che tu non mi mandi al diavolo per quello che ho scritto, ovviamente esprimo una opinione personalissima. In fondo, questa piattaforma invita e si basa sul confronto tra i lettori sulle loro storie.

    • buongiorno Louise, ti ringrazio per i tuoi commenti molto appropriati, del resto non sono uno scrittore. Il motivo del manoscritto, che è molto lungo, è il progetto per dare alle donne il governo dell’umanità.
      Sarei lieto di ricevere le tue critiche anche sulla prima parte “Il futuro è delle donne” senza numero, ma soprattutto riceverle in merito al progetto abbozzato alla fine del manoscritto che se vuoi posso inviartelo. Ciao Sergio.

    • Buongiorno Giulia. Ti informo che esiste la prima parte del manoscritto dal titolo senza numero 2 ed è importante leggerlo per capire la storia. Dovrai avere pazienza, è una storia molto lunga, ma se riuscirai arrivare alla fine, il che è difficile, forse non sarai più lo stessa e non essere indulgente in critiche e suggerimenti per migliorarlo. Ti auguro una gioiosa giornata. Sergio.

  • Ciao, preferisco pensare che un onesto, e per di più amico sia immune da certi stimoli, o almeno sia in grado di controllarli senza troppe difficoltà.
    In quanto al tema di “andare via” credo sia uno dei più dibattuti nelle coscienze degli ,uomini. Molti lo fanno, la maggior parte rinuncia. Vediamo il tuo protagonista dove ci porterà. auguri, alla prossima.

    • Ciao, ti ringrazio per il tuo commento, è il primo che ho ricevuto. Ti informo che esiste la prima parte del manoscritto dal titolo senza numero 2 ed è importante leggerlo per capire la storia. Dovrai avere pazienza, è una storia molto lunga, ma se riuscirai arrivare alla fine non sarai più lo stesso e non essere indulgente in critiche e suggerimenti per migliorarlo. Ti auguro una gioiosa giornata. Sergio.

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