Il futuro è delle donne 2

Dove eravamo rimasti?

Credi anche tu che la consapevolezza per la perdita della madre è il balsamo affinché il tempo possa lenire il dolore? no (100%)

Colui che non riesce a perdonare distrugge il ponte sul quale egli stesso deve passare; perché ogni uomo ha bisogno di essere perdonato. (George Herbert)

Il giovane Adrian sente bussare alla porta della sua anima un pensiero di perdono e conferma implorante «Lasciamo di soffrire aspettando il padre che non verrà.»

Io aggiungo per sostenerlo «Dimenticare il respiro di una madre moribonda nelle orecchie di un ragazzo è impossibile e la fuga di un padre agisce come la sua morte. Anche se le nostre madri non camminano più su questa terra, sono certo che illuminano il nostro cammino per vivere il presente con i vivi.»

«Dobbiamo perdonarlo. La vita deve pur continuare e va vissuta il meglio possibile.» conferma il nonno in una indulgente allucinazione senile.

«Ottima decisione.» convalido con fermezza.

«È una colpa troppo grave per perdonarlo.» interviene Alain con il viso torturato dal desiderio di non perdonare.

«Non vi è nulla che non possa essere perdonato.» bisbiglia la nonna alle cui orecchie quelle parole risuonano incoscienti.

«Il perdono è una chiave della felicità,» e per convincerlo aggiungo «dicono che si diventa adulti solo quando si perdonano le colpe dei genitori.»

Alain, assorto con gli occhi chiusi, sembra rivedere la madre ridente dei tempi felici quando il viso gli si illumina lentamente con un risolino e dice con tono sarcastico «Se Gesù Cristo fosse nato femmina, forse avrebbe fatto di meglio.»

Tutti ammutoliti ci guardiamo sorpresi.

Interrompo quell’imbarazzante momento pensieroso dicendo «Non ci ho mai pensato, ma sono d’accordo, anzi credo che se anche gli altri, Abramo, Buddha, Maometto, fossero stati donne, avrebbero fatto di più e meglio per l’umanità.»

Credi anche tu che se Cristo, Abramo, Buddha, Maometto, fossero stati donne, avrebbero fatto di più e meglio per l'umanità?»

  • non so (0%)
    0
  • no (0%)
    0
  • si (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

9 Commenti

  • Ciao
    sono capitata per caso sulla tua storia e devo dire che ho qualche perplessità riguardo alcuni passaggi di questo capitolo, in particolare.
    Ho avvertito delle forzature: il dolore e l’elaborazione del lutto coinvolgono ricordi, sentimenti, delusioni, aspettative, consapevolezza di sé e degli altri, elementi che, di per sé, sono molto personali e complicati. Ci vogliono parole semplici e dirette per esprimere il dolore: parole che esprimono un gesto, catturano la luce di uno sguardo, un lieve movimento degli occhi, del corpo o delle mani, un battito cardiaco alterato, un respiro che non c’è più… Sono più efficaci che lunghi discorsi.
    Mi sembra molto improbabile che si possa confortare ( e dire) chi ha subito e sta vivendo in quel momento una perdita importante, la frase che hai scritto: “C’è un posto nella coscienza dove l’atroce dolore per la perdita della madre passa attraverso le lame affilate della memoria e del tempo che esiliano il dolore nell’inevitabile oblio.” Chi ascolterebbe?
    Non sono d’accordo e mi stupisco anche di quest’altro concetto: “Pensai che se avessi avuto figli avrei cercato di farmi amare il meno possibile per risparmiare loro di soffrire così tanto per la mia dipartita.”. Privare dell’amore per evitare loro la sofferenza? Molto discutibile.
    Spero che tu non mi mandi al diavolo per quello che ho scritto, ovviamente esprimo una opinione personalissima. In fondo, questa piattaforma invita e si basa sul confronto tra i lettori sulle loro storie.

    • buongiorno Louise, ti ringrazio per i tuoi commenti molto appropriati, del resto non sono uno scrittore. Il motivo del manoscritto, che è molto lungo, è il progetto per dare alle donne il governo dell’umanità.
      Sarei lieto di ricevere le tue critiche anche sulla prima parte “Il futuro è delle donne” senza numero, ma soprattutto riceverle in merito al progetto abbozzato alla fine del manoscritto che se vuoi posso inviartelo. Ciao Sergio.

  • Ho votato no, perché non credo al misero. Io in questo caso mi limiterei a simpatia, empatia, o roba del genere, quindi nulla di misterioso. Tutto molto bello solo vorrei capire la logica per la scrittura in grassetto e Corsico che non mi è troppo chiara. Grazie, ciao🌻

    • Buongiorno Giulia. Ti informo che esiste la prima parte del manoscritto dal titolo senza numero 2 ed è importante leggerlo per capire la storia. Dovrai avere pazienza, è una storia molto lunga, ma se riuscirai arrivare alla fine, il che è difficile, forse non sarai più lo stessa e non essere indulgente in critiche e suggerimenti per migliorarlo. Ti auguro una gioiosa giornata. Sergio.

  • Ciao, preferisco pensare che un onesto, e per di più amico sia immune da certi stimoli, o almeno sia in grado di controllarli senza troppe difficoltà.
    In quanto al tema di “andare via” credo sia uno dei più dibattuti nelle coscienze degli ,uomini. Molti lo fanno, la maggior parte rinuncia. Vediamo il tuo protagonista dove ci porterà. auguri, alla prossima.

    • Ciao, ti ringrazio per il tuo commento, è il primo che ho ricevuto. Ti informo che esiste la prima parte del manoscritto dal titolo senza numero 2 ed è importante leggerlo per capire la storia. Dovrai avere pazienza, è una storia molto lunga, ma se riuscirai arrivare alla fine non sarai più lo stesso e non essere indulgente in critiche e suggerimenti per migliorarlo. Ti auguro una gioiosa giornata. Sergio.

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi